venerdì 2 settembre 2011

Recensione: Gravion Zwei

GRAVION ZWEI
Titolo originale: Chōjūshin Gravion Zwei
Regia: Masami Obari
Soggetto: Masami Obari, Kazumitsu Akamatsu, GONZO
Sceneggiatura: Fumihiko Shimo
Character Design: Risa Ebata
Mechanical Design: Kunio Okawara, Masami Obari, Hitoshi Fukuchi
Musiche: Hikaru Nanase
Studio: GONZO
Formato: serie televisiva di 12 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 2004


Continuano le lotte di Eiji e del Gravion Team contro la razza aliena degli Zeravire, intenzionata ad annientare la Terra. Ci si avvicina finalmente allo scontro finale, in tempo per scoprire qual è il mistero dietro a Leele, qual è il tragico e oscuro passato di Sandman, chi è il misterioso Raven, e, soprattutto, per vedere se la task force robotica dell'Earth Federation Alliance prenderà davvero il posto del Gravion quale arma di difesa del genere umano...

Dopo lo strazio della prima stagione di Gravion (2002) era difficile aspettarsi miglioramenti eclatanti dalla seconda, trasmessa due anni dopo. Purtroppo, si sa, squadra che vince non si cambia, e anche se il seguito nasceva per chiudere la storia in sospeso, alla fine era facile immaginarsi la stessa solfa del primo. Invece, una volta tanto, diversi timori sono disattesi e, pur non gridando al miracolo, bisogna ammettere che in più riprese Gravion Zwei è una visione addirittura gradevole, sensibilmente migliore del predecessore.

Il cast rimane sempre pietoso, con antipatici involucri di carne e un ritrovato, odioso eroe che continua a fare il fighetto con l'ombelico fuori (ringraziamo gli orribili gusti del pubblico giapponese che si riflettono nel chara design modaiolo di Masami Obari). A fare la differenza è Sandman, il proprietario del castello che custodisce il God Gravion, unico personaggio salvabile della prima serie e che in questo contesto assurge a idolo assoluto, protagonista di siparietti sempre più divertenti e più divo che mai quando, nel consueto momento di ordinare ai suoi ragazzi di agganciare il God Gravion, indossa un favoloso frac bianco tenendo in mano un esilarante scettro da monarca (!). L'aumento quantitativo e qualitativo di goliardia, demenzialità e intermezzi sexy sono infatti la chiave del buon risultato di Gravion Zwei, che, riducendo sensibilmente i lunghi e noiosi scontri robotici del passato, diverte con episodi di comicità pura e finalmente riuscita, sfruttando dignitosamente il mediocre cast per gag più di una volta azzeccate. Siamo sempre al cospetto di tanto scazzo di sottofondo e intermezzi seriosi che lasciano il tempo che trovano, ma almeno non si attende più, con la speranza negli occhi, che ogni singola puntata finisca il prima possibile. Da segnalare anche due nuove canzoni (opening e insert song) dei JAM Project, decisamente migliori rispetto all'anonima opening del prequel, e anche una certa vena registica e creativa ispirata nelle mazzate robotiche, che porta Gravion Zwei a ergersi, per più di un verso (ma pur con le dovute proporzioni), come sorta di proto-Gurren Lagann (2007) per la ricercata esagerazione di diversi combattimenti e trovate davvero bizzarre (fra tutte l'attacco Gravity Meteo Shoot di uno dei bianchissimi Gran Trooper dell'Earth Federation Alliance, che consiste nel calciare un devastante pallone da calcio robotico contro il malcapitato nemico!).

 
Gravion Zwei rimane sostanzialmente Gravion, ma migliorato in mille aspetti. Più esagerato, distruttivo, demenziale, esagerato, con tante tette in più e disegni decisamente migliorati, più vicini allo stile sexy di Obari il cambio di chara design. È più completo anche dal punto di vista narrativo, visto che risponde a tutte le domande lasciate aperte in passato, arrivando a un finale sensato e coerente. Il problema è che coerenza non significa automaticamente qualità: pur a fronte di un buon ritmo generale, alla fine il climax si risolve nella banalità. Gli ultimi tre episodi sono scontatissimi come si può immaginare (l'identità di Raven, che cliché!), non riuscendo in alcun modo a ovviare a una prevedibilità, nello stanco sviluppo dell'intreccio, che, con qualche idea in più, avrebbe portato allo stesso risultato ma magari in modo più soddisfacente.

L'impressione finale, maturata dopo una conclusione che torna a tingere di negativo la storia, è purtroppo fallimentare: ragionandoci sopra e pensando agli orribili tredici episodi della prima stagione che bisogna sopportare, l'eredità del progetto Gravion consiste nella triste impressione di averci sprecato tempo e basta. Netto passo in avanti rispetto alla prima parte e, in alcuni frangenti, così divertente da sembrare un'ottima serie disimpegnata, ma Gravion Zwei rimane un robotico molto banale con un cast orribile. Sicuramente un esperimento che un giorno varrà la pena ritentare per risultati migliori, ma che personalmente mi ha lasciato dentro poco o niente. A chi piace lo stesso, per un seguito spirituale rivolgersi a Dancouga Nova (2007).

Voto: 5,5 su 10

PREQUEL
Gravion (2002; TV)

1 commento:

Acalia ha detto...

Trama scadente e personaggi poco caratterizzati: questo non lo guardo. ^^

Un comico-demenziale con robottoni può essere qualcosa di molto gradevole o una schifezza ma qui mi sa che siamo nel secondo caso.

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