lunedì 4 marzo 2013

Recensione: Hellsing Ultimate

HELLSING ULTIMATE
Titolo originale: Hellsing Ultimate
Regia: Tomokazu Tokoro, Hiroyuki Tanaka, Yasuhiro Matsumura
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Kouta Hirano)
Sceneggiatura: Yousuke Kuroda
Character Design:  Ryoji Nakamori
Musiche: Hayato Matsuo
Studio: SATELIGHT, Mad House, Graphinica, Kelmadick
Formato: serie OVA di 10 episodi (durata ep. 50 min. circa)
Anni di uscita: 2006 - 2012


Già gonzato in TV con l’omonima serie GONZO del 2001, per poter esprimere al meglio i deliri splatter-grotteschi di Hellsing (1998) serviva non solo una trasposizione animata più fedele alla non-storia del manga, ma una produzione assai più generosa per imprimere al vampiro Alucard la maestosa, visionaria bizzarria delle sue azioni. Studio SATELIGHT inizia a produrre la serie OAV nel 2006 fino all’episodio 4, poi passa il testimone a Mad House fino al 7, e infine tocca alla collaborazione tra Graphinica e Kelmadick per gli ultimi tre episodi, non prima però di aver rivisto, sistemato e adattato graficamente i primi cinque agli standard attuali, per un totale di tre registi agli ordini dello sceneggiatore Yousuke Kuroda che concludono il tutto negli ultimi scampoli del 2012.

Una materia molto strana, questo Hellsing, 10 tankobon pubblicati in undici anni per raccontare quella che in fondo è “soltanto” una monumentale battaglia tra vampiri, cacciatori di vampiri, ghoul, preti guerrieri, nazisti e molto altro ancora, in un dispiego di esagerazioni soprannaturali e di tecniche di lotta tipiche degli shounen da combattimento ma senza mai abbassare le ambizioni di un’opera del tutto fuori di testa alla quale si può perdonare ogni cosa: horror, steampunk, splatter, comicità demenziale, il tutto in porzioni prive di alcun freno, un’esaltazione continua e gustosamente urlata di cliché orrorifici e ucronici innaffiata da litri, litri e litri di sangue. Una storia che, a dirla tutta, non inizia granché bene, presentandosi come poca cosa dal punto di vista della narrazione: un vampiro potentissimo che collabora con l’organizzazione di cacciatori di vampiri Hellsing, vampiri cattivi che uccidono innocenti, qualche mazzata sanguinolenta, e un ragazzetta, Seras, che viene vampirizzata diventando partner di battaglia di Alucard. Elementi banali e poco significativi, elettrizzati però dalla potenza visiva di una regia e di una messa in scena contorte, scellerate, sovradimensionate, dove tutto, ogni singolo, inutile dettaglio, diventa mezzo per puro, gasante spettacolo. Pistole lunghissime mostrate da complesse carrellate, proiettili rallentati, arti che si allungano e si piegano innaturalmente, auree malvage che si muovono dotate di vita propria, secchiate di sangue al rallenty, la regia si appiglia a qualunque cosa ingigantendola, e tutto viene sovrastato dallo sguardo folle del vampiro Alucard, in fondo spirito dell’opera – in quel sorriso assurdo, nelle sue movenze sottili come fosse fatto di ombra, nel suo trono insensato con uno schienale alto decine di metri, sta tutto ciò che Hellsing Ultimate è, ovvero pura e semplice follia.


Ancora resistente su certi binari narrativi nei primi episodi, dove uno straccio di storia sembra di una qualche importanza, dall’arrivo del Maggiore in poi la serie parte per una tangente stupendamente illogica e tamarra che migliora di puntata in puntata, restringendo qualsiasi avanzamento di storia per offrire una monumentale battaglia tra le strade infuocate di Londra, un tutto contro tutti di proporzioni sostanzialmente granitiche. Da una parte i Nazisti dell’organizzazione Millennium, pronti a conquistare il mondo con il loro carico di ghoul e invenzioni retrò-tecnologiche, dall’altra i preti combattenti del’organizzazione Iscariota XIII, e in mezzo Integra Fairbook Wingates Hellsing, a capo dell’organizzazione omonima, in qualche maniera fulcro dell’intera storia per il suo tragico passato, la sua tenacia e la sua forza nel contrastare le forze nemiche.

Personaggi gonfiati e caricaturali si susseguono di scontro in scontro, alternandosi tra simpatici deliri (il Maggiore che fischietta la mitica Tough Boy), devastanti assurdità (i fucili sempre più impossibili utilizzati da Seras) e incredibili vendette secolari – ne nasce quindi un picchiaduro divertentissimo che brilla sia nel suo non prendersi sul serio (i cammeo di Bruce Willis come coscienza di Alucard) sia quando mette un po’ di senno alla storia (il magnifico e lunghissimo discorso del Maggiore sulla malvagità umana, perfetto, nel registro adottato, per il target concettuale dell’opera). La forza di Hellsing Ultimate sta quindi nel carisma dei protagonisti e nel veicolo visivo con cui questo viene enfatizzato, e anche se la serie non si mantiene sempre sugli stessi standard (solo Tomokazu Tokoro, regista della prima tranche di episodi, riesce a imprimere quella meraviglia indefinita e impalpabile, quella roboante, disumana associazione di immagini) si rimane comunque stupiti da come una storia di questo tipo e con questi personaggi, da come una “semplice” scena di battaglia sviscerata dai punti di vista delle tre fazioni in gioco, possa tenere per quasi dieci ore, pur con le sue sbavature, pur con certe forzature, senza mai stancare. Difficile quindi addentrarsi nell’analisi della trama, sicuramente il manga è più attento e completo nell’approfondire i tanti personaggi e i loro legami, ma qui abbiamo una meraviglia visiva che equilibra qualsiasi mancanza, voluta o meno. Opera fondamentale per vedere i limiti che solo l’animazione può sfondare.


Nota: Hellsing Ultimate è stato distribuito in DVD in Italia dalla francese Kaze, con un doppiaggio di una bruttezza tale da essere superato solo dagli OVA di Black Lagoon (2006), sempre a "cura" della stessa casa distributrice. Il ritiro di Kaze dal suolo nostrano ci lascia in eredità giusto i primi 4 episodi, ripartiti in 4 DVD. Serie perciò interrotta.

Voto: 9 su 10

3 commenti:

Cobra Verde ha detto...

Storia inesistente, sospensione dell'incredulità spaccata di volta in volta da controsensi e colpi di scena campati in aria, personaggi talmente grotteschi da non risultare neanche simpatici.
Concordo sul fatto che l'unico motivo di interesse di Hellsing è la sua veste grafica e gli ottimi valori produttivi; persino la regia soffre di incertezze, lentezze inutili ed una statiticità a volte imbarazzante.

Simone Corà ha detto...

Mah, sai, la storia è inesistente eppure è stata secondo me giocata benissimo, narrata in maniera esagerata e sopra le righe (per poterla così offrire alla regia) in maniera esemplare.

D'altronde c'è Yousuke Kuroda dietro, e uno che ha scritto Infinite Ryvius ha mestiere da vendere anche con simili tamarrate :)

Cristian Maritano ha detto...

Spettacolare e ben realizzato. Merita una visione per gli amanti del genere e non.

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