lunedì 28 marzo 2011

Recensione: High School of the Dead

HIGH SCHOOL OF THE DEAD
Titolo originale: Gakuen Mokushiroku
Regia: Tetsuro Araki
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Daisuke Sato & Shouji Sato)
Sceneggiatura: Yousuke Kuroda, Tatsuya Takahashi
Musiche: Takafumi Wada
Studio: Mad House
Formato: serie televisiva di 12 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 2010
Disponibilità: edizione italiana in dvd a cura di Yamato Video

In una tranquilla giornata primaverile scoppia la fine del mondo: una misteriosa epidemia trasforma gli uomini in cannibaleschi zombi, che iniziano così a sbranare e contagiare gli esseri umani portando a una diffusione rapidissima del morbo. In poco tempo l'intero mondo si trova a fronteggiare la tremenda minaccia: assistiamo alle avventure di Takashi Komuro, studente delle superiori che, insieme ad altre quattro ragazze salvate nella sua scuola, inziai una lunga, disperata fuga per raggiungere i suoi familiari...

Difficile commentare un anime come High School of the Dead, uscito l'anno scorso e subito assurto a capolavoro nel genere, senza fare diverse considerazioni. Basato sull'omonimo manga di Daisuke e Shoji Sato (pubblicato in Italia in modo vergognoso da Panini) High School è, essenzialmente, la celebrazione nippofila degli zombie-movie americani, splatterone che richiama e omaggia, già dal titolo, l'esalogia cinematografica grandguignolesca di Romero. Compendio di scene splatter (pur non indugiando nel gore) e divertenti dialoghi da b-movie, ma sopratutto di orde di morti viventi, tette ballonzolanti e audaci strizzatine ecchi à la Ikkitousen.

Spiegarne l'assoluto successo è semplice: High School rappresenta lo stato supremo della nobile arte del fanservice. Nessuna trama di sottofondo, nessuna caratterizzazione forte dei personaggi, puntate generalmente identiche l'una all'altra (il gruppo continua a fuggire massacrando orde di famelici zombi e Takashi, sporadicamente, finisce con l'isolarsi insieme a una delle bellezze mozzafiato del gruppo scoprendo che se la farebbe volentieri); il senso del tutto si riconduce alle stragi di zombi, ai generosi fiotti di sangue che schizzano dal primo all'ultimo episodio, alla morte di un gran numero di macchiette insopportabili, alla sfacciata bellezza delle quattro ragazze che sembrano fotomodelle e, soprattutto, alle loro grazie generosamente sbandierate in ogni dove e quando, in questo Giappone alternativo dove ogni studentessa delle superiori porta la quinta o sesta (evidente retaggio dei trascorsi nel fumetto erotico del disegnatore originale Shouji Sato).


Divertirci è compito di Mad House, che con il solito alto budget realizza una confezione tecnica/visiva sopraffina data da un chara super sexy, fedele all'eccitante tratto originale, strepitose animazioni e un'adrenalinica regia action di un ritrovato Tetsuro "Death Note" Araki. A impreziosire il tutto, l'affascinante gusto estetico in location depressive e apocalittiche (con l'uso intenso di ombreggiature e filtri violacei) e ben dodici ending, tutte cantate dallo stesso Maon Kurosaki e volte ad abbracciare ogni forma di heavy/alternative rock. E così, tra ogni genere di armi utilizzate per squartare zombi (shotgun, fucili da cecchino.... anche gli omaggi alla saga videoludica di Resident Evil si sprecano), civili allegramente sgranocchiati, ragazze talmente hot da far tremare la sedia e tette che si muovono in bullet time (per far passare in mezzo loro le pallottole, impara Matrix!), High School of the Dead si ritaglia un posto nell'Olimpo delle più geniali serie spiccatamente fanservice di ogni era. Purtroppo questo non basta a garantirgli l'impunità da ogni critica.

Il problema non è che High School si deve prendere solo come divertito omaggio al genere e quindi sorvolare sull'esilità della trama; è che, pur breve, questa serie sembra essere addirittura troppo lunga per quel che offre. Nonostante il ritmo, nonostante le tette, nonostante lo splatter, tutti e tre fonti iniziali di grande esaltazione, presto il gioco inizia a mostrare la corda. Dopo già, diciamo, i primi tre episodi, si inizia timidamente a sperare in qualche minimo risvolto di trama che spezzetti la ripetitività dell'azione. Purtroppo nessun risvolto coglie la trama che, linearmente (e seguendo abbastanza fedelmente i primi 4 volumi del manga), continua a trascinarsi mostrando sempre le stesse cose: cambieranno le ambientazioni, aumenterà il body count, avverrà qualche raro momento di critica sociale, marchio del genere (le immancabili riflessioni sul dover diventare cinici ed egoisti per sopravvivere in situazioni di estremo pericolo), ma la minestra è sempre la stessa. Sempre e solo azione fine a se stessa.


Vero che questo è anche il succo di un zombie-movie qualsiasi, ma penso che anche Dawn of the Dead, con una durata di 300 minuti, finirebbe con lo stancarci. Decisamente preferibile il fumetto: più spigliato, veloce, meno noioso nell'enfatizzare in ogni momento le curve del cast di modelle. Inutile comunque fare troppo le pulci a una serie di puro cazzeggio come questa: c'è brio ed è pieno di pupe semi-nude, per molti può bastare. Dedicato sopratutto agli amanti dell'horror seriale e senza pretese alla Friday the 13th.

Voto: 6,5 su 10

SEQUEL
High School of the Dead: Drifters of the Dead (2011; ova)

7 commenti:

魔法少女 ha detto...

Finalmente una recensione come si deve su quest'anime che, personalmente, ho concluso a gran fatica.
Non ne posso più di leggere di gente che parla di HSOD come fosse un capolavoro quando è sotto gli occhi di qualunque spettatore dotato di senno che si tratta di un Anime nella media (anche esagerando un po'). Se non potesse vantare una realizzazione tecnica così efficace, High School Of The Dead andrebbe tranquillamente considerato semplice spazzatura, a mio avviso.
Povera me, che cercavo un horror e mi sono trovata un'americanata pseudo hentai :D
Peraltro non vedrei una roba simile neppure se fossi in cerca di fanservice o di un po' di ecchi, perché HSOD è di un volgare pauroso. A questo punto, tanto vale vedere direttamente un'hentai, tant'è che gli zombie in HSOD, più che voler mangiare le nostre care e innocenti fanciulline procaci, sembrano volerle struprare allegramente.
Hai decisamente fatto bene a citare le radici dell'autore, perché è impossibile non notarle guardando quest'inutilità d'anime X°D
Ah, ancora complimenti per la recensione!

Jacopo Mistè ha detto...

Sì, la volgarità delle situazioni ecchi è assurda :D Però boh, a me sotto questo aspetto piace. Diciamocelo, ha un senso proprio per gli amanti di questo genere. Anche come horror cazzone non sarebbe male, se solo fosse un pochino più vario nelle situazioni: sviluppato com'è parte a razzo ma poi sa solo riciclarsi all'infinito.

Grazie per i complimenti e benvenuta ;)

魔法少女 ha detto...

Eh sì, in effetti ha un senso, da quel punto di vista...
Ma se avesse utilizzato più saggiamente la parte ecchi condendola con elementi narrativi più incisivi il risultato sarebbe stato diverso, e magari anche io avrei apprezzato di più pure le inquadrature pseudo pornografiche X°D
Poi io sono una grande amante del modo di narrare e del tipo di trame alla giapponese, quindi questi lavori così "americanizzati" mi lasciano molto con l'amaro in bocca ._.
Grazie per il benvenuto, continuerò a seguire :D

OMEGA_BAHAMUT ha detto...

Come affermai al tempo nella mia recensione, HOTD è un anime senz'altro molto particolare, le cui caratteristiche sono forse più di tutto perfettamente espresse in quel voto sostanzialmente neutro (sebbene a me sia piaciuta come opera, tanto da dargli 8)... insomma, così come tutti gli esponenti del filone a cui appartiene, HOTD si presta all'apprezzamento così come al voto negativo con estrema semplicità, in virtù di una storia lineare ed uno scenario tutto sommato ripetitivo.

Non condivido invece l'analisi dei personaggi. Intendiamoci, non che in questo caso ci troviamo davanti a delle icone carismatiche o chissà che altro, ma per una volta la semplicità funziona ottimamente nell'originare il giusto mix, capace di scatenare le simpatie dello spettatore...

Jacopo Mistè ha detto...

Mah, da uomo io apprezzo molto il carisma delle tette di Saeko, ma dovessi apprezzare le personalità del cast... sono tutto stereotipi assoluti, bambole gonfiabili uscite da un porno che si sono viste in migliaia di film, manga e anime. Di HOTD apprezzo il fanservice, ma fino al punto in cui non se ne può più ;)

Simone Corà ha detto...

Mi trovo stranamente a concordare col Mistè: per quanto HSOD sia un bello spettacolo (ottimo comparto tecnico, regia spettacolare), dal punto di vista dei contenuti è pari a zero, e ahimè le porno protagoniste stancano dopo il primo episodio.

Però la sequenza della pallottola che passa tra gambe e tette è clamorosamente culto.

Cristian Maritano ha detto...

"Purtroppo questo non basta a garantirgli l'impunità da ogni critica." eh beh ci credo. La primavera dei morti viventi, incipit stile L'alba dei morti viventi ma con zombie alla Romero. Con tette in stile Venerdi 13, ma stile Julianna Guill quindi non si scherza.

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