lunedì 25 gennaio 2016

Recensione: The Super Dimension Fortress Macross II - Lovers Again

THE SUPER DIMENSION FORTRESS MACROSS II: LOVERS AGAIN
Titolo originale: Chōjikū Yōsai Macross II - Lovers again
Regia: Kenichi Yatagai
Soggetto & sceneggiatura: Sukehiro Tomita
Character Design: Haruhiko Mikimoto
Mechanical Design: Junichi Akutsu, Koichi Ohata, Atsushi Okuda
Musiche: Shiro Sagisu
Studio: AIC
Formato: serie OVA di 6 episodi (durata ep. 23 min. circa)
Anno di uscita: 1992


Anno 2091: la pacifica convivenza tra umani e zentradi sulla Terra sembra essere giunta al capolinea. Dopo 80 anni di pace e armonia ricomincia la guerra tra le due fazioni, che si sposta fin da subito nello spazio, tra stormi di astronavi extraterrestri e Variable Fighter. Da sempre militarmente superiore grazie alle canzoni dell'idol locale, suonate durante le battaglie, l'esercito del Governo Unito Terrestre dovrà amaramente rendersi conto che anche il nemico ha ora una cantante le cui esibizioni canore aumentano l'aggressività e la forza, annullando il vantaggio. A risolvere tutto sarà il reporter Hibiki Kanzaki, che svelerà all'opinione pubblica la reale situazione del conflitto aggirando la censura militare, e scoprirà anche cosa si nasconde dietro l'improvvisa aggressività degli zentradi.

Con i familiari disegni di Haruhiko Mikimoto, la promessa del produttore di essere "la serie dell'anno"1 e un evocativo sottotitolo, Lovers Again, non fatico a dubitare che The Super Dimension Fortress Macross II, in quel 21 maggio 1992 in cui usciva il primo video nelle videoteche nipponiche, abbia fatto ribollire il sangue a legioni di fan: a cinque anni da Flash Back 2012, Macross tornava nelle videoteche e aveva un sequel, che si allacciava alla nuova continuity inaugurata da Do You Remember Love? (1984)2, portata avanti fino a quel punto dai videogiochi Macross 2036 (1992) e Macross - Eternal Love Song (id). Eppure, anche se la miniserie all'epoca venderà bene3, verrà, nonostante questo, demolita da critica e pubblico, sia da quelli nipponici (come ammette un ironico Mikimoto in una vecchia intervista del 1993, non vi era un solo giapponese che avrebbe speso una parola a favore del titolo4), che addirittura dalle controparti internazionali (le recensioni negative americane sono ben rintracciabili e si sprecano).

Non per nulla Macross II è ancora oggi la pecora nera del franchise: ostinatamente voluto da Big West, produttore della serie originale, nonostante il giuramento di Kawamori di non dare un seguito alla storia5, viene creato senza il suo coinvolgimento, pur sfruttando una minima parte dello staff storico - direttore del suono, sceneggiatore e, appunto, il chara designer. Unico obbligo da rispettare è stato un veto del creatore dell'opera, che vietava  tassativamente l'uso nella vicenda di Hikaru, Minmay e Misa6, poiché secondo lui rivederli ancora insieme in altre avventure avrebbe solo fatto perdere freschezza alla saga7. Mal scritta e realizzata, l'opera avrà l'unico merito, involontario, di riaccendere nell'ambiente l'interesse per Macross, permettendo così poco dopo l'arrivo di Macross Plus (1994) e Macross 7 (id.), due titoli che vedranno il ritorno al timone del loro papà, e che, riallacciandosi alla linea temporale della serie TV, declassificheranno Do You Remember Love? e derivati a universo parallelo. Questo, almeno fino ad oggi, 2015, quando il singolo Macross II viene invece, stupendo tutti, reincastonato nella timeline8 (pur spostando lievemente la sua datazione immaginaria, dall'anno 2092 come in origine9 al 2091), in occasione della presentazione ufficiale di Macross Delta (2016).


Ciò che all'epoca stancamente fece lo staff assoldato da Big West, fu di rifare Macross nel modo più banale possibile, facendo riscoppiare la guerra tra terrestri e zentradi (anche se il vero nemico alla fine si rivela un altro) e creando una nuova storia d'amore per l'eroe di turno. Tutto segue purtroppo uno schematismo così vuoto, povero e prevedibile da rendere mortalmente noiosa la vicenda. Anche se il nuovo protagonista, Hibiki Kanzaki, non è più un militare ma un reporter/paparazzo, la sostanza non cambia di una virgola: in un modo o nell'altro, fiutando aria di scoop, entrerà anche lui in guerra a bordo di un Variable Fighter per usi civili, e durante una battaglia rapirà e porterà sulla Terra l'aliena Ishtar, la "idol" zentradi tanto temuta dall'esercito federale. Seguiranno innamoramento, triangolo amoroso (ma molto in secondo piano stavolta), incomprensioni tra le razze, addio, ritrovi, nuovi addii e fine del conflitto. Nel mezzo, una stupida e ridicola riflessione su quant'è immorale la censura militare sui media in tempo di guerra (ma meno male che c'è, invece, sennò ci sarebbero solo disordini e tumulti!), e una un po' più intelligente - ma è una frase buttata là e mai più ripresa - sul fatto che è forse per l'eccessivo benessere che la razza umana si è rammollita così tanto da rischiare ora l'estinzione. Personaggi di cartapesta - risibili nella loro assoluta insignificanza, visti miliardi di volte in miliardi di altre produzioni animate - e situazioni e idee quasi tutte clonate dal predecessore danno una buona idea dell'ispirazione nulla su cui si regge Macross II, che fin da subito si incarica di scopiazzare dal passato senza proporre nulla di nuovo, evidentemente contando che ai fan non interessasse molto. Almeno su questo punto si sono sbagliati, ma non è che la cosa renda nulla l'esistenza di 6 puntate così sonnolente e modeste, neanche chissà che belle dal lato tecnico.

Pur in modo discontinuo, i disegni di Mikimoto sono mediamente resi bene, molto poetici e caratteristici come di consueto (quando i suoi attori socchiudono gli occhi in quel modo così sognante e sensuale, ti scaldano il cuore), ma sono l'unico punto di contatto estetico con l'originale. Le animazioni sono tanto "tirate via", per nulla adeguate al formato di serializzazione dell'opera, e anche se migliorano nettamente nelle battaglie conclusive (ep. 5-6), per quasi tutto il tempo sono addirittura imparagonabili a quelle che avevano reso Macross così famoso e avveniristico. Neanche a parlare, poi, delle musiche: i nuovi brani J-Pop non valgono un'unghia di quelli storici, e dimenticabilissime sono le tracce sonore di Shiro Sagisu, grandissimo compositore ma che in quest'occasione pecca di componimenti rock poco ispirati, martellanti quanto si vuole ma aridi. Sembra che l'insignificanza tecnica quasi rifletta la stanchezza dello staff nel creare un'opera così priva di personalità.

Ci si potrebbe dilungare ancora, citando morti che non lasciano il minimo segno, comprimari il cui senso lo devo ancora capire (Nexx Gilbert, Feff, le tre ragazze federali), iterazioni dialogiche di una povertà disarmante, o fatti che accadono perché devono accadere e non accompagnati da una sensata progressione, ma penso sia inutile proseguire nel demolire una brutta serie che già di suo non è piaciuta a nessuno: anche se, a mio parere, Kawamori non farà tanto meglio quando riprenderà le redini del franchise, Macross II rimane una pessima serie OVA, che, pur se oggi ridiventa magicamente canonica nella saga (spiegando il destino finale, nella storia, della gigantesca astronave che dà il nome a Macross City), non ha perso nulla della sua letale capacità di provocare sbadigli a ripetizione, rappresentando ad ora il terribile The End della saga, altresì dal sapore di un filler che allunga il brodo. Quasi inguardabile.


Nota: pubblicato negli anni '90, in Italia, da Yamato Video in 3 VHS col semplice titolo Macross II, la serie come di consueto "gode" di una localizzazione approssimativa, che rende bene il senso delle frasi ma riempe di invenzioni i dialoghi. Non è mai stato rieditato in DVD e mai accadrà (contando i noti problemi legali internazionali tra Big West e Harmony Gold).

Voto: 4,5 su 10

PREQUEL
Macross Zero (2002-2004; serie OVA)
Fortezza Super Dimensionale Macross (1982-1983; TV)
The Super Dimension Fortress Macross: Do You Remember Love? (1984; film)
The Super Dimension Fortress Macross: Flash Back 2012 (1987; OVA)
Macross Plus (1994-1995; serie OVA)
Macross Plus: Movie Edition (1995; film)
Macross 7 (1994-1995; TV)
Macross 7 The Movie: The Galaxy's Calling Me! (1995; film)
Macross Dynamite 7 (1997-1998; serie OVA)
Macross Frontier (2008; TV)
Macross Frontier The Movie: The False Diva (2009; film)
Macross Frontier The Movie: The Wings of Goodbye (2011; film)
Macross FB7: Listen To My Song! (2012; film)
Macross Delta (2016; TV)


FONTI
1
Mangazine n. 22, Granata Press, 1993, pag. 46
2 Secondo la wikipedia inglese, è scritto nelle istruzioni del model kit Valkyrie II, pubblicato nel 1992 da Bandai
3 Vedere punto 1

4 Vedere punto 1, a pag. 51
5 Intervista a Shoji Kawamori pubblicata su "Anime Interviews: The First Five Years of Animerica Anime & Manga Monthly (1992-97)" (Cadence Books, 1997, pag. 112-113)

6 Secondo la wikipedia inglese, è scritto su Animerica Anime & Manga Monthly (Vol.1) n.0 ("Mikimoto Mania!", Viz Media, 1992, pag. 10)
7 Vedere punto 5, a pag.
113
8 Ringrazio Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit) per la segnalazione e il link alle foto (http://tamashii.jp/column/39/)
9 Secondo la wikipedia inglese, è scritto a pag. 3 del booklet contenuto nel CD "The Super Dimension Fortress Macross II: Original Soundtrack VOL.2" (Victor, 1992)

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