lunedì 20 febbraio 2012

Recensione: Usagi Drop

USAGI DROP
Titolo originale: Usagi Drop
Regia: Kanta Kamei
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Yumi Unita)
Sceneggiatura: Taku Kishimoto
Character Design: Tasuku Yamashita
Musiche: Suguru Matsutani
Studio: Production I.G
Formato: serie televisiva di 11 episodi (durata ep.24 min. circa)
Anno di uscita: 2011

 
Al trentenne Daikichi il funerale del nonno riserva una sorpresa: scopre, insieme a tutta la famiglia, che pochi anni prima del decesso il parente ha avuto una figlia, Rin, da una sua donna delle pulizie, che l'ha poi abbandonata andandosene via. Intenerito dall'adorabile bambina di cinque anni e triste per il suo prossimo futuro in un orfanotrofio, in un impeto di generosità Daikichi decide di tenerla temporaneamente con sé, crescendola in attesa di scoprire chi è la sciagurata madre...

Mi è decisamente contrastante dover commentare Usagi Drop: serie animata deliziosa, commovente, di alto livello, ma che copre giusto la metà del josei omonimo della Yumi Unita, fumetto (in Italia per GP Publishing) il cui prosieguo sfocia in una conclusione terribile. Di quelle, sulla falsariga di After Story, così orripilanti da distruggere intermanente la storia, anche se per la metà di rara delicatezza. Production I.G porta in televisione i primi quattro volumi, quelli con Rin ancora bambina, seguendoli con scrupolo e fedeltà assoluta. Una copia carbone di un primo atto sublime, e il risultato è ovviamente tale a sua volta: un'opera di delizioso realismo, slice of life di quelli che toccano il cuore, di quelli che rinunciano al buonismo inverosimile di Aria the Animation e alla drammaticità esasperata di After Story per raccontare di reali spaccati di vita quotidiana, di persone che affrontano problemi di tutti i giorni sorridendo e sostenendosi a vicenda, alle prese con orari di lavoro tardivi, ricerca di una scuola materna, shopping, malattie etc.

Una storia, Usagi Drop, che porta lo spettatore ad innamorarsi istantaneamente, fin dal primo episodio, a Daikichi e alla piccola Rin: lui indaffarato col lavoro ma pronto a passare con lei ogni minuto del suo tempo libero, lei infantile ma sempre più affezionata a lui mano a mano che nota i sacrifici che fa per lei. Cast semplicemente magnifico esaltato da un approccio realistico a dialoghi, reazioni psicologiche e comportamenti, che li umanizzano come pochissimi slice of life riescono davvero a fare, senza tormentoni o caratterizzazioni estremizzate. Umanizzazioni che colgono anche i personaggi secondari come il piccolo Kouki, l'introverso e tenero amichetto di Rin, la sua bella madre single che fa battere il cuore a Daikichi (l'elemento romantico della storia), la famiglia e i colleghi di lavoro di quest'ultimo. Personalità semplici ma così umane e definite da bucare lo schermo, portando presto a sentire anche loro come di famiglia, empatizzando nelle loro storie che ricalcano quelle di qualsiasi persona comune dietro a matrimoni falliti, attese di maternità e difficoltà nel gestire la vita familiare.


Un inno all'amore paterno, agli affetti e alla vita, la cui grande espressività va ricondotta non solo al lavoro di sceneggiatura ma anche al delicato aspetto visivo, con tinte ad acquerello che illustrano un design, fedele a quello dell'autrice originale, di una semplicità quasi infantile, così fresco e personale da rifuggire alla moderna omologazione grafica. Ottime anche le animazioni (da Production I.G è difficile aspettarsi di meno) e le avvolgenti musiche, primizie che sottolineano con enfasi i momenti salienti del commovente rapporto tra Daikichi e Rin. Un peccato, ma davvero, che Production I.G non ha il coraggio di inventarsi una personale conclusione da dare all'opera - una delle rarissime volte che chi scrive potrebbe tollerarlo -, lasciandola aperta e mandando quindi all'aria la coinvolgente storia d'amore portante tra Daikichi e la madre di Kouki. Spunti non ne mancherebbero, ci vorrebbe così poco a rendere l'Usagi Drop televisivo del tutto superiore a quello cartaceo. Non è possibile pensare, infatti, che quest'ultimo è ridicolarizzato, nella seconda parte, da una visione del mondo dell'autrice assolutamente inaccettabile e disgustosa, dove tutte le aspettative precedenti sono deluse e si arriva a celebrare anche una storia d'amore morbosa e inconcepibile. Un'assoluta idiozia che, tenendo conto di quello che si legge e vede qui, fa inquadrare il rapporto tra Daikichi e Rin molto meno "naturale" di quello che è.

Impossibile comunque stroncare una serie validissima, a tratti meravigliosa come l'Usagi Drop televisivo, paragonandola all'altra porzione di trama esistente solo in fumetto, per questo ne consiglio comunque caldamente la visione e invito semplicemente a predisporsi all'idea che il manga non esiste proprio e che il finale, pur senza "sbocchi", sia comunque apprezzabile in ambito di vita quotidiana, del "non sapere cosa accadrà domani". La rabbia, però, il disgusto per personaggi favolosi che poi si sputtanano indelebilmente nella storia originale rimane ed è incancellabile.

Voto: 8 su 10

9 commenti:

Acalia ha detto...

Anche di questa serie ne avevo parlato qualche tempo fa e devo dire che concordo al 100% con la tua recensione.

Il finale è lasciato effettivamente un po' aperto ma è sicuramente meglio di quello del manga (a pensarci mi vengono i brividi). Non capisco come mai l'autrice abbia virato la trama in quel modo assolutamente fuori dal mondo, dopo aver impostato tutta la prima parte sui rapporti padre/figlia XD

Jacopo Mistè ha detto...

Io invece i disegni del manga li trovo originalissimi e molto espressivi, deliziosi nel loro scombinare le regole del modo di disegnare moderno. :)

Dopo aver visto l'anime mi pregustavo avidamente l'acquisto del manga, salvo poi leggerlo via scans e maledire quell'autrice del cxxxo.

È inaccettabile far prendere quella piega alla storia. Non si può, non si può rovinare tutto il capolavoro precedente con questa morbosità che solo le autrici giapponesi hanno (lei e le CLAMP possono andare a...)

E ingiurie, davvero, a Production I.G per non essersi inventato un finale diverso. Penso che se alla fine avessero fatto mettere Daichiki insieme alla vedova avremmo più o meno tutti urlato al capolavoro, così è solo un coito interrotto e disintegrato dai sviluppi successivi del fumetto. Sigh!

Jacopo Mistè ha detto...

Mi rendo conto che sono stato un po' pesante, però davvero non immagini con quanto gusto vorrei avere il manga di Usagi Drop in mano solo per buttarlo fuori dalla finestra. Una delle più grandi porcate ever imho (insieme a Clannad After Story per lo stesso motivo).

OMEGA_BAHAMUT ha detto...

L'anime devo dire che veramente molto bello (più o meno avevo dato anche io valutazioni simili al tempo)sotto parecchi aspetti... peccato appunto per la conclusione del manga e la volontà da parte degli autori della serie animata di non osare con un finale proprio...

...tanto dubito che vedremo mai un finale, perchè da quanto ho visto le vendire dei dvd non sono andate benissimo, quindi credo rimarrà un'opera monca.

Giuseppe Gargano ha detto...

Mentre cercavo recensioni riguardo all'anime, mi sono per errore imbattuto nel riassunto del finale del manga ed in effetti sono rimasto un po' deluso, però il finale dell’anime credo vada bene così: proseguire con la storia dell’adolescenza di Rin avrebbe rovinato molte cose, penso. Io avrei però aggiunto qualche puntata, magari per approfondire il personaggio della madre di Rin e del suo vero rapporto col nonno di Daikichi: avere una bambina a 79 anni è una cosa non impossibile, ma piuttosto improbabile, soprattutto con una donna come la madre di Rin. Per dirla tutta: farsi mettere incinta da un vecchio è un trucchetto per fregargli le proprietà e fare la bella vita dopo che è morto, mentre la madre di Rin, per quanto irresponsabile, si ammazza di lavoro. Questo mi ha fatto pensare che il nonno di Daikichi si sia solo preso cura della bambina ma non fosse il suo vero padre. Nel manga la cosa sembra chiara, da quel poco che ho letto, mentre nell’anime non sembra nemmeno sottintesa. O non sono stato attento? Inoltre, l'assenza di una nonna fa capire che Rin sia nata quando ormai il vecchio Kaga era vedovo: di questi tempi non è così scandaloso come la traduzione italiana fa appaire, definendo Rin "figlia illegittima".

Luca La Monica ha detto...

Ho appena finito di leggere il manga e mi ha completamente distrutto tutto.
Gli ultimi capitoli li ho saltati a piè pari sperando in una svolta decente alla fine che invece non c'è stata, non solo è un finale orrendo ma anche super mega iper forzato, il personaggio del padre si rincoglionisce totalmente e perde tutto il carisma che aveva guadagnato all'inizio!
Davvero un peccato per un opera che era già entrata a pieno titolo nel mio cuore e scavato profondamente nella mia mente.

Jacopo Mistè ha detto...

Cosa mi hai fatto ricordare, quel manga immondo... :(
A memoria, uno dei 2/3 finali peggiori io abbia mai letto/visto, di quelli che ti fanno rivalutare in negativo l'intera storia, per quanto fosse bellissima fino a poco prima. Per curiosità, le altre due opere sarebbero King of Thorn (manga) e Clannad After Story (anime).

benito carrara ha detto...

scusate io ho seguito solo l anime,il manga non lo trovo,dove potrei trovare un riassunto,che mi indichi cose tipo "se daikichi si mette con la madre di koki?" oppure "che fine fa la madre di rin?" e "che rapporto si crea tra rin e koki?"...grazie!!!

Jacopo Mistè ha detto...

Ehm... io, come chiunque altro critica ferocemente il manga di Usagi Drop, lo detestiamo perché ce lo siamo in letto in scan inglesi, proprio perché non potevamo aspettare che arrivasse in Italia per sapere come finiva la storia.

Fortuna che l'ho fatto, visto che il finale è quello che è.

Se mi dai il consenso, ti scrivo qui tra i commenti le risposte che cerchi.

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