lunedì 10 agosto 2015

Buone vacanze!

Mese di pausa, si ricomincia il 7 settembre!
Buone vacanze a tutti!


lunedì 3 agosto 2015

Recensione: Mobile Suit Gundam SEED Astray - Red & Blue Frame

MOBILE SUIT GUNDAM SEED ASTRAY: RED & BLUE FRAME
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam SEED Astray - Red & Blue Frame
Regia: Katsuyoshi Yatabe
Soggetto & sceneggiatura: Tomohiro Chiba
Character Design: Yuuichi Ueda
Mechanical Design: Junichi Akutsu, Kimitoshi Yamane, Kunio Okawara, Takahiro Yamada
Studio: Sunrise
Formato: serie di 2 corti (durata ep. 6 min. circa)
Anno di trasmissione: 2004
Disponibilità: fansub in inglese a cura di nks subs


Ci sarebbe tanto, tantissimo da scrivere su Mobile Suit Gundam SEED Astray, saga "parallela" del ben più famoso Mobile Suit Gundam SEED (2002). Quasi in contemporanea con la trasmissione della bella serie televisiva, Sunrise, Bandai e l'editore Kadokawa Shoten stringono una collaborazione che porta alla nascita, appunto, dei numerosissimi manga e fotoromanzi (pubblicati principalmente su Gundam Ace e Shounen Ace) usciti sotto questo nome. Le varie opere di Gundam SEED Astray, concatenate e legate fra loro da un approccio multimediale (non è raro che un fumetto termini con un finale in sospeso e la sua storia venga poi ripresa, anziché nelle tavole disegnate, nei libri), addirittura in continuity con altre opere ancora ambientate genericamente nella Cosmic Era (soprattutto le varie photonovel di Mobile Suit Gundam SEED MSV di Shigeru Morita), raccontano un'ampia, epica e avvincente storia, collocata ai margini di quella "principale" narrata nelle due serie televisive.

La saga nasce ufficialmente con l'omonimo manga scritto da Tomohiro Chiba e disegnato dal bravissimo Koichi Tokita, 3 volumi che presentano i protagonisti della vicenda e creano le premesse per tutto ciò che ne conseguirà. L'energico scavezzacollo Lowe Gear e l'equipaggio della Gilda delle Cianfrusaglie (rigattieri dello spazio che vendono al mercato ingranaggi, viti, bulloni, arti e armi dei relitti di Mobile Suit trovati nei desolati campi di battaglia) entrano in quello che rimane della colonia spaziale di Heliopolis (distrutta nel terzo episodio di Gundam SEED) e qui scoprono che lo stato "neutrale" di Orb non solo costruiva i cinque Gundam per l'Alleanza Terrestre, ma anche altri e per sé stesso, due immancabili super-prototipi (l'MBF-P02 Gundam Astray Red Frame e l'MBF-P03 Gundam Astray Blue Frame; ce ne sarebbe un terzo, l'MBF-P01 Gundam Astray Gold Frame, ma di esso trovano solo un arto) destinati a essere poi prodotti in massa per farne un esercito dalle finalità misteriose. Dopo una rocambolesca avventura, Lowe e compagni stringono quindi amicizia con il gruppo mercenario Serpent Tail, guidato dal freddo stratega Gai Murakumo, e si spartiscono con loro i due Gundam: il Red Frame diventa l'unità di Lowe, il Blue di Gai. Da questo incipit prende avvio la lunghissima epopea (ripartita in, per adesso, 6 manga e 4 libri), che vedrà da un lato la Gilda di Lowe vivere mille avventure, prima spensierate e poi sempre più drammatiche, in giro per lo spazio (nei luoghi dove avvengono gli avvenimenti di Gundam SEED e non solo), e dall'altro i mercenari di Gai svolgere missioni sempre più rischiose per il committente di turno, che sia ZAFT o l'Alleanza Terrestre. Le loro strade si incroceranno più volte, fino a unirsi contro un nemico comune: le sorelle Rondo Sahaku, a capo di una famiglia aristocratica di Orb e alla guida del Gold Frame, che hanno minacciosi piani per il futuro della loro madrepatria.

Ci sarebbe, come detto in apertura, tantissimo da dire su questa splendida saga, degna di figurare, come Mobile Suit Crossbone Gundam (1994), tra le più belle incarnazioni cartacee del brand. I suoi meriti vanno indubbiamente all'abilità di scrittura di Tomohiro Chiba, che con una narrazione avvincente svela importantissimi retroscena della Cosmic Era, approfondendone il setting storico e politico (soprattutto del primo Coordinator della Storia, George Glenn, che rivive grazie all'ingegneria genetica diventando un importante co-protagonista), tappa i buchi e le zone oscure degli intrecci televisivi (com'è che Kira Yamato, privo di coscienza dopo quel famoso combattimento, si risveglia a PLANT nella villa di Lacus Clyne? Come è tornata in scena la Tigre del Deserto?), usa come guest-star nella sua storia personaggi televisivi secondari dando loro più personalità (Miguel Aiman, le tre pilotesse degli Astray di Orb, Erica Simmons, Martin DaCosta) e soprattutto impronta il tutto di una poetica della "spettacolarizzazione selvaggia" che rende Gundam SEED Astray un memorabile, distruttivo e tamarrissimo inno al Super Robot più eccessivo e divertente, creando (con la collaborazione dei mecha designer ufficiali degli anime) un mastodontico numero di Mobile Suit e Gundam sempre più colossali ed esagerati, pilotati da individui di un carisma travolgente, che si danno battaglia con armi, poteri e capacità belliche devastanti (che dire del Red Frame di Lowe equipaggiato con una katana lunga quasi 1 km, o che spara onde energetiche come Street Fighter II? O del pazzesco, massiccissimo ZGMF-X11A Regenerate Gundam dello psicopatico Ash Gray, alto quasi 36 metri?), per la felicità di chi si attende un giocattolone esplosivo di azione. Coi suoi splendidi e dettagliatissimi disegni (sembrano quasi fotogrammi dell'anime da quanto riproducono bene lo stile di Hisashi Hirai), affidati alle spettacolari capacità di Koichi Tokita, ma soprattutto con la sua caratteristica - riuscita e con applausi - di tracciare vicende che si intersecano più volte con quelle animate, dando davvero l'idea di un universo immaginario coerente, dove storie di uguale importanza e drammaticità avvengono sia in TV che su carta, la saga di Gundam SEED Astray ha tutte le carte in regola per sfondare, e così è stato in Giappone.


Tutti i presupposti per adattare un simile capolavoro su schermo non mancavano, eppure niente, tutto è rimasto confinato su carta. In animazione è arrivato poco, e tutto nel 2004: un breve episodio di Gundam Evolve (il sesto), il martellante video di apertura giapponese (animato da Sunrise) delle missioni MSV del videogioco Mobile Suit Gundam SEED - Never Ending Tomorrow, fortissimo del fantastico brano Zips (T.M. Revolution), e i due corti commerciali che compongono gli episodi Mobile Suit Gundam SEED Astray - Red & Blue Frame, proiettati, come gli Evolve, nei soli negozi di Gunpla1 per pubblicizzare le linee di modelli legate al mondo Astray. Un dimenticabile antipasto, per una saga che, ahinoi, è rimasta confinata quasi interamente in madrepatria, negata a noi poveri gaijin (che possiamo giusto godere dei primi 4 manga, tre pubblicati in inglese da Tokyopop e il quarto tradotto amatorialmente, ma purtroppo privo di finale poiché per questo servirebbe uno dei tanti romanzi).

Red Frame esce nel febbraio 2004 e si focalizza sulle avventure di Lowe Gear e della Gilda della Cianfrusaglie. Ambientato probabilmente dopo gli avvenimenti del primo manga e del suo primo seguito (Mobile Suit Gundam SEED X Astray), vede l'equipaggio della HOME tornare sulla Terra per partecipare a un'asta fra rigattieri. Lowe acquista, galvanizzato, la testa di un TMF/TR-2 BuCUE Tactical Reconnaissance Type di ZAFT, che quindi inserisce nella mano destra del suo Red Frame per poter possedere una Beam Saber rotante. Negli archivi di ciò che resta del mezzo decifra però informazioni segrete inerenti al GAT-X133 Sword Calamity, potente Gundam dell'Alleanza Terrestre, e decide di salvarle e tenersele per sé. A quel punto (non si sa se per questa cosa o per altro che non conosciamo) è quindi attaccato da diversi Mobile Suit di ZAFT, tra cui il YFX-200 CGUE DEEP Arms pilotato dalla bella Shiho Hahnenfuss (uno dei tanti eroi del cosiddetto "Universo Espanso" di Gundam SEED), ma con le sue prodezze in battaglia Lowe sconfiggerà i nemici. Non c'è in verità molto da dire, su questo corto di appena 6 minuti scarsi: come il successivo Blue Frame, è uno spot d'azione focalizzato sulla bellezza estetica del Red Frame e sulle sue capacità combattive. Ha il "merito" di mostrare per la prima volta, molto ben disegnati e animati, alcuni dei protagonisti principali di Gundam SEED Astray (nonostante la Kisato Yamabuki del corto sia esteticamente diversa da quella del manga, più adulta e seducente) e di suggerire il mood allegro e colorato delle loro avventure tipiche (simpatico Lowe), ma la "storia" rimane essenziale e nonostante questo difficilmente comprensibile se non si è letto il manga, anche perché la narrazione dà pienamente per scontato che l'intero cast sia già ben conosciuto e non sente il bisogno di presentare nessuno (come potrebbe, in così poco spazio?). Una versione estremamente ridotta del bel brano Zips (T.M Revolution), usata come sottofondo per il combattimento, non contribuisce a migliorare le cose.

A luglio 2004 esce quindi Blue Frame, affrontato con lo stesso spirito: durante una generica battaglia stellare tra ZAFT e l'Alleanza, contraddistinta dagli intensi eroismi dei piloti avversari Edward Harrelson e Mikhail Coast (altri individui ben noti ai lettori dei vari fumetti), il gruppo Serpent Tail approfitta del caos per adempiere alla missione di catturare il GINN High Maneuver Type pilotato da Coast, da rivendere poi all'Alleanza. Gai, a guida del Blue Frame Second L (versione potenziata del Gundam Blue Frame, che ottiene nel romanzo Mobile Suit Gundam SEED Astray B grazie a Lowe), ingaggia quindi uno scontro col Coordinator, lo attira in una colonia spaziale distrutta nelle vicinanze e infine, con un'azione combinata coi membri del suo gruppo, riesce nel suo intento. L'orgoglio e il senso cavalleresco di Gai, nel finale, lo porteranno ad affrontare anche il GAT-X133 Sword Calamity pilotato da Harrelson, che sfida a duello un degno avversario. Scontro che alla fine non ci sarà dato vedere, visto che la puntata si conclude con il cliffhanger dei due che stanno per colpirsi: l'esito del combattimento troverà sbocco in chissà quale delle tante opere collaterali. Come Red Frame, anche Blue Frame si contraddistingue per ottimi disegni e animazioni e per il merito di rappresentare la prima apparizione animata ufficiale degli eroi di questa saga. Ma ancora una volta, tutto il background e le personalità degli attori sono dati per scontati, ci si ritrova buttati in mezzo all'azione senza capire quasi nulla, e alla fine ci si rende ben conto che è inutile cercare qualcosa di più in una pubblicità di modellini che rappresenta, come l'altra del resto, un granello infinitesimale nell'ampio contesto di Gundam SEED Astray, incomprensibile ai più (o a chi si è fermato alle sole serie televisive di Gundam SEED).


Vista l'irreperibilità nel mondo occidentale di quasi tutta la saga Astray, penso di dover sconsigliare, in definitiva, la visione di questi corti a chi non sa il giapponese e vorrebbe tanto leggere questi titoli: si risparmierà un probabile travaso di bile fantasticando su tutti quegli avvenimenti che non conosce. I due corti saranno successivamente raccolti e presentati come extra nel DVD/BD della miniserie ONA Mobile Suit Gundam SEED C.E.73: Stargazer (2006).

Voto: 6 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam SEED (2002-2003; tv)
Mobile Suit Gundam SEED: Special Edition (2004; serie ova)
Gundam Evolve../ 08 GAT-X105 Strike Gundam (2004; ova)

SEQUEL
Gundam Evolve../ 06 YMF-X000A Dreadnought Gundam (2004; ova)
Mobile Suit Gundam SEED Destiny (2004-2005; tv)
Mobile Suit Gundam SEED Destiny Final Plus (2005; special tv)
Mobile Suit Gundam SEED Destiny: Special Edition (2006-2007; serie ova)
Mobile Suit Gundam SEED C.E.73: Stargazer (2006; serie ona)


FONTI
1 Sito web, Mecha Anime Headquarters, http://www.mahq.net/animation/gundam/seed-astray/gsamain.htm

lunedì 27 luglio 2015

Nuovi aggiornamenti gundamici #05




Questa volta è il mecha rastomane a trovare la maggior parte degli approfondimenti e dei retroscena. Enjoy!

venerdì 24 luglio 2015

Recensione: Gundam Evolve../ 05 RX-93 v Gundam

GUNDAM EVOLVE../ 05 RX-93 v GUNDAM
Titolo originale: Gundam Evolve../ 05 RX-93 v Gundam
Regia: Ryoukou Masuo
Soggetto & sceneggiatura: Yoshiyuki Tomino
Character Design: Hiroyuki Kitazume
Mechanical Design: Yutaka Izubuchi
Musiche: Yoshihiro Ike
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 6 min. circa)
Anno di uscita: 2002
Disponibilità: fansub in inglese a cura di Solar & DigitalPanic


È al quinto Gundam Evolve che è dedicata, giustamente, la copertina del DVD Gundam Evolve Plus, disco che nel 2003 si incarica di raccogliere fisicamente i primi cinque video della serie. Non potrebbe davvero essere altrimenti visto che parliamo dell'unico episodio scritto dal creatore della saga, Yoshiyuki Tomino, il cui nome troneggia nei credits finali per la prima e ultima volta (negli altri capitoli, viene addirittura sempre omesso il nome dello sceneggiatore di turno, si limitano a nominare giusto il regista). Del resto, anche se non si sapesse che Gundam Evolve../ 05 RX-93 v Gundam è diretto da Tomino, si avvertirebbe chiaramente che ha qualcosa di speciale che lo rende molto diverso dai predecessori: forse sarà per effetto della sua colonna sonora firmata da Yoshihiro Ike, interamente orchestrale e composta per l'occasione, non riciclata da nessuna serie; forse sarà per il fatto di essere il primo episodio realizzato in una elegante e coloratissima cel shading, un miliardo (minimo) di volte più definita, espressiva e seducente dell'arretrata CG dei capitoli precedenti; o forse sarà anche il suo essere il primo Evolve a dare - non potrebbe essere diversamente, conoscendo il responsabile della sua creazione - più enfasi alla trama che ai robot, dando finalmente spazio e (soprattutto) volto ai personaggi che la interpretano, e il tutto nei consueti 6 minuti scarsi di durata. Forse, a riguardo di quest'ultimo punto, non è un caso che tale puntata non sia uscita allegata ad alcun Gunpla (come avrebbe potuto pubblicizzarlo in questo modo?), ma rappresenti invece un'esclusiva del DVD Plus1. Sia quel che sia, senza dubbio parliamo del miglior episodio in assoluto di Gundam Evolve, l'unico la cui visione è caldamente consigliata agli appassionati di Gundam che non volevano perdere tempo coi gradevoli (ma tutto sommato inutili) primi quattro Evolve.

Per l'occasione, quasi anticipando la rilettura "felice" che darà nel triennio 2004-2006 a Mobile Suit Z Gundam (1985) con la trilogia cinematografica A New Translation, Tomino vuole raccontare al mondo la sua ritrovata serenità interiore con Gundam regalando un finale diverso e ben più speranzoso al suo storico lungometraggio Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char (1988), opera che deve aver davvero sentito moltissimo all'epoca, se ne ha poi rinarrato la storia in ben due cicli di romanzi (Beltorchika's Children e High Streamer) per un totale di 4 volumi. In particolare, il regista sembra forse turbato dall'eccessivo nichilismo di quella storica pellicola, e così per l'occasione sceglie di modificare uno dei momenti topici di quel dramma, cambiando il destino di un personaggio: Gundam Evolve../ 05 RX-93 v Gundam racconta infatti un fato alternativo della capricciosa, disgraziata e giovanissima Newtype Quess Paraya. Se nel film faceva una brutta fine, uccisa, dopo essere andata di matto (uccidendo centinaia di federali col suo devastante Mobile Suit), dalla fidanzata di Amuro Ray, Chan Agi (che a sua volta veniva poi uccisa, per ripicca, dall'altrettanto giovanissimo e stupido Hathaway Noa, facendo culminare tutti questi capricci nella tragedia assoluta), in questa puntata riesce a sopravvivere e a trovare un futuro meno cupo.

L'episodio, ambientato durante le fasi finali della Seconda Guerra di Neo Zeon (Anno 0093 dell'Era Spaziale), filma nuovamente il combattimento tra l'RX-93 v Gundam di Amuro e l'NZ-333 α Azieru pilotato da lei, solo che stavolta, nel mezzo delle ostilità, i poteri mentali Newtype permettono ai due di entrare in sintonia e comprendersi. Quess rinuncia così alla sua furia omicida, sceglie di accettare i sentimenti di Hathaway e abbandona il campo di battaglia.


Anche se la vicenda è chiaramente fuori continuity e, ancora, si focalizza su trovate (il dialogo telepatico Newtype) viste un buon centinaio di volte nelle infinite serie televisive, penso sia impossibile non rimanere rapiti dallo splendore estetico del titolo. La commovente composizione orchestrale di sottofondo (presente  già dal primo fotogramma), la grandiosa integrazione fra animazione tradizionale e CG, la spettacolarità della pur breve battaglia e, finalmente, la possibilità di rivedere, animati con tecnologie moderne, personaggi storicissimi come Quess e Amuro, che parlano e gesticolano, sono elementi che bastano a fare la loro porca impressione. Se a questo ci aggiungiamo, infine, carismatiche trovate visive (il cosmo siderale rappresentato da tinte rosse/verdastre per comunicare i sentimenti dei personaggi), abbiamo la ciliegina sulla torta che garantisce l'ottimo risultato complessivo e la piena riuscita dell'episodio.

Voto: 8 su 10

RIFERIMENTO
Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char (1988; film)


FONTI
1 Sito web, Universal Century Italia, http://www.universalcentury.it/opere/anime/evolve

giovedì 23 luglio 2015

Recensione: Gundam Evolve../ 04 RX-78 GP03 Dendrobium

GUNDAM EVOLVE../ 04 RX-78 GP03 DENDROBIUM
Titolo originale: Gundam Evolve../ 04 RX-78 GP03 Dendrobium
Regia: Takashi Imanishi
Soggetto & sceneggiatura: Hajime Yatate
Mechanical Design: Hajime Katoki, Mika Akitaka, Kunio Okawara
Musiche: Mitsuo Hagita
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 6 min. circa)
Anno di uscita: 2002
Disponibilità: fansub in inglese a cura di Solar & DigitalPanic


Col suo quarto episodio, datato gennaio 2002, allegato al rispettivo Gunpla1 e nuovamente ambientato nell'Era Spaziale, la serie Gundam Evolve torna ai noiosi livelli della seconda puntata, condividendo con essa un po' tutto lo spirito di realizzazione. Il Mobile Suit stavolta protagonista è la minacciosa "fortezza mobile" RX-78 GP03 Dendrobium, pilotata da Kou Uraki nelle fasi finali di Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory (1991), ed è l'eroina di una storia d'azione totale, interamente realizzata in una CG che, sicuramente, ieri sarà sembrata anche accettabile, ma che oggi, dopo tutti i progressi tecnologici visti in questo campo, risulta irrimediabilmente datata, fin troppo "plasticosa" e inverosimile, quasi inguardabile - ben denotando quanto sia stato un errore dare così tanto impulso al 3D invece di sfruttare la cel animation che non invecchia mai (se fatta con quel certo budget che Sunrise non ha mai fatto mancare alla sua saga robotica per eccellenza).

Nell'anno 0083 dell'Era Spaziale, mentre in Australia l'RX-78-GPO2A sta venendo rubato da Anavael Gato e dai reduci di Zeon, La Vie en Rose, quartier generale della Anaheim Electronics, è attaccato dalla flotta Delaz, che per la propria causa intende recuperare il potente modello GP03, la cui esistenza è stata volutamente fatta trapelare dai cospiratori federali che in futuro costituiranno il corpo militare dei Titans. Defrah Kar, collaudatrice di Mobile Suit dell'azienda, non ci sta proprio, e, ai comandi di quella stessa unità, fa strage di unità zeoniane, dimostrando l'enorme potenza del suo mostro meccanico.

La CG di modesta qualità, protagonista assoluta, non può che rappresentare il più vistoso deterrente al gradimento di questa puntata, unicamente basata su esplosioni e combattimenti (ma sarebbe meglio dire massacri di zeoniani). La "caratterizzazione" dell'inedito personaggio di Defrah, poi, è affidata alle solite quattro frasette in croce messe in bocca al Mobile Suit durante la battaglia (come sempre si sceglie di non mostrare alcun viso). Beffa finale è data da alcune incongruenze di continuity con gli OVA (ha luogo praticamente in contemporanea con alcuni loro avvenimenti, separati però originariamente e temporalmente da svarati giorni), ma più che di titolo non canonico parlerei giusto di opera diretta senza particolare attenzione ai dettagli (e pensare che il regista è nuovamente Takashi Imanishi, proprio quello originale di Gundam 0083!). Non fosse per il suo interesse narrativo (parliamo in ogni caso di un retroscena dall'importanza per niente trascurabile), la visione sarebbe davvero inutile.

Voto: 6 su 10

PREQUEL

SEQUEL
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; tv)
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; ova)
Gundam Evolve../ 13 RMS-108 Marasai (2005; ova)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Gundam Evolve../ 09 MSZ-006 Z Gundam (2006; ova)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; tv)
Gundam Evolve../ 10 MSZ-10 ZZ Gundam (2005; ova) 
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie ova) 
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; tv)


FONTI
1 Sito internet, Universal Century Italia, http://www.universalcentury.it/opere/anime/evolve/evolve_episodi

mercoledì 22 luglio 2015

Recensione: Gundam Evolve../ 03 GF13-017NJII God Gundam

GUNDAM EVOLVE../ 03 GF13-017NJII GOD GUNDAM
Titolo originale: Gundam Evolve../ 03 GF13-017NJII God Gundam
Regia: Takashi Imanishi
Soggetto & sceneggiatura: Hajime Yatate
Mechanical Design: Kunio Okawara
Musiche: Kouhei Tanaka
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 4 min. circa)
Anno di uscita: 2001
Disponibilità: fansub in inglese a cura di Solar & DigitalPanic


Presente come extra nel DVD-premio della campagna di presentazione giapponese dei Gunpla Master Grade1, del dicembre 2001, il terzo episodio di Gundam Evolve è il primo a raccontare una storia ambientata negli Universi Alternativi della saga: viene scelto il Secolo Futuro, linea temporale in cui ha luogo lo spettacolare, controverso Mobile Fighter G Gundam (1994). Lo spot in questione non poteva che essere per il Mobile Fighter protagonista: quel basso, potentissimo e scatenato GF13-017NJII God Gundam guidato da Domon Kasshu e venduto nei negozi di modellismo nella dettagliatissima versione Master Grade.

Nuovamente realizzata totalmente in CG, almeno questa puntata, diretta da uno dei registi di Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory (1991), è tecnicamente migliore della precedente e sufficientemente ironica e simpatica per convincere i fan della bella serie di Yasuhiro Imagawa a darle un occhio. In 4 brevi minuti, vedremo Domon e la sua unità eseguire esercizi di Tai Chi in cima a un grattacielo di Neo Shinjuku, esercizi molto ben resi da un realistico livello delle animazioni e suggestivi per merito della spirituale traccia musicale di Kouhei Tanaka (presa dalla serie televisiva). Poco dopo, arriva quindi l'inseparabile Rain Makimura a bordo del MF1336R Rising Gundam, adirata col ragazzo perché sono giorni che è sparito senza fornirle spiegazioni. Lui tenterà ovviamente di spiegare che si voleva allenare in pace, ma lei, pensando tutt'altro, non ci crederà, e avrà così luogo un litigio/scontro tra innamorati a bordo delle due unità.

Teoricamente ambientato dopo i fatti della serie, in realtà quest'episodio offre svariate contraddizioni che rendono dubbia la sua canonicità (il Rising Gundam che usa mosse mai viste prima e che non gli competono, e l'attacco Sekiha Tenkyoken di Domon chiamato erroneamente God Finger, come se agli animatori non importasse molto della coerenza), ma tutto sommato non è nulla di grave: i battibecchi tra i due piccioncini sono divertenti, l'azione è folgorante, le citazioni visive e sonore di Ken il guerriero (1984) gustose, e si ride in allegria nel rivedere insieme i propri beniamini (pazienza se anche stavolta ci si limita alle sole voci originali).

Voto: 6 su 10

RIFERIMENTO
Mobile Fighter G Gundam (1994-1995; tv)


FONTI
1 Pagina web, Universal Century Italia, http://www.universalcentury.it/opere/anime/evolve

martedì 21 luglio 2015

Recensione: Gundam Evolve../ 02 RX-178 Gundam Mk-II

GUNDAM EVOLVE../ 02 RX-178 GUNDAM MK-II
Titolo originale: Gundam Evolve../ 02 RX-178 Gundam Mk-II
Regia: Ryoukou Masuo
Soggetto & sceneggiatura: Hajime Yatate
Mechanical Design: Kunio Okawara, Mamoru Nagano, Kazumi Fujita
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 6 min. circa)
Anno di uscita: 2001
Disponibilità: fansub in inglese a cura di Solar & DigitalPanic



Il secondo episodio di Gundam Evolve rappresenta, come vedremo, un po' un'occasione sprecata per quello che poteva essere e non è stato. Allegato al Gunpla Perfect Grade dell'oscuro RX-78 Gundam Mk-II1, "star", nel 1985, di Mobile Suit Z Gundam (per quasi metà serie tre suoi modelli, sottratti ai Titans, sono guidati dai ribelli dell'A.E.U.G.), l'episodio è invece, curiosamente, ambientato durante Mobile Suit Gundam ZZ (1986), temporalmente collocato, nella finzione immaginaria dell'Era Spaziale, un anno dopo la Guerra di Gryps. Mentre Judau Ashta e quel che rimane dell'A.E.U.G. (presumibilmente) combattono contro Neo Zeon, Kamille Bidan, convalescente e a riposo (se nell'ospedale della colonia Shangri-la o a Dublino, non ci è dato sapere) dopo i danni mentali provocatigli da Paptimus Scirocco, riceve dal vecchio amico Astonaige Medoz, come augurio di pronta guarigione, una videoregistrazione di una sua vecchia simulazione di combattimento datata 20 aprile 0087, avvenuta in una base della Anaheim Electronics.

Interamente realizzato in una spartana CG, poco superiore alle capacità della prima PlayStation (alla faccia del contesto ipertecnologico),  privo di colonna sonora e basato sui soli effetti sonori di Beam Saber, mirini, lock-on ed esplosioni, questo Gundam Evolve già dalla premessa (che razza di regalo di pronta guarigione può rappresentare un simile video?) dimostra di non avere alcuna intenzione di parlare di personaggi, preferendo esprimere i suoi miseri minuti di durata alla celebrazione del suo Mobile Suit. Lo fa dedicando l'intero episodio alla battaglia simulata tra il Gundam Mk-II e alcuni RMS-099 Rick Dias, con qualche interessante ripresa in soggettiva e il commentario vocale di Kamille, Astonaige o Quattro Vageena. L'Easter Egg è rappresentato da uno "spot nello spot", una pubblicità fittizia della Anaheim che presenta le capacità e la potenza del Gundam mostrandone, senza rivestimenti, tutta la sua complessità interna data da ingranaggi, bulloni, leghe di metallo, etc. Se i feticisti del mecha design gongoleranno, dubito lo farà chi segue Gundam anche per il resto.

Sarebbe stato carino mostrare anche i personaggi, magari alternando la mediocre CG della battaglia simulata con un po' di curata animazione tradizionale per loro (e questo avrebbe accresciuto anche il realismo, con il contrasto tra "videogioco" e disegni realistici), ma il regista Ryoukou Masuo preferisce limitarsi al minimo indispensabile, e l'unico regalo che concede ai fan sono le voci originali del cast. Per chi si accontenta...

Voto: 5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie ova)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; tv)
Gundam Evolve../ 11 RB-79 Ball (2005; ova)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie ova)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; tv)
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; ova)
Gundam Evolve../ 13 RMS-108 Marasai (2005; ova)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Gundam Evolve../ 09 MSZ-006 Z Gundam (2006; ova)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; tv)

SEQUEL
Gundam Evolve../ 10 MSZ-10 ZZ Gundam (2005; ova)
Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char (1988; film)
 Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie ova)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
Mobile Suit Victory Gundam (1993-1994; tv)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; tv)
∀ Gundam Called Turn "A" Gundam (1999-2000; tv)
∀ Gundam I: Earth Light (2002; film)
∀ Gundam II: Moonlight Butterfly (2002; film)


FONTI
1 Pagina web, Universal Century Italia, http://www.universalcentury.it/opere/anime/evolve/evolve_episodi

lunedì 20 luglio 2015

Recensione: Gundam Evolve../ 01 RX-78-2 Gundam

GUNDAM EVOLVE../ 01 RX-78-2 GUNDAM
Titolo originale: Gundam Evolve../ 01 RX-78-2 Gundam
Regia: Yuuichi Abe
Soggetto & sceneggiatura: Hajime Yatate
Character Design: Yoshikazu Yasuhiko
Mechanical Design: Kunio Okawara
Musiche: Yuji Matsuyama, Takeo Watanabe
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 6 min. circa)
Anno di uscita: 2001
Disponibilità: fansub in inglese a cura di Solar & DigitalPanic



È stato un progetto interessante, quello dei Gundam Evolve. Nel maggio 2001, viene proiettato allo Shizuoka Hobby Show1 un cortometraggio commemorativo di Mobile Suit Gundam (1979), realizzato da Sunrise e diretto da Yuuichi Abe (futuro regista della serie televisiva del 2003 SD Gundam Force). Si tratta di una brevissima side story di appena 6 minuti ambientata nell'Era Spaziale, durante l'onnipresente Guerra Di Un Anno, che mostra i turbati pensieri di Amuro Ray prima di uscire dalla White Base, a bordo del suo RX-78-2 Gundam, per affrontare l'MSN-02 Zeong di Char Aznable nella battaglia finale di A Bao A Qu. Il corto riscuote un certo successo, ed ecco allora che Bandai, desiderosa di espandere sempre più il franchise, ha la grande pensata: ordina che ne vengano creati ancora, da affidare a staff sempre diversi e da sfruttare per pubblicizzare i Gunpla, o allegandoli direttamente insieme alla loro confezione2 o facendoli proiettare nei soli negozi di modellismo. In questi brevi anime si sfrutteranno in modo creativo tecnologie diverse: dalla cel animation tradizionale alla CG, per passare a ibridi come la cel-shaded, sempre nell'ottica di raccontare mini-storie in qualche modo legate al modellino di riferimento. Il retroscena della nascita di questi Gundam Evolve è, certo, prettamente commerciale, ma è indubbio che la cosa, pur con queste premesse, abbia alla fine fornito una sorta di "palestra" a bravi registi e animatori, che hanno potuto sbizzarrirsi a creare storie anche valevoli ambientate nei vari universi gundamici. Tra il 2001 e il 2002, quindi, usciranno i primi cinque episodi, che saranno raccolti nel 2003 nel DVD Gundam Evolve Plus.

Non c'è, purtroppo, nulla di meritevole nell'OVA che dà il via al tutto, rinominato successivamente RX-78-2 Gundam in onore dell'unico Mobile Suit che vi appare in tempo reale. Dico "tempo reale" poiché i 6 minuti che compongono l'episodio, realizzati in animazione tradizionale, consistono in un banale, noioso assemblaggio di scene riciclate dalla serie storica di Gundam, che raccontano il flusso di pensieri di Amuro in attesa del decollo. Nell'arco di questo breve tempo rivedremo solo un infinito numero di scene dell'anime storico in cui il Gundam combatte e distrugge centinaia di avversari. Gli unici momenti inediti consistono in meno di un minuto totale, che vede Amuro scambiare una parola con Sayla Mass e poi partire, il tutto disegnato molto intelligentemente con un tratto "sporco" anni '70 ricreato perfettamente per l'occasione. Comunque un po' troppo poco per giustificare la visione di uno dei peggiori Evolve.

Voto: 5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie ova)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; tv)

SEQUEL
Gundam Evolve../ 11 RB-79 Ball (2005; ova)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie ova)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; tv)
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; ova)
Gundam Evolve../ 13 RMS-108  Marasai (2005; ova)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Gundam Evolve../ 09 MSZ-006 Z Gundam (2006; ova)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; tv)
Gundam Evolve../ 10 MSZ-10 ZZ Gundam (2005; ova)
 Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie ova)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
Mobile Suit Victory Gundam (1993-1994; tv)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; tv)
∀ Gundam Called Turn "A" Gundam (1999-2000; tv)
∀ Gundam I: Earth Light (2002; film)
∀ Gundam II: Moonlight Butterfly (2002; film)


FONTI
1 Pagina web,  Universal Century Italia, http://www.universalcentury.it/opere/anime/evolve
2 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giappponese", Tunuè, 2012, pag.359

lunedì 13 luglio 2015

Recensione: Knights of Sidonia - Battle for Planet Nine

KNIGHTS OF SIDONIA: BATTLE FOR PLANET NINE
Titolo originale: Sidonia no Kishi - Dai-kyū Wakusei Seneki
Regia: Hiroyuki Seshita
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Tsutomu Nihei)
Sceneggiatura: Sadayuki Murai
Character Design: Yuki Moriyama
Musiche: Noriyuki Asakura
Studio: POLYGON PICTURES
Formato: serie televisiva di 12 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 2015
Disponibilità: fansub in inglese a cura di Underwater


Era lecito temere molti fattori, in fondo erano altissime le probabilità che la trasposizione di Knights of Sidonia affondasse a causa di un male a caso che solitamente affligge qualsiasi trasposizione animata di una manga ancora in corso, ma che fosse proprio la sceneggiatura a distruggere quanto di buono era stato costruito nella prima stagione era cosa abbastanza imprevedibile: solo si fosse potuto scommettere su un elemento che avrebbe resistito alle pressioni e ai delicati equilibri tra qualità e istruzioni produttive, la penna di Sadayuki Murai sarebbe stata indiscussa gemma e garanzia di sicurezza di un’opera già di suo di grande fascino, in grado di coniugare fantascienza robotica e horror come raramente si è visto in animazione. Eppure, sono proprio le enormi mazzate narrative a frantumare di episodio in episodio quel godibilissimo meccanismo fatto di battaglie tra giganti robotici e alieni lovecraftiani, avvicinando quindi la versione animata a certa pochezza dialogica e psicologica di cui già soffiva la versione cartacea.

È un notevole punto interrogativo che pesa disgraziatamente su tutto quanto, Murai preferisce spingere sulla direzione harem e slice of life, argomenti che in precedenza erano stati solo accennati o sfruttati intelligentemente per giustificare certe peculiarità dello scenario apocalittico creato da Tsutomu Nihei, abbandona quasi interamente i combattimenti spaziali relegandoli a poche parentesi di inutile e sbrigativa fattura per concentrarsi sulla noiosa vita di tutti i giorni di un personaggio come Tanikaze Nagate, che già in partenza appariva zoppo e poco interessante nella spiccia caratterizzazione sfigata attribuitagli. Poteva essere un’intrusione o un diverso insolito e dal grande potenziale, si potevano sviscerare le difficoltà giornaliere di una vita vissuta con una costante minaccia annichilente, ma gli standard narrativi su cui poggia le quotidianità del protagonista sono scarsi e ripetitivi, basati esclusivamente su un triangolo (o meglio, un rettangolo) amoroso i cui vertici rimangono costantemente fissi e immutabili, rendendo di fatto nulle e dall’importanza prossima alla zero tutte le puntate dedicate a lui, Izana, Yuata  e l’ibrido Tsumugi.

Le atmosfere opprimenti e disperate della stagione uno vengono quindi sostituite da una solarità sciocca e bambinesca fatta di gag che non fanno ridere, malintesi che non producono imbarazzo, atteggiamenti provocatori che generano solo fastidioso fanservice, e in generale tutto viene appiattito da una mancanza di idee anche nella costruzione stessa di queste (lunghe, lunghissime, infinite) intromissioni personali: nessuna traccia stuzzicante con cui poter ridere degli equivoci, nessun accenno che porti a simpatizzare con personaggi che non si smuovono di una virgola dalle loro postazioni rigide e frigide, e soprattutto nessuna relazione con le tragedie che comunque continuano ad accadere nello spazio, nonostante la presenza sulla carta singolare di Tsumugi e del suo essere allo stesso tempo alieno, umano e mecha, e pertanto curiosissima di scoprire come funziona la normale realtà. L’ansia, l’attesa, lo sconforto, il dolore per un body count senza eguali sono ora temi lontani, accessori, di nessuna importanza, in quanto prevalgono i sorrisi, le faccette arrabbiate, le smorfie di dispiacere e i tratti kawaii: ciò infatti che più innervosisce è la scomposizione brusca e inverosimile tra la violenza tragica e colma di morti della lotto contro i Gauna, stilizzata in un’ormai semplice quotidianità, e l’insulsa leggerezza dei problemi casalinghi di Tanikaze fatta di piatti da lavare, letti da spartire e vestiti da scegliere. E di conseguenza anche la trama orizzontale si sfilaccia e perde di consistenza, scolorendo in maniera approssimativa e di vaga pericolosità la minaccia iniziale, lasciata poi a se stessa, e arrancando, quasi come fosse un lotto di episodi interlocutori creati per riempire il tempo, verso una parte finale ancora una volta aperta a una (probabile dato l’annuncio della conclusione del manga) terza stagione dove poter tirare tutti i fili.   


Siamo oltre la decenza, interi episodi gettati via e che vanificano la presenza, a questo punto occasionale e fortunata, di grandi combattimenti spaziali (addirittura stupefacente la quarta puntata, interamente dedicata a uno scontro con un colossale Gauna, gestito con gran dispendio di strategie militari e proiettili laser) e abissali scenari d’orrore purtroppo sprecati perché economicamente secondari alla vera natura di questa seconda serie. Non serve quindi che il neoentrato regista Hiroyuki Seshita tenti nuove strade, agevolato anche da una più malleabile CG, creando eleganti piano sequenza o furiose dribblate durante le sparatorie, occupando lo schermo intero con Gauna sempre più tentacolari e deformi e frustandolo con la feroce bellezza della Tsumugi guerriera: ogni sforzo visivo e atmosferico soccombe alla mortificante lentezza del plot sentimentale, tanto che non vale neanche la pena apprezzare il miglioramento delle animazioni e la glaciale attrattiva dei volti lunghi e pallidi dei personaggi.

Il peggior ritorno possibile per una delle più belle sorprese della primavera 2014.

Voto: 4 su 10

PREQUEL
Knights of Sidonia (2014; tv)

lunedì 6 luglio 2015

Nuovi aggiornamenti gundamici #04


Spiace un po' per i tempi che si fanno sempre più lunghi negli aggiornamenti, ma direi che valga davvero la pena aspettare.


Se del primo non c'è davvero nulla di rilevante da segnalare (recensione breve e insignificante - come del resto è quel film - scritta per dovere di completezza più che per altro), degli altri due c'è di che leccarsi i baffi. Grazie alla indispensabile consulenza di Garion-Oh, ho riversato in BP e Turn A (soprattutto nel primo, titolo tra i più misteriosi e ostici dell' "animegrafia" tominiana) tutti i retroscena più incredibili e impensabili, provenienti da databook giapponesi, perettendo così di analizzare in fondo questi lavori e rendere le loro analisi tra le più esaurienti mai viste nel web. Davvero, sono estremamente soddisfatto di questo lavoro.

Dopo quest'aggiornamento, seguiranno successivamente le mini-recensioni dei primi cinque episodi di Gundam Evolve, prima di riprendere con gli ampliamenti di scritti vecchi.

Ciliegina sulla torta: se vi interessa sapere, nel contratto tra Tomino e Sunrise stipulato nel 1980, di una certa importante clausola contrattuale voluta dal primo, di cosa ne pensa il pelatone di una certa serie OVA di Gundam, o un altro retroscena che fa ulteriore luce sulla bruttezza di uno dei peggiori lavori del grand'uomo, vi invito a leggere i ri-ri-riaggiornamenti (offre Garion-oh, come sempre!) della trilogia filmica di Gundam, di War in the Pocket (1989) e di Heavy Metal L-Gaim (1984).

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, viene aggiornato senza alcuna periodicità e pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 7 marzo 2001 n. 62. Molte delle immagini presenti sono reperite da internet, ma tutti i relativi diritti rimangono dei rispettivi autori. Se l’uso di queste immagini avesse involontariamente violato le norme in materia di diritto d’autore, avvisateci e noi le disintegreremo all’istante.