mercoledì 28 luglio 2010

Recensione: Mezzo Forte

MEZZO FORTE
Titolo originale: Mezzo Forte
Regia: Yasuomi Umetsu
Soggetto e sceneggiatura: Yasuomi Umetsu
Character Design: Yasuomi Umetsu
Musiche: Toru Shura
Studio: ARMS
Formato: serie OVA di 2 episodi (durata ep. 30 min. circa)
Anno di uscita: 2000 - 2001

 
La sensuale Mikura, esperta di arti marziali, guida assieme a due compagni, Kenichi e Tomohisa, la Danger Service Agency, agenzia specializzata in rapimenti, uccisioni e ogni genere di lavoro sporco. Recentemente i tre sono ingaggiati per catturare il boss mafioso Momokichi Momoi, ma dovranno sconfiggere la sua psicopatica e bellissima figlia, Momomi...

Si può definire Yasuomi Umetsu il Quentin Tarantino dell'animazione? Difficile dirlo, visto che in ormai trent'anni di lavori ha realizzato fin troppe poche opere da regista per inquadrarlo nella giusta prospettiva, ma certo è che buona parte di loro sono legate da diverse affinità, tematiche e stilistiche, con quelle del famoso regista italo-americano, o con film di suoi colleghi altrettanto geniali e "controversi" come Takeshi Kitano o Takashi Miike. L'opera di debutto registico del 1998, A-Kite, grande noir, con gusto perverso sviluppa una malata e commovente storia d'amore tra una letale assassina e un suo collega. Un capolavoro, grazie anche a una regia raffinata e atmosfere decadenti. Due anni dopo Umetsu crea il secondo cult che lo proietta nel gotcha, Mezzo Forte, che rimane indelebile alla memoria presentandosi quasi come aggiornamento di A-Kite. Di nuovo una fortissima e fascinosa ragazza assassina, ancora scene kitsch di sesso esplicito e gratuito, ancora un gusto sadico per la truculenza, ancora uno sporco background criminale... ma con l'aggiunta di umorismo politicamente scorretto al massimo.

Condito da dialoghi irresistibili e comicità nera per stemperare impressionanti intermezzi gore, Mezzo Forte è ritrovato, micidiale mix di generi, da sequenze action alla John Woo allo splatter eccessivo alla Miike, da dialoghi tarantiniani a pornografia brutale e volgarissima, senza che nessuna delle componenti prenda il sopravvento sulle altre, il tutto sempre retto da un'adorabile vena oltraggiosa. Ed è una grande opera Mezzo Forte, forse inferiore ad A-Kite per l'assenza di intimismo nei protagonisti e per il mood scanzonato e strafottente, ma ancora una volta di grande originalità, vivacissimo, retto su animazioni di un realismo e una fluidità impressionanti. Due episodi per un'ora totale di girato che scorrono velocissimi grazie, ancora una volta, alla cura riversata dallo stesso Umetsu in ogni aspetto della confezione: tutto è farina del suo sacco e del suo talento, partendo dalla sceneggiatura briosa per arrivare alla regia frizzante e dinamica, dispensatrice di scene action freneticissime e intriganti soluzioni visive (vedere il titolo del secondo episodio). Senza contare il solito, adorabile chara design ultra-sexy che scolpisce bellezze mozzafiato - sopratutto l'affascinante villain Momomi -.

 
Fra teste spappolate, fiotti di sangue, copulazioni violente, sparatorie, personalità psicopatiche, cyborg (!) e ogni altro genere di follia, Mezzo Forte diverte per tutta la sua durata, rendendo degnamente epica e fuori dalle righe la guerra personale tra Mikura e Momomi, traghettando in animazione il mood del miglior Pulp Fiction/Kill Bill. Come A-Kite, Mezzo Forte è assolutamente da riscoprire: ilare, disgustoso, violento, volgare, diseducativo, irresistibile. Una nuova grande prova, che troverà addirittura un sequel in una successiva serie televisiva. Monca, però, delle scene hard.

Voto: 8 su 10

SEQUEL
Mezzo D.S.A. (2004; tv)

1 commento:

Cristian Maritano ha detto...

Bello anche questo, peccato solo che al contrario di A-Kite qua le scene di sesso esplicito siano totalmente fuori trama..un vero peccato perché abassano la dinamica narrativa..per il resto un gran prodotto confezionato con maestria!

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