lunedì 3 giugno 2013

Recensione: Virtua Fighter

VIRTUA FIGHTER
Titolo originale: Virtua Fighter
Regia: Hideki Tonokatsu
Soggetto: (basato sul videogioco originale di SEGA)
Sceneggiatura: Tsutomu Kamishiro, Reiko Yoshida, Kuniaki Kasahara
Character Design: Ryo Tanaka
Musiche: Kaoru Ohhori
Studio: Tokyo Movie Shinsha
Formato: serie televisiva di 35 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1995 - 1996
Disponibilità: edizione italiana in VHS a cura di Hobby & Work

 
Akira Yuki è un giovane, scanzonato e perennemente affamato maestro di arti marziali Hakkyokuken. Conosce per caso a Los Angeles la bella Pai Chan, esperta dell'arte di lotta Enseiken e braccata dall'organizzazione criminale Koenkan, decidendo di aiutarla: stringendoci amicizia, finisce così catapultato insieme a lei in una lunga avventura che porterà in giro per il mondo, ad affrontare vari emissari nemici ma anche a stringere amicizia con nuovi lottatori che diverranno loro alleati. Insieme, affronteranno il Koenkan e le macchinazioni della sua scienziata Eva Durix, intenzionata a compiere esperimenti sui più forti maestri di arti marziali per creare il combattente perfetto...

Nell'industria dell'intrattenimento nipponico non si può negare la grandissima importanza rivestita dai videogiochi, la cui popolarità spesso ha portato a numerose produzioni crossmediali. Casi tipici sono manga e anime basati su famosi giochi di ruolo come Final Fantasy e Dragon Quest, ma non bisogna dimenticare come, oltre al j-rpg, il genere più inflazionato di tutti è sicuramente quello del picchiaduro, ben rappresentato, in miriadi di adattamenti in ogni formato possibile, dai vari Street Fighter, Samurai Spirits, Fatal Fury, Variable Geo etc. In ambito animato spesso concretizzandosi in scadenti produzioni only for fan, pronte a nascondere, dietro disegni attraenti e belle animazioni, storielle dalla trama ridotta ai minimi termini e miriadi di personaggi buttati a caso, giusto per il cameo, giusto per compiacere gli appassionati; ma, com'è inevitabile, per la legge delle probabilità, qualche fiore alla lunga non può non sbocciare in mezzo a tanto letame. È il caso, appunto, della serie tv del 1995 Virtua Fighter, basata sul noto picchiaduro SEGA il cui primo episodio è uscito appena due anni prima su console e sala giochi: un piacevolissimo adattamento che, insieme allo Street Fighter II V quasi contemporaneo, rappresenta l'apice qualitativo delle trasposizioni animate dei beat 'em up.

Il punto forza del Virtua Fighter animato è sicuramente quello di presentare una trama ben diversa dai soliti canovacci utilizzati fino a quel momento da altre trasposizioni, sempre basate così fedelmente sui picchiaduro di riferimento da riciclarne all'infinito la risibile storia/pretesto (l'eroe bello e buono che partecipa e vince il solito torneo di arti marziali presieduto dal solito cattivo). Evitando il solito prodotto autocelebrativo per pochi eletti, quelli che già conoscono "storia" e personaggi e vogliono solo vedere azione, i tre sceneggiatori assoldati da Tokyo Movie Shinsha scrivono una tradizionale e avvncente storia d'avventura, l'odissea di un eroe che nel corso del suo cammino si lega e fa gruppo, mano a mano, con altri alleati pronti a unirsi insieme contro un nemico comune. Un soggetto sicuramente esile e che sa di già visto, raccontato in modo linearissimo, ma che fornisce le basi a una visione avvincente che si guarda con estremo piacere, retta su ottimi personaggi, presentati coi giusti tempi, e priva di insopportabili tornei di arti marziali, al punto tale da avere una sua forte dignità anche isolata dal videogioco.

 
Convince in ogni aspetto Virtua Fighter, forte di quasi tutte le caratteristiche che rendono degna di visione un'opera animata. Si può accennare il suo azzeccatissimo chara design, che reinventa i personaggi del gioco in modo colorato, moderno e accattivante (anche se bisogna dire che gli ultimi dieci episodi, rappresentanti un secondo arco narrativo ambientato dopo un salto temporale di tre anni, per simboleggiare l'invecchiamento dei personaggi prediligono un design adulto più grezzo e stilizzato); a personaggi che, seppur adagiati sui classici stereotipi (l'eroe moralista e sempre affamato, la tsundere innamorata di lui, la cattiva fredda come un ghiacciolo, il bel tenebroso etc.), sono simpatici, ben caratterizzati e sprizzanti vitalità grazie a divertenti/spontanei dialoghi; a love stories, atmosfere ironiche e gag varie che tengono avvinghiata l'attenzione, stemperando i twist seriosi della trama. Senza contare le musiche accattivanti, abbastanza per stamparsi alla memoria rendendo epici gli scontri più importanti della storia, e le energiche animazioni: queste ultime si notano sopratutto nei veloci e spettacolari scontri di arti marziali, impreziosi dall'innovativa idea di illustrare in ogni episodio, al rallentatore, le dinamiche fisiche dell'immancabile nuova mossa usata da Akira o dai suoi compagni (purtroppo solo nelle prime 25 puntate, poi per qualche motivo l'artifizio non sarà più usato).

Chiaramente Virtua Fighter non rimarrà alla Storia per nessun motivo particolare, inquadrabile come la solita storia dei soliti maestri di arti marziali che nella loro odissea per il mondo sconfiggono le solite malvagie organizzazioni criminali che fanno esperimenti per creare il solito guerriero perfetto (con contorno di rapimenti, ostaggi, lavaggi di cervello, amicizie virili che poi sfociano in scontri all'ultimo sangue, turbolenti rapporti familiari etc), ma rispetto alla moltitudine di prodotti dello stesso genere può vantarsi di rappresentare una visione godibilissima dall'inizio fino alla fine, ben scritta e piena di ritmo, divertimento e azione spettacolare, di quelle serie animate che si prestano a maratone di numerosi episodi che non annoiano mai. Sarà anche la "solita solfa", ma una di quelle minestre che, per quanto riscaldate, rimangono sempre gustose se cotte bene. Per i fan del gioco, must. Ma ampiamente apprezzabile dagli altri, anzi forse sopratutto da loro.


Un'occasione purtroppo mancata la versione italiana in VHS curata da Hobby & Work, che poco tempo dopo la trasmissione originale in Giappone viene pubblicata in Italia nel solo circuito delle edicole. Poteva essere favolosa, invece per una piccola storpiatura è antipatica. Doppiaggio di alto livello e adattamento certosino, ma a rovinare il tutto lo sciagurato trattamento riservato alle varie sigle di apertura e chiusura, rimpiazzate da un incivile cantato in italiano pur lasciando inalterato l'arrangiamento originale. In ogni caso, in assenza di qualsiasi altra edizione successiva in DVD, questa rimane l'unica tutt'ora disponibile.

Voto: 7 su 10

7 commenti:

Maurizio ha detto...

Non si infrangono le regole sacre delle arti marziali!...non sono riuscito a trattenermi, lo dovevo scrivere.
Personalmente gradevolissimo con personaggi anche ben caratterizzati

frizio ha detto...

stranamente mi trovo in disaccordo con la tua recensione,
di solito la penso come te!
sono 2 i punti:
1)l'elogio del disegno
2)la critica sulle sigle
Sul disegno devo dire che le primissime puntate mostrano un tratto delicato e curato mentre dalle puntate seguenti l'approssimazione aumenta sempre di +,facendo rimpiangere i primi episodi.
Un dettaglio che mi infastidica erano le ombre sui visi che sembrava fossero messe a caso.
Le sigle invece le ho apprezzate molto,mi è parsa un'ottima idea modificare i testi lasciando la musica originale.
Inoltre le canzoni sono ben cantate e la voce femminile nella sigla finale è molto delicata,in linea con le immagini della sigla.
Poi se la sigla piace...almeno la si può cantare!
Nello stesso periodo anche la yamato aveva usato lo stesso metodo con le sigle di lodoss e per me anche lì il risultato era stato notevole.
Io darei un 6.
Complimenti cmq per le ottime recensioni!

Jacopo Mistè ha detto...

Che dire, una di quelle serie che ho visto mille volte da bambino su Junior TV e che ricomprerei volentieri se qualcuno le rieditasse in dvd. Nulla di sconvolgente, ma come Street Fighter II V anche Virtua Fighter è davvero ben fatto ed estremamente piacevole da vedere, felice di notare di non essere l'unico a pensarlo!

Grazie per i complimenti Frizio! Riguardo alle musiche, che dire, purtroppo non riesco a tollerare alcun "esperimento" in italiano, per me devono essere lasciate in originale. Se poi nei dvd è possibile avere come extra anche la canzone ita tanto meglio, ma come minimo deve esserci di default la versione originale (tra gli esempi da inserire c'è pure la ending di Inuyasha cantata in inglese da Massimiliano Alto. Fortuna che l'anime mi fa schifo e non mi interessa se viene rovinato ulteriormente, ma la cosa rimane odiosa imho). Sui disegni invece, ehm, non so dirti, visto che la rece si basa sui ricordi d'infanzia, con qualche rinfrescatina odierna su storia e personaggi. Magari se mi capiterà di rivederlo modificherò :)

Grazie per i commenti a tutti.

DNY ha detto...

Serie animata che meritava più attenzione, quasi al pari di Street Fighter II Victoty, con la quale è naturale paragonarla.
Ma sono serie diverse, ed entrambe hanno ragione d'esistere.
Personaggi ben caratterizzati, buon ritmo, tanta azione e con momenti ironici (Street Fighter è più serioso).
Da quel che ricordo il doppiaggio mi piaceva, pure la sigla italiana.
Non è una serie che verrà ricordata per la sua epicità, ma è godibilissima...allora cos'è andato storto? perché non è stata pubblicata un'edizione italiana dvd?

Jacopo Mistè ha detto...

Avranno valutato che non aveva sufficiente mercato.
È un peccato perché ci sono emotivamente legato, lo avrei comprato anche io in dvd.

DNY ha detto...

Ho recentemente riguardato a serie, di seguito a quella di street fighter, e devo dire che VF è meglio realizzata, sia come storia che personaggi, Inoltre c'è un pizzico di profondità in più rispetto SF, dove invece sono meglio realizzati i combattimenti.
Inoltre in VF sono meglio rappresentati i personaggi del gioco e sono ben integrati nella storia.
Credo lo scarsi interesse per la serie sia da attribuire al fatto che all'epoca SF era un gioco già molto più conosciuto e già leggendario, mentre VF era molto recente.

Lucrezia De Lucci ha detto...

Vorrei che Akira Yuki si mettese Insieme a Paichan. E Vorrei che iniziase la terza Serie di Vitua Fighter anche 4, 5, 6, 7, 8, ecc... con di piu puntate o episodi

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