venerdì 12 agosto 2011

Recensione: Il destino di Kakugo

IL DESTINO DI KAKUGO
Titolo originale: Kakugo no Susume
Regia: Toshihiro Hirano (Toshiki Hirano)
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Takayuki Yamaguchi)
Sceneggiatura: Akiyoshi Sakai
Character Design: Keisuke Watabe
Musiche: Takashi Kudo
Studio: Ashi Productions
Formato: serie oav di 2 episodi (durata ep. 37 min. circa)
Anno di uscita: 1996
Disponibilità: edizione italiana in VHS a cura di Dynamic Italia

 
Esperto della letale arte marziale Biozero e dotato di un'invincibile armatura organica da combattimento chiamata Zero, l'introverso e occhialuto Kakugo Hagakure trascorre le sue giornate in una scuola di New Tokyo, dove i ragazzi sopravissuti alla terribile catastrofe nucleare che ha sconvolto il mondo ricominciano lentamente a vivere. Presto si trova ad affrontare il malvagio impero fondato da suo fratello Harara, anche lui dotato degli stessi poteri e dello stesso armamento e intenzionato, con il suo esercito di mostri, a estinguere la razza umana per preservare la natura...

Innegabilmente la trama de Il destino di Kakugo non può non strizzare l'occhio a Ken il guerriero, tra ambientazioni post-apocalittiche, arti marziali capaci di macellare l'avversario e fratelli in lotta per la propria concezione di salvare la Terra. Eppure la creatura di Takayuki Yamaguchi, serializzata a metà anni 90 sottoforma di manga su Weekly Shonen Champion, di una certa notorietà cult, ha ugualmente dalla sua diversi motivi d'interesse, coincidenti con la grottesca eppur irresistibile poetica dell'autore, che costituirà anche l'ossatura del successivo, altrettanto celebre Shigurui - Le spade della vendetta. Uno stile che fa dell'esagerazione grafica e dell'iperviolenza le sue bandiere, con una bizzarra regia delle vignette, look fisici così deformi e mostruosi da sembrar provenire da un incubo e una fantasia perversa e sconfinata nei combattimenti, spesso lunghissimi e affogati in una violenza talmente estrema da superare le frontiere del gore e del trash, tra budella estratte da ogni angolo del corpo, ossa strappate, falli letali e altre allegre sarabande di orrori viscerali capaci di commuovere l'horrorfan.  Pur senza brillare nella trama, prevedibile e ridotta ai minimi termini, il manga di Yamaguchi ha meriti non solo estetici ma addirittura culturali, sfruttando la vicenda per porre al centro dell'attenzione, quasi come totale protagonista, il Bushido, codice d'onore dei samurai. I due fratelli Hagakure combattono seguendone scrupolosamente tutti i rituali, abbellendosi il viso prima di ogni scontro per morire "puliti", attendendo che l'avversario si alzi in piedi dopo essere caduto, etc. Un fumetto che è proprio al 100% giapponese, nell'esagerazione, nell'estetica e nella sublimazione dell'arte della violenza. Manga dal notevole carisma, che pur incapace di rimanere alla memoria come titolo fondamentale del genere ne garantisce comunque un divertissement gustoso e originale. Quasi scontato un adattamento anime, in questo caso affidato ad Ashi Productions e serializzato in 2 OVA che seguono fedelmente i primi 2 degli 11 volumi originali. Un antipasto incompleto e per questo ingiudicabile da chi non ha l'occasione di leggersi l'originale (uscito sotto la vecchia etichetta Dynamic Italia), ma rimane un prodotto abbastanza rappresentativo del delirante mondo di Takayuki Yamaguchi.

Non smussandone di un'unghia la sanguinolenta patina pulp, il regista Toshiki Hirano fa rivere, con una fedeltà più o meno totale, la primissima parte della storia, coincidente con gli scontri di Kakugo contro i primi emissari del fratello. Occasione per animare truci combattimenti contro donne pachidermiche che strappano via la faccia nemica con baci scarnificanti, inquietanti ragazze che usano il proprio davanzale come arma impropria e vecchi bavosi col fallo trasformabile, con il contorno di cervella e intestini volanti e flashback che illustrano, con velocità e incompletezza (a tal punto da risultare inutili, anche perché non avranno ripercussione su quel poco che viene narrato), l'origine delle armature di Kakugo e Harara e l'astio che li divide. Conclusione ovviamente aperta, atta a presentare i futuri nemici dell'eroe che non si vedranno mai in azione.


Sicuramente i punti di forza dei due episodi non possono essere la semi-inesistente trama o i personaggi abozzati. L'unico merito degli OVA di Hirano è di rendere giustizia al fumetto, preannunciando cosa attendersi da lui: surreale iper-violenza e nemici stravaganti,  accompagnando il tutto con un'accattivante colonna sonora action e buone animazioni nelle scene di combattimento (per quanto quelle ordinarie si adagiano su standard medi). Uno smacco non poter assistere agli scontri più stravaganti e rappresentativi della storia originale (Kakugo vs generale Chidokuro e ovviamente quello finale con Harara), così come pesano l'assenza degli intermezzi dedicati al Bushido e la mancata caratterizzazione del villain, ma purtroppo Il destino di Kakugo animato è questo, prendere o lasciare. Due episodi che intrattengono comunque a dovere pur non brillando in nessun aspetto particolare: per i fan del fumetto visione gratificante, evitabile per gli altri. Uscito negli anni 90 in Italia in 2 VHS per Dynamic Italia. Essendo oggi tale edizione irreperibile fare riferimento al fansub.

Voto: 5,5 su 10

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