mercoledì 15 giugno 2011

Recensione: Ken il guerriero - Il Film

KEN IL GUERRIERO: IL FILM
Titolo originale: Seikimatsu Kyuuseishu Densetsu - Hokuto no Ken
Regia: Toyoo Ashida
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Buronson & Tetsuo Hara)
Sceneggiatura: Susumu Takaku
Character Design: Masami Suda
Musiche: Katsuhisa Hattori
Studio: Toei Animation
Formato: lungometraggio cinematografico (durata 110 min. circa)
Anno di uscita: 1986
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Yamato Video

 
Siamo alla fine del ventesimo secolo, dopo che una terrificante guerra nucleare ha ridotto la Terra a macerie e desolati deserti: la razza umana è sopravvissuta, ma ora vige la legge del più forte e questo, per i più deboli, significa l'inferno. Nelle lande desolate si muovono Kenshiro, erede designato della millenaria scuola di arti marziali assassine dell'Hokuto Shinken, e la sua fidanzata Julia. Shin, uno dei maestri della scuola d'arti marziali della Nanto Shinken, è però anch'egli innamorato di lei e, dopo aver ridotto in fin di vita Ken in un duello, la rapisce. Ripresosi dopo molto tempo e ora accompagnato dall'amico Rei, altro combattente di Nanto, Kenshiro inizia un lungo viaggio per ritrovare l'amata: dovrà affrontare innumerevoli avversari, tra cui i suoi due fratelli Jagi e Raoul...

Nei primi anni '80, quando era ormai certa la trasposizione animata del manga Ken il guerriero (1983), il character designer scelto da Toei Animation, Masami Suda, si lamentava dell'impossibilità di rendere al meglio il tratto realistico ed estremamente particolareggiato di Tetsuo Hara su schermo, specie nell'ottica di una serie TV (con tutti i tempi veloci e affrettati che ne derivavano); fosse dipeso da lui, sarebbe stato meglio farne un bel lungometraggio cinematografico, da curare con tutti i crismi. Succede che la serie televisiva, quando debutta ufficialmente nei canali giapponesi, fa i suoi sfacèli di share fin da subito, e questo convince Toei a dare a Suda l'opportunità di coltivare anche la sua idea, nell'ottica di un filmone celebrativo da realizzare in contemporanea con la trasmissione televisiva, dando a lui, al regista Toyoo Ashida e a un po' tutti i membri dello stesso staff tutto il tempo necessario per poterlo produrre come vogliono loro, senza alcuna fretta, in modo che esca quando ne saranno soddisfatti. Il momento si concretizza l'8 marzo 1986, quando intanto in TV Kenshiro si appresta ad affrontare Souther per la seconda volta (attorno all'episodio 66)1. Esce nei cinema giapponesi, con lo stesso identico titolo dell'anime televisivo (in Italia è invece rititolato Ken il guerriero - Il Film) un film tecnicamente sontuoso che reinterpreta molto liberamente i primi 49 episodi televisivi (quelli che culminano con il primo combattimento tra Kenshiro e Raoul). Il risultato sarà controverso, principalmente per la sua radicale dissacrazione narrativa operata ai danni della storia originale, ma troverà comunque una meritata popolarità2 e un ottimo incasso (1 miliardo e 800 milioni di yen circa3) in virtù di un indimenticabile comparto tecnico che lo proietta, più che giustamente, nell'Olimpo dei grandi esponenti della nobile arte dell'animazione vecchio stile.

Molto banalmente, questa è una di quelle opere che rappresentano in modo perfetto il potenziale, la bellezza e la fisicità che poteva raggiungere, se curata al massimo, la cara, vecchia cel animation dei bei tempi andati. Ken il guerriero - Il Film vanta per l'intera sua durata animazioni fluidissime e strabilianti, distanti anni luce rispetto a quelle del corrispettivo televisivo, con un livello di dettagli meticolosi che traghetta nel migliore dei modi, su celluloide, gli spettacolari disegni del manga. Ashida e Suda realizzano davvero un piccolo, personale capolavoro grafico: non si potrebbe definire in altro modo la cura commovente che hanno riversato in ogni singolo elemento della loro giostra, curando al massimo anche gli elementi puramente scenici come, ad esempio, i capelli che ondulano realisticamente per il vento, i muscoli dei lottatori che flettono, i vestiti che si piegano realisticamente influenzati dagli elementi dello scenario, palazzi che crollano in un tripudio di mattoni volanti... Il livello estetico e tecnico è altissimo, il lungometraggio fa ancora un figurone, tanto che è ancora difficile farsi una ragione dell'assenza del Blu-ray in Italia, unico supporto fisico che gli permetterebbe di brillare al massimo del suo splendore (bisogna accontentarsi del DVD Yamato Video). Tra gli elementi di spettacolo è giusto includere anche l'altissimo livello grandguignolesco che supera spesso e volentieri i confini del gore trasponendo con fedeltà disturbante i geyser di sangue e le esplosioni di materia celebrale, ossa e frattaglie del manga che era impossibile mostrare in televisione e che in essa venivano mascherate con soluzioni visive - viene da sorridere pensando che lo staff, ricercando gli effetti più "viscerali" possibili, si sia messo per l'occasione a studiare manuali di dissezione anatomica!4. Questa è senza dubbio una delle incarnazioni più violente in assoluto di Ken il guerriero (solo La Trilogia, serie OVA realizzata nel 2003, raggiungerà questi fasti) e chi ama il franchise anche per la sua spettacolarità sanguinaria, avrà decisamente di chi divertirsi.


Peccato il senso di esistere della pellicola si esaurisca con gli elementi accessori. Il suo difetto, unico ma clamoroso, che tanto ha fatto e farà discutere, consiste nella sua natura di rielaborazione fantasiosa dell'intreccio originale, sicuramente causa dello sgomento che proverà un qualsiasi spettatore che conosce già la storia del manga o dell'anime: si tratta di un What If abbastanza dissacrante, in cui non esistono Mamiya e Toki, dove Rei è conosciuto fin da subito come amico e alleato, in cui è Julia a finire imprigionata nella spaventosa città di Cassandra, in cui il gigantesco Wiggle è il braccio destro di Raoul (al posto di Ryuga, anch'egli assente) e in cui quest'ultimo non riconosce come erede designato della scuola dell'Hokuto Shinken né Kenshiro né sé stesso, ma addirittura l'insulso Jagi (!!). Se già solo queste premesse bastano a rendere particolarmente bizzarra la trama, posso solo immaginare la sorpresa dei fan (chi altri se non loro accetterebbe di guardare questo film?) nel realizzare che esse rappresentano solo la punta dell'iceberg di una rinarrazione alternativa e scioccante in cui la successione degli eventi è stravolta, molte vecchie facce (Zed, Heart, il comandante dei berretti rossi Carnel, il capo del branco di predoni Kiba e addirittura il signore dei cani Galf) appaiono in ruoli diversi, e dove sono di regola anche scene prive del minimo fondamento logico nella "coerenza" del mondo di Buronson (Jagi crede davvero di sconfiggere Rei mandandogli contro semplice carne da macello? Burt e Lynn vanno a liberare Julia e Rei neanche li accompagna?! C'è chi, in nome di alti ideali, sacrificherebbe poeticamente la vita per salvare un fiore?).

Ci si può solo domandare se queste discrepanze siano state così volute per sorprendere gli appassionati oppure per il fatto che il lungometraggio è stato concepito quando ancora non si sapeva quali sarebbero stati gli sviluppi della trama del fumetto (e forse per questo lo sceneggiatore Susumu Takaku potrebbe aver tirato fuori quello che poteva col materiale di partenza, ignaro dei suoi sviluppi); rimane da sé che l'unica cosa che si può fare è apprezzare l'opera per quello che è, ovvero un film celebrativo ferocemente fuori continuity, pur con tutte le perplessità riguardo a come si possa definire tale un soggetto che tradisce le famose caratterizzazioni, presentando un Raoul che è praticamente un demonio in terra, una Lynn così stupida e inverosimile che non potrebbe neanche mai esistere e altri personaggi lontanissimi dalle controparti storiche. Se si riuscirà nell'impresa di soprassedere, in compenso, ci sarà più che da divertirsi visto che Ken il guerriero - Il Film è spettacolare e coinvolgente, e, a discapito di snaturamenti vari, fa riassaporare, nella sua lunga durata (quasi due ore), tutta l'energia, gli avvenimenti-chiave e i temi prediletti della serie originale. Questo grazie, come detto, alla magnificenza faraonica delle animazioni, ma  anche alla regia dinamica di Ashida (dispensatrice di piani sequenza da brividi, come quello dell'inseguimento in auto di Lynn e Burt che apre il film, il distruttivo ritorno in scena di Kenshiro nella parte finale, o l'indimenticabile, splatterosissimo scontro finale) e alla morriconiana colonna sonora western di Katsuhisa Hattori. Quasi ridicolo sotto il profilo narrativo, il lungometraggio trova ragione d'essere nella sua spettacolare violenza, le animazioni d'infarto e il trionfale aspetto estetico (senza contare un'insert song presente verso la fine del film, Heart of Madness, che è diventata famosa presso i fan quanto Ai wo Torimodose). Non parliamo, chiaramente, di una visione imprescindibile, ma, visti i suoi meriti storici e la stranulata trama, un'occhiata, anche solo per cultura generale, direi che se la meriti ampiamente.


Nota: uscito per la prima volta in Italia in VHS sotto etichetta Granata Press, il lungometraggio è stato poi rieditato in DVD da Yamato Video nel 2008. Il doppiaggio nostrano, per quanto suoni sufficientemente corretto (almeno, così sembra, ma è probabile che avrà le sue magagne, niente però che impedisca la corretta fruizione della storia), soffre di voci italiane tra le più terribili e inadatte si siano mai sentite, letteralmente da fare sanguinare le orecchie (quelle di Kenshiro, Burt e Raoul, ma SPECIALMENTE la LETALE prova di Ludovica Marineo sulla starnazzante Lynn). A meno di non essere masochisti, la visione con audio originale e sottotitoli è assolutamente imperativa. Curiosità: esistono due finali diversi del film, concernenti il modo in cui si chiude il violentissimo scontro conclusivo. Impossibile rivelare altro, pena fornire anticipazioni troppe grosse, comunque l'edizione Yamato Video contempla quello originale uscito nei cinema giapponesi e non la versione rifatta.

Voto: 7 su 10

RIFERIMENTO
Ken il guerriero (1984-1987; TV)


FONTI
1 Il lungo retroscena è riportato su Mangazine n. 25 (Granata Press, 1993, pag. 54)
2 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 186
3 Sito internet (in lingua giapponese) contenente un'analisi degli incassi di tutti i film di "Ken il guerriero", alla pagina web https://www.k-zone.co.jp/study/learning/topics/moviefunds/11.html?qmlref=1
4 Francesco Prandoni, "Anime al cinema", Yamato Video, 1999, pag. 127

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