mercoledì 27 gennaio 2010

Recensione: DevilMan

DEVILMAN
Titolo originale: DevilMan
Regia: Tsutomu Iida (Umanosuke Iida)
Soggetto: Go Nagai (basato sul suo fumetto originale)
Sceneggiatura: Go Nagai, Tsutomu Iida (Umanosuke Iida)
Character Design: Kazuo Komatsubara
Musiche: Kenji Kawai
Studio: Oh! Production
Formato: serie OVA di 2 episodi (durata ep. 55 min. circa)
Anni di uscita: 1987 - 1990

 
Milioni di anni fa in sintonia con i dinosauri viveva il popolo dei demoni, i cui membri erano in perenne guerra tra di loro per la sopravvivenza. Solo i più forti ce la facevano, dilaniando i deboli e assimilandone i poteri attraverso la fusione. Il timido e introverso Akira Fudo lo scopre dal suo amico Ryo Asuka, che gli rivela anche che i diavoli stanno iniziando a risvegliarsi nei ghiacci, anelando nuovamente alla riconquista del loro pianeta. Unica speranza per far fronte alla minaccia e proteggere l'umanità sembra di quella di fondersi con un demone potentissimo, ereditarne i poteri e mantenere il raziocinio umano...

Nel 1971 un giovane e da poco professionista Go Nagai disegna, con un tratto rozzo, sporco e caricaturale, l'impressionante manga horror Mao Dante, avente come protagonista un ragazzo-diavolo in lotta contro Dio, il tiranno sanguinario che ha schiavizzato l'umanità. Fonte di prevedibili polemiche da parte della società del tempo, il concept piace molto allo studio animato Toei Animation, che chiede al mangaka di rielaborarne la trama in animazione. Nasce così nel 1972 la serie tv DevilMan: successone d'ascolti e ottima qualità generale, ma l'opera "pecca" di un impianto narrativo infantile e supereroistico, non potrebbe essere altrimenti visto il giovane target di riferimento. L'autore, tuttavia, è molto interessato a sviluppare il potenziale horror della storia: scrive quindi una versione di DevilMan ancora più personale su carta, realizzando infine uno dei massimi capolavori del fumetto giapponese. Quello che sembra un aggiornamento un pelo più maturo della controparte televisiva diventa, man mano che prosegue, un gioiello nichilista di grande potenza evocativa. Akira Fudo, assunti i poteri demoniaci che gli permettono di diventare il sanguinario DevilMan, inizia a difendere la razza umana affrontando le legioni demoniache, ma presto diverrà nemico della stessa umanità che, in preda alla paura e all'istinto, si inizia a distruggere con le sue stesse mani, fomentando massacri e caccia alle streghe che avranno il solo risultato di anticipare la sua estinzione dal pianeta. Un finale apocalittico - incivile da rivelare - consegna la patente di opera immortale al manga di Go Nagai.

Sacrosanto potesse un giorno finalmente godere di una trasposizione animata fedele. Il compito spetta nel 1987 allo staff Oh! Production assoldato da Dynamic Planning: regista Tsutomu Ida (rinominatosi in tempi recenti Umanosuke Iida, noto ai più per la splendida serie OVA gundamica The 08th MS Team), chara designer l'acclamato Kazuo Komatsubara già dietro la cornice grafica di quasi tutte le produzioni Toei nagaiane, musicista Kenji Kawai, già noto per la colonna sonora di Maison Ikkoku. La presenza dello stesso Go Nagai alla sceneggiatura e un budget tra i più cospicui dell'epoca ben esemplificano le grandi ambizioni del progetto. Escono così nell'home video, alla distanza di tre anni, La Genesi e L'arpia Sirene, trasposizioni fedeli e aggiornate dei primi 2 volumi (su 5) del manga originale. Un progetto certosino e realizzato con grande dispiego di mezzi che, in quegli anni, si presenta come destinato a fare la Storia. Peccato andrà tutto a rotoli, rappresentando un'ingiustizia che ha strascichi ancora oggi. Beffardamente, proprio l'estrema qualità dei due episodi realizzati è uno dei principali colpevoli dell'arresto: visti i risultati positivi il regista Iida vuole un budget sempre più maggiore per trasporre le puntate successive, al punto che al momento di realizzare l'attacco alla Terra su larga scala dei demoni (volume 3) non è soddisfatto di quello che già ha. Fiducioso, nell'immediato futuro, di convincere qualche sponsor a finanziargli quanto chiede, mette un temporaneo stop alla produzione, peccato la sua previsione non si avvera e dopo undici anni ancora nessuna novità. Il 24 marzo 2000 segna la definitiva battuta d'arresto all'opera: muore Kazuo Komatsubara, il cui tratto indelebile è rappresentativo dell'intera produzione, e il DevilMan animato e fedele rimane incompiuto per sempre. Capolavoro ucciso dalla cattiva sorte.


Il primo, La Genesi, è il migliore. Merito dell'incredibile atmosfera horror, cadenzata dalle spettrali tracce musicali di Kenji Kawai (destinato all'immortalità Show Must Go On) e sostenuta dallo spettacolare chara design di Komatsubara, che aggiorna e definisce il grottesco tratto originale rendendolo ancora più inquietante, senza mai tradirne le origini rozze e sporche. Animazioni fluidissime e un sense of wonder dato dai pregevoli fondali tradiscono il passato miyazakiano del regista Iida (aiuto regista in Il castello nel cielo), mentre lievi modifiche e/o aggiunte al manga, a opera di Nagai e dello stesso Iida, migliorano la storia, ampliandola con sequenze action-horror che vedono Akira e Ryo fronteggiare un primo attacco di demoni prima di dirigersi al sabba che cambierà per sempre le loro vite. Non mancano neppure inserti inediti come la figura dei genitori di Akira, assenti in origine, che forse avrebbero avuto conseguenze nei futuri episodi. Non si saprà mai. La carneficina finale che chiude l'opera, realizzata in una sequenza splatterosa registicamente impressionante - un'orgia di sangue, smembramenti, luci abbaglianti e soluzioni visive che sembrano riprese da un film di Yoshiaki Kawajiri - è l'apice qualitativo dell'intera produzione. Due anni dopo esce L'arpia Sirene, che narrativamente può annoiare o esaltare ma rimane un gioiellino di tecnica e confezione. La trasposizione, ancora una volta ineccepibile, di alcuni scontri isolati di DevilMan, contro lo spietato demone Jinmen e l'arpia Sirene, le cui apparizioni sono cronologicamente invertite rispetto al fumetto. La trama essenzialmente non avanza di un'unghia, il tutto si riconduce al protagonista che affronta i due mostri per tutta la durata dell'OVA, in un tripudio di animazioni da cardiopalma, musiche fantastiche e splatter a iosa: gustoso anche se sicuramente insipido quanto a contenuti. Quello che fa amarezza sono le poche, nuove, intriganti aggiunte rispetto al fumetto, tipo gli accenni al futuro destino di Miki, ragazza dell'eroe, che rimarranno inutili vista la sorte toccata al progetto.

Due perle nere che purtroppo, vista la loro incompletezza, sono pienamente apprezzabili solo a chi ha già letto il fumetto. Forti della loro caratura tecnica ed estetica rimangono una visione piacevole anche a chi ne è profano - non terminano con un finale tronco, solo aperto -, ma è ovvio che chi è interessato a scoprire il valore del DevilMan di Go Nagai lo cercherà nel finale del fumetto più che nell'introduzione della versione animata. Si rivolga alla casa editrice d/visual, che lo ha stampato in Italia (insieme al prototipo Mao Dante e ai seguiti DevilLady e Violence Jack) in 5 bei volumi. Per sfatare, infine, una leggenda metropolitana, Amon: Apocalypse of DevilMan, uscito  nel 2000, non è l'atto conclusivo della trilogia. È l'adattamento del primo volume del manga omonimo di Yu Kinutani, una rilettura di DevilMan a cui Go Nagai non ha minimamente lavorato, una semplice fan-fiction.


Edizione italiana, risalente alle VHS pubblicate negli anni 90 da Granata Press e Dynamic Italia, di discreto livello, con un buon adattamento rovinato però da un doppiaggio rivedibile, troppo volutamente tetrale, al punto di rendere a tratti irrealistici il tenore dei dialoghi. La voce di Ivo de Palma su Akira, poi, è completamente fuori personaggio. In attesa del recupero degli OVA da parte di una casa distributrice italiana, attualmente l'unica loro fonte di reperibilità degli OVA di DevilMan è il fansub in inglese a cura di Anime-FanRips.

Voto: 8,5 su 10

5 commenti:

Claudio Cerri ha detto...

Ottima recensione. Da oggi seguiro' questo blog con molto intresse!

Jacopo Mistè ha detto...

Grazie e benvenuto tra noi Claudio :)

ron70 ha detto...

Ottimo adattamento del capolavoro di Nagai ma secondo me si poteva fare meglio.Al di là dell'essere incompiuto rispetto al manga sono poco approfonditi i protagonisti,le loro personalità sono appena accennate e messe in secondo piano ripetto ai combattimenti.Per il resto eccellenti la regia,le animazioni e la colonna sonora.

Jacopo Mistè ha detto...

Beh ma alla fine i dialoghi seguono fedelmente quelli del manga, non per nulla Go Nagai è tra gli sceneggiatori dell'adattamento. Comunque l'essere incompiuto non lo vedo come un difetto a cui dare la colpa, visto che lo stop del progetto deriva dalla morte di Kazuo Komatsubara ;_;

ron70 ha detto...

Non mi riferivo ai dialoghi ma al mettere in secondo piano tutta la parte del manga incentrata sul nemico naturale dell'uomo( liquidata in pochi minuti )e soprattutto la personalità dei protagonisti è appena accennata,pensa a Ryo che nel manga è il vero protagonista mentre nel secondo OVA ha un ruolo quasi secondario.Vero che Nagai ha contribuito alla sceneggiatura ma,paradossalmente,mi sembra la cosa meno riuscita.Cmq rimane un classico,non lo metto in dubbio.

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