martedì 6 aprile 2010

Recensione: Mobile Suit Gundam ZZ

MOBILE SUIT GUNDAM ZZ
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam ZZ
Regia: Yoshiyuki Tomino
Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino
Sceneggiatura: Ken Terasawa, Akinori Endo, Hidemi Kamata, Yumiko Suzuki
Character Design: Hiroyuki Kitazume
Mechanical Design: Makoto Kobayashi, Mamoru Nagano, Kazumi Fujita, Mika Akitaka, Yutaka Izubuchi
Musiche: Shigeaki Saegusa
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 47 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1986 - 1987


Era Spaziale, anno 0088. La minaccia dei Titans è stata debellata, ma ancora non è giunto il momento della pace. Ciò che rimane dell'A.E.U.G. ingaggia una lotta contro la carismatica Haman Karn, che, assieme alla piccola Mineva Zabi, ultima superstite dei fondatori del Principato di Zeon, sogna di restaurare quest'ultimo e, per questo, guida dall'asteroide Axis la rivolta di Neo Zeon contro la Federazione Terrestre, ormai militarmente stremata. Al posto di Kamille, impossibilitato a combattere visti i danni celebrali riportati nella battaglia finale di Gryps, alla guida dello MSZ-006 Z Gundam subentra Judau Ashta, giovane scavezzacollo proveniente della colonia di Shangri-la (Side 1), che, insieme ai suoi amici, si unisce alla flotta dell'Argama, sperando di poter mantenere la sorellina con lo stipendio militare.

Dopo due serie televisive che si ergono tra le grandi produzioni robotiche degli anni '70 e '80, l'1 marzo 1986, esattamente una settimana dopo la conclusione di Mobile Suit Z Gundam (1985), debutta sullo stesso canale la terza serie televisiva del Mobile Suit bianco. Anche se di grande qualità, Z Gundam non ha convinto come doveva negli ascolti: il grosso del pubblico adulto lo ha trascurato, il poco che lo ha seguito lo ha pure criticato, e, non fosse stato per le soddisfacenti vendite di modellini, sappiamo che sarebbe stato pure accorciato e interrotto anzitempo. La serie è stata insomma, commercialmente parlando, una delusione, ma nonostante tutto, all'ultimo istante e contro le previsioni, nell'ottobre del 1985 Bandai decide invece che la storia proseguirà con una nuova stagione1, e la produzione televisiva che avrebbe dovuto prendere il suo posto viene abbandonata (ad agosto di quello stesso anno ne erano pure già pronti i bozzetti di chara design2). Un brainstorming tra Sunrise e uno sconsolato Yoshiyuki Tomino arriva quindi alla conclusione che forse il target di Z Gundam era sbagliato; il titolo che seguirà dovrà essere stavolta allegro e solare, rivolto al pubblico - potenzialmente molto più grosso - dei bambini3. Inizia così la storia di Mobile Suit Gundam ZZ, primo titolo della saga (ormai lo è) destinato a entrare nel mito negativamente, una "pecora nera" che registrerà uno share ancora più basso del predecessore e che negli anni successivi subirà più di un tentativo, da parte dei suoi creatori, di venire estromessa dalla continuity (innanzitutto non facendo più apparire i robot di questa serie in nessun altro titolo animato gundamico4, come a suggerire che la loro esistenza non sia mai avvenuta, e nel 2004 con la trilogia cinematografica Mobile Suit Z Gundam A New Translation, che col suo finale rende impossibile l'avverarsi dei suoi avvenimenti). Fortunatamente, quello che era impresentabile ieri non lo è per forza di cose anche oggi, e, "grazie" a ben altro tipo di pattume animato uscito negli anni successivi sotto lo sguardo rassegnato del Mobile Suit bianco, pattume di livello davvero ben peggiore, Gundam ZZ ha avuto modo di trovare una tardiva, seppur non eclatante riabilitazione - testimoniata, infine, da come il titolo venga reincastonato negli avvenimenti ufficiali della timeline con la fortunatissima serie OVA Mobile Suit Gundam Unicorn del 2010, che tiene conto dei suoi fatti.

Quello che spiazzò negativamente gli spettatori del 1986 - una stoccata che sortisce lo stesso effetto anche alle nuove generazioni - è lo stravolgimento delle atmosfere del prequel: se Z Gundam coinvolgeva con il suo nichilismo e le atmosfere tetre, nel bizzarro seguito i toni oscuri spariscono completamente per favorire un mood demenziale e infantile, dato dal nuovo cast di giovanissimi e ridanciani piloti dei Gundam, Judau e la sua insopportabile banda di teppistelli Newtype. Basta anche solo ascoltare la giocosa opening, Anime ja nai (letteralmente, "non è un anime"), per capire lo stravolgimento operato alla storia per l'assurda volontà del suo creatore, atta a inserire in Gundam gli stessi toni comici e scanzonati di Blue Gale Xabungle (1982) e Heavy Metal L-Gaim (1984). È una scelta per molti versi indifendibile, anche considerando l'ambientazione temporale immediatamente successiva a Z Gundam (la vicenda ha inizio, nel mondo immaginario, pochi giorni dopo la battaglia di Gryps). Nonostante tutto, anche se sotto una luce incompatibile con la cupezza precedente, Gundam ZZ, a suo modo, sa farsi apprezzare come visione leggera: alcune gag sono carine, così come alcuni dei nuovi personaggi, considerati ovviamente nella loro sola accezione buffonesca (tra cui un demente generale di Neo Zeon e un altro ufficiale zeoniano femmina dall'improponibile acconciatura glam bicolore). Le vecchie glorie, in compenso, stravolte per adeguarsi alla nuova concezione comica (come il malvagio Yazan, superstite di Z Gundam, e l'onnipresente capitano Bright), diventano inguardabili, protagoniste di siparietti puerili che le ridicolizzano; l'unica eccezione è data dall'antagonista della serie, l'affascinante Haman Karn, che mantiene inalterata la sua storica caratterizzazione cinica ed eroica, tanto azzeccata e carismatica da primeggiare sulla totalità del cast, diventando l'unico, grande personaggio della serie (anche per effetto della mancanza di un protagonista all'altezza, ridotto a un ragazzino anonimo come Judau).


Pur riuscendo, si diceva, ad apprezzare -  almeno a tratti - la serie nella sua forma infantile, in più momenti ci si domanda se avrà mai una storia degna di essere raccontata, visto che l'attenzione continua a essere posta su bambini petulanti e irritanti, l'Argama messa quotidianamente in pericolo dai loro dispetti che finiscono col metterli in difficoltà col nemico, un eroe conteso da mille ragazze come in un anime harem, disciplina militare che non esiste e ufficiali nemici puntualmente sconfitti e scherniti come il mitico Trio Doronbo. La trama, in aggiunta a questo, procede lentissima, ripetitiva (le prime dieci puntate) e in alcuni casi addirittura trash (l'avventura in due parti sulla colonia Moon Moon), reiterando con noia un po' tutte le idee di Z Gundam ma senza un adeguato corrispettivo serioso. Tomino, anche se ha voluto lui questo, pur formalmente adibito alla regia non lavorerà sull'opera per oltre metà della sua durata, preferendo focalizzare le sue energie sulla produzione del film Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char (serioso lungometraggio che Sunrise gli ha appena commissionato); affida tutto nelle mani del suo staff, limitandosi a una quasi inesistente supervisione del progetto5.

Le cose cambieranno più avanti, quando, visti gli ascolti davvero pessimi (i bambini, per forza di cose, non sono interessati a ideologie politiche e guerre civili), Bandai e Sunrise decidono per un cambio di rotta in corsa, un tentativo disperato di tornare alle atmosfere originali per interessare lo zoccolo duro degli appassionati6, anche se al costo di rinnegare gli sviluppi previsti della loro storia7. Questo ripensamento si concretizza ufficialmente con l'episodio 25, il primo curato da Tomino che, richiamato dallo studio, inizia a dirigere davvero la serie8 (scegliendo comunque, fino alla fine, di non scriverne neppure un episodio, e neanche di farne una versione romanzata). Da questo momento iniziano ad apparire personaggi "seri", altri cominciano a morire, le personalità demenziali precedenti subiscono un'abissale evoluzione (passando da cretini divertenti a militari tutti d'un pezzo) e Gundam ZZ inizia a tingersi, timidamente, di dramma. Si fanno strada intrighi politici, rapimenti, morti, e anche la ridicola sigla d'apertura iniziale viene finalmente abbandonata a favore di una più consona e seria. I temi e le idee rimangono derivativi e riciclati senza fantasia da Z Gundam, è innegabile (Newtype, Cyber Newtype, variegati cambi di scenario, colpi di stato che si consumano in una delle fazioni, colonie che si schiantano, donne appena conosciute che diventano fidanzate e poi muoiono, etc.), ma fedele alla filosofia del "squadra che vince non si cambia", la serie si fa guardare con più interesse e, soprattutto, stavolta è scritta in modo decente e lineare, senza il caos del predecessore. Sembra che tutto incominci a ingranare, ma ecco che, di punto in bianco, verso gli ultimi episodi si torna alle atmosfere iniziali di scherno puro, per poi giungere a una fase conclusiva dove serio e faceto si rincorrono continuamente anche nel (teoricamente) drammatico finale, come se Tomino continuasse a non avere idee chiare sul registro che intende adottare (basti pensare a come viene gestito male un personaggio tragico sulla carta come la piccola Elpeo Ple, Newtype artificiale creato per andare in guerra e potenzialmente inquietante, per la sua purezza innocente da bambina nel suo compiere crudeltà, ma alla fine destinato a commettere gesti sempre più incoerenti e assurdi per la sua età). Pur con tutti questi rimaneggiamenti, gli ascolti rimarranno (giustamente) deludenti, inferiori anche a quelli di Z Gundam (un 6.12% medio9 contro il 6,60%), pur con soddisfacentii vendite di modellini che ancora una volta convinceranno Bandai a non chiudere in anticipo la serie10.

Gundam ZZ è una serie atipica, molto altalenante, inizialmente molto antipatica per la sua  infantilità (sempre Tomino ammetterà che, come si è lasciato prendere la mano col dramma col predecessore, all'opposto qui ha esagerato con la comicità11), ma, a lungo andare, inizia a mostrare delle qualità che le fanno meritare la visione, seppure il risultato non sia mai qualcosa di più di un "usato sicuro" senz'arte né parte. Non si può minimamente definirlo riuscito visti gli schizofrenici cambi di atmosfere e un numero davvero eccessivo di riempitivi scritti svogliatamente, ma Gundam ZZ sa anche raccontare alcuni rari aneddoti davvero riusciti, toccanti o apocalittici (tra cui il miglior schianto di colonia dell'intera saga), recando in sé diversi degli elementi di successo che hanno fatto grandi le prime due serie. Questi elementi sono da ricercare nel soggetto principale, che, scevro da gag e personaggi puerili sarebbe sufficientemente drammatico, nel comparto tecnico nuovamente all'avanguardia, e in mecha ancora una volta accattivanti ed estremamente dettagliati. Non ci si può dimenticare neanche delle musiche, anonime nelle nuove tracce ma basate per la maggiore su pezzi vecchi riciclati dall'indimenticabile colonna sonora del predecessore. Il design dei personaggi, infine, è splendido: al lavoro sul film Arion che uscirà quello stesso anno, lo storico Yoshikazu Yasuhiko cede il posto di chara designer al subentrato Hiroyuki Kitazume, uno dei direttori dell'animazione che meglio aveva reso il suo stile in Z Gundam12. Kitazume, quindi, trova nella serie un debutto folgorante: tira fuori un tratto molto personale e per nulla derivativo, che riaggiorna quello di Yas rendendolo più pulito, sobrio e perfettino, ma anche più colorato e vivace senza perderci in espressività ed eleganza - non per nulla, infatti, con questa prova l'artista ricaverà una certa fama che lo porrà tra i più significativi artisti grafici negli OVA degli anni '80.


Chi non vuole saperne di "rovinarsi" il ricordo di Z Gundam con il suo contraddittorio seguito può tranquillamente saltarlo e godersi Il Contrattacco di Char (col senno di poi, la Cometa Rossa doveva apparire anche in Gundam ZZ come ben si evince dalla prima sigla d'apertura, ma alla fine non se ne farà più niente vista l'importanza che rivestirà nel film), cosciente però che, pur con i suoi tanti limiti, tale visione mette i puntini sulle i a molte delle questioni lasciate irrisolte dal prequel: chi ne farà a meno sappia che si perderà rivelazioni di un certo interesse per la continuity (in special modo le sorti di Haman Karn, di Kamille Bidan e di diversi eroi storici delle due serie precedenti).

Voto: 6,5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie OVA)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; TV)
Mobile Suit Gundam The Movie I (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie II: Soldati del dolore (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie III: Incontro nello spazio (1982; film)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO 2: The Gravity Front (2008-2009; serie OVA)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO: The Hidden One-Year War (2004; corti)
Gundam Evolve../ 01 RX-78-2 Gundam (2001; OVA)
Mobile Suit Gundam Thunderbolt (2015-2016; serie ONA)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; OVA)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)

SIDE-STORY
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; TV)
Gundam: Reconguista in G - From the Past to the Future (2016; corto)


FONTI
1 Intervista a Hiroyuki Kitazume apparsa in "Anime Interviews: The First Five Years of Animerica Anime & Manga Monthly (1992-1997)" (Cadence Books, 1997, pag. 104)
2 Come sopra
3 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 184. In aggiunta a questo, vedere l'intervista a Yoshiyuki Tomino (in inglese) riportata nel forum americano Neoseeker, alla pagina web http://www.neoseeker.com/forums/42/t110743-yasuhiro-imagawa-speaks-so-does-yoshiyuki-tomino-yoko-kanno-tashihiro-kawamotu/2.htm#m1263958
4 Kappa Magazine n. 21, Star Comics, 1994, pag. 122
5 Booklet allegato alla Limited Edition DVD del film "Il contrattacco di Char", "Il contrattacco di Char: che la saga abbia fine?", Dynit, 2011, pag. 5. Si ringrazia Zechs di GundamCore
"Storia dell'animazione giapponese", pag. 184
7 Intervista a Yoshiyuki Tomino (in inglese) riportata nel forum americano Neoseeker
8 Post di Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit) apparso nel forum Pluschan (http://www.pluschan.com/index.php?/topic/984-z-gundam/?p=137703). La cosa è confermata anche dal dossier "The Day the Earth Stood Still" apparso sul volume 4 di "Record of the Venus Wars" (Magic Press, 2010)
9 Sito web (in giapponese), http://toro.2ch.net/test/read.cgi/shar/1336141685/
10 Vedere punto 6
11 Mangazine n. 31, Granata Press, 1994, pag. 26
12 Kappa Magazine n. 6, 1992, pag. 124

10 commenti:

emilio ha detto...

Prometto che prima o poi commenterò anche qualcosa che non sia Gundam: non vorrei mettervi in imbarazzo, visto che alcuni lettori polemici rimproverano al blog di concentrarsi troppo sul filone robotico!

Il giudizio di Mistè mi sembra molto equilibrato. Non c’è ragione di demonizzare ZZG. Dal punto di vista del design e dell’animazione, la qualità non delude mai. Il mecha design in particolare riprende quello di Zeta Gundam, direi con ottimi risultati. Il difetto maggiore, come si evince anche dalla recensione, è forse la drammatica discontinuità narrativa, in fatto di stile (scioccante il registro demenziale della prima parte) ma anche di qualità (squallida la sottotrama di Moon Moon, ma le cadute non mancano). A indebolire il tutto forse è anche un cast dal fascino abbastanza modesto. Fra tutti, svetta la grande Haman Khan, a cui non giova la contrapposizione con un protagonista più rassicurante e convenzionale rispetto ad Amuro e Camille.

Trovo che, in un’ottica gundamiana classica, una delle figure più interessanti sia Puru (a parte l’aspetto lolitesco che personalmente trovo sgradevole). Le potenzialità erano quelle di mettere in scena una Newtype psicolabile diversa dal solito, con tutta la giocosità ma anche la crudeltà che i bambini sanno dimostrare. Una Rosamia fatta bene, senza l’effetto di un rimbambinimento artificiale che non convinceva mai. Ma mentre a metà serie Puru dà il suo meglio con i suoi sbalzi d’umore e il suo bisogno di affetto, poi si sceglie di rabbonirla e affiancarla ai protagonisti (forse anche per supplire al loro scarso carisma). Il risultato è che poi a svolgere il ruolo che poteva tranquillamente essere svolto da Puru si fa entrare Puru Two, forse un doppio di troppo anche per Tomino.

Insomma, i fan dello Universal Century finiranno col guardare senz’altro la serie, e per loro (includo anche me) non sarà certo tempo sprecato. Ma il confronto con le serie precendenti lascia la bocca un po’ amara.

Jacopo Mistè ha detto...

Sono d'accordo che in tutto il cast i due unici personaggi interessanti sono Haman Karn e Puru. La prima semplicemente perchè è la più grande femmina mai concepita in animazione (ahaha); la seconda, per quanto non sfruttata adeguatamente, è davvero una versione migliore di Rosamia, appena abbozzata su Z.

Per il resto una serie che non dà molto e anzi, come atmosfere e coinvolgimento è abbastanza distante dal precedecessore, ma a suo modo, per quanto scritta in modo altalenante, mi ha convinto e chiude numerosi nodi lasciati aperti da Z. A suo modo penso si possa parlare di serie irrinunciabile per fan, tant'è che potrei pure comprarmela se arrivasse in Italia.

A molti non è piaciuta, ma penso che una cura a base di Wing, X e A Wakening to the Trailblazer possa far rinsavire chiunque :P

Ma quindi ti stai facendo una maratona di tutte le serie? Adesso quindi i vari film? XD

emilio ha detto...

Veramente ho già fatto una full immersion di UC alcuni mesi fa, ma non osavo esternare troppo per non fare la figura del maniaco... :-)

Su Wing all'inizio mi sono fidato di voi, poi ne ho guardati 15 minuti... e sono tornato a fidarmi di voi!

Anonimo ha detto...

Più che ZZ, vorrei chiarire il perchè ZZ Gundam viene "espulsa" dalla continuity di "Z Gundam - A New Translations".
Dato che sia in Giappone che in America tale serie, a causa della discontinuità narrativa, la pessima qualità e un cast penoso non è mai stata molto amata dagli appassionati(After War Gundam X, nonostante una trama lineare e animazione medie, è molto più valida)e Tomino decise di approfittarne per recidere le sottotrame che avrebbero portato alla sua creazione nella trilogia fimica di Z Gundam, nonostante una certa opposizione da parte della Sunrise (ma rimane comunque in continuity, dato che viene citata nel terzo episodio di Gundam Unicorn, e uno dei personaggi, Marida Cruz, è un clone di Elpeo Ple, che compare in tale serie).
Una serie che si poteva evitare, insieme a G Gundam

Jacopo Mistè ha detto...

Per me è una serie che una - seppur vaga - dignità. Ha il merito di chiudere tutte le sottotrame lasciate aperte da Z, di offrire notevoli spunti di continuity (la morte di personaggi storici delle serie precedenti) e sopratutto di dare tutto lo spazio che serve alla più grande villain di tutti i tempi, Haman Karn (perché non si possono mettere cuoricini? ;_; ). Per me una sufficienza la merita, perlomeno rispetto a serie più recenti (Wing, X... sempre quelle) che hanno cast orrendi e storie mal realizzate(con questo non voglio dire che quelli di ZZ siano superlativi, eh XD).

G Gundam a me piace un sacco invece, se vogliamo parlarne spostiamoci su quel topic :)

Anonimo ha detto...

Io apprezzo Gundam ZZ, sia da appassionato di Gundam Universal Century che da vecchio appassionato di anime robotici in generale.
E' un prodotto degli anni '80, visivamente ottimo e che rappresenta in pieno lo stile di quegli anni. Inoltre è il terzo capitolo di una trilogia che ha avuto una sua interessante evoluzione commerciale. A me non dispiace nemmeno la piega "ironica" che la caratterizza, poichè una terza serie tv nuovamente drammatica sarebbe stata un po' troppo pesante da digerire. Talvolta è bene pensarci.

Infine continua a narrare gli eventi della timeline senza risparmiare tragedie e morti, quindi per me come capitolo UC ci può stare. Parte quasi come una sidestory ma finisce inevitabilmente per raccontare eventi importanti nella cronologia.

A livello di regia, stile e contenuti lo trovo comunque superiore a tanti altri robotici, di ieri e di oggi.
In ogni caso resta un prodotto che non tradisce la trama generale dell'universal century.

Anche io comprerei volentieri i dvd, se uscissero!

Jacopo Mistè ha detto...

Penso ci siano più commenti positivi su Gundam ZZ qui su Anime Asteroid che nell'intera immensità della rete!

Anonimo ha detto...

Se provi a cercare le recensioni americane noterai che anche lì il fandom è spaccato in due.
Però negli USA ho trovato in genere commenti molto obbiettivi su questa serie.

Mentre da noi in Italia è assolutamente palese che la metà dei detrattori di Gundam ZZ non ha guardato la serie per intero, visto che spesso viene giudicata in modo superficiale.

Carturello Fabio ha detto...

Premetto che anch'io mi sono fermato alle puntate di Moon Moon (erano davvero troppo oltre la boiata per continuare) sto recuperando ora le restanti puntate in sub ita. Proverò a finirlo, soprattutto perché non ho ancora guardato nermmeno un episodio di Unicorn perché mi ero ripromesso di finire prima questo XD

Jacopo Mistè ha detto...

Resisti!

Non dico che poi ZZ diventa chissà che "seriona", ma comunque migliora abbastanza sensibilmente rispetto ai primi 15/16 episodi che sono la morte dell'animazione XD

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