lunedì 16 marzo 2015

Recensione: Getter Robot (Space Robot; Getta Robot)

GETTER ROBOT
Titolo originale: Getter Robot
Regia: Tomoharu Katsumata
Soggetto: Go Nagai, Ken Ishikawa
Sceneggiatura: Kiyoji Matsuoka, Shunichi Yukimuro, Keisuke Fujikawa, Shozo Uehara, Tatsuo Tamura
Character Design: Kazuo Komatsubara
Mechanical Design: Ken Ishikawa
Musiche: Shunsuke Kikuchi
Studio: Toei Animation
Formato: serie televisiva di 51 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1974 - 1975
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Yamato Video


Visto l'enorme successo televisivo di Mazinger Z (1972), era del tutto ovvio che i produttori di giocattoli si sarebbero immediatamente lanciati su un nuovo, nascente filone che già faceva faville. Non è quindi da stupirsi quando un bel giorno del dicembre 1973 Toei Animation chiede a Go Nagai e alla sua Dynamic Planning di inventare una nuova serie robotica per conto sempre di Fuji TV, in cui il robottone che dà il titolo all'opera sia dato dalla fusione di altri tre automi guidati da tre eroi diversi1, scelta che permetterebbe di triplicare le vendite di merchandise e giocattoli2. Detto, fatto: all'eccentrico autore basta un giorno scontrare la propria vettura con quella di due suoi dipendenti (Ken Ishikawa e un altro sconosciuto, tutti e tre senza patente e che volevano provare a guidare tre auto appena arrivate in azienda!) per trovare la folgorazione sulla via di Damasco, una nuova idea che si rivelerà ancora una volta fondamentale per un genere che è appena nato e già è popolarissimo: i veicoli non si sarebbero fatti nulla, se avessero potuto incastrarsi tra di loro assemblandosi perfettamente!3 Nasce il concetto del primo robottone componibile della Storia, dato dall'unione di mezzi volanti che si agganciano per formare una singola unità; quest'ultima poi, all'occorrenza e in base alla conformazione del terreno, può combinarsi in diverse altre configurazioni, ciascuna con particolari punti deboli o di forza. Intuizione geniale a parte, il contributo di Nagai alla creazione di Getter Robot - nonostante se ne prenda il merito facendo troneggiare il suo nome in tutti i copyright legati a questo franchise - si chiude qui: sviluppo di storia, personaggi e mecha li affida interamente allo stesso dipendente Ishikawa, che imbastisce in appena 30 giorni tutto il progetto4 e poi realizzerà nel tempo, nel manga omonimo, uno dei titoli del genere più importanti della Storia del fumetto giapponese5.

Con il carismatico look a "placche" della testa del suo Getter 1 (ispirato al guscio di una tartaruga6), la violenza estrema e sanguinaria che anima la storia, gli eroi brutali, machiavellici e vicini alla follia (il cinico Hayato è un terrorista rosso bombarolo!), una vena di cattiveria inusuale e l'affascinante tema delle implicazioni evolutive dei misteriosi Raggi Getter che muovono l'omonimo robottone e hanno a che fare con la scomparsa dei dinosauri, Ishikawa, pur adeguandosi a un soggetto estremamente semplicistico e poco articolato (parte del popolo dei rettiloni, sfuggito all'estinzione, si risveglia e con le sue armate di Mechazaurus cerca di riconquistare la Terra, quest'ultima difesa dal Laboratorio Saotome che custodisce l'invincibile Getter Robot), riesce su carta a renderlo appetitoso, grazie alle atmosfere molto drammatiche e adulte che superano in coinvolgimento la banalità della trama. In contemporanea con la pubblicazione del fumetto, crudo, Toei Animation produce quindi la serie televisiva che debutta il 4 aprile 1974, parallelamente alla trasmissione di Mazinger Z sullo stesso canale (è appena uscito l'ep.70) e rimpiazzando l'appena concluso horror-comico (sempre nagaiano) Dororon Enma-kun, presumibilmente fallito per bassi ascolti. Sarà un altro buon successo7 (per quanto il suo share non competerà neanche minimamente con quello del "fratellone"8), sufficiente per garantire una quota di episodi di tutto rispetto e una seconda stagione (il dimenticabile Getter Robot G, 1975) anticipata già dalla puntata conclusiva in cui sono presentati i nuovi nemici. Nonostante la sua importanza per l'aver creato i robot componibili e coniato il termine "gattai" ("unione"), parole d'ordine per un buon 90% delle serie mecha televisive passate, presenti e future, rimane il fatto che Getter Robot è un'altra opera per bambini di prima elementare che ha perso ormai, ahimè, quasi tutta la sua originale carica dirompente, un'altra pietra miliare nel genere che in pochi, oggi, saranno in grado ai apprezzare pur con tutta la buona volontà.


La struttura del Getter televisivo è praticamente ripresa, senza grosse variazioni, da quella di Mazinger Z: ogni puntata inizia e termina allo stesso modo, con una mini-avventura del gruppo dei tre eroi-piloti che culmina con il loro scontro e la vittoria contro il "mostro della settimana", il Mechazaurus puntualmente inviato dall'Impero dei Rettili nella vana speranza di distruggere il Laboratorio Saotome, ultimo avamposto del Giappone (la cui conquista, ricordiamolo, implica l'essere padroni del globo), altrettanto puntualmente distrutto dalle fantasmagoriche armi da battaglia delle Getter Machine. Il mostruoso imperatore Gore è nei fatti il dott. Hell, il generale Batt (poco più che una comparsa, nel manga) e il ministro Garerii sono gli equivalenti del barone Ashura e del conte Blocken, e la stessa base scientifica degli eroi è sita ai piedi di quello che sembra nuovamente il Fuji (in verità è il monte Asama, ma è pur sempre un vulcano della stessa zona di Honshū!). Non mancano neppure la bella figlia dello scienziato a capo della base, il bambino-mascotte e l'inventore grasso e pasticcione, senza contare ingenuità ripetute ossessivamente, come Michiru perennemente catturata dal nemico mentre è in giro a perlustrare qualche luogo. Anche la struttura della serie è la stessa: episodi autoconclusivi a tempo indefinito, con l'aggravante che non c'è, rispetto a Mazinger Z, quasi nessuna variazione o power up nel corso della storia, tutto rimane quasi immobile dalla prima all'ultima puntata. E, come accade a Mazinger Z, per venire incontro al giovanissimo pubblico, la serie è realizzata in modo molto infantile, notevolmente edulcorata rispetto alla trucida versione manga, con protagonisti stravolti, dallo scarso spessore psicologico e privi di evoluzione (da karateka-teppista Ryoma diventa un calciatore sportivo e leale, il terrorista Hayato un generico tenebroso introverso con la fissa di suonare l'armonica, e il grosso avventuriero Musashi un banale praticante di judo). Non è un caso se lo stesso regista della serie, Tomoharu Katsumata, si sia poi sentito in dovere di giustificare i suoi tradimenti, di questo lavoro e dello stesso Mazinger Z, adducendo che "il genio di Nagai consiste nell'avere creato personaggi facili da usare e adattabili a tutte le situazioni. È stato grazie alla libertà concessa a noi registi che siamo riusciti a mettere il cuore nelle storie"9. Altra grossa differenza rispetto al fumetto è che a un certo punto si viene a sapere che c'è un cattivo ancora più in alto del classico Imperatore dei rettili Gore.

Nonostante l'opera possa vantare, ogni tanto, qualche puntata particolarmente creativa e interessante, che sia bizzarra (la 12 e la 21, in quest'ultima appare come alleato l'assurdo robot americano Texas Mack destinato a giocare un ruolo impotante nella mitologia ancora in sviluppo del fumetto "canonico") o tragica (la 9 e la 22, con le commoventi figure del generale Radora e della triste Gora), nel complesso pecca un po' troppo dei soliti schematismi divenendo presto noiosa, sfiancante e senza idee tanto quanto Mazinger Z. La conclusione, poi, sorprendente per la sua drammaticità, è al contempo spiazzante per una certa delusione che comporta, cioè il vedere sfumato uno scontro decisivo con tutti i crismi in virtù di un simile colpo di scena: geniale, sì, ma anche affrettato e del tutto anticlimatico. Quantomeno, Getter Robot è sensibilmente più corto del fratellone: "solo" 51 episodi contro i ben 92 del capostipite, e questo significa far pesare un po' meno l'infinita riproposizione di cliché e avventure tutte uguali. In aggiunta a questo, la serie è curata con tutti i crismi: animata molto meglio, coloratissima, con fondali spettacolari e psichedelici (i famosi cieli color verde-rosso-blu, senza alcuna spiegazione ma non per questo meno evocativi) e, specialmente, è impreziosita dal chara design dell'eccezionale Kazuo Komatsubara, recuperato da DevilMan (1972) e inventore del suo primo personaggio originale, la bella Michiru Saotome10 (destinata a un ruolo importante anche nel manga), che, pur con il consueto stile scarno e sintetico, surclassa sotto ogni aspetto i rozzi disegni di Mazinger Z come eleganza e senso di bellezza, virilità e, all'occorrenza, inquietudine (i malvagi rettili ricordano molto i demoni affrontati da Akira Fudo). È geniale anche il mecha design di Ishikawa: come quello di Mazinger Z, a metà tra il buffissimo (vedere le leggi della fisica e delle proporzioni annullate dagli incastri "impossibili" delle Getter Machine, di cui lo stesso disegnatore lamentava il poco realismo e il fatto che Nagai gli dicesse di infischiarsene11, o l'aspetto fisico quasi caricaturale dello smilzo Getter 2 e del tozzo Getter 3) e il figo (Getter-1 sprigiona carisma da ogni poro, con la sua corporatura bizzarra, il mantello e il colore rosso preponderante). Spettacolare, quindi, la roboante e immortale opening, così come più di un pezzo della marziale colonna sonora di Shunsuke Kikuchi. Infine, è ammirevole che almeno gli sceneggiatori dell'opera provino, anche con i vari alleggerimenti di atmosfera, a mantenere intatta l'idea delle potenzialità e del mistero dei Raggi Getter come nel manga.


Pollice verso anche per Getter Robot quindi? Sì, ma con meno cattiveria: un po' per la grande realizzazione tecnica e un po' per la sua durata, lunga ma non proibitiva, che permette di poterlo apprezzare a piccole dosi, senza finire nuovamente travolti dalla noia e dall'opprimente senso del "non finirà mai". Rimane comunque un'opera quasi identica nei difetti concettuali, e che, con tutti i suoi problemi e lo scarso appeal che può vantare per le odierne generazioni di spettatori, va vista più per cultura sull'argomento che per reale speranza di apprezzarla.

Nota: trasmesso in Italia nel 1980 dalle televisioni private, Getter Robot è stato incomprensibilmente ribattezzato Space Robot, pur mantenendo intatti i nomi dei personaggi e delle loro unità (cambiano solo i nomi delle loro armi, come sempre). I dialoghi non sono neanche adattati o recitati troppo male; peccato perciò come solo 39 episodi su 51 siano arrivati a noi, con gli altri non toccati per chissà che ragioni. La serie è arrivata per davvero solo nel 2015 per mezzo di Yamato Video ed RCS MediaGroup, distribuita settimanalmente con la Gazzetta dello Sport e rititolata Getta Robot, fresca del doppiaggio delle puntate restanti pur con un adattamento "coerente" a quello storico degli anni '80 (ancora niente armi coi nomi inglesi!). Almeno ci sono i sottotitoli fedeli. Il cortometraggio omonimo del 1974, proiettato al Toei Manga Matsuri, è il classico filmetto celebrativo Toei che riadattava al maxi schermo un acclamato episodio televisivo - in questo caso la puntata 6. È rimediabile come extra nel cofanetto DVD/BD Go Nagai Super Robot Movie Collection (Yamato Video, 2015).

Voto: 5,5 su 10

PREQUEL
DevilMan (1972-1973; TV)
Mazinger Z (1972-1974; TV)
Mazinger Z contro DevilMan (1973; film)
Mazinger Z: Appare Ghost Mazinger (1974; film)
Mazinger Z contro Dr. Hell (1974; film)
Cutie Honey (1973-1974; TV)
Cutie Honey (1974; film)

SEQUEL
Getter Robot (1974; film)
Great Mazinger (1974-1975; TV)
Great Mazinger contro Getter Robot (1975; film)
Getter Robot G (1975-1976; TV)
Great Mazinger contro Getter Robot G: Violento scontro nei cieli (1975; film)
Ufo Robot Grendizer (1975-1977; TV)
Ufo Robot Grendizer (1975; film)
Ufo Robot Grendizer: Confronto al rosso sole del tramonto (1976; film)
Ufo Robot Grendizer contro Great Mazinger (1976; film)
Great Mazinger, Getter Robot G e Ufo Robot Grendizer contro il Dragosauro (1976; film)


FONTI
1 Articolo apparso in uno dei volumi della "Getter Saga" pubblicata nel 2000 da Dynamic Italia. Il suddetto articolo è riportato nella pagina web http://www.encirobot.com/9getter/getcur.asp. La cosa è comunque confermata dal saggio "Anime al cinema" (Francesco Prandoni, Yamato Video, 1999, pag. 64)
2 Come sopra
3 Questo retroscena lo spiega lo stesso Ken Ishikawa nei suoi free talk nel volume 3 del manga "Getter Robot GO" (J-Pop, 2015)
4 Vedere punto 1
5 Vedere punto 3
6 Come sopra
7 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 108
8 Il suo picco massimo di share non appare neanche nei 100 migliori della Storia, pubblicati nella pagina web http://nendai-ryuukou.com/article/110.html
9 Saburo Murakami, "Anime in TV", Yamato Video, 1998, pag. 35
10 Biografia su Kazuo Komatsubara apparsa nel vecchio sito d/visual di "Ufo Robot Grendizer", visionabile alla pagina web http://web.archive.org/web/20070625195104/http://www.d-world.jp/goldrake/komatsubara.html
11 Vedere punto 3

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Getter Robot in Rai? Siete sicuri? Io l'ho sempre visto solo sulle private. Un saluto.

Andrea

Ron70 ha detto...

L'ho vista completa l'anno scorso e,invece,l'ho trovata molto valida.Diverse storie sono interessanti e non si limitano solo alla battaglia. La struttura ripetitiva della serie (anzi delle prime serie robotiche)è un punto di forza e non un limite come pensano i detrattori...che solitamente sono fans di Gundam.Solo se non si è in grado di calarsi nel periodo storico relativo si può liquidare in 2 parole serie tv che furono una rivoluzione totale basate su idee mai viste prima...e non solo nel campo dell'animazione.Giova ricordare che prima di Mazinga,Getter e Goldrake l'animazione televisiva era Gatto Silvestro,Scooby doo,Supergulp,Barbapapà o Superman;le serie tv per ragazzi erano Furia il cavallo del west,Tarzan o Zorro.Le prime serie robotiche trattavano argomenti come la guerra , il sacrificio ,addestramenti durissimi,traumi infantili,la giovinezza rubata ai protagonisti,l'amicizia e il gioco di squadra:mi sembra difficile bollarli come roba da prima elementare,soprattutto considerato che sia in Giappone che in Italia avvicinarono numerosi adulti all'animazione sia per la drammaticità delle situazioni che per la novità assoluta di cartoni basati su scontri tra robot.

Jacopo Mistè ha detto...

"mi sembra difficile bollarli come roba da prima elementare"

Ma era ufficialmente così, e non per nulla anche all'epoca non esistevano riviste che trattavano in maniera critica gli anime, perché quelli che c'erano (Mazinger, Getter etc) erano considerati, come oggi, bambinate senza pretese.

Non serve comunque essere un fan di Gundam per trovare anime infantili robotici di gran lunga superiori e dal maggior appeal di Mazinger Z e Getter Robot (gli unici due robot nagaiani che ho visto). Ci sono, ad esempio, Voltes V, Daltanious, Danguard, la prima parte di Combattler V (e neanche sto a citare Zambot 3). Sempre bambinate, per carità, ma immensamente più interessanti e meno ripetitivi, e sempre drammatici allo stesso livello - se non maggiore.

Ron70 ha detto...

Tutti gli anime anni '70 (tranne forse lady Oscar)erano rivolti ad un pubblico di bambini ed è strano che ciò viene ricordato solo quando si parla dei primi robot come mi sembra strano che qualcuno ancora parla di bambinate in senso dispregiativo:non credo che la qualità derivi dal target a cui è rivolto un prodotto.Operazioni come Gekiganger 3 dimostrano che serie come Getter hanno lasciato il segno.

Jacopo Mistè ha detto...

"non credo che la qualità derivi dal target a cui è rivolto un prodotto."

Sono d'accordo, per carità. Ma ci sono bambinate fatte bene e bambinate fatte male. In questo periodo sto guardando Miracle Shoujo Limit-chan (chiamato in Italia Cybernella) e mi sta piacendo un sacco, al punto che ogni giorno non vedo l'ora di guardarmi l'episodio. Mazinger Z e Getter Robot, invece, sono stati un po' uno strazio, ma mi sembra perfettamente normale che, essendo tra i primissimi robottoni, fossero anche tra i più arcaici come soggetto (basilare) e sceneggiatura (inesistente). Insomma è del tutto ovvio che i loro successori fossero meglio, un filo più articolati e interessanti.

PS E sottolineo che parlo male di Mazinger Z e Getter Robot per adesso, non voglio mica estendermi altri nagaiani che devo ancora vedere (nutro molte speranze su Great Mazinger, ma ad esempio, per rimanere in tema di Nagai, come puoi leggere dalle rispettive recensioni mi sono piaciuti un sacco DevilMan e Cutie Honey).

Jacopo Mistè ha detto...

Riscrivo il PS finale.

E sottolineo che per ora parlo male unicamente di Mazinger Z e Getter Robot per adesso, non sto mica estendendo il discorso a tutti gli anime nagaiani, di cui molti ancora da vedere (nutro molte speranze su Great Mazinger, ma ad esempio, per rimanere in tema di Nagai, come puoi leggere dalle rispettive recensioni mi sono piaciuti un sacco DevilMan e Cutie Honey).

Massimiliano Chiaruzzi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
The Sailor ha detto...

Personalmente,adoro di questa serie i momenti lontani dal contesto bellico/robotico: "Capo Monji" e l'assurdo androide; il dojo e il bushido di Musashi; il senso dell'onore di Hayato e l'americanizzazione di Ryo (occhi azzurri addirittura) per strizzare l'occhio al pubblico occidentale ... Dietro all'Impero dei Dinosauri, poi,si potrebbe celare (dopo il Nazismo di Hell) addirittura un invasione "PRIMITIVA(BOVARA) STATUNITENSE" ... così lontana dai nobili e "valorosi" principi morali nipponici.
Penso che,in serie come questa vi è meno merchandising di quello che si puo sospettare.
Si ci esprimeva ancora abbastanza liberamente (e,quindi vi è piu creatività) ... Al contrario di oggi che invece si tende ad essere TROPPO E SCHIFOSAMENTE COLLAUDATI!
Se si guarda tra le righe il prodotto E' NOBILISSIMO (e godibilissimo) ... Altrimenti,appoggio la noia!

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