lunedì 23 agosto 2010

Recensione: The Third - The Girl with the Blue Eye

THE THIRD: THE GIRL WITH THE BLUE EYE
Titolo originale: The Third - Aoi Hitomi no Shoujo
Regia: Jun Kamiya
Soggetto (basato sui romanzi originali di Ryo Hoshino)
Sceneggiatura: Shinsuke Onishi
Character Design: Shinichi Yamaoka
Mechanical Design: Naohiro Washio
Musiche: Megumi Oohashi
Studio: XEBEC
Formato: serie televisiva di 24 episodi (durata ep. 23 min. circa)
Anno di trasmissione: 2006

 
Dopo la solita guerra catastrofica che ha immancabilmente distrutto il pianeta, la popolazione terrestre vive ora amministrata da un consiglio di super uomini, i Third, chiamati così per il loro caratteristico terzo occhio. Protagonista della storia è la giovane Hanoka, soprannominata Sword Dancer per la sua abilità nell'uso della katana, specialità che le permette di svolgere il suo mestiere di tuttofare nelle varie aree desertiche nel quale opera insieme al compagno Bogie, piccolo tank dotato di intelligenza artificiale. Anche Hanoka possiede un terzo occhio, ma non appartiene al consiglio dei Third in quanto esso è blu, testimonianza di un fallito esperimento del passato. Nelle sue avventure, che la porteranno a collaborare coi Third per salvare il mondo da un'apocalittica minaccia, incontrerà diversi personaggi: la giovanissima Milly che si unisce a lui dopo aver perso il padre, la bella e fortissima Paifu innamorata di lei, e Iks, giovane dai capelli biondi la cui identità è celata nel mistero.

L'origine è sempre quella: nel 1999 lo scrittore Ryo Hoshino e l'illustratrice Nao Gato danno vita a una serie di light novel che ottengono un buon successo, portando poi alla realizzazione di manga e anime. È su quest'ultimo che mi concentro, The Third versione animata del 2006, e la domanda sorge spontanea: se fa schifo quella significa che lo fanno anche i romanzi originali?

Come da tradizione di studio XEBEC, bisogna ammettere, la cura generale tecnica è buona: ottime animazioni, un degno accompagnamento musicale, buona regia e CG di alto livello e ben integrata coi disegni. Narrativamente, noia al cubo e mediocrità dilagante. La struttura della trama, palesemente ispirata nelle ambientazioni e nel mood ad Appleseed e retta su 24 episodi che sembrano addirittura troppi, è presto detta: tanti piccoli archi narrativi di 2/3 puntate che mostrano avventure ininfluenti di Momoka, legate da una continuity minimale che per incanto, nel finale (e con notevole senso di ridicolo), si legano forzatamente in una sorta di conclusione lasciando svariati fili in sospeso. Se queste mini-vicende fossero almeno interessanti si potrebbe soprassedere sulla sceneggiatura mediocre, ma è vana speranza visto che il grosso problema della caratterizzazione dei personaggi rende tutte queste vicende prive di attrativa. Gli attori di The Third sono piattissimi, banali e insopportabili: la solita protagonista bella, letale con la spada ma sensibile d'animo, il solito belloccio misterioso che fa tanti sorrisi languidi (non cambia espressione del viso in ventiquattro puntate) e che si sa fin da subito non è un essere umana, la ribelle che odia gli uomini, i due Third affascinanti e silenziosi che sciorinano banalità pseudo-filosofiche disarmanti, il medico pervertito... Tutto già visto, stravisto e assimilato da decenni, e se già i protagonisti principali sono odiosi quelli di contorno sono il peggio del peggio, quasi grotteschi nella loro assoluta mancanza di interesse (nelle fasi iniziali non manca neanche la morte di un personaggio di rilievo, peccato sia così anonimo che la grandinata di retorica sulla sua dipartita si risolve solo in ulteriori sbadigli).


La ciliegina sulla torta, insopportabile come il carbone delle befana, è la voce del narratore fuori campo che in ogni episodio annichilisce lo spettatore, senza vergognarsene, con una quantità industriale di frasi fatte di livello squallido ("Hanoka sentiva il suo cuore battere fortissimo vedendo Iks... cos'era quest'emozione mai provata prima?"). Si potrebbe chiudere qui, ma vanno necessariamente citati anche un buon numero di episodi riempitivi tremendi e narcotici che, cercando di essere potetici a ogni costo scadono nel patetico, ad esempio la puntata in cui Hanoka combatte per tutto l'episodio, senza senso, contro dei mostri del deserto unicamente per difendere degli insetti che stanno uscendo dai loro bozzoli. L'assoluto anonimato di quasi tutte le puntate, sommata alla noia che si respira e alla mancanza di un vero e proprio filo conduttore nella storia, rendono in definitiva The Third una delle serie più mediocri e mortalmente noiose del 2006, tanto da togliere ogni minimo interessa in una vicenda che, banale quanto si vuole, dovrebbe in teoria tenere col fiato sospeso coi suoi twist di forze aliene, civiltà sconosciute e super-armi in grado di annientare la Terra. Le due puntate finali vagamente interessanti e le gradevoli sigle di apertura e chiusura sono troppo poco per salvare un prodotto così scialbo e sonnolento.

Voto: 3,5 su 10

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