venerdì 29 aprile 2011

Recensione: Puella Magi Madoka Magica

PUELLA MAGI MADOKA MAGICA
Titolo originale: Mahō Shōjo Madoka Magica
Regia: Akiyuki Shinbo
Soggetto: Magica Quartet (Akiyuki Shinbo, Gen Urobuchi, Ume Aoki, studio SHAFT)
Sceneggiatura: Gen Urobuchi
Character Design: Ume Aoki (originale), Takahiro Kishida
Musiche: Yuki Kajiura
Studio: SHAFT
Formato: serie televisiva di 12 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 2011
Disponibilità: edizione italiana in dvd & blu-ray a cura di Dynit


Le vite delle giovanissime Madoka e Sayaka cambieranno per sempre quando le due si troveranno, per puro caso, a salvare una buffa bestiola magica, Kyubey, da una loro introversa coetanea, Homura, che intende ucciderla. La creatura vede nelle ragazzine delle potenziali Puella Magi, guerrere magiche il cui scopo è uccidere le streghe che vessano il mondo con loro influsso e che sono all'origine delle recenti ondate di suicidi e omicidi. Kyubei offre alle bambine di diventarlo: in cambio di una vita intera dedicata a combattere le fatucchiere nella loro dimensione malvagia, potranno vedere esaudito un qualsiasi desiderio. Qual è il motivo, allora, per cui Homura, anch'essa una Puella Magi, cercava di uccidere Kyubey? E cos'è che la lega a Madoka?

Puella Magi Madoka Magica è, nel 2011, la consueta produzione animata sulla bocca di tutti, il più importante successo dell'anno che dà via a un nuovo fenomeno di costume e un imponente merchandising comprensivo di manga, novel, film e ipotizzati progetti futuri. All'origine di tanta popolarità non si possono certo ignorare i suoi elementi di sicuro richiamo commerciale - tra la OST operistica di una compositrice amatissima e uno splendido aspetto grafico -, ma certo il principale punto di forza dell'opera non può non risiedere nell'originalità di aver voluto rivoluzionare il classico, dimenticato genere majokko tutto sorrisi e cuoricini trasformandolo  in una sadica, tenebrosa e annichilente storia dark. Madoka Magica è la cupa reinvenzione delle classiche serie delle "maghette" che spopolavano negli anni Ottanta, quelle delle giovanissime protagoniste dalle faccine kawaii, delle cottarelle infantili, delle bacchette magiche, larghi sorrisi e aiutanti magici; elementi che sono ripresi e snaturati dallo scrittore nichilista Gen Urobuchi, che li disfa dalla loro originale valenza buonista/positiva rovesciandone la chiave di lettura, in una storia horror che dispensa morti di età scolare, pianti di dolore, atmosfere depressive e stregoneria. L'occasione di stravolgere il genere premendo sul pedale della cattiveria pura, ogni carta viene giocata per rendere sempre più alto il body count che martorizza in breve tempo il giovanissimo cast di eroine. Madoka Magica, più che la storia di tenere maghette che affrontano inquietanti streghe, è il racconto della loro lotta contro il proprio destino, in cerca di una vita normale ma impossibilitate a ritornarci visto il patto stretto con l'inquietante Kyubei, spiazzante e cinica spalla che all'occorrenza è anche villain. Se negli anni '80 la magia, nel majokko, simboleggia per le sue eroine l'occasione di scoprire il mondo per affrontare con coraggio e consapevolezza il proprio futuro, Akiyuki Shinbo e Gen Urobuchi ne propongono la spiazzante antitesi: è invece il male, simbolo di morte che azzera ogni progetto.

Una perfida dissacrazione che, nel contesto del suo soggetto ambizioso, comprensivo anche di viaggi nel tempo, paradossi temporali, rivistazioni storiche e atmosfere apocalittiche - per presentare una storia anche più felicemente complessa di quanto possa inizialmente apparire -, invoglia lo studio SHAFT a investire qualche yen più del solito per cercare un target più largo possibile. È così che va inquadrata la presenza nello staff della celeberrima tastierista Yuki Kajiura, a suo agio nella sua solita, impareggiabile, abusatissima ma deliziosa minestra di brani orchestrali e cori femminili - con grande enfasi su flauto e xilofono - che tanto potere magnetico attrae sulle sue legioni di fan urlanti. Sempre al pubblico femminile SHAFT rivolge anche le capacità artistiche del suo regista prediletto Akiyuki Shinbo, ancora una volta esemplare nell'ammaliare l'occhio con visionari collage di arte tipografica e inserti live, infondendo vita ai psichedelici scenari da incubo in cui si trovano a combattere le protagoniste, dentro architetture "impossibili" strabordanti di dettagli, motivi e creature che si attorcigliano tra di loro in un'orgia di animazioni pittoresche e sulfuree. Torte, vestiti, scope, televisioni, forbici, baffi e ogni genere di follia sono le mostruosità che si muovono in modo convulso nelle inquietanti dimensioni dove vivono le streghe affrontate dalle Puella Magi, visioni da incubo che spaventano e suggestionano ricordando più di una volta certe visioni oscure di Tim Burton.

 

Il limite di Puella Magi Madoka Magica è quello di riporre tutte le frecce del suo arco nella sua sola, portentosa originalità, dimenticando di curare un aspetto basilare di qualsiasi buona storia come la caratterizzazione dei personaggi. Per quanto, dal punto di vista dell'atmosfera, tutto sembri inizialmente intrigante, per merito sia della cupezza della storia che per il chara design minimalista e tenerissimo (scelta sagace per contribuire maggiormente allo shock nel momento delle scene di violenza), certe debolezze di script, certi pressapochismi non tardano a fare capolino. Tutto il cast non solo si ritrova martoriato da personalità dimenticabili, ma è pure antipatico: le bambine stanno quasi sempre a piangere e a ripetersi quanto sono sfortunate (sopratutto l'odiosa protagonista Madoka), diventando immediatamente tediose al punto tale che viene spontaneo disinteressarsi ai loro problemi, non riuscire più a trovare credibili i loro drammi vista l'enfasi esagerata che viene posta su di loro, in ogni occasione. Ma, e questo è il peggio, trovano tutte uno straccio di caratterizzazione e redenzione solo nel momento fatidico di morire, furba trovata per aumentare il pathos. Cessata l'iniziale impressione positiva per la scelta, sicuramente coraggiosa, di massacrare tenere bambine, i decessi successivi, per la loro ripetizione costante, prevedibile e del tutto gratuita e immotivata, stancano e comunicano ben poco, incidendo negativamente sul finale che, cercando di essere commovente a ogni costo con ogni artizio possibile, manca clamorosamente il segno. Inconcepibile poi, nonostante la cattiveria generale, l'assurda assenza di scene splatter, artifizio che avrebbe aumentato ancor più il lato cupo di una vicenda che vive solo per quello, enfatizzando l'orrore di queste poverette costrette controvoglia a combattere mostri e finire sbranate da loro. Evidentemente il rating faceva ancora più paura del soggetto allo staff SHAFT.

Da aggiungere poi la cura discontinua da parte di SHAFT negli aspetti squisitamente tecnici: Madoka Magica è apparentemente animato nella media, ma la qualità stessa delle animazioni in più occasioni va dall'ottimo all'estremamente mediocre, con punte di orrore in casi eclatanti (come gli orribili primi piani di piedi che camminano con movenze ridicole). Fortuna che almeno il budget risplende nelle veloci, spettacolari scene d'azione su cui non si può rimproverare nulla. Nonostante tutto sarebbe infelice liquidare Madoka Magica come un fallimento tout court: elementi di assoluto interesse ci sono, così come idee innovative (ad esempio il ruolo atipico assunto dalla protagonista Madoka, che rispetto alle sue amiche sembra non voler diventare una Puella Magi, limitandosi ad assistere alle loro prodezze in battaglia), musiche evocative e suggestive location. La perfidia dello script, poi, è talmente spiazzante da garantire una visione curiosa almeno per 3/4 di serie. È la conclusione senza mordente che ridimensiona abbastanza il giudizio positivo, basata su una drammaticizzazione esagerata degli eventi che non riesce a esprimersi pienamente per colpa delle protagoniste davvero dimenticabili e per nulla tridimensionali. Rimane da sè che Madoka Magica merita chiaramente la sua fama, i complimenti rivolti sulla trama sono ben meritati (tra i tanti cori entusiasti, anche Mamoru Oshii e Hideaki Anno), e anche se una produzione non perfetta, a mio modo di vedere, non le si può negare la sua grande carica di freschezza.


 
Edizione italiana a cura di Dynit da leccarsi i baffi. Il buon doppiaggio è solo il fiore all'occhiello di una delle edizioni più prestigiose che il mercato italiano abbia mai conosciuto, sopratutto in riferimento alla Limited Fan Edition che contempla, in tre mega box, tutti i dvd, tutti i blu-ray, la colonna sonora, un booklet con interviste, un'action figure e card da collezione. Dei tre lungometraggi usciti a posteriori e che sono tutti distribuiti da Dynit, i primi due rappresentano immancabili recap su cui si può sorvolare, mentre il terzo (La storia della ribellione) una storia inedita che troverà prosieguo in una nuova serie tv.

Voto: 7 su 10

ALTERNATE RETELLING
Puella Magi Madoka Magica Movie 1: L'inizio (2012; film)
Puella Magi Madoka Magica Movie 2: La storia eterna (2012; film)

10 commenti:

魔法少女 ha detto...

Stavolta mi trovi in accordo solo per quanto riguarda le critiche nell'ambito tecnico.
Non ho gradito le mancanze dello studio SHAFT (che sta tentando furbamente di rifarsi con le versioni DvD e Blu Ray) - per quanto abbia apprezzato molto il lavoro d'animazione specifico di cui si è occupato.
Nonostante si eccelga in alcuni momenti a livello estetico\grafico, sono state tralasciate le animazioni più banali e scontate, a volte rese davvero oscene.
Infine, per quanto gli amanti del Character Design della serie - lo stesso di Hidamari Sketch - siano molti, io non sono tra questi e il chara non è un elemento che ho gradito.
Detto questo, per me quelli appena elencati sono elementi irrilevanti o quasi nel giudizio e le cose cambiano solamente se non c'è proprio altro a cui appigliarsi.

Ma in Mahou Shoujo Madoka Magika di positivo c'è fin troppo, a mio avviso, ergo le pecche tecniche gli fanno un baffo. Mi trovi in particolare in disaccordo sul giudizio negativo dato alla caratterizzazione dei personaggi.
Tenendo pur conto che si tratta di una serie di 12 episodi solamente, trovo che lo sviluppo umano e psicologico di ogni singolo personaggio sia molto tangibile - tralasciando qualche punto che si può trovare affrettato nel caso di Mami e Kyouko - e ho avuto modo di sentirmi vicina alle protagoniste non per la loro loli-avvenenza, ma per la loro umanità, elemento un po' cardine della serie.
Concordo solo sul fatto che Madoka versione depressa possa venire a noia, alla lunga. XD

Senza poi contare quanto siano infine interessanti i messaggi affatto subliminali su una specie di questione di evoluzione femminista, se mi si passa il termine. L'anime sintetizza l'essenza stessa dell'essere Mahou Shoujo con l'essere giovani donne coraggiose e piene di speranza e desiderio. Sarà Kyuubee poi a riferirci che è grazie questi soggetti - che le si chiami Mahou Shoujo o le si contestualizzi diversamente, come suggeriscono i collegamenti con eventi passati - che il genere umano si è evoluto.

Jacopo Mistè ha detto...

Aspettavo il tuo commento XD

Sui difetti di natura tecnica siamo d'accordo, anche se ritengo che in taluni casi sia possibile (ma questo non è il caso di Madoka Magica), anche in presenza di una storia straordinaria, che animazioni scadenti o inesistenti rovinino completamente il tutto, Mao Dante e Violinist of Hameln docet.

Tornando a parlare di Madoka, dopo averci ripensato torno a dire che imho quello dei personaggi è l'unico vero problema dell'anime, perchè una serie basata essenzialmente sulle uccisioni di tutto il cast non può prescindere da una caratterizzazione esemplare di quest'ultimo.
Se Sayaka e Mami (sì, anche lei) sono approfondite quel tanto che basta per far dispiacere della loro dipartita (tant'è che fino all'ep.8 reputavo la serie di più o meno ottimo livello), la stucchevolissima morte di Kyoko e sopratutto l'immolazione di Madoka non mi sono andati proprio giù, perché telefonatissimi (la prima) o resi in modo smielato (seconda).

La protagonista Madoka stessa poi, con il suo hobby di piangere per ogni cosa l'ho trovata estremamente poco realistica e irritante, per non parlare di quell'assurda maturazione tutta d'un tratto che avviene quando si congeda da sua madre... dai X_X

La serie è originale, offre molte chiavi di lettura ed è anche molto dark, ma caz**o quanto m'è scaduta negli ultimi 4 episodi, quando il body count aumenta gratuitamente e muoiono proprio i personaggi più insignificanti :(

OMEGA_BAHAMUT ha detto...

Questa volta mi trovo in sostanziale disaccordo sotto vari punti con quanto da te scritto... anche se devo dire che madoka di sua natura è effettivamente una di quelle serie che si presta ad infinite critiche, così come spaventosi elogi.

Sul lato grafico, essendo io una sorta di shaft-fan, non posso che apprezzare le scelte tecniche effettuate (come l'uso di fondali dallo stile sintetico e a volte improbabile), anche se il design dei pg non ha particolarmente stuzzicato il mio interesse.

Personaggi poco incisivi? Anzi, io ritengo l'esatto contrario. Ogni ragazzina è stata ideata su un certo tipo di comportamento ed il risultato è un qualcosa di a dir poco geniale per come la vedo io (Madoka in realtà non la considero la vera protagonista, ma solo l'oggetto scatenante delle vicende... al massimo questa ragazza ha un ruolo primario nel passato di Homura, che considero la vera protagonista della vicenda).

Jacopo Mistè ha detto...

Sui personaggi se ne può anche parlare, ma non dello stile grafico XD Non puoi venirmi a dire che apprezzi la scelta stilistica delle ambientazioni spartane quando è stata solo una scelta di Shaft per risparmiare yen XD Tralaltro poi rinnegata nelle versioni home-video XD

OMEGA_BAHAMUT ha detto...

Vabbè ma la shaft ormai si sa che fa questo giochetto (anche se in alcuni punti preferivo la versione tv va detto)... diciamo che lo stile utilizzato è abbastanza nelle mie corde ^^

Anonimo ha detto...

Una favola nera, che ci fa vedere tutto quello che non si è mai voluto mostrare nel genere Majokko, attraverso un ritratto realistico delle adolescenti di oggi, combinato ad atmosfere horror e crepuscolari e creature ed ambientazioni degne di Salvador Dali, degli impressionisti e alle opere di un grande del calibro di Bill Sienkiewicz in versione pittorica.
Puella Magi Madoka Magica, al pari di Neon Genesis Evangelion si mostra a molte / troppe interpretazioni, e non è un'opera per tutti, e temo che solo tra diversi anni verrà veramente apprezzata.

Federico Rosa ha detto...

Streaming gratuito su popcorntv.it assieme a Space Dandy e tanti altre.
Posso capire serie vecchie tipo Astrorobot o Street Fighter Victory ma in serie così recenti (vvvid.it ha anche i film di Evangelion Rebuild) quanto poco valgono per l'azienda che li importa e fa il doppiaggio in italiano se li "svende" per un tozzo di pane a siti di streaming gratuito?

Anonimo ha detto...

sono l'anonimo-senza-nick:

> quanto poco valgono per
> l'azienda che li importa e fa
> il doppiaggio in italiano se li
> "svende" per un tozzo di pane a
> siti di streaming gratuito?

ma per dynit madoka e' roba vecchia.
credo che i costi per le lavorazioni della serie siano stati coperti da tempo.

e' stata trasmessa in italia dal febbraio 2012 e la serie e' uscita in home video tra il marzo e il maggio 2012.... si parla di quasi tre anni fa!
al momento e' in catalogo un box blu ray con la serie completa disponibile nei vari negozi online a meno di 40 euro. fine ciclo

e cmq il mercato italiano e' stato demolito dalla pirateria e dal fansub :-(

Sam ha detto...

Mah, a me Madoka non ha detto nulla, anche perché più dalle parti del genere shojo senshi alla Sailormoon , che le majokko vere e proprie con cui viene spesso identificato.
Mooolto meglio Princess Tutu, serie che riesce ad innovare i canoni del genere mao shojo, pur rimanendo ancorata nella tradizione del genere.
Da vedere ( mi piacerebbe leggere una tua recensione).

Jacopo Mistè ha detto...

Non prometto nulla, ma ne terrò presente. :)

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