venerdì 28 gennaio 2011

Recensione: After War Gundam X

AFTER WAR GUNDAM X
Titolo originale: Kidō Shin Seiki Gundam X
Regia: Shinji Takamatsu
Soggetto: Hajime Yatate
Sceneggiatura: Hiroyuki Kawasaki
Character Design: Nobuyoshi Nishimura
Mechanical Design: Kunio Okawara, Junya Ishigaki
Musiche: Yasuo Higuchi
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 39 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 1996

 
In un lontano futuro, una terrificante guerra tra la United Nations Earth e l'Armata Spaziale Rivoluzionaria, conflitto contraddistinto dall'uso in battaglia dei miracolosi soldati Newtype, si conclude nell'apocalisse, provocata da numerose colonie spaziali che si schiantano sulla Terra estinguendo oltre il 90% dell'umanità. Fortunatamente, la razza umana riesce a sopravvivere e a dare inizio a un lento processo di ripopolamento del pianeta. After War, anno 015. Il quindicenne Garrod Ran, vagabondo-mercenario e geniale pilota di Mobile Suit, è incaricato di salvare la coetanea Newtype Tiffa Adill dai pirati-rigattieri Vulture dell'astronave Freeden. Finisce, invece, con l'innamorarsi di lei e scoprire che, in realtà, la ciurma che l'ha rapita, capitanata da Jamil Neate, lo ha fatto per salvarla: ciò che rimane dei due eserciti, infatti, vuole ridare inizio alle ostilità, mettendo insieme una nuova forza prodigiosa a cui mettere a capo proprio i Newtype superstiti. Lo scopo di Jamil (a sua volta un Newtype reduce di guerra), quindi, è proprio quello di viaggiare in lungo e in largo per il mondo per portarli al sicuro, in modo da scongiurare l'insorgere di un nuovo conflitto. Sposata la causa del Vulture, Garrod si unisce alla Freeden diventando presto il pilota del GX-9900 Gundam X, uno dei Mobile  Suit più potenti della scorsa guerra.

Nel 1996 il veterano regista Sunrise Shinji Takamatsu, noto nell'ambiente mecha per aver diretto le serie televisive Brave Police J-Decker (1994), The Brave of Gold Goldran (1995) e la seconda parte di Mobile Suit Gundam Wing (id., ma non è stato ufficialmente accreditato), sembra sia pronto per il gran salto di qualità.  È scelto come regista titolare della prima (e al contempo, ultima) opera del terzo Universo Alternativo di Gundam, le cui trasmissioni iniziano il 5 aprile di quell'anno, giusto una settimana dopo quelle del terribile predecessore. Le premesse di After War Gundam X - questo il nuovo titolo - sono indubbiamente intriganti: cosa sarebbe successo se la classica Guerra Di Un Anno avesse portato alla quasi completa distruzione della Terra? E se per vincere entrambi gli eserciti avessero puntato tutto sui Newtype? Da queste premesse nasce un What If della serie storica ambientato in un inedito futuro post-apocalittico, che vede un gruppo di pirati/anarchici rischiare la vita per mettere al sicuro tutti quei ragazzi prodigio tanto noti nelle storie dell'Era Spaziale. Takamatsu e lo sceneggiatore Hiroyuki Kawasaki sono i primi autori di Gundam a narrare una storia di Newtype priva dell'apporto del creatore originale Yoshiyuki Tomino, e proprio per questo, dopo decine di serie che in un modo o nell'altro ridicolizzavano l'Uomo Nuovo tominiano dandogli poteri sempre più assurdi e soprannaturali, si spingono addirittura a osare l'inosabile: provare a spiegare cosa sono per davvero. Tutto sommato, però, le aspettative dietro questi misteri saranno, come si vedrà, molto più allettanti delle risposte: Gundam X è un'altra brutta serie, non orripilante come Gundam Wing ma sempre mediocre, e di questo se ne accorgeranno eccome in casa Bandai, visto che si tratterà, per l'epoca, del Gundam più fallimentare di sempre, tanto da venire ridotto da 50 a 39 episodi per colpa dei bassi ascolti1 (3.51% medio per i primi 20 episodi e 1.21% per i successivi per un totale del 2.75%2, i primi trasmessi il venerdì pomeriggio, gli altri spostati al sabato mattina3) e per le probabili, quasi certe (non serve una fonte ufficiale per arrivarci) vendite deludenti di merchandising allegato. Non troverà mai nessuna riabilitazione né ulteriore incarnazione animata, finendo di fatto "dimenticato" e ignorato da tutti, fan e Sunrise stessa (unica eccezione il manga After War Gundam X - Under the Moonlight del 2004, sequel ufficiale di 4 volumi, che è stato comunque un caso isolato e privo di seguito).

Come si è riusciti a dissipare così tanti spunti intriganti? È presto detto: con una narrazione stanca e sonnolenta che voleva vivere di rendita del nome del brand, una sceneggiatura che girava ripetutamente intorno ai punti focali della storia con mille lungaggini e scontri inutili senza mai diventare interessante (affidando alle parti davvero conclusive della storia le varie risoluzioni), un generale senso di superficialità nella trattazione di setting e un' "interpretazione" della trama affidata a personaggi monodimensionali tendenti all'insulso. Questi quattro punti sono stati micidiali nel determinare il fiacchissimo gradimento della serie da parte di un po' tutti gli spettatori. Inutili due sigle di apertura rock-elettroniche bellissime e trascinanti, disegni molto particolareggiati e ricchi di dettagli (sia in personaggi che mecha, quasi ai livelli di un OVA) e un comparto tecnico molto buono (con animazioni medio-alte che danno particolare vivacità alle battaglie), se fin dal primo episodio la visione è così fredda, arida e distaccata e continua così fino alla conclusione.


Guardiamo al contesto post-apocalittico: PERCHÈ sembra non sia successo nulla dopo questo Armageddon? Bastano solo quindici anni affinché tutto torni come prima? Non si vedono scenari di distruzione e desolazione, la gente sembra vivere felice (alla faccia dell'anarchia) e, addirittura, chiunque entra in possesso con insolita facilità dei Mobile Suit sopravvissuti al conflitto e in dotazione agli eserciti, come se procurarseli non fosse chissà che gran problema. Visto che, tolto qualche "signore feudale" che ha costruito un piccolo regno portando l'ordine con la forza, vige ancora la totale assenza di Diritto per milioni di persone, possibile che siano così rari i predoni (appaiono in 2/3 puntate totali, forse anche meno) che razziano i deboli, patrimonio universale di qualsiasi titolo del genere? Dovrebbero essere una realtà ben affermata. Non fosse che viene detto, sarebbe difficile rendersi conto che la serie è ambientata in un simile contesto. Cambiando discorso: PERCHÈ, con le belle animazioni e i dettagliati Mobile Suit, si è voluto dare una mazzata alla cornice spettacolosa tirando fuori una regia così anonima e una colonna sonora ambient tanto ampia (tantissimi brani) quanto dimenticabile, che rende un mortorio di insignificanza uditiva ogni battaglia o (teorico) momento di pathos? Perché il registro della narrazione non è così tragico come ci si attende ma ha un cast abbastanza allegro (domanda un po' retorica in effetti, considerando quant'è positivo e tranquillo questo mondo post-apocalittico)? E come giustificare personaggi così piatti? Sono privi della minima attrattiva, sanno di già visto sin dalla prima apparizione e i dialoghi messi loro in bocca seguono un copione prefissato, non sono spontanei o credibili, sembra che tutto avvenga perché deve avvenire. Garrod incontra Tiffa? Nella puntata successiva è già innamorato perso di lei. Incontra Jamil che gli spiega i suoi scopi? Accetta senza fiatare di lavorare per lui senza porsi alcun dubbio. Queste interazioni surreali colpiscono il giovane protagonista come un po' tutti i componenti dell'altrettanto mediocre cast: Tiffa deve stare antipatica a Sala Tyrrell? Inventiamoci un risibile pretesto ed ecco spiegato l'odio! Ennil En deve diventare un nemico giurato di Garrod? Facciamola innamorare istantaneamente di lui (nonostante sia difficile che una 19enne prenda una sbandata per un ragazzino di 15), ed ecco un rifiuto che la trasforma in un'assassina! O ecco un altro cattivo che per ravvedersi incontra PER UN PURO, INCREDIBILE CASO nel bar un buono che gli diventa amico, etc. Parliamo di bambolotti messì lì con uno scopo e che rispondono solo  quello, per niente naturali o realistici nel contesto della narrazione (da lodare giusto qualche sparuto tentativo effettuato, ironicamente, con i due piloti Gundam dei Vulture che affiancano Garrod ma che non hanno invece quasi nessuna ripercussione sulla trama se non figurare nello sportper il loro rispettivo Gunpla, ossia Witz Sou e Roybea Loy), al punto che sembra quasi di saltare pezzi interi di narrazione. Tremendi, poi, i due antagonisti fighetti, i fratelli gemelli Frost, che realizzano tutti i loro intrighi sulla base di un motivo tirato per  i capelli.

Qua e là saltano fuori, per carità, delle idee interessanti. Il robottone protagonista, il Gundam X, è decisamente insolito e affascinante coi suoi pannelli solari "a X" che, ricaricati di energia solare da un satellite posto sulla Luna, permettono al mezzo di sprigionare un super colpo potentissimo (il Satellite Cannon) in grado di distruggere una colonia spaziale (lascio immaginare le conseguenze del possedere un simile asso nella manica e del non poterne usufruire quando si vuole, magari durante gli scontri più duri e nelle notti in cui non si vede la Luna). Belle anche certe intuizioni: quella del co-protagonista Jamil, clone di Amuro Ray, che, pur essendo stato un asso nel pilotaggio di Mobile Suit, ne ha ora la fobia; quella dei reduci del conflitto che, per dare senso a un'intera vita dedicata alla guerra, preferiscono rifiutare la pace e scaricare sulle nuove generazioni il loro odio; o infine quella per cui la maggior parte dei Newtype che si vedono nella serie sono artificiali, creati sulla base di molti fallimenti e molti sacrifici di vite umane poiché si credeva che non ne esistessero di "veri" (da qui il dramma interiore del potentissimo Carris Nautilus, antagonista di una mini-saga di 5 episodi), ma sono spunti buttati così senza convinzione, non sfruttati particolarmente bene, messi lì per dare un tono un po' adulto a una vicenda che rimane molto prevedibile, monotona e sempre ferma su sé stessa.

Le stesse rivelazioni conclusive sui Newtype, con annesso (e interessante) messaggio finale sul fatto che, per migliorarsi, l'umanità deve rifiutare la guida di sedicenti superuomini/ragazzi prodigio e impegnarsi con le proprie forze a cambiare le cose, è - a testimonianza della superficialità nella trattazione di certi temi - oscurata dall' "idiozia filosofica" sul come solo le nuove generazioni che non hanno mai conosciuto la guerra potranno rendere il mondo davvero migliore (evidentemente la ciclicità della Storia non è contemplata da regista e sceneggiatore). Gundam X è tutto così: ideuzze qua è là sfruttate male, tanta  noia, e un cast del tutto indifferente come mai si è visto prima (non so se siano peggio eroi insignificanti come questi o odiosi come quelli di Gundam Wing).


Giustamente condannata all'oblio, l'opera non può che pentirsi di aver dissipato tutto il suo potenziale in questo modo, rappresentando il secondo Universo Alternativo davvero mediocre e indigeribile per i fan - e che, non per nulla, col suo risultato convincerà Bandai a non farle seguire immediatamente un quarto titolo, ma anzi a prendersi una pausa temporanea di un annetto buono. Questi, fortunatamente, in quegli anni potranno consolarsi coi pregevoli OVA che compongono la serie Mobile Suit Gundam: The 08th MS Team.

Voto: 5 su 10


FONTI
1 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 261-262
2 Sito web (in giapponese), http://toro.2ch.net/test/read.cgi/shar/1336141685/
3 Kappa Magazine n. 79, Star Comics, 1999, pag. 10

4 commenti:

Anonimo ha detto...

una serie ingiustamente criminalizzata, non esente da difetti, è vero, ma che ha avuto la sfortuna di gareggiare con le repliche di Evangelion, e di subire lo spostamento di orario in una "fascia morta" che ha portato alla sua cancellazione preventiva; personalmente la giudico interessante, e, se si dovesse inaugurare una stagione di remake gundamici, la inserirei, sperando che possa dimostrare quello che vale

Jacopo Mistè ha detto...

Gli spunti sono anche affascinanti, ma sono l'unica cosa ancora salvabile. La storia è messa in scena in un un modo che dire approssimativo è dire poco: si respira per tutta la durata un'aria di superficialità che rende inconsistente trama e personaggi (dimenticabilissimi).

Non auspicherei mai un remake XD Se proprio dovessero farlo che usino stavolta un budget decente.

Adriano Capasso ha detto...

Concordo su tutto, anzi, ci andrei persino più duro a causa del piattume generale che non riesce a rendere incisive molte scene come vorrebbe, e tutti i personaggi di solito agiscono in qualche maniera solo perché la trama lo richiede.
Sicuramente uno dei peggiori gundam, assieme a Wing, che però almeno ha il decente Endless Waltz a salvarlo, e AGE.
Solo una nota: Tiffa ha 15 anni, sia nelle schede ufficiali che nella serie viene detto, quindi Garrod si innamora di una coetanea.

Jacopo Mistè ha detto...

Urca, hai dato risalto alla rece di Gundam X che ho riaggiornato ma che devo ancora fare editare, maledetto :D

Grazie per la segnalazione su Tiffa, non ho la minima idea del dove ho letto che aveva 13 anni, e infatti ho controllato e hai ragione. Ho editato la rece.
Concordo anche sulla "triade del male£ gundamica, non fosse che per me anche Endless Waltz è orripilante (non basta lo splendore tecnico di 0083 per far dimenticare le solite cazzate).

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