lunedì 19 gennaio 2015

Recensione: God Sigma

GOD SIGMA
Titolo originale: Uchū Taitei God Sigma
Regia: Takeyuki Kanda (ep.1-10), Katsuhiko Taguchi (ep.11-50)
Soggetto: Saburo Yatsude
Sceneggiatura: Masaaki Sakurai, Akira Nakahara, Masaki Tsuji, Hirohisa Sota, Katsuhiko Taguchi
Character Design: Kaoru Shintani (originale), Kazuhiko Udagawa
Mechanical Design: Submarine, Katsushi Murakami, Yutaka Izubuchi
Musiche: Hiroshi Tsutsui
Studio: Anime City, Green Box
Formato: serie televisiva di 50 episodi (durata ep. 23 min. circa)
Anni di trasmissione: 1980 - 1981


Nell'anno 2050, la scoperta della rivoluzionaria energia Trinity da parte della razza umana porta una razza aliena del futuro, gli Eldar, ad attaccare la Terra per eliminarla . Il professore Kazami, a capo di Trinity City, città-fortezza che custodisce i segreti di quella forza, la difenderà usando il potentissimo God Sigma, pilotato dal suo allievo Julie Noguchi insieme ai civili Toshia Dan e Kira Kensaku. Questi ultimi due provengono da Io, lontana colonia di Giove conquistata e apparentemente distrutta dal nemico, che sperano un giorno di poter raggiungere per ritrovare i propri cari. Per quale motivo gli Eldar vogliono Trinity?

Il 14 gennaio 1980, Tadao Nagahama muore a soli 44 anni per un'epatite virale. Il regista dell'acclamata quadrilogia robotica di Toei Animation/Sunrise lascia prematuramente questa valle di lacrime, ma la sua dipartita neanche si sente in God Sigma l'Imperatore dello spazio, che viene trasmesso giusto tre mesi dopo, il quinto capitolo delle produzioni televisive di Saburo Yatsude e il primo senza contributo alle animazioni da parte di Sunrise, ora rimpiazzato da studi minori assoldati dall'Academy Production di Yoshinobu Nishizaki che co-produce la serie. "Neanche si sente", si diceva, perché le produzioni robotiche di Saburo Yatsude o, ampliando il discorso, quelle tradizionali tout court del genere, ormai hanno ben poco da dire; possono solo riproporre all'infinito gli ingredienti del passato senza più fantasia e l'iniziale carica di originalità. Se già il precedente Daltanious il robot del futuro (1979) iniziava a sapere di vecchio, God Sigma arretra ancora di più, riciclando ormai in modo stanchissimo tutti quegli elementi di fascino con cui, nel 1976, con Super Electromagnetic Robot Combattler V, Nagahama faceva scuola, ma che ormai, a furia di essere sfruttati, sono diventati cliché altrettanto noiosi come quelli precedenti. Con questa infinite sequenze di agganciamento e attacchi finali riciclati a ogni episodio, il potenziamento dell'attacco finale a metà serie, cattivi belli e romantici che alla fine non sono così cattivi ma devono morire a prescindere in modo tragico, cattivi "veri" che appaiono a metà serie e trattano male quello tragico, e dispersi genitori dell'eroe, c'è totale saturazione, totale banalità, e sia God Sigma, sia i titoli successivi di Saburo Yatsude, proseguiranno imperterriti su questa strada, una copia dietro l'altra. Da un lato, questi lavori non fanno rimpiangere la dipartita del loro regista originario, ma dall'altra fanno sprofondare nella più totale stagnazione quello che una volta era il rinomato robotico made in Toei Animation.

Introdotto da un'insignificante sigla d'apertura curata da Isao Sasaki, lontana anni luce dagli scoppiettanti, immortali canti di Mitsuko Horie, God Sigma già dal primo episodio dimostra, a chi ha seguito le puntate precedenti, che l'unica arma a sua disposizione è "l'usato sicuro", con il solito carico di fortezze scientifiche, invasioni aliene, le già citate invenzioni di Nagahama e un ritorno alla classica formula del robot componibile dato dalla fusione (come ai tempi d'oro nagaiani) di tre robottoni a loro volta già umanoidi, seppur con una sequenza d'agganciamento vistosamente "impossibile" che vede le proporzioni dei tre variare per permettere i vari incastri. I piloti, in quest'occasione anche loro più provenienti da Getter Robot (1974) che da Combattler V, sono immancabilmente plasmati sugli archetipi di figo, cinico e grassone, appiattiti su caratterizzazioni così fiacche da dimenticarsi subito, non fosse per il chara design abbastanza dolce ed effeminato (vedere l'antagonista tragico Terral, nel cui corpo addirittura convive una personalità femminile) adottato da Kaoru Shintani (meglio noto al pubblico occidentale per la saga cartacea e animata di Area 88). Riprendendo Daltanious, quindi, l'intreccio abbandona volentieri la continuity dei titoli passati per privilegiare il classico immobilismo delle puntate autoconclusive prive di legami che occupano buona parte della serie, accompagnato a un ritorno ad atmosfere abbastanza leggere e dai siparietti comici - basati principalmente sulle avances della gallinella Minako ai danni di Toshia e le gag del padre di lei, principale sponsor e finanziatore di Trinity City.


I fatti, insomma, parlano di una serie che per larga parte della sua durata non è né carne né pesce, forse piacevole per chi non ha visto i titoli precedenti di Saburo Yatsude ma del tutto trascurabile per gli altri, peccando in particolar modo dei soliti sviluppi di trama (anche l'idea dello scomparso papà di Toshia bisognava replicare ancora una volta? Davvero?), di un cast noioso, atmosfere raramente drammatiche, robottoni che, anche nonostante l'apporto anche di un giovane Yutaka Izubuchi, sono davvero brutti a vedersi, se non pacchiani (il Rikushin-Oh pilotato da Kira, col suo terrificante maglio gigante, il colore giallo e le antennine ridicole), e combattimenti velocissimi e ben poco esaltanti, in cui, dopo essersi formato, il God Sigma annienta il Cosmosauro di turno con uno o due colpi. Anche le musiche di Hiroshi Tsutsui sono concepite al risparmio e all'insegna della svogliatezza, affiancando, a brani nuovi di zecca e di una certa ispirazione, anche ricicli senza vergogna di brani interi di Combattler V e Super Electromagnetic Machine Voltes V (1977).

God Sigma inizia a risollevarsi dalla mediocrità verso metà serie, quando, abbandonati gli intermezzi comici, inizia a morire - pur raramente - qualche personaggio e appare qualche episodio incredibilmente drammatico (il 26, che racconta i danni psicologici dei civili sopravvissuti alle distruzioni causate dai combattimenti fra robot), diventando addirittura interessante nell'ultima dozzina di puntate ambientate nello spazio, in cui riscopre una certa personalità. Se la trama, infatti, rimane fino alla fine molto derivativa e prevedibile (anche se le motivazioni degli Elder per distruggere l'energia Trinity vantano una certa originalità), rappresenta invece una grossa sorpresa un suo incredibile sviluppo, ossia il voltafaccia compiuto da uno dei personaggi-archetipo classicissimi del genere, che, di punto in bianco, da persona positiva diventa un'incredibile carogna, facendo la sua parte per ostacolare gravemente la risoluzione del conflitto: parliamo di una trovata che non ha alcun precedente nel genere e proprio per questo motivo risulta ancora oggi addirittura stupefacente, l'unico grosso elemento di novità per cui, probabilmente, si può giustificare l'esistenza dell'opera. Molto teatrale e ben realizzato è lo stesso finale, forte di una intensa tragicità che porta a un happy ending non certo tra i più consolatori che si siano visti (e non mi riferisco all'immancabile destino del cattivo bello e romantico). Non saranno comunque questi fatti a rendere interessante un titolo nato già privo di pretese e che per buona parte della sua durata non ha nulla da dire, che si trascina fino alla fine per 50 lunghi episodi ripetendo stancamente e quasi sempre le solite cose viste nelle quattro serie precedenti; fuori tempo massimo e incomparabile coi capolavori che Sunrise creava in quegli anni con le sue innovazioni. Share basso (5,6%1) come è giusto che sia.


Nota: God Sigma può essere guardato col solo doppiaggio storico italiano, che cambia i nomi dei robot e delle armi ma almeno mantiene inalterati quasi tutti quelli dei personaggi (a parte Kira Kensaku, divenuto un mostruoso Kiraken), seguendo - apparentemente - bene i concetti dei dialoghi e del senso della storia. Peccato, quindi, per una recitazione così spesso sovraccaricata da provocare ilarità e per il fatto che, per chissà che ragioni, non siano mai stati acquistati i diritti degli ultimi due episodi, costringendo lo spettatore odierno a doverseli guardare per forza in giapponese. La ciliegina sulla torta è rappresentato dal fatto che - sembra incredibile - la sigla d'apertura giapponese, ripetuta in ogni episodio durante la sequenza di agganciamento del robot (come sempre fatto in tutte le opere di Saburo Yatsude), è stata sostituita da una versione italiana giocosa e bambinesca, sia usata come nuova sigla, sia schiaffata al posto dell'originale durante il momento di formazione del God Sigma, con l'ovvio effetto di rendere trash quello che doveva essere un momento abbastanza galvanizzante per i bambini dell'epoca. Per finire, l'edizione italiana in DVD a cura di Mondo Video si limita a ripresentare i primi 48 episodi ostinandosi a non procurare i diritti degli ultimi due, ovviamente senza fornire neppure sottotitoli fedeli al giapponese per godersi l'opera con le battute originali.

Voto: 6 su 10


FONTI
1 Wikipedia giapponese di "Golion". Confermato (non la cifra di share, ma l'insuccesso di ascolti in patria) dal saggio "Super Robot Files: 1979/1982" (Fabrizio Modina, J-Pop, 2016, pag. 73)

28 commenti:

Alberto Dolci ha detto...

Me lo ricordavo molto migliore, e ricordavo bene il buonissimo finale con sorprese varie annesse, però effettivamente,avendo riguardato qualcosa oggi, un 35 episodi su 50 tutti uguali è difficile da mandare giù... ovviamente da bimbo non me ne accorgevo perchè ,anzi, quando sei piccolo la sicurezza dell'attacco finale ti fa felice. (eppure continuo a preferire godsigma al combattler che mi è sempre stato sullo stomaco...)

Jacopo Mistè ha detto...

Io tutti i robot di Saburo Yatsude li sto guardando oggi per la prima volta, a 27 anni (ebbene sì, da giovine il robotico non mi interessava quasi per niente, vidi solo Voltron e basta!).

Il problema di God Sigma non sono i soliti episodi tutti uguali, il problema è il suo essere un riciclo scontatissimo di tutte le idee di Combattler, Voltes, Daimos e Daltanious fatti dallo stesso autore. >_>

Per me, se ci si vuole limitare ai titoli fondamentali di Saburo Yatsude, bisogna fermarsi ai primi 27 episodi di Combattler (perché non t'è piaciuto?), a Voltes e Daimos. Il resto è trascurabile (come sono sicuro che saranno trascurabili anche i successivi Golion, Dairugger e Arbegas, ma pur immaginandolo li vedrò lo stesso, ahaha).

Alberto Dolci ha detto...

Probabilmente il Combattler non mi è piaciuto perche lo vidi dopo Voltes 5: quindi ai miei occhi era una versione scrausa di Voltes. Evidentemente vedere questi anime uno dopo l'altro con cognizione di causa da adulti è abbastanza differente che guardarseli da piccoli alla rinfusa.

Sam ha detto...

Il problema più grave sono i disegni e le animazioni davvero orribili, che lo fanno passare per un anime di serie b.
Peccato per il brodo allungato a 50 episodi perché come già detto, GS ha delle belle idee qui e là , e quando gli sceneggiatori decidono di abbandonare la trama episodica per quella in continuty ( cioè dove ogni episodio fa evolvere la storia della puntata precedente) diventa una visione interessante.
Daltanious non ritengo che sapesse già di vecchio all' epoca perché aveva personaggi carismatici un mecha design fascinoso e una trama accattivante e piena di colpi di scena ( almeno dopo i primi 25 episodi, comici e dalla trama episodica e ripetitiva)

Jacopo Mistè ha detto...

Daltanious "sapeva di vecchio" semplicemente se visto dopo aver guardato i suoi predecessori, la triade Combattler/Voltes/Daimos, da cui saccheggiava tutto. Autonomamente era carino. :)

Shiffer Adams ha detto...

Sinceramente non sono molto d'accordo coi commenti e la recensione qui letta, ingenerosa nei confronti di un robot di tutto rispetto per un anime, che dalla puntata 24 in poi si dimostra invece interessantissimo e all'altezza di altri suoi precedenti "mecha" famosi ... intanto bisogna distinguere l'opera in due parti, perchè fino alla 24° puntata l'anime risulta ripetitivo e banale, con una sceneggiatura interessante bistrattata frettolosamente da animazioni che lasciano desiderare e una certa "comicità" e superficialità nella descrizione e nelle azioni dei personaggi principali. Solo a metà opera, quando si avverte di più il lavoro di supervisione di Taguchi, e il soggetto di Yatsude valorizzato al meglio, inizia a vedersi un cambiamento radicale, non solo per la scelta della trama "continuity", ma per un'approfondimento stesso dei personaggi e l'introduzione di cattivi all'altezza (parlo del comandante Lagan e dei suoi due generali Dalton e Mes, che pur umani presentano connotazioni psicologiche interessanti). Interessante e originale anche lo scontro tra due fazioni nemiche che battagliano tra loro per prendere il potere o conservarlo, e gli scontri mecha si fanno più interessanti, i Cosmosauri sono più rifiniti e originali. Inoltre si rileva un deciso miglioramento delle animazioni stesse in alcune puntate, raggiungendo un livello più che buono nelle ultime 12 puntate. La sceneggiatura originalissima non può essere bistrattata e giudicata in maniera cosi critica da come ho letto qui sopra, e l'aspetto robotico non è da scartare, perchè il design e la trasformazione di God Sigma presentano elementi del tutto originali. La sua teatralità drammatica è degna di nota, in particolare il rapporto tra Terral, Toshia e il suo conflitto sentimentale, il suo essere "donna" nel corpo di un uomo (affrontando dunque anche un tema mai visto in altri anime mecha come l'aspetto dell'omosessualità ma anche dell'amicizia tra due personaggi inizialmente nemici). Poi una menzione particolare per le musiche leggendarie di Hiroshi Tsutsui, qui alla sua ultima opera sinfonica degna di nota, e al miglioramento fondamentale di animazioni e disegni in alcune puntate, l'originalità di una trama scientifica plausibile orientata verso l'esplorazione dello spazio e i viaggi nel tempo che non sfoci nel ridicolo come invece in molti altri anime osannati fin troppo dagli apassionati del genere ma in realtà sconclusionati e privi di un minimo di plausibilità scientifica. Certo, non siamo di fronte a design veramente originali con cattivi all'altezza dei robot di Nagai, ma nemmeno le stupidaggini di Daitarn 3, semplicemente osannato ingiustamente come uno dei migliori mecha quando secondo il mio parere è infinitamente mediocre, ma anche nello stile mecha del robot oltre che nella sua storyboard.

Jacopo Mistè ha detto...

"ma per un'approfondimento stesso dei personaggi e l'introduzione di cattivi all'altezza (parlo del comandante Lagan e dei suoi due generali Dalton e Mes, che pur umani presentano connotazioni psicologiche interessanti). "

Personaggi tutti già visti, con fattezze e nomi diversi e destino segnato, in Combattler/Voltes/Daimos/Daltanius. Non si può scindere il fatto che l'autore di God Sigma non ha fatto altro che reiterare all'infinito tutti i cliché delle serie precedenti.

"La sceneggiatura originalissima" e "La sua teatralità drammatica è degna di nota, in particolare il rapporto tra Terral, Toshia e il suo conflitto sentimentale, il suo essere "donna" nel corpo di un uomo (affrontando dunque anche un tema mai visto in altri anime mecha come l'aspetto dell'omosessualità ma anche dell'amicizia tra due personaggi inizialmente nemici). "

In contemporanea con God Sigma erano trasmessi Ideon e Baldios che erano molto, molto più originali e "teatralmente drammatici" di lui e di tutti i robotici visti fino a quel momento. E "l'amicizia tra due personaggi inizialmente nemici" si è vista eccome in Voltes/Daimos/Daltanius sempre di Saburo Yatsude.

"Poi una menzione particolare per le musiche leggendarie di Hiroshi Tsutsui"

Quasi tutte riciclate anche esse dalle opere precedenti.

Jacopo Mistè ha detto...

*Personaggi tutti già visti, con fattezze e nomi diversi e destino MEDESIMO

Shiffer Adams ha detto...

Jacopo Mistè, Ma che vuol dire? E' sempre lo stesso autore ossia Saburo Yatsude, per cui non capisco questi tuoi paragoni che lasciano il tempo che trovano ... in ogni caso God Sigma presenta elementi di originalità non presenti negli altri anime che hai nominato, che hanno caratteristiche differenti ... mi chiedo se tu conosca realmente queste serie tv e le abbia analizzate per filo e per segno, le tematiche sul viaggio nel tempo sono idee presenti solo in Uchu Taitei Goddo Shiguma (God Sigma, l'Imperatore dello Spazio) ... In Daltanious, cosi come in moltissimi altri mecha di quegli anni, l'invasione degli alieni è un classico, e un pò tutti hanno scopiazzato da Goldrake, capostipite della serie (uscito nel 1975)

Se tu ti metti a giudicare degli anime facendo questi paragoni allora gli stessi anime successivi di GO Nagai sono privi di originalità (eccetto, forse Jeeg Robot) perchè offrono in maniera ripetuta trame già viste, gli stereotipi in questo genere abbondano e non è certo il caso di valutare degli anime su questa misura

Ti dico allora che l'unico realmente originale - soprattutto per la fine drammatica è Zambot 3 ...

Io valuto diversi parametri e da appassionato del genere ribadisco il mio gradimento per serie animate come God Sigma, che tu ed altri trovate noioso, evidentemente ricercate un qualcosa di estremamente raro, e focalizzate sul negativo le vostre critiche senza elencare gli aspetti positivi

Stando al tuo commento fai passare anime come Daltanius e Daimos come uguali a God Sigma, che secondo te risulterebbe una scopiazzatura, invece non è affatto così ...

Su Hiroshi Tsutsui, riutilizza solo alcuni dei suoi brani, mentre altri sono originali e non si trovano nei precedenti lavori di questo grande autore, sottovalutato e quasi sconosciuto in occidente

Shiffer Adams ha detto...

Poi secondo te il genere "mecha" che tipo di trama dovrebbe avere? Un robot che si metta a combattere contro un qualche nemico fantascientifico ma che non sia un "alieno" è un pò come pretendere di vedere un film di Vin Diesel, Van Damme o Steven Seagal senza le arti marziali ... ditemi voi cosa significa "trama originale", forse gli alieni che volevano invadere la terra non sono presenti nel 90% degli anime nipponici dal 1975 ad oggi ?

Jacopo Mistè ha detto...

"le tematiche sul viaggio nel tempo sono idee presenti solo in Uchu Taitei Goddo Shiguma (God Sigma, l'Imperatore dello Spazio)"

No. Non è vero. C'è anche il contemporaneo Baldios che è narrativamente un milione di volte meglio, molto meglio scritto, molto più coinvolgente, e con personaggi molto più caratterizzati e memorabili. Classe 1980 come God Sigma.

"Se tu ti metti a giudicare degli anime facendo questi paragoni allora gli stessi anime successivi di GO Nagai sono privi di originalità (eccetto, forse Jeeg Robot) perchè offrono in maniera ripetuta trame già viste, gli stereotipi in questo genere abbondano e non è certo il caso di valutare degli anime su questa misura"

Certo che tutti gli anime successivi di Go Nagai sono privi di originalità e non vale la pena vederli, che domande.
Mi sa che sei tu che ignori l'esistenza di tutti i cosidetti anime robotici "d'autore" (indicativamente quasi tutti quelli diretti da Yoshiyuki Tomino/Ryousuke Takahashi/Yasuhiro Imagawa), quelli che pongono enorme enfasi su trama, personaggi e relazioni umane tralasciando i miliardi di cliché e stereotipi inventati da Mazinger Z e Combattler V e replicati in un miliardo di serie-clone fatte con lo stampino (a cui appartiene per il 90% anche God Sigma, se escludiamo la figura innovativa dello scienziato che sbrocca a metà serie). Mai sentito parlare del Gundam universe? Di Dougram? Di Votoms? Di Layzner? Di Xabungle?

"Io valuto diversi parametri e da appassionato del genere ribadisco il mio gradimento per serie animate come God Sigma, che tu ed altri trovate noioso, evidentemente ricercate un qualcosa di estremamente raro, e focalizzate sul negativo le vostre critiche senza elencare gli aspetti positivi"

Su questo sono d'accordo. Io non sono appassionati di robotico tout-court, sono appassionati di belle serie animate, di qualunque genere siano. E delle belle serie animate di genere robotico non è arrivato molto in Italia.
Capisco comunque che tu giudichi il genere per quello che effettivamente è giunto qui e non per il gran numero di capolavori rimasto confinato in Giappone (quelle per cui è indispensabile il fansub e principalmente in lingua inglese). Hai un mondo che si apre davanti a te, buona visione.

Shiffer Adams ha detto...

Baldios francamente non me lo ricordo, aveva una trama simile e non dico che sia migliore o peggiore di God Sigma, dovrei semplicemente rivederlo, sono passati tanti, troppi anni ... Non condivido le tue critiche sulla mancata caratterizzazione psicologica dei personaggi in God Sigma, è un cartone che conosco molto bene e ho rivisto varie volte, personaggi come Terral, Toshia, il Dr. Kazami o lo stesso comandante Lagan sono ben caratterizzati e specialmente nelle ultime 15 puntate questo aspetto è rilevante ... Le tue critiche le posso condividere solo fino ai primi 20-22 episodi, perchè la prima parte del cartone animato è fatta male e assai noiosa, come i combattimenti coi Cosmosauri, dove God Sigma ha sempre la meglio facilmente. E poi, non ho mai scritto che Uchu Taitei Goddo Shiguma (GOd Sigma l'Imperatore dello Spazio) sia un capolavoro degli anime mecha, anche perchè è uscito quando già il genere era in esaurimento di idee già a partire dal 1980 ... secondo me è un buon cartone animato, certamente prevedibile, come lo sono il 95% dei cartoni animati e dei film in genere, e parlo dalla 24° puntata in poi (ossia l'episodio "Il nemico del Futuro, ma già dalla 20° si nota un deciso cambiamento nella sceneggiatura, nelle animazioni e nei toni drammatici e psicologici della storia) ... Certo poi non siamo qui a paragonarli ai capolavori di Go Nagai, Mazinga, Goldrake, Jeeg in primis, però devo essere sincero, gli ultimi episodi di God Sigma mi sono piaciuti molto, anche perchè hanno tenuto fede ad una certa logica scientifica (cosa rara negli anime in genere) senza eccedere in assurdità e prestando uno script che sarebbe stato ottimo per una traduzione cinematografica ...

Poi è chiaro, ognuno ha le proprie preferenze, c'è chi trova migliore Baldios, Daitarn 3, Daltanius o Vultus 5 oppure chi come il sottoscritto apprezza di più God Sigma, Daikengo, Zambot 3, Gordian. etc.

Che poi gira e rigira si assomigliano un pò tutti questi anime "robotici" la vera originalità è rara da trovare ...

Jacopo Mistè ha detto...

Guarda, rispetto ovviamente il tuo pensiero e apprezzo il tuo entusiasmo, ma per me God Sigma è un anime guardabile, forse anche godibile ma comunque fuori tempo massimo. Mi riferisco alla tua frase

"secondo me è un buon cartone animato, certamente prevedibile, come lo sono il 95% dei cartoni animati"

Il fatto è che nell'anno in cui è uscito eravamo già in piena rivoluzione robotica post-Gundam, in cui tutti gli anime mecha "di serie A" (principalmente la roba Sunrise ma anche Tatsunoko, se pensiamo a Macross o Megazone 23) iniziavano a improntarsi su continuity, aspetti maturi e imprevedibili della trama, personaggi molto ben caratterizzati/disegnati, rinuncia agli schematismi tokusatsu e adozione di narrazioni particolarmente "d'autore". God Sigma apparteneva al passato, era fortemente ancorato ai topos, agli automatismi e alla prevedibilità delle produzioni Hajime Yatate che già avevano dato il massimo con Voltes V e General Daimos e che a quel punto non avevano più altro da dire se non ripetere all'infinito le stesse cose portando alla stagnazione (infatti per me è ancora peggio il successivo Golion, conosciuto come Voltron. A God Sigma dò ancora la sufficienza, ma a quello proprio no).
Ora, God Sigma non è certo una pessima serie e ho apprezzato che almeno nelle parti finali abbia cercato di rinnovarsi un po' con l'ottimo colpo di scena dell' "involuzione" del prof. Kazami, ma è stato un discreto momento che comunque poco ha tolto alla sensazione generale (la mia almeno) di essere un prodotto vetusto anche per l'anno in cui è uscito.

Gundamaniaco ha detto...

"Certo che tutti gli anime successivi di Go Nagai sono privi di originalità e non vale la pena vederli, che domande."

Jacopo, qui stai sbagliando criterio alla grande, ma gia te lo dissi in passato.
Se trovi certe serie tutte uguali o noiose, forse non utilizzi l'approccio corretto per analizzarle. Forse anche perche non sei nato negli anni '70, visto che una volta erano considerate avvincenti e mai ripetitive. Ecco, bisogna catapultarsi SEMPRE nel periodo storico in cui la serie è stata prodotta, se la si vuole analizzare correttamente.

D'altronde questi anime, fin dai tempi di Go Nagai, sono TUTTI megaspot per giocattoli...se ci limitassimo a questo aspetto sarebbero tutti obsoleti, noiosi e ripetitivi oggi. Anche Baldios.

Jacopo Mistè ha detto...

"D'altronde questi anime, fin dai tempi di Go Nagai, sono TUTTI megaspot per giocattoli...se ci limitassimo a questo aspetto sarebbero tutti obsoleti, noiosi e ripetitivi oggi. Anche Baldios."

È proprio questo il fatto.
Baldios non risulta obsoleto e ripetitivo visto oggi per la prima volta.
Così come buona parte delle opere di Tomino.
I Nagai sì e molti Saburo Yatsude sì.

È questa la differenza tra serie invecchiate malissimo e altre ancora freschissime.

Gundamaniaco ha detto...

Magari non ripetitivo nel senso di "monster of the week", ma di sicuro visto con gli occhi di oggi anche Baldios non è per nulla originale. Allora era innovativo sotto alcuni aspetti, ma non lo è più oggi.
La regola del "già visto" o la si applica per tutte le recensioni oppure non la si applica mai, secondo me...

Jacopo Mistè ha detto...

Ma se leggi tutte le mie recensioni robotiche, ti accorgerai che il discorso del "già visto" lo applico solo quando parlo di serie praticamente identiche sputate ad altre precedenti. Se prima non c'era nulla di simile, certo non tiro fuori questa storia.
Combattler/Voltes V e Daimos sono abbastanza diversi a livello di trama e spirito, quindi a entrambi ho dato voti alti. Ma se poi Saburo Yatsude continua a rifilarmi la loro stessa identica storia, i loro stessi identici personaggi e le stesse identiche situazioni cambiandoli appena marginalmente, allora il discorso della ripetitività delle situazioni (e non solo del monster of week) viene fuori eccome. Daltanious, God Sigma e Golion sono delle copie senz'arte nè parte dei tre BELLI che li hanno preceduti, scritti col pilota auomatico.
È lo stesso discorso che si applica, in ambito cinematografico, a un qualsiasi film intermedio di una lunga saga-franchise (pensa a tutti i Venerdì 13/Nightmare, l'uno la copia sputata dell'altro).

Anonimo ha detto...

E' vero che nello specifico sia lecito esprimere queste critiche al copia/incolla di certi autori. Ma è altresì vero che è' lo stesso genere dei super robot ad essere ripetitivo fino agli anni 80. Non a caso gli spartiacqiue sono considerati mazinga Z e gundam perché sono i veri innovatori del genere. Tutti gli altri titoli super robotici si basano su cliché che spopolavano all'epoca (e derivavano dai tokusatsu).
Allora anche i tokusatsu sono un po tutti uguali, ma in realtà quella ripetitività all'epoca era la loro forza, il loro successo.
Per questo trovo poco sensato recensirli definendoli ripetitivi.
Naturalmente apprezzo sempre quello che scrivi (anzi mi piacerebbe mantenere i contatti con te) e so che sei un ragazzo intelligente. Sono convinto che leggerai le mie critiche senza offenderti. ;)

Gundamaniaco ha detto...

Scusa Jacopo, ero sempre io! Nella fretta ho dimenticato il nickname^^'

Jacopo Mistè ha detto...

Finché non si passa alle offese esplicite, io non me la prendo mica: apprezzo e incentivo la critica costruttiva come la tua (ma sego senza pietà i commenti volutamente denigratori, quelli sì). :)

Per il resto torniamo ai soliti discorsi: sì, all'epoca il tokusatsu era quasi la norma nel genere d'azione e robotico, ma non ho mai fatto mistero di giudicare le opere che vedo con voti che rispecchiano gli occhi di un adulto (pur ben specificando, come si può leggere in quello che scrivo nelle schede di Mazinger Z, Bem, Gatchaman e altri, della loro importanza storica).

È anche questa la sfida dei miei scritti che intendo un giorno raggruppare in un libro: incentivare la scoperta o riscoperta di anime davvero belli e senza età (non invecchiati male e troppo figli dei loro tempi come ritengo siano la stragrande maggioranza dei tokusatsu, fatte salve alcune eccezioni) che siano pienamente apprezzabili dagli over 18, per distruggere l'equazione italiana anime=roba per bambini.

Quindi non rimanerci troppo male quando leggi le mie stroncature a Mazinger Z, Getter Robot e Great Mazinger: per ME sono anime che uno spettatore adulto medio non può apprezzare (a meno non sia cresciuto con loro) per la loro asfissiante ripetitività e il loro estremo infantilismo.
Al contempo, ci sono comunque tokusatsu cui personalmente riconosco un certo valore che sopperisce alla loro ripetitività (Zambot 3, Danguard, Voltes, Daimos).

Alberto Dolci ha detto...

Se mi posso intromettere nella discussione: credo che alla fine sia la sceneggiatura a fare la differenza, quella di un Baldios oppure di un Daimos è semplicemente superiore a quella di God Sigma oppure Daitarn o Mazinger Z (fermo restando che per quest'ultimo da parte mia resta un grande affetto e non riesco dargli meno di 6). Onestamente pur essendo un 79, ed essendo cresciuto adorando la maggior parte dei super robots passat iin italia, oggi giorno non riuscirei mai a riguadarmeli. Gli schematismi tokusatsu potevano andare per la maggiore nel loro tempo, ma oggi, possono interessare al massimo i giovanissimi che saranno tuttora felici di veder sfoderare la "mossa finale". Quello che differenzia un Daitarn 3 da un Daimos oppure Danguard è che in questi ultimi esistevano si gli schemi tokusatsu, ma esisteva anche una trama in divenire (e quindi una scenggiatura) e un gruppo di personaggi di più profondo interesse. Gundam, Dougram (ma in pate perfino Baldios) aggiungevano pure un certo realismo che è apprezzabile anche oggi ed anche da un adulto. God Sigma recupera un pò di continuity e sfodera alcune carte interessanti sul finale, ma è troppo tardi per salvarlo in toto... (p.s. a mio modesto parere ,tra i nagaiani, Great Mazinger è superiore a tutti gli atri )

Gundamaniaco ha detto...

Ma infatti il discorso "ripetitività" è condivisibile. Ed è condivisibile anche il fatto che gran parte del pubblico moderno faccia fatica a guardarsi decine e decine di episodi tutti con lo stesso antico schema.
Il problema secondo me è che vedete questo aspetto come una accezione negativa, quando in realtà c'è tutto un popolo di 40enni cultori di quei vecchi anime, di quella ripetitività, che poi in fondo è una caratteristica tipica di quella specifica epoca.
Che può piacere o non piacere. Ma non è da considerarsi un "difetto".

Un po' come dire che "odio il grammofono perché non è paragonabile al cd!"
E allora ai collezionisti di grammofoni cosa vogliamo dire? :D

axel shut ha detto...

sì ma li apprezzano solo per un motivo nostalgico che non ha niente a che fare col valore in sé dell'opera
la critica (e questo è un sito di critica, non di nostalgia anni 70-80) deve sapere distinguere fra Gundam e God Sigma

Gundamaniaco ha detto...

Questo è' il solito discorso generalista di chi vuole creare fazioni e si ritiene superiore.
La nostalgia e' solo un approccio e può riguardare uno o due titoli, non un intero filone. E se questi prodotti in italia vendono ancora, significa che hanno successo. Punto:,
Poi chi li guarda per x motivi sono affari suoi e soltanto soggettivi.
Finiamola di creare o solito partirismi idioti. Era proprio questo che volevo evitare...
Vabbe discussione degenerata come in tutti i forum per colpa del solito ragazzino...

axel shut ha detto...

Dare del ragazzino a un altro utente (a me poi :-D) è un commento volutamente denigratorio o una critica costruttiva?

Gundamaniaco ha detto...

C'è ben poco da discuterne ulteriormente. Il dato di fatto è l'aver stabilito arbitrariamente e superbamente che chiunque segua diversi titoli super robotici anni 80, quindi episodi su episodi "ripetitivi", lo debba fare necessariamente solo per nostalgia e mai per interesse, curiosità e cultura personale.
E questo è in primis un giudizio dagli intenti ovviamente e chiaramente denigratori, ma anche talmente superficiale, limitato e sciocco nel suo volersi porre ad un livello superiore (come a stabilire se chi preferisce Baldios sia arbitrariamente più intellettuale di chi gli preferisce un God Sigma), che se non proviene da un ragazzino c'è seriamente da preoccuparsi.
Un po' di rispetto per i gusti delle persone dovrebbe essere scontato in una discussione tra adulti.

Shiffer Adams ha detto...

Io penso che sia un errore paragonare i vari robottoni l'uno con l'altro ...ognuno ha una propria storia, una evoluzione precisa, sia grafica che di sceneggiatura e di "concept", poi bisognerebbe comunque distinguere la storia relativa al manga e alle differenze con gli anime ... Se per certi aspetti, i primi robot di Go Nagai possono apparire banali e sbrigativi, come Mazinga Z (1972) e Getta Robot (1974), che rispetto ad un Goldrake (1975) o Jeeg Robot (1976) mancano quasi del tutto di approfondimenti psicologici dei personaggi, per altri invece sono innovativi e originali ...

In relazione a God Sigma, il giudizio prevalentemente critico e basso di alcuni è secondo me legato anche al fatto che questo cartone animato fu uno degli ultimi ad uscire durante gli anni d'oro, e pagò il terribile errore delle emittenti italiane che non acquisirono le ultime due puntate (la 49 e la 50) per cui troncarono di netto il finale in crescendo della storia ...

E non è vero che la puntata 49 (ossia la penultima) fu mandata in onda la primissima volta che trasmisero il cartone, è una leggenda non vera ...

Il fatto è - e forse non tutti lo sanno - che una delle cause per cui gli ultimi due episodi di God Sigma non furono mai trasmessi in Italia fu per via della censura, perchè furono ritenute entrambe molto violente (anche la morte del generale Lagan sparato in testa da Toshia, con il sangue in bella vista, fu giudicato eccessivamente violento per un cartone, e non fu proprio possibile censurarlo o tagliarne la scena per non snaturarne il senso) ... Naturalmente non fu l'unico motivo, ma God Sigma si distingue molto da gran parte dei robot mecha sopracitati per via del suo finale altamente drammatico (solo robottoni come ad esempio Zambot 3 si avvicinano a questa melodrammaticità), per cui certamente rimango sorpreso quando leggo commenti troppo negativi per un anime ingiustamente sottovalutato e che presenta nelle ultime puntate spunti interessanti, originali e colpi di scena (l'impazzimento di Kazami ad esempio) ... finali di questo tipo i robot classici di Go Nagai se li scordano, bisogna essere sinceri, anche se è sempre sbagliato paragonare gli anime perchè ognuno conserva la propria storia e i propri parametri

Jacopo Mistè ha detto...

Finali melodrammatici come quello di God Sigma si erano già visti e rivisti su Combattler/Voltes/Zambot/Daimos. Volendo, anche nella prima serie di Gundam.
Insomma c'erano già ben cinque precedenti e per questo non penso proprio potesse essere per questione di censura che la serie sia stata troncata proprio in quel punto (almeno finché non c'è qualche fonte ufficiale che mi dimostra il contrario, chiaramente).
La follia di Kazami è stato l'unico elemento di concreta originalità che per me salva la storia mi permette di darle una sufficienza.

Sugli "anni d'oro del genere"... Per me iniziano proprio dall'inizio di Gundam. Come ascolti, sicuramente quelli primitivi nagaiani erano un trionfo, ma come livello di artisticità e bellezza penso in pochi possano mettere in dubbio la superiorità delle opere di Yoshiyuki Tomino e Ryousuke Takahashi che uscivano nel corso degli anni '80.

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