lunedì 12 dicembre 2016

Recensione: Sailor Moon R (Sailor Moon, la Luna splende)

SAILOR MOON R
Titolo originale: Bishoujo Senshi Sailor Moon R
Regia: Junichi Sato (ep. 1-13), Kunihiko Ikuhara (ep. 14-43)
Soggetto: Naoko Takeuchi
Sceneggiatura: Katsuyuki Sumisawa, Megumi Sugihara, Shigeru Yanagawa, Sukehiro Tomita
Character Design: Kazuko Tadano
Musiche: Takanori Arisawa
Studio: Toei Animation
Formato: serie televisiva di 43 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1993 - 1994
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Dynit



Il Sailor Moon animato perde quasi tutte le sue peculiarità storiche, scadendo nell'anonimato, già con la seconda stagione, Sailor Moon R (1993) (la R sta per Returns1), seguito diretto della prima senza soluzione di continuità, iniziando la sua trasmissione già dalla settimana successiva e mantenendo invariato il conteggio degli episodi invece di ripartire da zero, come se fosse - e chissà, magari è stato proprio così - un semplice proseguimento improvvisato al momento, invece che un seguito vero e proprio orchestrato per bene attraverso un lungo periodo di pre-produzione - iter che, alla fine, riguarderà infine tutte le cinque serie della Bella guerriera che veste alla marinara. Si parla di anonimato in quanto, com'è del resto intuibile, l'enorme successo commerciale della prima serie, la sua inesauribile popolarità e l'idea di "rivoluzionare" il majokko fondendolo coi telefilm d'azione, sono le importanti caratteristiche di un fenomeno che può, vista la sua qualità mediocre, appigliarsi solo a queste per giustificare la propria esistenza. Ovvio, allora, che Sailor Moon anime non può che proseguire le trasmissioni con nuove stagioni più o meno tutte uguali in cui si cambia pochissimo, in concomitanza con il proseguimento dell'altrettanto scadente fumetto di Naoko Takeuchi sulla rivista Nakayoshi.

In particolare, Sailor Moon R rispetta suddetta prevedibilità prendendosi il suo tempo, nei primi 13 episodi, per imbastire una stanca, banale saga-filler senza pretese, per permettere al manga di Naoko Takeuchi (l'incarnazione di Sailor Moon più canonica) di portarsi avanti e indicare nuove strade narrative da seguire poi. La prima serie si chiude, dopo la fine delle ostilità con il Dark Kingdom, con le guerriere Sailor che, per pietosa decisione del Cristallo d'Argento Illusorio, perdono completamente la memoria di ciò che hanno fatto e vissuto, dei loro poteri e dei loro rapporti interpersonali, in modo da poter vivere una serena vita normale e spensierata da ragazze qualunque. La breve avventura che apre la seconda serie è invece concepita proprio per riportare la situazione allo status quo precedente, perché evidentemente gli sceneggiatori Toei sono stati costretti a rinnegare tutto per mandare avanti l'anime. Arriva quindi sulla Terra una coppia di extraterrestri vagabondi, Ail e An, che si mette nuovamente a succhiare l'energia vitale/spirituale (c'è qualche differenza?) ai terrestri mediante i soliti inganni dei loro mostruosi servitori (stavolta chiamati Cardian): lo scopo è rifocillare un misterioso albero alieno senziente e divino, il Makaiju, per scopi come di consueto mal spiegati e che hanno a che fare col loro sostentamento. Ovvio, allora, che per decisione di Luna e Artemis, le guerriere Sailor torneranno a dare battaglia per difendere Tokyo, dovendo anche cercare di far risbocciare la storia d'amore tra Usagi e Mamoru, quest'ultimo apparentemente incapace di recuperare la memoria e nascosto dietro le ridicole fattezze arabeggianti del Cavaliere dell'Ombra Lunare. Al di là della rimozione delle trasformazioni di Usagi con la Moon Pen e dei riferimenti a Cutie Honey (1973), eliminati dopo la prima stagione, la storia si distingue per il riproporre, dall'inizio alla fine, tutti gli schematismi, le atmosfere, le ingenuità e i cliché della serie precedente senza offrire di fatto nulla di nuovo o rilevante, quasi ne fosse un remake. Insomma, né carne né pesce (ma il successo rimane altissimo e anche lo share migliora, oscillando tra il 13 e il 14%2).

Il segmento di episodi 14-43 (o, seguendo la numerazione precedente, 60-89) si allaccia - o, come è meglio sempre ribadire, reinterpreta a suo modo - il secondo arco narrativo del fumetto,  raccontando la guerra tra le Sailor e il Dark Moon Clan. L'idea di fondo non è affatto male: il nemico è stavolta rappresentato da un'organizzazione demoniaca del futuro che ha già quasi portato alla rovina, con l'uso del terrificante Dark Crystal, la meravigliosa Crystal Tokyo terrestre del secolo XXX in cui vivono, immortali come tutto il resto dell'umanità, il sovrano Endymion e la regina Neo-Queen Serenity. Una barriera eretta dalle Sailor future impedisce di conquistare in modo definitivo il posto e una misteriosa bambina, fondamentale per capovolgere le sorti della guerra, fugge nel passato ritrovandosi all'epoca di Usagi: inutile dire che le Sailor del presente lotteranno per difenderla dagli attacchi dei mostri (i Droid) del Dark Moon Clan, che ha anch'esso viaggiato indietro nel tempo per catturarla e modificare al contempo lo stesso presente, in modo da impedire proprio la costruzione di Crystal Tokyo. La vicenda  darà uno scossone fondamentale a tutte le eroine poiché fornirà preziose indicazioni sulla loro vita futura.


Romanticismo, fantascienza, architetture affascinanti e viaggi nel tempo dominano l'arco narrativo maggiore di Sailor Moon R, creando, bisogna riconoscerlo, delle discrete suggestioni visive e, perché no, anche una certa poesia fiabesca. Anche se la vicenda non riesce praticamente mai a stupire per colpi di scena o rivelazioni (ogni twist è ampiamente prevedibile fin dai primi episodi, comprese le identità della piccola Chibi-Usa e di Queen Serenity), le atmosfere fantasticheggianti e le splendide, decadenti rovine di Crystal Tokyo donano un sapore gustoso e soprattutto inedito alla vicenda. Deludono in compenso, tantissimo, i lunghi, masochistici spiegoni verso le fasi finali della storia, intere puntate (non recap, specifico) che svelano fin nei minimi dettagli tutti i misteri di cui già si sa la risposta, e anche l'incredibilmente antipatica sottotrama, surreale e involontariamente comica, dei problemi di coppia di Usagi e Mamoru (dopo che il loro rapporto era stato ripristinato nella precedente saga-filler!!!), condotta attraverso iterazioni e dinamiche di coppia di un'ingenuità e infantilità davvero impressionanti,  affrontata con un inaccettabile piglio tragico e serioso (sic!). Da stenderci un velo pietoso, pietosissimo. Infine, assai molesta è l'atroce caratterizzazione della piccola Chibi-Usa: se già Usagi è un'eroina così stupida, svampita e piagnona da essere letteralmente insopportabile nelle prime due serie, lascio immaginare trovare nella stessa stagione un doppione più piccolo, che fa a gara con la protagonista sul chi si lamenta di più a ogni puntata. In quale oscura, terribile esistenza lo spettatore ha compiuto crimini tali da meritarsi ben due serie in cui le protagoniste piangono come fontane e starnazzano per ogni cosa? Semplicemente odiose. Registicamente si viaggia sugli anonimi livelli visti fino a quel momento, nonostante sia da segnalare come il secondo arco narrativo della serie rappresenti l'opera di debutto del famoso regista Kunihiko Ikuhara, futuro, geniale papà di La rivoluzione di Utena (1997): scordiamoci tuttavia il suo approccio di narrazione criptico, surreale e pieno di simbolismi e metafore visive, visto che Sailor Moon R è diretto in modo tradizionale e anonimo e non c'è ancora nulla che lo differenzi dal predecessore.

Quantomeno, dal punto di vista del budget Sailor Moon R segna dei passi in avanti: spariscono le tinte violacee uniformi che crudelmente inglobavano ogni arredamento degli scenari, i disegni e colori sono un po' più definiti e particolareggiati e le animazioni migliorano pur senza stupire.  Si assiste a un miglioramento tecnico generale, anche se di bassa entità (deludente invece il mancato cambio di opening, variano solo le immagini). Rimangono tuttavia pietrificati e ancorati al passato tutti gli enormi difetti strutturali e concettuali visti nel predecessore e i suoi pochi pregi. Questi ultimi sono ancora fissi sulla grande simpatia dei comprimari, sulla qualità delle ripetute gag che le vedono protagoniste e sulla "giapponesità" dell'opera. Ci si continua a divertire spesso e volentieri, insomma, con la comicità fresca e frizzante dei loro battibecchi e delle disavventure. Come prima, però, l'estenuante ripetitività di mille episodi che non mandano quasi mai avanti la trama e che presentano svogliatissime vicende autoconclusive, la monocaratterizzata e manichea caratura dei cattivi-macchietta, la superficialità assoluta in dialoghi, rapporti tra personaggi e situazioni, le patetiche battaglie in cui le amiche di Usagi fanno da tappezzeria se non eccetto nella puntata di "approfondimento" (introdotte dalle altrettanto infinite e lunghe sequenze di trasformazione), la vergognosa statura dell'eroina principale, l'assoluta ridicolaggine del "romantico" personaggio di Tuxedo Kamen, il buonismo soffocante e la banalità in praticamente ogni aspetto della narrazione (risibili immolazioni, amicizia/amore col nemico, redenzioni telefonate, power up, yawn) condannano anche questo secondo Sailor Moon, in entrambi gli archi narrativi (tutti e due contraddistinti da questa formula, per quanto commercialmente vincente), alla infinita mediocrità.


Doppiaggio italiano a cura di Mediaset, come quello della prima serie, ingiudicabile e orrorifico per via dello snaturamento operato ai riferimenti al Giappone, ai dialoghi e alle voci. Grossa nota di demerito l' "italianizzazione" di Chibi-Usa ("Piccola Usagi", così chiamata visto che è temporaneamente ospitata in casa dalla bionda protagonista) nell'inaccettabile Kibiusa, perdendo ogni riferimento al rapporto che la lega a Usagi. Unica speranza di redenzione consiste nella visione dell'opera con sottotitoli fedeli, rimediabili nei 2 DVD-Box editati da Dynit nel 2011.

Voto: 5,5 su 10

PREQUEL
Sailor Moon (1992-1993; TV)

SIDE-STORY
Sailor Moon R: Make Up! Guerriere Sailor! (1993; corto)

SEQUEL
Sailor Moon S (1994-1995; TV)
Sailor Moon Super S (1995-1996; TV)
Sailor Moon Super S Special: Il primo amore di Ami (1995; corto)
Sailor Moon Super S: La splendida trasformazione? Cronache della crescita della piagnucolona Usagi (1995; Special TV)
Sailor Moon Super S: Il ritorno di Haruka e Michiru! Il teatrino delle marionette fantasma (1995; Special TV)
Sailor Moon Super S: L'avventura di Chibi-Usa! Il palazzo del terrificante vampiro (1995; Special TV)
Sailor Moon Sailor Stars (1996-1997; TV)

ALTRO
Sailor Moon R The Movie: La promessa della rosa (1993; film)


FONTI
1 Articolo apparso su un numero della rivista (giapponese) "Spa Magazine", pubblicato nel 1994. È stato tradotto in inglese nella pagina https://missdream.org/sailor-moon-interviews-and-articles/naoko-takeuchi-interview-spa-magazine-issue-5-25-1994/. Confermato a pag. 552 di "The Anime Encyclopedia: Revised & Expaned Edition" (Jonathan Clements & Helen McCarthy,  Stone Bridge Press, 2012)
2 Articolo apparso su un numero della rivista (giapponese) Flash Magazine, pubblicato nel 1993. È stato tradotto in inglese alla pagina https://missdream.org/sailor-moon-interviews-and-articles/naoko-takeuchi-article-in-flash-magazine/

6 commenti:

Marco Grande Arbitro ha detto...

Pensa che all'epoca mi piacquero solo i filler iniziali... Ho detto tutto!

MikiMoz ha detto...

Eccomi qua, Jacopo!
Dunque, per diverso tempo questa serie (la R dovrebbe stare per Ribbon, da quanto ne sapevo...) non era tra le mie preferite.
La saga filler iniziale è banalotta e non ha nulla di che. La saga della Luna Nera è carina (maggiormente nel manga, dove gli elementi che citi sono maggiormente marcati) ma non riuscivo ad apprezzarla pienamente.
Nonostante -cosa che apprezzai molto nella prima stagione- i nemici usassero beni di consum(ism)o per attirare in trappola la gente. Negozi sorti dal nulla, oggetti-evento e altre amenità in cui noi stessi nella realtà cadiamo, senza farci troppe domande.

Ultimamente mi è capitato di rivedere la saga e l'ho rivalutata; certo non raggiunge i livelli di Sailor Moon Super ma non la trovo malaccio.
Ovvio che personaggi e situazioni sono ricalcate dalla precedente, così come lo schema... fa parte dei prodotti di questo tipo, purtroppo.
Per fortuna tra una settimana ci godremo la serie fedele al fumetto^^

Moz-

Roberta Gandolfo ha detto...

Da bambina m'ammuccavo la qualunque XD Però crescendo mi sono resa conto di diverse lacune e ho sviluppato un'antipatia niente male per le puntate filler. Il guaio è che io sono innamorata del mondo di Sailor Moon, checchè se ne dica mi ha segnata nel profondo e lo difenderò sempre :-D

Francesco Messina ha detto...

La peggiore serie del brand assieme alla ben piu' smaronante SuperS (in cui Chibi-Usa e' addirittura protagonista). Bleah.

Jacopo Mistè ha detto...

Ovviamente torno a dire che me Sailor Moon è un hit or miss senza vie di mezzo. Riesco a capire perché, pur con i difetti che ha, abbia avuto quel carisma quando uscì, con quei gran disegni, la simpatia di buona parte del cast e le suggestioni fantasticheggianti/romantiche/astronomiche.
Però in questa serie il rapporto tra Usagi e Mamoru è di una bruttezza sconvolgente XD Di un infantilismo inverosimile mai più uguagliato, imho.

Jacopo Mistè ha detto...

Chibi-Usa protagonista della quarta serie? Aaaargh

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