venerdì 7 maggio 2010

Recensione: Perfect Blue

PERFECT BLUE
Titolo originale: Perfect Blue
Regia: Satoshi Kon
Soggetto: (basato sul romanzo originale di Yoshikazu Takeuchi)
Sceneggiatura: Sadayuki Murai
Character Design: Hisashi Eguchi (originale), Hideki Hamasu, Satoshi Kon
Musiche: Masahiro Ikumi
Studio: Mad House
Formato: lungometraggio cinematografico (durata 80 min. circa)
Anno di uscita: 1997
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Yamato Video

 
Mima Kirigoe, idol affermata, decide di ritirarsi dal mondo musicale per tentare una carriera cinematografica. Nonostante molti fan critichino una scelta così azzardata la ragazza ottiene una piccola parte in una serie tv dalle atmosfere lugubri e violente. E mentre, per esigenze di trama, si ritrova a posare per molte, difficili scene di nudo, alcuni sanguinari omicidi sconvolgono la sua vita: sembra che l’assassino stia prendendo di mira la crew del serial, ma tutti brancolano nel buio, e lei, terrorizzata dal comportamento di un terribile ammiratore stalker, non sa più distinguere la realtà dalla fantasia...

L’acclamato esordio di Satoshi Kon del 1997 è pellicola che potrebbe apparentemente prendere in contropiede per certi spunti di partenza alquanto banali: una cantante di successo che decide di vestire nuovi ruoli; un orrendo, disgustoso fan che sembra pedinarla ovunque lei vada, e terribili omicidi sul set di lavoro, che colpiscono proprio chi la costringe alle parti più scomode. Siamo però su campi narrativi di estrema raffinatezza, dove un soggetto, tratto dal romanzo omonimo di Yoshikazu Takeuchi, per quanto semplice e derivativo, è scheletro essenziale nonché funzionale di una coralità di registri e soluzioni che rendono Perfect Blue forte e sicuro fin dai primi minuti.

Grande spessore psicologico e potente resa visiva permettono così di lasciarsi affascinare da questi temi che, sebbene prevedibili, colpiscono per rara eccellenza dialogica e per notevole estro registico. Merito di Sadayuki Murai, sceneggiatore del film che dopo Perfect Blue si incammina in una strada costellata di soddisfazioni e riconoscimenti. Ma sono sopratutto le sfumature oniriche, che nella seconda metà del film prendono il sopravvento, ad arricchire l'accento visionario, già di suo incontenibile. Kon vi lega la sua poetica, immergendo i suoi attori - quasi sempre i protagonisti - in una dimensione sospesa tra realtà e sogno: stratagemma sì classico ma realizzato però con furba maestria nel trasmettere la psiche vicina al tracollo dell'angosciata Mima. Interessante notare poi come il regista non freni dinanzi a ghiotte esplosioni di sangue e lunghe scene di nudo, entrambe costruite con un certo, disturbante tocco poetico che confluisce in un’atmosfera perennemente cupa e minacciosa, risaltata anche da un montaggio incalzante. La discesa oscura in cui precipita Mima è garantita infatti da un crescendo opprimente, dapprima bilanciato da sequenze ariose, che poi sfumano totalmente in un tono grigio, denso come nebbia. Stupisce infine la rivelazione conclusiva e la scoperta dell’assassino, identità a parere di chi scrive tenuta magistralmente nascosta per tutta la pellicola: era facile aspettarsi, timorosi o meno, una potente esplosione onirica che portasse completo disordine mentale e visivo, ma si è scelto invece per un vincente esito realistico che sciolga tutti i nodi intrecciati. Finale che, splendido, collega la pellicola ai migliori film di De Palma e Argento, come riconosciuto in tutti i festival in cui l'opera primeggia, compreso il Fantasia International Film Festival di Montreal dove quell'anno è premiata come miglior lungometraggio asiatico.


Poco da dire sul comparto tecnico: splendido il chara design di Kon e Hamasu, armonioso e preciso e che scivola piacevolmente sul grottesco caricaturale nell’accentuare alcune personalità, ed eccellenti le animazioni fornite da Mad House. Film intenso e magnetico nonostante un’idea iniziale che, a quindici anni dalla sua realizzazione, potrebbe non incuriosire a sufficienza, Perfect Blue merita visione attenta e vissuta. Unico rammarico, e non da poco, l'elemento horror che risalterebbe tanto, tanto di più in un film con bravi attori in carne e ossa. L'opera nasce ufficialmente così nel 1995, salvo trasformarsi in una serie OVA affidata alle mani di Katsuhiro Otomo dopo il terremoto di Kobe che rende impraticabili i teatri di posa. Alla fine l'autore decide di trasformare ulteriormente la serie in un film d'animazione, affidandone la regia al suo assistente Kon e limitandosi alla supervisione. Il film-live uscirà finalmente nel 2002 (Perfect Blue: Yume nara samete), penalizzato però da una forte piattezza interpretativa.

Voto: 7 su 10

2 commenti:

marco c. ha detto...

un kon acerbo che tende ancora a non eccedere sul piano onirico ma che rimane troppo legato alla realtà. un buon prodotto di animazione ma che renderebbe meglio in live action. il kon migliore era quello di M.A. e Paranoia Agent.

Carmine Marzano ha detto...

Non concrodo Marco. Satoshi Kon è al suo lavoro di debutto, ma con un budget risicato all'osso e la sola regia a disposizione, compie un miracolo, rendendo un film non tanto originale, in un ottimo film (non un capolavoro concordo) che vale un bell' 8 pieno in pagella.

Nella seconda parte del film si vede tutta la mano di Satoshi kon e da una sceneggiatura non eccelsa, tira fuori il massimo, e innesta il film in quella che sarà la sua poetica, ovvero l'indagine tra illusione(sogni) e realtà.C'è un bel pò di inesperienza anche, tanto che non si comprende più quali parti sono il sogno e quali la realtà.

Comunque questo film è stato fonte di ispirazione per il film Cigno nero di Darren Arnofrosky, che anche se ha negato, purtroppo per lui, non è credibile, visto che detiene i diritti per la distribuzione del film negli USA...il film di Darren è più quadrato a mio avviso (è il quinto film, contro il primo di kon), che rientra alla perfezione nella sua poetica di trascendenza tra mente e corpo.

Peccato che di Perfect Blue non esista un edizione in DVD anche da noi...insieme a Millennium Actress è il film che vorrei di Kon.

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