mercoledì 29 giugno 2011

Recensione: Wolf's Rain (OVA)

WOLF'S RAIN
Titolo originale: Wolf's Rain
Regia: Tensai Okamura
Soggetto: BONES, Keiko Nobumoto
Sceneggiatura: Keiko Nobumoto
Character Design: Toshihiro Kawamoto
Mechanical Design: Shinji Aramaki
Musiche: Yoko Kanno
Studio: BONES
Formato: serie ova di 4 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di uscita: 2004
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Yamato Video


Con un enorme potenziale narrativo sprecato in lentezze, indugi e inutili perdite di tempo per una delle peggiori serie TV di questi ultimi anni, 4 ulteriori episodi per porre la parola fine all’agonia di Wolf’s Rain (2003) erano già un’ingiusta punizione, termine che però non risulta ancora abbastanza significativo per la sostanza nulla su cui si edificano queste due orette scarse.

Concentrare il prosieguo della trama sul drammatico massacro dei protagonisti è scelta davvero sciagurata, sbagliata in partenza, dato che nessuno degli, ehm, eroi di Wolf’s Rain è abbastanza carismatico o anche solo ben figurato da trasmettere affetto, un minimo senso di legame, un qualche sentimento che possa provocare qualcosa di più di uno sbadiglio di fronte a dipartite e sbriciolamenti vari. Dalla fastidiosa scontrosità di Kiba all’ingenua timidezza di Tsume, e dalla rude mascolinità di Hige all’incolore simpatia di Toboe, i quattro protagonisti e una manciata di infimi colleghi continuano infatti la loro ricerca del Rakuen, ma il tutto si riduce a una tragica incapacità di oltrepassarne i cancelli e morire, abbastanza miseramente, nel tentativo di farlo. La storia concepita da Keiko Nobumoto, così come accade nella serie TV, ricorre a uno stratagemma legato al mero simbolismo per non spiegare i mille punti interrogativi lasciati precedentemente in sospeso, preferendo abbandonare la trama vera e propria con una superbo atteggiamento snob per proseguire su coordinate metaforiche decisamente irritanti e insoddisfacenti. L’epilogo stesso si traduce nella più comoda delle opzioni, un sollievo finale che stemperi e schiacci dolore e sofferenza, con l’unico, puerile risultato di peggiorare le già critiche condizioni generali dell’opera.

A poco quindi serve la consueta maestria di studio BONES nel ricreare supplizi e tormenti con un chara dettagliato e un’eccellente, sentita qualità grafica, le vicende conclusive di quest’infelice odissea sono letargiche, infantili e grossomodo patetiche. Wolf’s Rain poteva anche terminare con i 26 episodi della serie televisiva, poco o nulla infatti aggiungono questi OVA.

Voto: 4 su 10

PREQUEL
Wolf's Rain (2003; TV)

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Ruffianeria cinematografica fatta anime, ovvero il modo migliore per far sembrare il VUOTO totale figo e pure un pò radical chic. Di una spudoratezza poi! Non bastava la noia imperante, dovevano metterci anche i metaforoni... Però ai BONES lo stile non manca, comincio seriamente a preferirli ai fratelloni della Sunrise, sapete?
Carciofo rosso

Jacopo Mistè ha detto...

Secondo me non lo hai compreso... (cit.)

Wolf's Rain non l'ho visto e mai lo guarderò, però non riesco ad accostare BONES a Sunrise, la seconda basa la sua filosofia unicamente sui mecha, la prima su ogni genere.
E cmq Toriton aprioristicamente è mille volte peggio di Wolf's Rain, ahahah

Anonimo ha detto...

Magari si limitassero ai mecha!! Negli ultimi anni hanno appiccicato il loro logo su parecchie boiate (non che gli altri siano sempre dei maitre-chocolatier chiaro). Tralasciando la qualità se ci pensi anche il loro regista di punta in questi anni (indovina chi) non rientra sempre nel genere robotico.
Per il resto ti do ragione, non sono propriamente confrontabili, ma a parità di generi inizio a preferire lo stile bones(nel chara come nelle storie) ai vecchi sunrise.

PS Riquoto in toto su Toriton.

Jacopo Mistè ha detto...

Sei sempre il carciofo o un altro anonimo?

Non mi sovvengono, sinceramente, chissà quali produzioni Sunrise non mecha. Cioè ok, le varie serie di My-Hime e qualche outsider come Xenoglassia, King of Thorn e Tiger & Bunny (qualcuno lo ha visto? Non so mica se ho la forza di vedermelo XD), ma nella stragrande maggioranza dei casi non ricordo chissà che deviazioni dal genere. Per dire, pure negli anni 70 qualcosa di non mecha lo aveva fatto (Kum Kum il cavernicolo, Tulipano Nero etc.), ma quei titoli erano sempre una spaurita minoranza...

Il regista a cui ti riferisci è Goro Taniguchi? Se sì nella sua "animegrafia" abbiamo due titoli mecha, due psicologici e uno generico di azione.

Jacopo Mistè ha detto...

Riferito al post sopra: quindi anche Taniguchi, di suo, è molto legato ai robot (e le serie potrebbero divenire pure tre se contiamo Gasaraki dove svolge la vice-regia).

Simone Corà ha detto...

Ma doveva farti un disegno per dirti che sì, si riferiva a Taniguchi? XD

A me la BONES in generale piace molto (delle varie serie viste in fondo è solo questa l'unica bruttura che mi sono sorbito, e non voglio aggiungere nulla al commento perfetto del Carciofo :)) ma come dice il Mistè pensa sia difficile accostarla in qualche maniera alla SUNRISE, anche se quella dei tempi d'oro: la B. è molto più varia e aperta, e ogni suo titolo, o quasi, merita almeno un'attenzione iniziale; della S., tolti gli ovvi titoli storici e qualche puntata non-mecha in anni recenti, cosa si può ricordare?

Jacopo Mistè ha detto...

Dai adesso non fare l'animefan della situazione con le sparate contro Sunrise, che del suo "periodo d'oro" (che, indicativamente, metterei tra gli anni 80 e il 2000) hai visto giusto i Gundam e Ideon. Sunrise ha all'attivo un numero sconvolgente di capolavori o opere di elevatissima qualità, sia ovviamente nel genere mecha che addirittura nelle rare incursioni in altro (qualche titolo? Tulipano Nero, Cowboy Bebop, Infinite Ryvius, My-Hime etc). Si può parlare di periodo nero giusto giusto pensando agli ultimi 5 anni che sono stati abbastanza anonimi.

Senza nulla togliere a BONES, chiaro, che è nata in tempi recenti e già ha all'attivo un gran numero di opere di valore, ma qui si parla di accostarla ad uno studio che fa anime da 40 anni e ha all'attivo un numero sterminato di titoli di qualità, penso che per poter davvero confrontare i due bisognerà attendere più di decennio, il tempo di vedere se BONES confermerà il suo trend positivo, come GONZO, si sputtanerà XD

Jacopo Mistè ha detto...

*il tempo di vedere se BONES confermerà il suo trend positivo O, come un GONZO qualsiasi, si sputtanerà XD

www.animefan.it ha detto...

Bones e Sunrise sono simili nel senso che fanno solo produzioni "di genere". Non che sia un male, però sono limitati. Non si sognerebbero mai di fare qualcosa come The Tatami Galaxy.

Anonimo ha detto...

Ragazzi scusate mi sono espresso male: con i "vecchi Sunrise" mi riferivo unicamente all'attuale studio, non ai capolavori che li hanno resi celebri che non tocco minimamente! E mai oserei...
Forse sono stato un pò avventato, ammetto che il paragone è un pò (tanto?) forzato e che la mia è stata una sparata un pò così: messa là perchè faceva figo.
Per il resto sottoscrivo tutto quello detto dal Corà (domanda a effeto finale compresa)e dal Mistè quando si riferisce agli ultimi cinque anni un pò anonimi.
I Bones che fanno la fine dei Gonzo...io spero di no ma se cercate bene troverete rece di Blue Submarine no.6 che li osannavano come portatori della nuova verità e qui mi fermo.
Carciofo rosso

@animefan
Mi sei mancato. Sul serio.

P.S. Prima ho dimenticato di firmarmi ma tanto si capiva che ero io dai...XD

Jacopo Mistè ha detto...

Blue Submarine non erano immotivate le lodi sperticate, sotto quel punto di vista si può dire che l'avventura di Gonzo nell'animazione era partita nel migliore dei modi. Il problema sono le opere successive che hanno deluso tutti XD

Simone Corà ha detto...

Ma quando dicevo cosa si può ricordare di Sunrise intendevo nel periodo più recente, quello che indicava il Carciofo cercando di accostarla a Bones. Dimenticanza mia.

www.animefan.it ha detto...

Gonzo caga in testa a Sunrise mille volte!

Jacopo Mistè ha detto...

Mi mancavano le tue sparate :*

Simone Corà ha detto...

Questa è clamorosa. XD

saretta13581 ha detto...

Mmm, quando dico Gonzo mi viene in mente l'extraterrestre dei Muppet, è normale questa cosa? Oppure è il sintomo che non ci sono anime eclatanti che mi fanno pensare allo studio di animazione? Oppure potrebbe essere la mia ignoranza (non sono onniscente come alcuni genii che postano in questo blog)?

Anonimo ha detto...

l’ingenua timidezza di Tsume, e dalla rude mascolinità di Hige all’incolore simpatia di Toboe

o abbiamo idee diverse sui caratteri oppure qui ci sono degli errori (cioè l'ingenuo timido sarebbe Toboe, il rude mascolino Tsume e il simpatico incolore Hige)

Anonimo ha detto...

mi scuso per prima,sono stato un po rude, ma la mia opinione è questa:
ci sono storie che non sono facili da comprendere e che richiedono anche pazienza per essere apprezzate, wolf'S rain non è solo ambientalismo
ma ci sono anche riferimenti filosofici(le digressioni degli OAV
il discorso di Darcia e i "metaforoni".
ma come ha detto il recensore questo anime illude a causa di una lentezza estenuante, ma ripeto: non tutte devono scorrere così rapidamente,questo è un anime allegorico e può avere qualunque
interpretazione, un mondo decaduto
lupi che sono quasi estinti che cercano una terra dove vivere in pace ma ciò non esiste è solo un'illusione,la trama ha molto spessore così come i personaggi.

Simone Corà ha detto...

Sui nomi chiedo perdono, ho la memoria di uno scarafaggio e già un secondo dopo aver finito una serie ho dimenticato come si chiamano tutti i protagonisti. Appena riesco sistemo. :)

Per il resto, invece, non riesco proprio a essere d'accordo. Wolf's Rain tenta di essere profondo perché è una serie molto ambiziosa, ma questa scelta si ritorce contro perché, al di là dell'andamento monolitico del tutto (che comunque è un elemento solo di facciata), i quattro protagonisti non hanno alcun carisma perché ingabbiati in caratterizzazioni troppo, troppo, troppo banali e schematiche (vogliamo davvero parlare di Kiba e della sua tenebrosità-scontrosità-silenziosità uguale a millemila altri eroi?).

Wolf's Rain quindi perde tutto a partire da questo aspetto, e lo sviluppo lentissimo (e a parer mio parecchio superficiale) della trama (che poggia su un simbolismo eccessivo - la ricerca del fantomatico paradiso - e a suo modo ridicolo) è danneggiato proprio dai suoi personaggi e dalle loro motivazioni, che ho trovato semplicemente noiosi e insopportabili.

Anonimo ha detto...

quel"che schifo" era mio, riferendomi
alla recensione e ai commenti di questa sezione

Anonimo ha detto...

forse sono stato un po duro, ma prima
avevo i nervi

Simone Corà ha detto...

Non è che possiamo essere d'accordo tutti su ogni argomento, altrimenti non si potrebbe mai discutere. Per non avere i nervi, o quanto per scioglerli un po', basterebbe argomentare la propria opinione, in fondo non è così difficile.

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