venerdì 4 novembre 2011

Recensione: Mazinkaiser SKL

MAZINKAISER SKL
Titolo originale: Majinkaiza SKL
Regia: Jun Kawagoe
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Go Nagai & Kazumi Oshi)
Sceneggiatura: Tadashi Hayakawa
Character Design: Takeshi Ito
Mechanical Design: Munetaka Abe, Toshiyuki Horii, Hiroshi Ogawa
Musiche: Yoshichika Kuriyama, Shiho Terada, Atsushi Yokozeki
Studio: Actas
Formato: serie OVA di 3 episodi (durata ep. 26 min. circa)
Anni di uscita: 2010 - 2011
Disponibilità: edizione italiana in dvd & blu-ray a cura di Yamato Video

 
In Machine Island, gigantesca isola-prigione tagliata fuori dal mondo da una barriera gravitazionale, si combattono per il suo predominio gli eserciti robotici dei regni di Octagon, Galan e Kiba. Il governo mondiale, preoccupato che il conflitto possa distruggere la barriera che a sua volta distruggerebbe il mondo (?), invia a sedare il conflitto la Skull Force e il potente Mazinkaiser SKL, che distruggerà tutti.

Azione, azione e ancora azione: se all'annuncio di Mazinkaiser SKL nel 2010,  guardando il curriculum del regista Kawagoe, è difficile immaginare qualcosa di diverso da un inno alle mazzate robotiche più ignoranti, bastano giusto i primi minuti di visione per trovare, nella nuova incarnazione del più potente dei Mazinger, basata sul secondo arco narrativo dell'omonimo manga di Kazumi Hoshi, non solo la conferma dei propri sospetti, ma qualcosa che va addirittura oltre: la più marcata estremizzazione action mai vista dei robottoni nagaiani. Un Go Nagai che, non fosse per i mecha che hanno fattezze dei colossi di metallo di Mazinger Z e il look di alcuni personaggi sembra provenire dalla serie madre, da Getter, Violence Jack e Shutendoji (le tre sorelle sacerdotesse di Octagon sono essenzialmente Sayaka, Michiru e Hikaru; la sensitiva Himiko è l'indovina Queen di Slum King, e non manca neanche il ritorno di Iron Kaiser), neanche lo si riconoscerebbe in questa baggianata dai personaggi orribili e dialoghi da serie Z. Nessuna personalità forte, nessun senso dello humor, zero analisi dell'animo umano e tratto di disegno moderno e fighettoso: Mazinkaiser SKL è proprio quello che sembra, una barzelletta per nulla autoriale basata unicamente su azione dinamica e incessante.

Non importa se il confuso background politico e tecnologico è risibile e il cast ha lo spessore della carta stagnola (del livello che i comprimari sono così vuoti e inutili che è come se non esistessero), quello che conta sono le mazzate e, sotto questo punto di vista, chi ha amato la follia grafica e la grande fisicità espressa dai mirabolanti combattimenti di Gurren Lagann trova qui lo stesso divertimento. Pur avendo come protagonista, infatti, il robottone Mazinkaiser (usandolo ovviamente in una timeline alternativa a quella degli OVA precedenti), lo sceneggiatore Tadashi Hayakawa sembra piuttosto pescare a piene mani, come atmosfere, dalla Getter Saga di Ken Ishikawa, da cui proviene il gusto generale per la violenza eccessiva e la vistosa idea dei due eroi, piloti psicopatici, che si esaltano facendo strage di avversari e prendendoli in giro con battutacce del livello di "qualcuno ha delle preferenze sul come morire? Se lo dite entro 5 secondi lo esaudisco".


Interessa poco se artisticamente il livello della produzione si abbassi sotto lo zero, chi guarda Mazinkaiser SKL lo fa per la violenza e i combattimenti e sotto questo punto di vista è impossibile rimanerne delusi: il sangue sprizza a volontà dai mecha (inverosimile? Who cares), le animazioni e la regia, di una dinamicità esasperata, sono da infarto; le esplosioni infinite e la colonna sonora, in linea con la potente opening (The Eternal Soldiers), è un susseguirsi di esaltanti bordate thrash metal. Sopratutto, ben pochi Breast Fire e Rust Hurricane: in questa nuova versione demoniaca del Mazinkaiser, dove il Pilder è un inquietante teschio e le fattezze del Mazinkaiser ricordano più un DevilMan che un Mazinger, le sole armi del robot sono uno spadone gigantesco (l'Ammazzadraghi, presa in prestito da Berserk) e un paio di avveniristici mitra uzi con cui affettare e disintegrare, con ogni colpo, centinaia di nemici. Ignoranza oltre ogni limite, ma veloce, potente, irresistibile. Ottimo, come prevedibile, il comparto tecnico: se la fluidità degli scontri e i sgargianti effetti speciali rappresentano il proverbiale caleidoscopio di colori, la CG disegna in modo perfetto paesaggi rocciosi, architetture da sogno e imponenti eserciti meccanici. Ci si domanda, divertiti da tanta idiozia, come siano riuscite tre fazioni, in totale autarchia, a costruire tutto questo (e con che mezzi monetari e produttivi, visto che si trovano in un'isola prigione chiusa al mondo esterno), ma è innegabile che le ambientazioni di questo cupo spaccato steampunk ammaliano più volte nel loro ricordare un bizzarro mondo fantasy, contribuendo al senso di epico.

Questa è un'opera che narrativamente meriterebbe solo l'oblio, ma è uno di quei rari lavori che offrono quello che devono al pubblico di riferimento. Inguardabile per chiunque cerchi qualcosa di narrativamente valido, Mazinkaiser SKL è una serie robotica fuori dal tempo, di quelle che sarebbe inconcepibile ipotizzare oggi in una qualsiasi serie tv, e che ci ricordano, aggiornandole ai canoni estetici odierni, com'erano ignoranti ma genuinamente spettacolari le serie Toei Animation dei tempi che furono. Chi cerca un Mazinga di qualità si rifaccia alla recente, grande serie televisiva di Imagawa, Mazinger Edition Z! The Impact; chi vuole rivivere il lato più impersonale ma ugualmente divertente di Go Nagai, invece, potrebbe apprezzarlo.


Nota a parte per l'edizione in dvd e blu-ray Yamato Video, che come sempre tiene fede alla leggendaria bassa qualità delle sue edizioni. Che bisogno c'è di incollare tutti e tre gli episodi a mò di film eliminando sigle e preview? Discreto quantomeno il doppiaggio.

Voto: 5 su 10

9 commenti:

ron70 ha detto...

Arriverei fino alla sufficenza.Trama elementare ma non mi ha annoiato ed è una versione decisamente alternativa data a Mazinger.Non rimarrà nella storia degli anime ma non è da buttare.

Gundamaniaco ha detto...

Concordo con Ron70.

Personalmente trovo molto più squisitamente "nagaiana" quest'opera piuttosto che Shin Mazinger, la quale è molto influenzata dalla regia e dalle decisioni di Imagawa.

Jacopo Mistè ha detto...

Io non sono d'accordo su Shin Mazinger perchè ok, la sceneggiatura intricatissima si vede che è di Imagawa, ma le atmosfere e i personaggi grotteschi sono fedelissimi a quelli nagaiani, addirittura le inquadrature riprendono le vignette del manga Mazinger Z (leggere per credere i 6 volumi pubblicati recentemente da d/visual).

In Mazinkaiser SKL ho difficoltà a trovare elementi nagaiani, manca del tutto la classica contrapposizione dio/demonio che è sempre stata un chiodo fisso dei Mazinger nagaiani, vedo in esso un semplice inno alle mazzate e all'azione sborona, decisamente più debitore a Gurren Lagann e alle sue rivoluzioni estetiche che altro.

Benvenuto :)

Gundamaniaco ha detto...

Ma anche le vecchie serie Toei/Nagai riprendono diverse situazioni dei manga di Nagai. Eppure il risultato finale di quelle serie tv si discosta un pò dai manga originali, e questo lo si deve più allo staff Toei che a Nagai.

Le citazioni e i personaggi di Shin Mazinger sono sì Nagaiani, ma si muovono in un universo palesemente appartenente ad Imagawa.
Io per "nagaiano" intendo un prodotto che sia "Pure Nagai 100", dal concept, all'ambientazione, ai personaggi, alle trovate, fino alla regia. Trovo che i classici OAV di Devilman per esempio si avvicinino molto di più a questo concetto, rispetto a Shin Mazinger.
Perdonami se non sono d'accordo con te ma Shin Mazinger secondo me subisce fin troppo l'influsso di Imagawa per poter essere classificato come Pure Nagai 100%.
Shin Mazinger è più di Imagawa che di Nagai.

Per me in SKL è invece evidente il discorso del dio/demone. Solo che è implicito. Questa volta è un concetto che fa parte delle fondamenta del robot protagonista, e non è una elucubrazione filosifica in cui si perde il protagonista, come avveniva nel vecchio Mazinga Z.

D'altronde lo stesso SKL è rappresentato come una sorta di demonio robotico, eppure nell'anime occupa pur sempre un ruolo di "giustiziere" in un certo senso.

Jacopo Mistè ha detto...

Le serie Toei degli anni 70 però sono affossate in un buonismo infantile e super eroistico che non appartiene a Nagai. Io con Nagai mi riferisco unicamente alla dimensione dei manga, è lì che ci ha messo il suo marchio, e i manga originali di Mazinger, Grande Mazinger e Goldrake sono tutti molto cupi e angosciosi. Per questo apprezzo molto l'opera di Imagawa, perchè rispetta totalmente quelle atmosfere, quei personaggi grotteschi e il chara design molto inquietante, rielaborando in una trama universale dove confluiscono quasi tutte le idee e le situazioni presenti in quei fumetti.

Non serve che mi chiedi scusa per confutarmi, si sta solo discutendo ;) Comunque sono d'accordo che in Shin Mazinger si avverta più Imagawa che Nagai, la cosa è indubbia. Però per me con tutte le citazioni e rielaborazioni che ha inserito di sicuro non fa vergognare il grande autore come invece hanno fatto altre trasposizioni (penso a un po' tutte le serie Toei, penso a Getter Re-Model, penso a Getter GO, alla serie tv di DevilMan etc.).

Su SKL non riesco a essere d'accordo, il Mazinkaiser mi sembra solo un mostro alla mercè di due psicopatici al comando. Non trovo alcun motivo per parteggiare con loro, vedo solo un'ostentazione di forza bruta e amore per la violenza che rendono il mecha un mostro votato al male (non importa che affrontano dei cattivi, lo sono anche loro). Punti di vista ;)

Gundamaniaco ha detto...

Non mi trovo del tutto d'accordo.

Ho portato l'esempio delle serie Toei proprio perchè hanno posto le proprie basi sui clichè Nagaiani, ma adottando alcune modifiche che le hanno rese appetibili per il grande pubblico e hanno contribuito in grande parte alla fama del loro autore.
Non dimentichiamo che a questa "trasformazione animata" partecipò e contribuì lo stesso Nagai, ancora agli inizi della propria carriera, espandendo in questo modo la "personalità" e il concept delle sue opere e dei suoi personaggi.
Esempio: i manga di Grendizer, Great Mazinger e Jeeg che sono assolutamente inferiori alle rispettive serie animate.
Però erano altri tempi, oggi le cose funzionano diversamente e dubito che Nagai sia coinvolto negli attuali anime Dynamic, ritengo più realista una sua semplice approvazione in corso d'opera.

Ma per il mio modo di vedere non basta una celebrazione che strizza l'occhio all'autore originale e ai suoi fans, per decretare un'opera come "appartenente" (nelle atmosfere e nei contenuti) all'autore originale.
Siamo fin troppo abituati in questi anni 2000 alle celebrazioni di opere classiche, le quali non fanno altro che far rimpiangere quei classici, sicuramente più spontanei, freschi e meno ruffiani delle loro controparti moderne e modernizzate.
Shin Mazinger è un pò come Lupin Green Vs. Red: una celebrazione ben fatta, ma che resta sempre e solo una celebrazione. Un prodotto "only for fans" e che non aggiunge nulla alla biografia dell'autore originale.
A mio avviso se Shin Mazinger fosse stato scritto totalmente da Nagai (magari una ventina di anni fa) l'avrei riconosciuto molto di più come una sua opera piuttosto che una celebrazione di un altro autore.
Lo stesso difetto lo si può riscontrare nei Gundam non Tominiani, per esempio.
Ma qua il discorso sarebbe più ampio e si andrebbe del tutto fuori argomento. :)

ron70 ha detto...

Senz'altro preferisco Shin mazinger( perchè mi ha costretto a ripetute visioni)che apprezzo perchè è sia fedele agli originali sia del tutto personale nella regia e nelle caratterizzazioni.Imagawa è troppo bravo per non dare una versione personale di qualunque personaggio su cui mette le mani,basta vedere quello che è riuscito a fare in soli 3 episodi di Last Day!Non credo abbia senso stabilire quale delle versioni sia più nagaiana dato che apprezzo soprattutto opere che si discostano dagli originali.

Jacopo Mistè ha detto...

Alla fine mi sembra comunque che, pareri univoci o no sulla "nagaianità" di Shin Mazinger, siamo tutti concordi che sia una bella serie. L'importante è questo :) Poi ognuno tirerà le sue conclusioni su quanto sia rappresentativa dell'universo di Go ;)

Cristian Maritano ha detto...

Da una parte posso anche darti ragione. Però questa versione mancava all'appello nelle produzioni riguardanti Mazinga (o Mazinkaiser), è un grand guignol di ignoranza e violenza degna di un film di Robert Rodriguez che poi si discosti dal classico e pprti problematiche con l'empatia è un fattore che mette in discussione molti fan. SKL va preso cosi, senza troppi giri di parole, può piacere o non piacere a seconda dei soggetti. Riguardo al mio parere almeno una sufficienza piena la dovrebbe metitare perché dai veder un approccio stile Dante di Devil May Cry per il Mazinkaiser è una goduria (trash e galvanizzante) che meritava una trasposizione almeno una volta.

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