mercoledì 11 maggio 2011

Recensione: Ghost in the Shell - S.A.C. 2nd GIG

GHOST IN THE SHELL: S.A.C. 2ND GIG
Titolo originale: Kōkaku Kidotai - S.A.C. 2nd GIG
Regia: Kenji Kamiyama
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Masamune Shirow)
Sceneggiatura: Mamoru Oshii (idea), Kenji Kamiyama
Character Design: Makoto Shimomura (originale), Takayuki Goto, Tetsuya Nishio
Mechanical Design: Kenji Teraoka, Shinobu Tsuneki
Musiche: Yoko Kanno
Studio: Production I.G
Formato: serie televisiva di 26 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 2004 - 2005
Disponibilità: edizione italiana in dvd & blu-ray a cura di Dynit


Gli Undici Undividuali sono un'organizzazione terroristica in lotta per i diritti dei rifugiati politici della Terza Guerra Mondiale, dopo la quale si sono stabiliti a migliaia nell'isola giapponese di Dejima. Il loro atto di ribellione più estremo, che si concretizza in un suicidio pubblico dei loro massimi rappresentanti in diretta nazionale, è il preludio alla guerra vera e propria: tra i cadaveri non c'è quello del leader Hideo Kuze che, per qualche ragione, si salva per prendere poi contatto con i rifiugiati per istruirli alla ribellione armata contro il governo nipponico. La squadra 9, alleata con l'iperscrutabile Gohda Kazundo, capo del Servizio Informazioni, inizia a indagare sul passato di Hideo...

Contro tutti i pronostici, dati dalla difficoltà di eguagliare un lavoro così riuscito come Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, l'anno dopo Kenji Kamiyama e Production I.G riescono miracolosamente non solo a ripersi, ma andare addirittura oltre. Trovando nella seconda stagione, 2nd GIG, non solo un capolavoro del cyberpunk, ma anche la più felice incarnazione originale del Ghost in the Shell animato. Un seguito che rispetta alla perfezione la struttura narrativa della prima serie, con undici puntate nuovamente stand-alone (sempre basate sulla lotta quotidiana della Sezione 9 con il crimine, occasione per centrare l'attenzione sulle vicende personali di singoli elementi della squadra), undici sulla nuova indagine portante degli Undici Individuali e quattro su un terzo caso che si lega eventualmente con quest'ultimo.

Quello che maggiormente differenzia 2nd GIG dal predecessore, a parte gli ovvi miglioramenti grafici e tecnici, è la maggiore linearità della trama. Invece di riproporre un cervellotico giallo dalle venature thriller, la nuova storia orchestrata da Kamiyama (su spunto del suo maestro Oshii, come in Blood: The Last Vampire) si basa molto più della prima su azione e avventura, seppur non rinunciando a un pizzico di spy story (le vere menti dietro le azioni di Kuze). Sempre indagini e complotti politici, ma più che ragionare la Sezione 9 questa volta scende in prima linea a combattere, partecipando spesso a emozionanti operazioni di anti-terrorismo. L'occasione per esprimere con ancora più intensità il cameratismo che lega il gruppo di eroi protagonisti (affiancati per l'occasione da alcune new entry), ma anche per parlare del primo intermezzo sentimentale dell'amatissima eroina Motoko Kusanagi.


Chiaro che, visto il gran numero di azione, qualche fan della prima serie potrebbe storcere il naso pensando all'eleganza dell'elaborato intreccio precedente, ma 2nd GIG, lineare o meno, tiene incollati allo schermo grazie alla sua storia di prim'ordine, avvincente e carismatica. E ha un cast ancor più memorabile: facile lodare la caratterizzazione degli ormai conosciuti, amati eroi della Sezione 9, nuovamente umanizzati da puntate introspettive, ma in questa nuova storia rubano quasi loro il posto alleati e villain, con un ambiguo, inquietante Gohda che fino quasi alla fine non si riesce a capire cosa si nasconde dietro il suo sorriso deforme, e un Kuze irresitibile nel ruolo di antieroe romantico e idealista. Sopratutto, si apprezza come anche questa volta, pur con un soggetto più semplicistico, la maestria di Kamiyama nello sceneggiare non venga mai meno, bravissimo ancora una volta a sfruttare il mondo iper-futuristico di Shirow per adeguarlo alla sua storia: anche in quest'occasione ogni risvolto di trama, anche quello apparentemente più assurdo (il modo in cui Kuzue raccoglie i soldi per acquistare ingenti quantità di plutonio, o il suo piano definitivo per la "rivoluzione"), segue una sua logica inattaccabile nel contesto fantascientifico del mondo di Ghost in the Shell, in questo scenario di globalizzazione estrema dove è del tutto normale che un leader comunica con i suoi uomini scrivendo i suoi piani in una "lavagna" virtuale del suo Ghost accessibile a chi può accedere nel cyberspazio.

Cura tecnica Production I.G ai soliti standard con una qualità estrema delle animazioni, effetti sonori di spari e esplosioni probabilmente registrati dal vivo (ci si ritrova a saltare dalla sedia in più di un'occasione) e fondali di estremo realismo. Inutile ripetere le stesse cose dette sulla prima stagione, semplicemente dal punto di vista visivo e animato 2nd GIG è perfetto. Se si vuole parlare di innovazioni si deve porre l'accento sul chara design rinnovato, a opera di due nuovi artisti che hanno saputo renderlo più adulto e maturo, e della nuova colonna sonora di Yoko Kanno, che abbandonate sonorità elettroniche privilegia adesso flauti, tamburi e progressioni jazz per valorizzare la potenza evocativa delle immagini, sfornando una soundtrack degna di un Hans Zimmer che non smette di dare i brividi nell'accompagnamento delle scene più drammatiche. Da citare anche le numerose e bellissime canzoni da lei musicate ma cantate in diverse lingue da cantanti d'oltreoceano, tra cui una in italiano (l'insert song I Can't Be Cool a cui presta la voce la nostra Ilaria Graziano) e una addirittura in cirillico, la strepitosa opening Rise cantata da Origa. Non c'è altro da dire: 2nd GIG è una visione che NESSUN amante della fantascienza e di Shirow può lasciarsi scappare, sopratutto da quando è arrivato in un'ottima edizione da parte di Dynit, nuovamente con doppiaggio e adattamento superbi.

Rispetto a The Laughing Man, l'OVA riassuntivo Individual Eleven rappresenta una valida alternativa alla controparte televisiva. Il felice risultato deriva certamente dalla maggior linearità dell'intreccio di 2nd GIG, privo delle elucubrazioni cervellotiche del passato e maggiormente spostato sull'azione. In esso nulla sembra fuori posto, lo sviluppo della trama è solido e i personaggi rimangono carismatici. Forse qualche segmento è realizzato con troppa fretta ma mai, neanche per un minuto, ci si ritrova con lo smarrimento della sintesi precedente. E sono aggiunte di un certo interesse nuovi dialoghi, mini sequenze inedite e un deciso approfondimento della love story portante.

Voto: 9 su 10

PREQUEL
Ghost in the Shell: Stand Alone Complex (2002-2003; tv)
Ghost in the Shell Stand Alone Complex: The Laughing Man (2005; ova)

SEQUEL
Ghost in the Shell S.A.C. 2nd GIG: Individual Eleven (2006; ova) 
Ghost in the Shell Stand Alone Complex: Solid State Society (2006; special tv)

9 commenti:

El Barto ha detto...

Va detto che un po' di merito va anche dato a Mamoru Oshii, che è praticamente co-autore della storia e ha assistito Kamiyama nela realizzazione del background della vicenda degli Undici Individuali.

Per il resto non posso che condividere ogni singola parola e aggiungere che, solo con tre episodi autoconclusivi (la trasferta berlinese, chiaramente ispirata ad un famoso film di Wim Wenders, e nonostante questo, bellissima; il primo incontro fra Motoko e Kuze; e quello con Saito), che da soli valgono un'intera serie, l'anime raggiunge il suo massimo obiettivo, ovvero superare e forse anche doppiare, sfruttandone gli stessi meccanismi narrativi, le serie poliziesche / procedural / drammatiche americane a carattere episodico da cui lo stesso Kamiyama ha detto più volte di essersi ispirato.

[Angolo del cagacazzi] Mi parlate delle canzoni e non mi citate "I Do"? Non va bene, no no no. E "Rise" (trall'altro colonna sonora di una strepitosa opening animation diretta da Tetsuya Nishio) è di Origa, non Olga.

www.animefan.it ha detto...

Sceneggiatura sublime, fluida, complessa, ma allo stesso tempo ordinata. Io però preferisco il GITS di Oshii...

Comunque un capolavoro !

Jacopo Mistè ha detto...

@El Barto: Da dove viene quest'info sull'Oshii che ha curato insieme a Kamiyama il soggetto? E la cosa vale anche per la prima serie e SSS? Se sì integro immediatamente :)

Corretto Origa, gli altri brani semplicemente non avevo spazio per parlarne, ho citato il primo che m'è venuto in mente XD Oppure la canzone che dici tu forse neanche appare nel film che ho preso come riferimento per la rece.

@Animefan: io preferisco di gran lunga i Gits di Kamiyama. E non perchè non apprezzi Oshii, ma semplicemente perchè le suoi sono trasposizioni carta carbone (o quasi) di Shirow (escluso Innocence, che comunque prende spunto da un suo capitolo del manga), mentre i SAC sono completamente scritti per l'occasione. :)

El Barto ha detto...

Scusate il ritardo :P Non ho avuto tempo per mettere mano all'intervista di Kamiyama in questione.

Sostanzialmente, è di Oshii l'idea di incentrare la trama della seconda serie sulla vicenda dei profughi. Era rimasto colpito da uno degli episodi della prima serie (quello dove Aramaki va in cerca di suo fratello proprio nella zona dove vivono i rifugiati) e aveva confessato a Kamiyama di voler scrivere una storia incentrata su quest'argomento. Sua è anche l'idea di sviluppare un conflitto con un nemico che tenesse sotto pressione e facesse uscire allo scoperto la Sezione 9, conflitto che poi Kamiyama avrebbe individuato negli Undici Individuali ;)

A quanto ne so, Oshii invece non ha niente a che fare con la prima serie e SSS. So però che Shirow diede una mano a Kamiyama per la prima serie, mi pare di ricordare nella creazione dell'Uomo che ride, comunque il suo contributo si limitò a questo, non mise mai mano attivamente al soggetto o alla sceneggiatura.

Jacopo Mistè ha detto...

Se dici così allora sì che Shirow ha dato il contributo al soggetto, se davvero l'idea della vicenda dell'Uomo che Ride è sua.
Non ne trovo traccia su anime news, ma mi fido della parola tua e di wikipedia XD

Sulla seconda stagione invece sì che ho trovato traccia di Oshii (sempre su anime news), non me ne ero accorto, grazie per l'info, come vedi ho aggiunto :)

E oggi primo ep di Utena :)

Jacopo Mistè ha detto...

PS Ho realizzato la pagina dei nomi importanti a tua immagine e somiglianza, cerca di affezionartici perché non andrà cambiata mai più XD

El Barto ha detto...

La mia fonte comunque era l'intervista a Kamiyama contenuta nei DVD italiani. Se ce la faccio vedo di controllare anche quelli della prima serie per chiarire del tutto il ruolo di Shirow, sia mai abbia frainteso. :)

Ottima cosa Utena, ma vedetevelo a piccole dosi, mi raccomando. Io dovetti fare una maratona di una settimana e non riesco ancora oggi a capire come sia sopravvissuto °_°

Anonimo ha detto...

sia la prima che la seconda serie sono molto belle per fortuna che lo ho seguite in italiano, i fansub sarebbero stati incomprensibili , l'unico difetto sono i modelli 3d delle automobili
che sono orribili , non riesco a capire perche' fanno un 2d al computer decente e poi mi cascano sui modelli 3d delle auto fatti alla initial-d sembrano modelli pressi da giochi ps2

Cristian Maritano ha detto...

Concordo con quanto scritto, se devo dire la mia..il finale pare che si colleghi con l'inizio del manga, sarà per i coliegi in fiore chi lo sa...cmq per l'occassione dell'uscita del live-action americano la Dynit sta facendo uscire l'edizioni Blu-ray su Amazon. Un abbraccio..

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