lunedì 10 gennaio 2011

Recensione: Mobile Suit Gundam 00

MOBILE SUIT GUNDAM 00
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam 00
Regia: Seiji Mizushima
Soggetto: Hajime Yatate
Sceneggiatura: Yousuke Kuroda
Character Design: Yun Kouga (originale), Michinori Chiba
Mechanical Design: Kanetake Ebikawa, Takayuki Yanase, Kunio Okawara, Seiichi Nakatani
Musiche: Kenji Kawai
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 25 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 2007 - 2008


In un futuro non troppo distante, la Terra è politicamente divisa fra tre potenze mondiali, che, con la loro supremazia economica data dal monopolio dello sfruttamento dell'energia solare, si spartiscono il globo, costringendo i Paesi poveri e non allineati a un periodo di lunghe guerre, sia questo per mantenere la propria indipendenza o sia, più comunemente, per procurarsi il proprio sostentamento ai danni di altri popoli, vista la difficoltà a sopravvivere nel mercato comune ricercato dalle tre Federazioni che impoverisce le piccole realtà. Nell'anno 2307, l'assetto geopolitico sarà spinto a forza verso grossi cambiamenti quando entrano in scena i Celestial Being, una società segreta che, utilizzando quattro modelli Gundam, potentissimi mecha militari enormemente superiori a qualsiasi macchina da guerra mai conosciuta dalla civiltà terrestre, dichiara guerra all'intero globo per riuscire a sedare i conflitti, costringendo tutti a una storica alleanza contro la minaccia comune...

Nel 2007, forse incapaci di trovare idee per mandare avanti quella Cosmic Era ridicolizzata dalle vette trash di Mobile Suit Gundam SEED Destiny (2004) e delusi dalle sue modeste vendite di Gunpla, Sunrise e Bandai decidono di abbandonare la timeline alternativa più fortunata di tutte fino a quel momento a favore della nascita di un nuovo restart, il quinto. Portano in scena un progetto in fase di allestimento sin dal 20051, l'anno in cui convinsero il regista Seiji Mizushima, sulla breccia dell'onda grazie al successo galattico di Fullmetal Alchemist (2003), a dire la sua su Gundam (con suo stesso stupore, data la sua basica conoscenza del mondo del Mobile Suit bianco, e da questo la decisione di partire da zero con una nuova storia sviluppata da lui, invece di proseguire con complesse timeline già impostate da altri2). Il 6 ottobre debuttano quindi nelle TV giapponesi i primi 25 episodi di Mobile Suit Gundam 00: prima serie gundamica realizzata nello splendore dell'alta definizione e del widescreen e prima a essere spezzettata in due archi narrativi (a non prevedere quindi 50 puntate di fila), e il risultato, a parere di chi scrive, preso nell'insieme - considerato quindi tutt'uno con la Second Season - sarà decisamente valido e competitivo, rivelandosi un nuovo, ottimo e a tratti esaltante AU che non fa rimpiangere il precedente, tanto da essere, ad oggi, anche l'ultimo considerabile ancora di ottima qualità e degno di visione.

Mizushima, con il beneplacito dei suoi superiori a poter "osare" più degli altri colleghi3 in virtù di essere un "esterno" che può dare un contributo inedito al franchise, slegato da tradizione e ortodossia, dipinge per la prima volta uno scenario politico gundamico estremamente realistico, non per nulla, come rivela lui stesso4, fortemente ispirato alla realtà contemporanea: il calendario temporale adottato è il nostro, quello gregoriano/giuliano, e in esso il regista immagina (chissà se sarà profetico!) un mondo spartito in tre superpotenze politico-militari: una UE del futuro (l'Advanced European Union), l'immancabile America (Union of Solar Energy and Free Nations) e una credibile Federazione Comunista data dall'unione della Repubblica Popolare Cinese, della Russia e dell'India (la Human Reform League). Visto che le risorse per il sostentamento mondiale, impoverite da sovrappopolazione e inquinamento, sono prossime all'esaurimento, il futuro della sopravvivenza è ora dato dalla ricerca di fonti alternative, e saranno queste tre Super Nazioni ad assumerne il predominio, condannando i Paesi del Terzo Mondo, in una nuova Guerra Fredda, a conflitti perenni per rifornirli di armi o tentare di annetterli al loro impero. Setting drammatico e credibile, insomma, estremamente affascinante anche solo per questo, per la curiosità di vedere trasposti e reimmaginati in una storia gundamica conflitti, battaglie e temi attualissimi, nel contesto di una storia cupa e adulta.

Sfondo politico intrigante, spunto narrativo da terrore: quattro ragazzi, a bordo dei loro Gundam, dichiarano guerra all'intero globo per estinguere tutti i conflitti (!): stesse premesse dell'atroce e indimenticabile (purtroppo) Mobile Suit Gundam Wing (1995), con principessine pacifiste e sognatrici, protagonista emo, tormentati eroi bishounen e allusioni omosex incluse. Quasi a confermare i timori, la serie per una buona metà di questa prima stagione zoppica, introdotta dal peggiore primo episodio di sempre nel quale vengono presentate superficialmente tonnellate di personaggi (cast davvero enorme e massiccio) in uno spazio striminzito, carico pure di incomprensibili terminologie tecnologiche. Bisogna in effetti constatare che Gundam 00 inizialmente stenti a dimostrare i suoi pregi, che ci sono ma devono sempre dividere la scena con problemi di mancato coinvolgimento: se la produzione, con lo staff di oltre 300 persone dietro5, tecnicamente si dimostra eccellente e il suo grosso budget si nota parecchio, nella Computer Grafica di alto livello (fusa talmente bene con disegni tradizionali da risultare in un'armonia perfetta), nella resa spettacolare e fisicissima dei combattimenti grazie a un'avvincente regia, nei fondali curati e nelle animazioni di livello quasi cinematografico (e il tutto splende nell'alta definizione), le virtù narrative faticano spesso a emergere in un intercedere lento e poco interessante della storia.


È facile annoiarsi, di fatto, con la prima quindicina di puntate, cronaca delle varie battaglie dei Celestial Being in giro per il mondo. Ogni avventura vede i ragazzi intromettersi in guerre locali e, senza prendere le parti di nessuno e con facilità disarmante, distruggere entrambi gli eserciti, in virtù della spropositata forza dei Gundam, talmente "divina" che sembra raffigurarli come giganti che pestano formiche. Il fatto è poi commentato da ampi gruppi di personaggi ancora, che siano burattinai che si muovono dietro le quinte, mercanti di morte o i potenti dei vari Paesi che cercano di decidere il da farsi. Ci si interessa, quindi, a temi intriganti e seriosi (l'oligarchia delle nazioni ricche, i commercianti di morte, le guerre tribali ed etniche, il fanatismo religioso e i bambini soldato, questi ultimi due rappresentati dal protagonista principale Setsuna F. Seiei dal sangue arabo e dal passato tragico) e scenografiche rievocazioni storiche di guerre moderne (la guerra d'Iraq e dello Sri Lanka in primis) e ci si esalta con due sigle di apertura J-Rock stratosferiche (L'arc~en~Ciel e the brilliant green), ma questi momenti sono spesso una semplice parentesi in uno spazio dominato da dialoghi freddi e un cast scontato, fighetto e patinato a cui è difficile affezionarsi - i Gundam Meister, i piloti di Gundam, cosa sono, nei fatti, se non i soliti ragazzi cinici, tenebrosi e infallibili che fanno eccitare legioni di ragazzine? I loro avversari e gli immancabili rivali di lotta cosa sono, se non i soliti adoni altrettanto cool che non fanno altro che sorridere tutto il tempo dando l'impressione di essere sempre in procinto di fare una mossa (che poi non avviene, ma l'importante è il pensiero) che sconvolgerà tutti? Non mancano poi né alcune trovate di sceneggiatura ridicole (il primo incontro tra Setsuna e Marina Ismail, e il modo in cui lei apprende la sua identità), né intermezzi inutili come pochi (i numerosi, insopportabili siparietti e battibecchi tra Louise Halevy e Saji Crossroad, vicino di casa dell'eroe, che hanno zero utilità se non presentare questa coppia in vista della seconda stagione, in cui avranno un certo ruolo). Quantomeno, non vi è traccia di tutte le esagerazioni paradossali e imbecilli di Gundam Wing e dei suoi dialoghi atroci e muscolosi, e i suoi attori rivivono in Gundam 00 in personalità meno estremizzate e inverosimili, risultando più sensate. Completano il conto un mecha design estremamente futuristico e atipico che può piacere come no (Gundam caratterizzati da linee taglientissime e spigolose e con corporature anoressiche o obese, addirittura uno sembra avere dei capelli!), musiche del tutto anonime di un poco ispirato Kenji Kawai e il chara design adulto e particolareggiato dell'autrice shounen-ai Yun Kouga, nel complesso abbastanza attraente e colorato nonostante sia scelto prevalentemente per caratterizzare con linee dolci, angeliche ed effeminate il cast maschile, per interessare il pubblico femminile6.

È giusto, però, dire che le cose cambiano completamente nelle ultime dieci puntate (contraddistinte dall'apparizione dei misteriosi fratelli Trinity): è il punto di svolta, il miracolo che riesce nell'apparentemente impossibile impresa di riscattare l'anonimia della prima parte. Quest'ultimo segmento narrativo, senza voler anticipare nulla, è una successione di episodi dalla qualità altissima che, con morti inaspettate e un colpo di scena coinvolgente dietro l'altro, culminano in un finale tragico e apocalittico, denso di combattimenti emozionanti, tragedie e pezzi musicali da brividi. Che Bandai possa aver detto qualcosa a Mizushima (si lamenterà più avanti che in un titolo di peso come Gundam lo staff non ha mai totale libertà creativa7)? Che quest'ultimo abbia dato più peso ai consigli dei mecha designer (veterani gundamici scelti da Sunrise per aiutarlo8) o alle critiche che leggeva in internet9 nel decidere come sviluppare la storia? Sarà difficile stabilirlo. Sappiamo solo che Gundam 00 sembra cambiare fisionomia e scrittura, acquisendo un invidiabile ritmo trascinante, i Gundam Meister trovano quella tridimensionalità a loro negata fino a quel momento e si comincia ad affezionarsi ai personaggi e a temere per la loro sorte. Un netto cambio di sceneggiatura e modo di raccontare che ha dell'incredibile, pensando alla noia iniziale, e che, di chiunque sia merito, rende la serie pienamente degna di essere vista, e i risultati le daranno ragione: discreto share del 4.84%10 e, come ai tempi dei vari Gundam SEED, eccellenti vendite di DVD11 (controverso il discorso dei modellini, con modeste vendite di Gunpla ma gran sucesso della linea Metal Build, tanto da in essa saranno poi sviluppati anche i robot della Cosmic Era12).


Gundam 00 soffre di una parte iniziale non propriamente riuscita, ma ritengo che sia sempre e comunque meglio una storia che cresce piuttosto che il contrario, e dato che Mizushima imparerà la lezione e realizzerà la Second Season, prosieguo imprescindibile della storia, per tutto il tempo sui livelli finali di questa prima, regalandoci in definitiva un ottimo Gundam, non c'è motivo di non consigliare la visione di quest'opera sia ai neofiti che ai fan storici.

Voto: 7,5 su 10

SEQUEL
Mobile Suit Gundam 00 Second Season (2008-2009; TV)
Mobile Suit Gundam 00: Special Edition (2009-2010; serie OVA)
Mobile Suit Gundam 00 The Movie: A Wakening of the Trailblazer (2010; film)


FONTI
1 Intervista a Seiji Mizushima pubblicata sulla rivista giapponese Animage, tradotta (in inglese) e pubblicata alla pagina web https://gundams.wordpress.com/2007/07/17/gundam-00-interview-with-animage-magazine/
2 Come sopra
3 Come sopra
4 Come sopra
5 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 467
6 Come sopra
7 Altra intervista a Mizushima, riassunta nel sito web "Sakaku Complex" (http://www.sankakucomplex.com/2008/12/25/gundam-00-director-hurt-by-net-bashing/)
8 Vedere punto 1
9 Vedere punto 5
10 Pagina web (in giapponese), http://toro.2ch.net/test/read.cgi/shar/1336141685/
11 Sito Web, Anime News Network, che mostra i DVD Ranking del 2008 con Gundam 00 per ben due volte al primo posto come vendite del mese. http://www.animenewsnetwork.com/news/2008-04-16/japanese-animation-dvd-ranking-march-26-april-8 e http://www.animenewsnetwork.com/news/2008-08-07/japanese-animation-dvd-ranking-july-31-august-6. Confermato a pag. 467 di "Storia dell'animazione giapponese"
12 Consulenza di Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit)

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