lunedì 30 maggio 2016

Recensione: Mobile Suit Gundam AGE - Memory of Eden

MOBILE SUIT GUNDAM AGE: MEMORY OF EDEN
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam AGE - Memory of Eden
Regia: Shinya Watada
Soggetto & sceneggiatura: Akihiro Hino, Noboru Kimura
Character Design: Takuzo Nagano (originale), Michinori Chiba
Mechanical Design: Junya Ishigaki, Kanetake Ebikawa, Kenji Teraoka
Musiche: Kei Yoshikawa
Studio: Sunrise
Formato: serie OVA di 2 episodi (durata ep. 114 min. circa)
Anno di uscita: 2013


In verità, nonostante le aspettative non possano che essere giustamente inesistenti (e si accompagnano anche alle perplessità sul senso commerciale di dare una seconda possibilità al per ora più grande flop della storia gundamica di sempre, quando non si era tentato di fare lo stesso, in passato, magari nei riguardi del meno fallimentare After War Gundam X), è con una certa sorpresa che ci si accorge che gli OVA di Mobile Suit Gundam AGE (2011) sono ben fatti. Sarà anche un fatto curioso, ma è tutto vero: i due episodi che compongono Memory of Eden sintetizzano bene la storia della serie, rappresentando una di quelle Special Edition che vale davvero la pena guardare perché migliorano l'intreccio storico e operano parecchi cambiamenti. A patto, ovviamente, che si abbia apprezzato l'originale o che ne sia stati fan, cosa che non se sia davvero possibile..

Del fallimento totale dell'opera di Akihiro Hino e Level 5 se ne è parlato più che abbondantemente. Non c'era nulla che funzionasse in quella storia, nadir completo in praticamente ogni aspetto possibile della narrazione, dei personaggi, dei dialoghi e della sensatezza del setting politico. Tutto campato in aria, pieno di stereotipi e, in definitiva, insalvabile. Per il retelling il timone passa a Shinya Watada, già regista di quattro episodi della serie TV, e si sceglie curiosamente di evitare il riassuntone completo, spostando invece l'attenzione solo su una parte precisa della storia: quella che riguarda Zehart Galette, lo Char Aznable dell'Advanced Generation, e Asemu Asuno, protagonisti principali del secondo arco narrativo (ep. 16-28) della serie. Memory of Eden è dunque il resoconto della guerra tra la Federazione Terrrestre e i Vagan raccontata dal loro punto di vista: grandi amici prima, quando hanno vissuto insieme sulla colonia Tordia, e poi avversari sul campo di battaglia. Si è letto spesso in giro che questo momento della storia è stato per i fan il migliore (o, rovesciando la frase, il meno peggio) di Gundam AGE: a mio parere, invece, non ha mai avuto nulla di troppo diverso dagli altri due, scadendo nelle stesse stupidaggini e assurdità che hanno decretato il pessimo risultato generale, e da questa mia considerazione deriva la valutazione nel complesso mediocre che riservo anche a questo progetto. Un ottimo sunto di una brutta storia porta a un risultato comunque fallimentare, ed è ironico che proprio in quest'occasione si sia lavorato bene per proporre un prodotto destinato comunque a essere insalvabile, perché è impossibile tirare fuori qualcosa di buono da Gundam AGE senza operare drastici e radicali cambiamenti a praticamente quasi tutto.

Diamo però atto dell'impegno! L'opera si focalizza unicamente sui due personaggi tralasciando addirittura l'esito della guerra e le vicissitudini iniziali degli altri due componenti della famiglia Asuno: vuole raccontare la loro crescita e la loro partecipazione al conflitto isolandoli da tutto il resto, e ci riesce bene, indagando le loro motivazioni. Poco importa se queste sono banalotte, ancorate a sterili cliché e che i due sono ancora resi come due stupidi ragazzini monodimensionali di ristrettissime vedute, sono comunque abbastanza credibili e i loro sentimenti contrastanti di amicizia/odio resi decentemente. Adeguato spazio di trattazione è riservato anche ai comprimari e alle varie evoluzioni della guerra, permettendo di capire bene come essa si sviluppa pur senza perdere di vista il vero focus narrativo. Tante sono poi le aggiunte di animazione inedita e i cambiamenti, tra numerose sequenze ridisegnate o aggiunte (appare anche il Gundam AGE-1 Swordia, proveniente dal videogioco ufficiale), altre tagliate per non perdere tempo in distrazioni, dialoghi riscritti, rapporti interpersonali approfonditi (Romary Stone è ora amica d'infanzia di Asemu) e anche certi dettagli importanti modificati (Zeheart è in missione sulla colonia Tordia non più per trafugare il Gundam AGE-1 ma per distruggerla). Gli "appassionati" della serie troveranno insomma pane per i loro denti, abbastanza da giustificare la visione.


Il limite di Memory of Eden, però, alla fine l'ho già detto: anche se ben raccontato, è stucchevole nell'assoluta banalità della storia, prevedibile in ogni situazione, stanco e fiacco nella riproposizione delle "solite cose" senz'arte né parte, scritto, come ben si nota, da chi conosceva poco del mondo del Mobile Suit bianco e che dipendeva molto dai consigli dei mecha designer (veterani della saga) che lo hanno affiancato, bravi nel loro mestiere ma non certo chissà che cime come sceneggiatori. Gundam AGE, a dispetto del risultato di questi 2 OVA, si chiude, com'era del resto inevitabile, nell'ennesimo fallimento, e, si spera presto, anche nella rapida rimozione dalla memoria collettiva di spettatori e produttori.

Voto: 5,5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam AGE (2011-2012; TV)

1 commento:

Federico Rosa ha detto...

Ma quello col cappotto rosso è Sanger Zonvolt di Super Robot Wars da giovane?
La serie che copia copiata. LOL!

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