giovedì 3 luglio 2014

Recensione: Aim for the Ace! (Jenny la tennista: Il Film)

AIM FOR THE ACE!
Titolo originale: Ace wo nerae!
Regia: Osamu Dezaki
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Sumika Yamamoto)
Sceneggiatura: Keisuke Fujikawa
Character Design: Akio Sugino
Musiche: Koji Magaino
Studio: Mad House
Formato: lungometraggio cinematografico (durata 88 min. circa)
Anno di uscita: 1979


Hiromi Oka si è appena iscritta al prestigioso liceo Nishi, famoso per il suo club di tennis in cui giocano tre atleti fra i migliori della nazione: il bel Takayuki Todo, l'amico Yu Ozaki e la leggiadra Madama Butterfly, Reika Ryuzaki, amatissimi da tutti. La ragazza non crede ai suoi occhi quando il nuovo allenatore della squadra, Jin Munakata, scopre in lei un grande talento per la disciplina e decide di allenarla, inserendola addirittura fra i titolari per il torneo regionale. Supportata dallo stesso Todo, di cui si innamora, Hiromi inizia un duro addestramento per ottenere risultati sportivi e, successivamente, essere degna di indossare la maglia della nazionale.

Difficile fornire un giudizio equilibrato sul concreto valore del lungometraggio di Punta all'Ace!, film cinematografico che, sul finire del 1979, simboleggia nelle sale giapponesi il ritorno di Osamu Dezaki e Akio Sugino sulla versione animata del famoso manga sportivo/sentimentale di Sumika Yamamoto. A fine decennio la prima, grande e sfortunata (per ascolti) serie televisiva da loro diretta nel 1973 conosce la completa riabilitazione: le repliche raggiungono indici di ascolto che la trasmissione originale poteva solo sognarsi (il picco è del 27.2%, degno di finire tra i 100 share più alti della Storia degli anime1), sufficientemente alte tanto da spalancare le porte a una nuova produzione televisiva, cui però i due non possono partecipare in quanto impegnati nelle lavorazioni su Remi - Le sue avventure (1977)2: New Aim for the Ace! (1978), diretta da Minoru Okazaki e inedita in occidente. Come suggerisce il titolo, non è un seguito bensì un remake, che rinarra da capo la storia seguendo, stavolta fedelmente, il materiale d'origine, senza tutte le invenzioni (e i miglioramenti) di Dezaki. Poi, almeno secondo le fonti ufficiali3, suddetta opera ha così successo da convincere Tokyo Movie Shinsha a produrre anche un film per capitalizzarne la popolarità. Trovo difficile credere a questo tono trionfalistico, dal momento che quasi sempre le serie TV degli anni '70 se non raggiungevano la quota di almeno 50 episodi era solo per i bassi ascolti (New Aim for the Ace! si chiuderà a quota 25), ma, quale che sia la verità, concluso Remi e anche la bellissima Isola del tesoro (1978), Dezaki e Sugino sono chiamati a tornare sul mondo tennistico della Yamamoto. Lo fanno rileggendo da capo e per l'ennesima volta tutto l'intreccio, tirandone fuori, al posto del solito, inutile film di rimontaggio, una storia celebrativa di 88 minuti disegnata e animata da zero che copre, nell'arco della sua durata, di nuovo i primi 3/4 tankobon.

Non è facile giudicare l'opera, si diceva, perché fonte in ugual modo di amarezze e momenti di esaltazione. Nonostante il film abbia dalla sua l'interesse di essere più fedele all'originale rispetto alla prima serie (simbolicamente rappresentato dalla scelta di restituire a Yu Ozaki le sue vere sembianze e e di illustrare i fatti salienti della storia con le scene corrette invece che reinterpretarle ancora), presto l'entusiasmo scema all'accorgersi di come il prodotto si limiti, in realtà, a seguire stancamente il solito intreccio e i soliti avvenimenti-chiave, senza mordente e senza aggiungere nulla di rilevante, se non togliendo nel mezzo molte cose (il rapporto di Hiromi con le sue compagne di classe invidiose, la doppia faccia di Reika), apportando qualche lieve modifica ininfluente (il primo incontro fra l'eroina e Ranko Midorikawa) e raccontando tutto con grande velocità. Difficile, sia per chi già conosce la trama, sia per gli spettatori occasionali, appassionarsi a un titolo sportivo con attori dalle personalità poco più che accennate (pessime sotto ogni punto di vista quelle dei comprimari), in cui la fabula consiste in un accavallarsi di sequenze brevissime che mostrano un match da un minuto, qualche dialogo, qualche scena di allenamento e la ripetizione costante delle tre cose. Ancora più flebile che in passato è poi l'elemento romantico, ridotto a qualche allusione e frase qua, come se si fosse deciso che i sentimentalismi e le masturbazioni mentali siano sprecati in una storia del genere. Non che io non abbia apprezzato questa cosa, sia in questo film che nella serie del '73, ma a questo punto non capisco il senso di trasporre con sufficiente fedeltà il fumetto evitando proprio uno dei suoi temi principali (fumetto che, ricordo, è appunto uno shoujo e presuppone per il suo pubblico una cascata di turbe mentali rosa). Anche senza pensare al contorno zuccheroso che non c'è, ha davvero poco senso guardarsi questo lungometraggio senza aver già letto o visto una delle incarnazioni precedenti, poiché per larghi tratti, nonostante l'estrema linearità, è una storiella flebile e arida raccontata con una velocità eccessiva. Eppure, la valutazione è alta ugualmente, per quella regia monolitica di Osamu Dezaki che, come un incantesimo, fa amare ugualmente la pellicola nonostante i suoi limiti narrativi.


Il regista, con a disposizione, finalmente, un ottimo budget, trasforma nuovamente Punta all'Ace! in un'esperienza sensoriale. Se i fondali abbandonano i bei disegni minimalisti del passato - nati per nascondere la mancanza di fondi - rivelandosi di buona fattura ma inaccettabilmente "ordinari", i tecnicismi registici raggiungono, invece, fasti ancor più memorabili. Le emozioni dei personaggi e i match sportivi riassurgono a opera d'arte grazie all'uso di vertiginose inquadrature verticali, giochi di colori/immagini e un uso ossessivo, ipnotico e irresistibile dello split screen e dei primi piani: sono accorgimenti d'autore che tagliano la dimensione terrena degli avvenimenti, focalizzando la scena sulla resa facciale dei sentimenti dei personaggi. Definire Arte la regia di Punta all'Ace! è riduttivo: il lavoro mastodontico dell'ispiratissimo artista, tranquillamente inquadrabile come post-moderno per la sua epoca, è superlativo, di gran lunga tra le migliori prove registiche di tutto il decennio, in grado di rendere un obbligo la visione di un'opera narrativamente superficiale, permettendo di appassionarsi a match sportivi ben animati e pieni di idee visive, o di rifarsi gli occhi con scene lente e ed eleganti valorizzate da una raffinata raffinata. Akio Sugino, d'altro canto, replica anch'esso i propri disegni carichissimi di eleganza e dettagli (specialmente i simbolismi grafici e le sue inossidabili "cartoline", le splendide illustrazioni usate per sottolineare gli stati d'animo), resi ancora più espressivi e "vitali" dal potere dell'alto budget. Siamo senza dubbio al cospetto dell'ennesimo capolavoro grafico dei due. Peccato giusto per le musiche, affidate al compositore Koji Magaino, blande (saranno interamente riciclate in Lady Oscar, la cui trasmissione inizia un mese dopo l'uscita della pellicola) e che fanno rimpiangere il precedente compositore Go Misawa, e per l'uso di una canzone portante (anonima) distantissima dalla storica, accattivante sigla di apertura televisiva. Nel finale del film, la riproposizione dello stesso, titanico match inventato da Dezaki alla fine della prima serie, più spettacolare e animato che mai, e la chiusura affidata al tragico, commovente avvenimento che segna la fine della prima parte del manga (volume 10), sono eccellenti, riusciti momenti cinematografici che accrescono il carisma di una pellicola assolutamente controversa in molte questioni ma da vedere a ogni costo dal punto di vista meramente artistico.

Nota: In Italia l'opera è edita in DVD da Mondo Home Video, con il nome Jenny la tennista - Il Film. Seguendo l'adattamento della prima serie televisiva, anche il doppiaggio del film è più inventato che mai, con i soliti nomi e dialoghi falsi che invalidano completamente, ahinoi, l'edizione.

Voto: 8 su 10


FONTI
1 Pagina web, http://nendai-ryuukou.com/article/110.html
2 Sito web ufficiale (in giapponese) dello studio Tokyo Movie Shinsha, scheda di "Aim for the Ace!". Http://www.tms-e.com/library/tokushu/a_nerae/index.html
3 Come sopra

1 commento:

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Non sapevo che esistesse il film

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