giovedì 17 giugno 2010

Recensione: Mazinger Edition Z! The Impact

MAZINGER EDITION Z! THE IMPACT
Titolo originale: Shin Majinga Shōgeki! Z-Hen
Regia: Yasuhiro Imagawa
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Go Nagai)
Sceneggiatura: Yasuhiro Imagawa
Character Design: Shinji Takeuchi
Mechanical Design: Tsuyoshi Nonaka
Musiche: Akira Miyagawa
Studio: BEE Media
Formato: serie televisiva di 26 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 2009
Disponibilità: edizione italiana in dvd & blu-ray a cura di Yamato Video
 

Passato: nei sotterranei del monte Fuji viene scoperto un nuovo tipo di minerale, il Japanium, che opportunamente lavorato può generare sia un'energia fotonica dalle immense potenzialità che una indistruttibile lega d'acciaio, la Lega Z. Presente: Dottor Hell, uno degli scienziati che ha scoperto il Japanium, cerca di impossessarsi di grandi quantità di energia fotonica per scopi non meglio dichiarati, lanciando nel frattempo contro i suoi colleghi che potrebbero fermarlo una gigantesca armata di robot assassini, legata all'antica civilità micenea. Il folle dottore non ha però fatto i conti né con il collega Juzo Kabuto, che prima di morire affida il gigantesco robot da battaglia Mazinger Z, realizzato in Lega Z, a suo nipote Koji, né con la famiglia aristocratica dei Kurogane, presieduta dalla bella e misteriosa Tsubasa Nishikiori. Quale motivo porta Hell a scatenare una guerra in Giappone per avere quell'energia? Qual è il segreto di Tsubasa? Che ne è stato della civiltà micenea? In che modo è legato Mazinger Z a Zeus, sovrano degli dei?

Il 2009 sarà ricordato come un anno straordinario per gli appassionati di anime e manga: non solo Suzue Miuchi dice di essere pronta per la parte finale dell'interminabile manga Il grande sogno di Maya, non solo a Odaiba viene costruita una gigantesca statua di Gundam per commemorare i 30 anni del franchise, ma sopratutto quell'anno vede tornare nuovamente Yasuhiro Imagawa dietro a sceneggiatura e regia di una serie televisiva, addirittura con un budget accettabile.

Si dovesse, in effetti, guardare la lista dei suoi lavori più famosi, ci si accorgerebbe di come buona parte delle sue opere, anche le più rinomate, siano state costellate da licenziamenti in tronco in corso di serie (Getter Robot: The Last Day), budget mediocri/inesistenti (G Gundam/Violinista di Hamelin) o addirittura finali aperti perché non si sono prodotti i seguiti previsti (il rinomatissimo Giant Robot). Un sacco di problemi che comunque non hanno impedito loro di farsi ricordare per quelle sceneggiature intricatissime che hanno costituito il marchio di fabbrica del regista. Dopo l'annuncio di un nuovo retelling del franchise Mazinger, questa volta però ispirato al mediocre manga Z Mazinger (remake a tema mitologico a opera di un Go Nagai senza più nulla da dire), a inizio dell'anno un sacco di rumor di sono susseguiti sullo staff dell'opera, ora smentendo, ora confermando, la presenza di Imagawa alla regia. Quando, dopo l'ennesimo annuncio semi-ufficiale che dava al suo posto Jun Kawagoe, la cosa è stata ancora una volta rinnegata, in molti hanno iniziato a vedere malissimo una produzione nata apparentemente senza né capo né coda, che fin dalle premesse produttive non sembra avere idee certe su nulla. Eppure Imagawa alla fine è arrivato e, come nelle più rosee previsioni crea, con un budget accettabile, un prodotto eccezionale: Mazinger Edition Z è, senza preamboli, l'anime del 2009 e una delle migliori produzioni in assoluto legate al nome di Go Nagai.


La prima puntata è già leggenda: prendendo tutti alla sprovvista, con quel solito gusto nello spiazzare lo spettatore, Imagawa filma un episodio riassuntivo che sintetizza l'intera storia poco prima dello scontro finale, con un clipshow di immagini e fotogrammi che sottolineano lo spirito della storia. E così, mentre dagli spettatori occasionali partono maledizioni e i fan del regista, memori di The Last Day, se la ridono pensando all'idea come una manovra per non farsi licenziare dallo studio ("se mi licenzi continui te la serie, ma non saprai mai come collegare tutte le scene che ho mostrato"), i fan di Nagai si commuovono vedendo in una stessa serie animata personaggi provenienti dagli universi dei Mazinger, Mao Dante, Violence Jack, Gloizer X... alle prese con divinità della mitologia greca, morte, distruzioni di massa, atmosfere apocalittiche. Quella che ufficialmente nasce come riscrittura di Z Mazinger si rivela un rifacimento, invece, dell'originale Mazinger Z cartaceo di Nagai, quello dei primi anni 70 che ha ispirato le infantili serie tv Toei Animation, che Imagawa rilegge con la sua solita modalità: inserendo al suo interno personaggi provenienti da un po' tutte le opere dell'autore, anche le più disparate. Il trionfo, come ovvio, del ritmo indiavolato tanto caro al regista, con milioni di eventi che si susseguono a ogni episodio, ma anche delle citazioni e delle reinterpretazioni. Mazinger Edition Z è la versione animata definitiva del manga storico Mazinger Z, che pur "fondendolo" col suo remake Z Mazinger per offrire una storia nuova di zecca (per sfruttarne da quest'ultimo il background "mitologico" di Zeus e altre divinità dell'Olimpo), lo celebra in ogni occasione, riprendendone per larghi strati dialoghi, situazioni, avvenimenti, vignette e anche le caratterizzazioni storiche dei personaggi, ampliandone forse il ruolo ma rispettandone il grottesco spirito originale. Ciliegina sulla torta, ancora una volta, un chara design rispettoso e reverenziale verso il tratto sporco, semplicistico e caricaturale del Go Nagai prima maniera, fedelmente rispettato per offrire un fantastico look retrò che aumenta se possibile ancor più il carisma della produzione.

E dove termina l'influenza di un genio, inizia quella di un altro: la storia, completo parto di Imagawa nonostante le influenze del manga è, come prospettato, meravigliosamente appassionante. I twist a ogni episodio sono la norma, così come personaggi che fanno il doppio, triplo o quadruplo gioco, rovesciamenti di posizione, complotti divini, flashback, flashback ALL'INTERNO di altri flashback e un infinito numero di grandi misteri che vengono periodicamente snocciolati e rimpiazzati da altri. Mazinger Edition Z è un tour de force di domande, risposte, numerosissimi personaggi grotteschi, gratificazioni ai fan di Nagai (bisogna ribadirlo: solo chi ha letto la maggior parte dei fumetti del mangaka potrà cogliere tutte le infinite citazioni, che abbracciano davvero ogni campo e opera) e colpi di scena, così volutamente esagerati, frenetici e teatrali da diventare quasi parossistici, ma che in linea con l'atmosfera misteriosa sono pura meraviglia. È la classica sceneggiatura "a bomba di orologeria" di Imagawa, intricata a livelli talmente inumani che serve un taccuino per annotarsi tutto, ma che si chiude perfettamente nella conclusione facendo combaciare tutti i tasselli. Una conclusione con un tale concentrato di rivelazioni da essere strabiliante, celebrando nel migliore dei modi l'arte di Imagawa.


Un capolavoro di ingegno che, paradossalmente, può infastidire giusto i fan più oltranzisti delle "classiche" serie Super Robot di un tempo, per l'assenza di un intreccio lineare e di grandi combattimenti: non solo gli scontri si rivelano molto sintetici (forse anche colpa del budget, accettabile ma non di più), ma la stessa concezione "cazzara" delle serie robotiche "old style" viene a mancare. Le mazzate tra robot sono decisamente l'elemento secondario dello spettacolo, che gioca le frecce del suo arco nel contortissimo intreccio e nei fantastici personaggi. Curioso e spiazzante, anche perché le due opening, cantate dagli "storici" JAM Project (caldo nome nell'ambito delle sigle di serie Super Robot), sono invece ancorate alla tradizione: potenti, gasanti, accompagnate da un gran numero di immagini che risaltano un lato distruttivo/action della serie che, alla fine dei conti, non c'è. Delusioni a parte, in questo senso, sarebbe comunque indecoroso imputare all'opera di non essere riuscita, perché lo è, molto. Il nuovo gioiello di Imagawa deve solo essere inquadrato come giustamente gli compete, ossia come una storia robotica dalle sfaccettature inquietanti e mitologiche, incredibilmente complessa e con un accettabile contorno di azione robotica. Inquadrata come si deve si rivela una grande serie animata, sceneggiata benissimo e rappresenta sicuramente uno dei migliori prodotti animati, se non IL migliore, dedicati ai personaggi e alle creature di Go Nagai. Peccato unicamente per un finale aperto, che, come Giant Robot prima di lui, attende inutilmente un finale che non arriverà mai visto il modesto successo della serie in madrepatria.

Voto: 8,5 su 10

33 commenti:

Davide Di Giorgio ha detto...

Bella recensione di questo anime soprendente che mi trova d'accordo, Imagawa è un regista di razza!
Poi, non so se sia capitato solo a me, ma una seconda visione "di fila" (e non con la classica puntata a settimana) ha abbastanza scardinato anche la convinzione che l'azione sia poco presente: fatto che ha generato le critiche, frutto secondo me di una valutazione errata (o solo viziata da altre aspettative). In realtà di azione ce n'è, ma il modo in cui Imagawa l'ha diluita la rende "meno evidente" rispetto al complesso intreccio della storia. Aspettiamo l'edizione italiana sperando sia fatta bene.

Jacopo Mistè ha detto...

Dubito altamente che d/visual, con tutti i problemi allucinanti che ha nel reparto dvd, riesca a portarci Shin Mazinger :(
Spero tu abbia acquistato, invece, il manga originale Mazinger Z di Nagai, pubblicato recentemente da d/visual: leggendolo apprezzi ancora di più quest'anime, e ti rendi conto di quanto sia stato geniale Imagawa nel rileggere e adattare in una storia nuova migliaia di citazioni da questo fumetto :)

Davide Di Giorgio ha detto...

Hai toccato un tasto dolente... sto aspettando da tempo immemore i volumi conclusivi del manga che la mia fumetteria non riesce a procurarmi. Per il momento vedrò di farmelo prestare da un amico.

Quanto all'edizione italiana di "Shin Mazinger", magari come in Spagna la farà qualcun altro, chissà.

Jacopo Mistè ha detto...

E così alla fine Shin Mazinger l'ha annunciato Yamato Video.
Poveri noi, chissà che stupro di doppiaggio dovremo sentirci stavolta...

simone corà ha detto...

Toccherà foderarsi le orecchie.
Trovo però strano che abbiano acquistato questa serie, con la complessità narrativa di Imagawa ha tutte le carte in regola per essere un flop colossale.

Anonimo ha detto...

Il doppiaggio alla fine è più che buono, razza di professorini dei miei stivali.
Quanto siete otaku!!!!!!!!

Mario Monteverdi ha detto...

non se avete notato ma nel terzultimo episodio, nella piscina di kurogane c'è una statua di Devilman!!!!

Jacopo Mistè ha detto...

È uno dei frequenti omaggi al manga, riprende paro paro la vignetta presente nel volume 4 (mi sembra) del Mazinger Z di Nagai :)

Anonimo ha detto...

ora,io premetto che non voglio offendere nessuno,ne fan,ne staff della serie, mi limito solo a esporre i pensieri che non ho potuto reprimere vedendo la serie...
innanzitutto,l'inizio non c'entra quasi NIENTE col finale,a cui in teoria invece dovrebbe essere collegato,unica cosa che ti fa capire che è la scena finale è il caro buon vecchio generale nero. FINE.spezzoni che invece di darti risposte fanno sorgere altre domande che a cui potrai solamente CERCARE di dare una soggettiva interpretazione...alcuni dialoghi sembrano usciti dal cartone degli anni 70 "dottor hell: ho no mi state sconfiggendo!" -__-"insomma,è un pastone di belle musiche,mitologia quasi completamente a caso e robot in stile nagai(e voi direte"è questo il bello" scusate ma io veramente anche impegnandomi non riesco davvero a trovare del buono in quest'anime..figurarsi dire che è il migliore dell'anno in cui è uscito O_o)
in parole povere non lo reputo migliore del già tristemente citato "getter robot: the last day" (l'unica cosa che mi è piaciuta è proprio il finale come viene raccontato nell'ultima puntata,quello in effetti merita)

Jacopo Mistè ha detto...

Il bello della serie sta principalmente nell'essere scritta da un Imagawa in forma, che per la totalità della storia continua a tempestarti di domande, flashback e colpi di scena a ogni episodio che ti costringono a guardare con un quadernetto degli appunti. Per me è puro genio, ennesima conferma delle sue sapientissime doti di sceneggiatore (già assaporate in Giant Robot e nei primi tre episodi di The Last Day). ;)

I difetti che citi sui dialoghi e sulle divinità per me hanno senso solo se non sei un fan di Nagai: in caso inverso, teoricamente, non dovresti farci caso visto che entrambi sono 100% fedeli ai tratti della poetica nagaiana ;) La serie è colma di omaggi alle sue opere e sopratutto ai suoi manga (in particolare Mazinger Z e Z Mazinger), e sotto questo punto di vista bisognerebbe giudicare le atmosfere, il pantheon mitologico "sfasato" e il registro linguistico bambinesco: tutto voluto e sotto questa luce ineccepibile. Questo anime è da prendere principalmente sotto questo senso: è una serie già godibilissima di suo per la trama intricatissima, ma eccezionale unicamente per i fan di Nagai. Detto questo, ti ringrazio comunque del commento ;)

Tuko ha detto...

Mazinger Lagann: the last day!!!
Purtroppo la serie l'ho trovata, nonostante qualche idea interessante, alquanto bruttina.
La trama non è nulla di che, i dialoghi sono banali, le situazioni surreali, e spesso il ritmo e inutilmente incalzante, rendendo tutto confusionario e poco "epico".
I personaggi sono grotteschi e stereotipati, poco profondi, quasi come se dovessero in pochi minuti esaurire tutte le loro battute. L'azione è piacevole ben realizzata e l'arsenale del Mazinger è reso più "distruttivo" che mai.
Avrei preferito qualcosa che si avvicinasse al primo episodio di Mazinkaiser! Purtroppo mi rendo che esistono le mode, e quella attuale proprio non mi aggrada: BREAAAAST FIIIIIIIREEEEEEEEEEEEEEE!!! (con volto da invasato)
Urla, chiasso e movimenti plastici inutili, conditi da un senso dell'ironia infantile e un'accozzaglia di personaggi inverosimili che dicono e fanno cose strane guidati da motivazioni discutibili e poco chiare.
Per me una triste delusione!

Jacopo Mistè ha detto...

Più che questioni "modaiole", i personaggi grotteschi, le situazioni surreali e buona parte dei difetti che rinfacci a Shin Mazinger (a parte la trama iper-intricata, marchio del regista) sono tutti farina del sacco di Go Nagai, visto che è quasi tutto preso di forza dal suo manga storico di Mazinger Z...

Gundamaniaco ha detto...

Per me Shin Mazinger è il classico esempio di "personaggio vintage riciclato negli anni 2000", nè più nè meno. Trama forzatamente portata avanti, molto confusa e nel complesso poco ispirata. I finti colpi di scena di cui è infarcita la serie ne sono un chiaro esempio.
Gli omaggi al manga originale di Nagai sono soprattutto visivi: è completamente falso che questa serie sia una trasposizione della storia del manga originale. Traspone solo alcune tavole in animazione.
Bisogna essere onesti in questo ed evitare disinformazione. ;)

Inoltre, personalmente, nessuno mi toglierà mai dalla testa che un personaggio vintage è e deve restare vintage. Specialmente se le sue avventure non sono state proseguite nel corso degli anni ma sono contestualizzate all'epoca in cui è nato.
Se lo showbiz (in questo caso l'animebiz) è completamente cambiato dal 1972, è logico che negli anni 2000 non è possibile improvvisamente trasporre le stesse atmosfere vintage.
Le regole di mercato, lo stile, le tecniche, le mode, sono troppo diverse da allora.
Tanto che quel che più ricordo di questa serie è il perenne sensazionalismo gratuito.
La serie Toei del '72 è senza dubbio più squisitamente ed onestamente EPICA, se contestualizzata a quegli anni s'intende.
Una rilettura moderna di Mazinga invece poteva starci decisamente meglio, come serie animata moderna.
Mazinsaga per esempio è un bel Mazinga moderno, originale e intrigante.

Imagawa è un regista, a mio avviso, assolutamente sopravvalutato.

Jacopo Mistè ha detto...

Eddai, il manga lo abbiamo letto entrambi e, beninteso che l'intreccio è nuovo di zecca come ho già riconosciuto, le singole scene, le idee, le caratterizzazioni, inquadrature, addirittura diverse avventure (come quella di Koji contro il clone di Frankenstein, non ricordo perchè non ho sottomano il fumetto) sono le medesime nei due. Non è una trasposizione tout court, ma è sicuramente, tra le varie riletture moderne di Mazinga, quella più fedele alllo spirito del fumetto originale.

Che poi siano irripetibili e fuori luogo dei remake dei Mazinga Toei Animation sono il primo a riconoscerlo. Imho è giusta la strada delle riletture fedeli ai manga storici, che si possono così vedere per davvero la prima volta in animazione. The Last Day è stato il primo, favoloso. Quindi il discreto Mazinkaiser, poi Getter Robot RE-Model (venuto male imho) e infine Shin Mazinger che considero il migliore.

Imagawa per me è forse il miglior regista anime televisivo (insieme a Goro Tanifuchi), cura meticolosissima nell'omaggiare fumetti storici e intrecci iper-intricati, io personalmente non posso chiedere di meglio per i miei gusti ^^ Capisco però che chi dei vecchi anime nagaiani apprezzava la semplicità delle storie possa risultare indigesto.

ron70 ha detto...

Ho appena finito di rivedere la serie completa e mi sembra difficile non considerarla un capolavoro.Apprezzo ancora la semplicità e la struttura rituale delle vecchie serie ma oggi non ha senso rimpiangere uno schema vecchio di decenni ed è inevitabile in un remake fare tabula rasa del passato e riproporre vecchi personaggi in una nuova veste.La serie è una sarabanda di colpi di scena e trovate spiazzanti a tal punto che senza una seconda visione è impossibile capire tutto l'intreccio.La cosa più sorprendente è che un tale capolavoro è partito da 2 manga minori di Nagai.Sul web ho letto alcune critiche a questa serie PRIMA che venisse pubblicata.

Jacopo Mistè ha detto...

Due manga minori di Nagai?
Ok Z Mazinger, ma intendi anche il classico Mazinger Z?

Per il resto, quuotone. Serie fighissima che attesta per l'ennesima volta il genio di Imagawa, a breve me lo vedrò anche io per la seconda volta coi dvd Yamato!

ron70 ha detto...

L'originale manga di Mazinger z mi sembra divertente ma molto superficiale come se Nagai lo avesse realizzato pensando alla serie TV senza impegnarsi più di tanto,lo stesso Nagai ha affermato di averlo creato per riposarsi dalle fatiche di Devilman.

Jacopo Mistè ha detto...

Sì, probabilmente hai ragione, è solo che, per quanto estremamente discontinuo (bello e tenebroso per 3/4, ma l'ultimo volume e mezzo, adagiato sul mood televisivo, è atroce), mi fa strano inserirlo tra i manga 'minori' vista comunque la sua notorietà.
Ma del resto, effettivamente, della fumettografia di Nagai sono più i manga minori che quelli davvero belli XD

ron70 ha detto...

Basandomi su quello che è stato tradotto in Italia classificherei minori solo i manga robotici anni '70 ( che avevano prevalentemente lo scopo di creare i personaggi e il soggetto che venivano usati per le serie tv di cui,però sono ancora un fan )e Cutey honey , brutti direi solo Z Mazinger e il remake di Mao dante.

Jacopo Mistè ha detto...

E Guerrilla High sarebbe tra i belli? O.O O Shutendoji?

Quasi tutta la roba scritta da Nagai è importante e avrà forte influenza nell'industria dell'intrattenimento, il problema è che nei suoi riguardi originalità non va quasi mai di pari passo con qualità.

Di Nagai ho letto tutto quello che è uscito in Italia e tutto quello che è disponibile via scans in inglese, posso dirti che per me le opere veramente ^belle^ che ha fatto sono la saga demoniaca (Violence Jack, Devilman, DevilLady, Divina Commedia e Susanoo, quest'ultimo sulla fiducia perché ha vinto un mucchio di premi), Il Leone Nero, Kekko Kamen (molto divertente) e l'antologia di storie horror Skull Manor. Getter Saga non lo contemplo neanche visto che non ci ha messo niente di suo (ha approfittato del lavoro di Ken Ishikawa per schiaffarci sopra il suo nome, come fatto in passato con Gloizer X nei riguardi di Gosaku Ota).

I vari Iron Virgin Jun, Cinderella Knight, Cutie Honey, Ryger, Dororon Enma/Enbi-kun, team-up vari etc è tutta roba molto originale e particolare che ha creato generi e mode, ma qualitativamente molto, molto sorvolabile, più adatta ad amanti del trash (come del resto mi classifico) che a chi cerca un buon fumetto. ;)

ron70 ha detto...

Guerrilla high ha un'eccellente prima parte (i primi 2 vol.)ma perde un pò nel finale,Shutendoji ha alcune cadute ( qualche combattimento di troppo e un finale affrettato )ma è un tale miscuglio di horror,fantascienza,arti marziali,superpoteri,viaggi nel tempo,paradossi spazio-temporali,poteri esp ben prima che diventassero clichè,leggende popolari,sette religiose e quant'altro che mi sembra difficile dargli un giudizio negativo ! Se Nagai è discusso ( e lo sarà sempre ) dipende dal fatto che è un autore spiazzante,scomodo,difficile,che non tenta di piacere a tutti,che fa a pezzi tutti i clichè dell'avventura,del buongusto,della morale, senza preoccuparsi della forma.In sintesi la qualità nei suoi manga coincide proprio con l'essere un cazzotto allo stomaco.Poi è inevitabile che ha realizzato opere minori...come tutti in ogni campo.

stefano ha detto...

mi intrometto, solo un informazione! ma, per mazinga z, vi riferite al manga di nagai o alla versione di ota? quella di ota l'ho letta distribuita da d/visual qualche anno fa (anche se la prima versione era granata, mentre adesso la sta distribuendo jpop), ma quella di nagai?

Jacopo Mistè ha detto...

Non ci riferiamo al Mazinger Z di Ota, ma proprio a quello di Go Nagai. Anche la sua versione, come quella di Ota, è stata distribuita sia da d/visual che da J-Pop. Da d/visual in 6 volumi, J-Pop non so.

ron70 ha detto...

Nelle lista delle opere maggiori permettimi di togliere Devillady (buon manga con qualche caduta di troppo)e soprattutto la divina commedia ma di aggiungere Mao dante (capolavoro assoluto) e la Mazinsaga che ho recentemente riletto.

Jacopo Mistè ha detto...

Mazinsaga è in dubbio, non posso basarmi solo sulla parte che è arrivata in Italia visto che in Giappone si è poi concluso. Giudizio rinviato a data da destinarsi.

DevilLady per me è uno dei sequel più geniali di sempre. È vero, come dici te, che è pieno di alti e bassi, ma gli alti sono altissimi, sopratutto il modo in cui riesce a incastonarsi in continuity col classico DevilMan e addirittura con la Divina Commedia. :D

Sam ha detto...

Serie che trovo orribile.
Brutti i disegni, le animazioni, sceneggiatura puerile.
Ok , è tratta dal manga originale, ma già questo non è che sia un capolavoro e si parte male.
Quando poi Imagawa aggiunge parti originali, non fa altro che ripetere certi trucchetti narrativi già sfruttati in Giant Robot, che in SM vengo abusati risultando irritanti ( quante vole vediamo X che in realtà è Y mascherato ?)
La serie ha poco d nagaiano nello spirito : praticamente rifà un Giant Robot con i personaggi di Nagai : abbiamo un robot non troppo protagonista ma che fa da sfondo alle vicende ( come GR), due fazioni in lotta di cui ognuna dispone di agenti dotati di qualche super potere ( come GR), un sacco di misteri nella trama legati a un fatto avvenuto tot anni prima ( come GR) ), personaggi che dicono fumose frasi a metà ( tipo " ma allora lui è....." o " questo significa che quel giorno, lui..."), come in GR, ecc...
Aggiungiamo la presa in giro verso lo spettatore nel primo episodio, dove si vedono scene anticipatrici che nell' anime di fatto non appaiono ( tipo Zeus che uccide Gorgon a cavallo del Kedora gigante).
Gli do un 3 tirato, giusto perché è Mazinga.

Jacopo Mistè ha detto...

Beh ma Imagawa in tutti i suoi anime "intricati" si rifà un po' allo spirito e ai "trucchetti" di Giant Robot, anche nel Violinista di Hamelin ad esempio. Ma francamente per me continua a essere un grande e Shin Mazinger una bomba, estremamente nagaiano nell'uso e nel rispetto delle caratterizzazioni originali di un po' tutti i manga dell'autore originale. Poteva essere animato molto meglio, sì, ma imho rimane davvero una grande opera.

Carmine Migliaccio ha detto...

Amici, c'è un limite a tutto! Qui le scene interrotte e i salti sono decisamente troppi. Io da spettatore mi sono sentito preso in giro. E non si può dire che questa sia la trasposizione del manga originale, vista l'abbondanza di elementi provenienti da altre opere (lo scadente "Z Mazinger", "Relic of terror", "Guerrilla high") e perfino di una versione preliminare del robot. È un pastrocchio tremendo. Mettiamoci che i personaggi sembrano tutti esauriti e mentalmente instabili e che le animazioni sono molto approssimative (sarei grato se qualcuno mi spiegasse che ci fa il dr. Hell sempre in mezzo a degli ingranaggi 3D) e otteniamo un prodotto veramente scadente. Questa almeno è la mia opinione.
Ciao!

Jacopo Mistè ha detto...

Rispetto ovviamente il tuo commento, Carmine, ma non lo condivido. :)
Shin Mazinger non è per niente diverso da tutte le altre opere di Imagawa, che appunto, o si amano in toto tutte o le si odia allo stesso modo. Quelle trame mega-intricate e quei milioni di personaggi mi piacciono da impazzire. :)

Gundamaniaco ha detto...

Io invece condivido tutto quanto detto da Carmine.
Non amo Imagawa ma in questo caso lo disprezzo proprio.

Drugo Lebowski ha detto...

Per carità non è una serie da buttar via, godibile, frenetica, divertente. Ma da qui a gridare al capolavoro. Il manga di Devilman è un capolavoro. Non certo questo giocattolino scoppiettante. Evidente che il regista abbia tentato (inutilmente a quanto pare) di guadagnarsi la possibilità di realizzare un seguito: finale aperto, con l'arrivo del Generale Nero e le sette armate, la fugacissima apparizione di un Great Mazinger e forse di un redivivo Tetsuya quando muore il visconte Pygman. Insomma il regista se l'è giocate tutte le sue carte ma il pubblico ha decretato la fine del suo progetto. Lodevoli le numerose citazioni dei manga di Nagai, davvero si sprecano.
Imagawa avrebbe dovuto volare basso e creare un'opera autoconclusiva, ma ormai sono di moda questi assurdi finali aperti, forse nella speranza di costringere i produttori a finanziare dei seguiti...che puntualmente non arrivano perché forse il pubblico non gradisce i finali aperti...ed è un cane che si morde la cosa.

Jacopo Mistè ha detto...

Comunque quello dei finali aperti è un marchio 100% appartenente a Imagawa, accumuna praticamente la totalità delle sue rielaborazioni di manga. Anche una serie di successo come Giant Robot si conclude così.

Drugo Lebowski ha detto...

Giant Robot non l'ho visto, ma in ogni caso, ripeto, credo si tratti di una bieca strategia del regista, come per dire: "avete visto che bello, vorreste sapere come continua eh? Pressate sui produttori per avere un seguito e lo saprete" o in alternativa potrebbe essere un modo per dire "vedete che bravo che so, so talmente figo che nun te scrivo il finale", una sorta di pretesa di autorialitá che, a mio avviso, manca del tutto.
Per il resto non è male, anche i disegni sono molto nagaiani, ma nell'insieme non mi ha esaltato. Di gran lunga meglio Getter Robot The Last Day.

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