giovedì 23 giugno 2011

Recensione: Ken il guerriero - La leggenda di Raoul

KEN IL GUERRIERO: LA LEGGENDA DI RAOUL
Titolo originale: Shin Kyuuseishu Densetsu Hokuto no Ken - Raoh-den Gekitō no Shō
Regia: Toshiki Hirano
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Buronson & Tetsuo Hara)
Sceneggiatura: Nobuhiko Horie, Yoshinobu Kamo, Katsuhiko Manabe
Character Design: Masaki Sato
Musiche: Yuki Kajiura
Studio: Tokyo Movie Shinsha
Formato: lungometraggio cinematografico (durata 89 min. circa)
Anno di uscita: 2007
Disponibilità: edizione italiana in DVD & Blu-ray a cura di Yamato Video


Morto Toki, Kenshiro è l'ultimo uomo rimasto sulla Terra a poter arginare le sconfinate ambizioni di suo fratello Raoul, ormai in procinto di ultimare la conquista del mondo con le sue armate e il dominio col terrore. Il tempo del loro scontro finale è prossimo: prima, però, bisogna raggiungere nella sua fortezza il sesto e ultimo condottiero di Nanto, Julia, la donna da entrambi amata in gioventù. I due corrono verso di lei, ma il cielo vuole che sia Kenshiro a legarsi alla donna. Per questo i Nanto Goshasei, i sacri guerrieri che la proteggono, tentano di rallentare l'avanzata di Raoul a costo della loro vita...

Con La leggenda di Raoul (titolo italiano nuovamente banale e bugiardo, dato che in realtà la corretta traduzione dovrebbe essere La leggenda di Raoul - Il capitolo dello scontro senza fine) si conclude nel 2007 il sontuoso retelling della prima, storica serie televisiva di Ken il guerriero (1983). Lo fa nelle fattezze di un secondo lungometraggio cinematografico adagiato sugli stessi alti e bassi del precedente La leggenda di Hokuto (2006), ma per fortuna ancora una volta emozioni e pathos, molto legati alla magnificente colonna sonora di Yuki Kajiura e alla resa spettacolare delle scene più epiche e solenni della storia, prevaricano su deficienze tecniche e registiche (intollerabili nel formato) e su una sintesi particolarmente affrettata degli avvenimenti di ben quattro del manga (i num. 13-16).

Chi scrive è cosciente che ridurre in poco meno di un'ora e mezza il compendio di così tante pagine (nell'anime classico, pur tra filler e riempitivi, si raggiungeva la quota di ben 27 episodi) è impresa vana senza un consistente e radicale numero di tagli, modifiche e accorgimenti vari, ma si domanda a questo punto se era davvero impossibile allungare ad almeno due ore la durata di girato, il minimo indispensabile insomma per mostrare Raoul combattere anche contro Hyui del Vento e soprattutto contro il memorabile e tragico Juza della Nuvola, il secondo fratello di Julia, una delle stelle più leggendarie e famose del pantheon di eroi di Ken il guerriero, forse troppo carismatico da gestire in così poco spazio ma che è criminoso aver rimosso in questo modo (contando anche il fatto che la sua morte è ridicolamente evocata nel film del 2008 La leggenda del vero salvatore). Tra le altre cose manca all'appello anche Tou, la figlia di Rihaku del Mare, pur apparsa ne La leggenda di Julia (2007), anche se sicuramente era ben più sacrificabile degli altri. Quantomeno l'arco narrativo, spogliato dallo spazio dedicato ad attori così importanti si riscopre molto più lineare che in origine, è trasposto dignitosamente e la vicenda ancora una volta si dimostra scorrevole e appassionante. La resa dei combattimenti principali, causa dei più intensi climax della storia, è perfetta: non perdono nulla della loro spettacolare epicità rivelando momenti di esaltazione tra i più memorabili.


In particolare modo, è davvero in questo film che Raoul (perché traslitterare in modo occidentale il suo nome originale Raoh? Era meglio lasciarlo così visto che in giapponese aveva un suo grande senso, significa "Grande" in quanto composto dagli ideogrammi Ra/Demone e Oh/Re1), il temibile Re di Hokuto, trova la sua più alta e mirabile caratterizzazione, esprimendo davvero quella figura tragicamente eroica è sempre stata. Dittatore psicolabile e sanguinario dal rigidissimo codice dell'onore, in cerca di una giustificazione morale alla sua sete di potere e che per questo si autoconvince della necessità di imporre ai suoi sudditi un regno di terrore pur di unificare il mondo e ricreare una società forte e unita, seduto su un trono solitario poiché può avere tutto quello che vuole a parte l'amore dell'unica donna che abbia mai amato, destinata al fratello Kenshiro che è al contempo il suo nemico mortale, è (come suggerisce anche Tetsuo Hara2) uno dei personaggi più carichi di tristezza dell'intera storia. Fanno il resto nell'accrescere il suo carisma la minacciosa stazza, il senso di incombente minaccia che emana e lo sguardo magnetico ereditato dal Rutger Hauer di Blade Runner (1982) sulle cui fattezze è plasmato3. Ruba la scena praticamente a tutti in un lungometraggio celebrativo che pone al centro dei riflettori il suo senso cavalleresco, il senso di impotenza per i suoi fallimenti tecnici e sentimentali rispetto al fratello Kenshiro, la rassegnazione di aver creato un impero che non ha futuro. È grande re combattuto Raoul, figura maledetta ma non del tutto malvagia, i cui umori ballerini lo portano spesso a porsi a metà tra il diavolo in Terra o un dittatore illuminato. La contraddizione tra le sue ambizioni personali di dominio e la volontà di migliorare il mondo sono l'aspetto più riuscito e interessante del suo carisma, che emerge pienamente in un film che celebra il suo fascino sinistro e romantico e che in Giappone, in contemporanea con l'uscita del film, ispira un vero e proprio funerale dal vivo, pubblico, in suo onore4, il secondo nella Storia dell'intrattenimento Made in Japan nei riguardi di un personaggio di fantasia (il primo era, come ricordiamo, uno degli attori principali di Joe del domani, noto ai più come Rocky Joe). Il personaggio di Reina, introdotto ne La leggenda di Hokuto e anche qui bene utilizzato (seppur con uno spazio relativo), serve a fornire un punto di vista esterno e distaccato ancora più intrigante al sovrano, colmando un altro celebre interrogativo che il manga si porta avanti da sempre (da dove salta fuori Ryu?).

Animazioni purtroppo in ribasso (e ce ne vuole!) rispetto alle produzioni precedenti costellano invece in negativo la pellicola, e i disegni, con sommo dispiacere, tornano ai mediocri livelli de La leggenda di Julia: se i primi piani sono generalmente dettagliati e spettacolari o quantomeno nell'ampio limite del buono (pur con le monoespressive espressioni facciali del povero Kenshiro), la restante parte di girato è disegnata con una cura discontinua tremenda, alternando grandiosità, sufficienza, approssimazione e disgusto in dosi accentuate (perché le ferite spariscono e riappaiono da una scena all'altra?), anche nei pochi, tremendi intermezzi in Computer Grafica. Tutto questo anche nella Director's Cut che pur corregge e migliora notevolmente i disegni della versione uscita nei cinema (in Italia la troviamo solo nella versione Blu-ray curata da Yamato Video, quella DVD per un loro errore ha solo quella cinematografica in cui i problemi sono ancora più marcati).


Si può, certo, criticare la grande velocità con cui sono liquidate tre delle Nanto Goshasei (nonostante dovessero essere cinque), lo scarso spessore psicologico di Fudo della Montagna (altro personaggio che su carta e nel vecchio anime trovava tutt'altra personalità) e la frettolosità di certi eventi che meritavano probabilmente più spazio (il primo incontro tra Kenshiro e Raoul), ma, coerentemente con la mia filosofia sul come è nel finale che emerge tutto lo spessore e la grandezza (o pochezza) di una storia, gli ultimi 25 minuti di film sono intoccabili, valgono da soli il prezzo del biglietto e l'acquisto del Blu-ray. Il ruggito da leone è affidato al combattimento finale, scontro che si riscopre semplicemente bellissimo grazie al sapiente uso di animazioni fisicissime, insert song commoventi e alla ritrovata colonna sonora di Yuki Kajiura, mai così a suo agio a cantare l'epica di pugni, calci e sprizzi di sangue con litanie così dolci e strazianti da donare lunghi brividi. L'ultima grande battaglia di Raoul e il suo commiato sono lirici come doverosamente devono essere e rappresentano una splendida chiusura di storia impossibile da dimenticare, specie per i fan di lunga data. È un climax soffocante che risolleva decisamente un film troppo veloce, che avrà i suoi difetti ma sa vivere di sporadici, indimenticabili momenti di ineguagliabile impatto emotivo (valorizzato ancora una volta, anche nell'edizione italiana, da un doppiaggio e un'interpretazione superbi), pienamente degno del leggendario franchise.

Voto: 7,5 su 10

PREQUEL
Ken il guerriero: Le origini del mito (2006-2007; TV)
Ken il guerriero (1984-1987; TV)
Ken: La leggenda di Raoul il dominatore del cielo (2008; TV)
Ken il guerriero: La leggenda di Hokuto (2006; film)
Ken il guerriero: La leggenda di Julia (2007; OVA)
Ken il guerriero: La leggenda di Toki (2008; OVA)

SEQUEL
Ken il guerriero: La leggenda del vero salvatore (2008; film)
Ken il guerriero 2 (1987-1988; TV)
Ken il guerriero: La Trilogia (2003-2004; serie OVA)


FONTI
1 Intervista a Nobuhiko Horie, Buronson e Tetsuo Hara riportato come extra nel "Making Of" presente nel DVD (solo quello a doppio disco) e Blu-ray di "Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto" (Yamato Video, 2008)
2 Come sopra
3 Blog di Tetsuo Hara (in giapponese), alla pagina http://www.haratetsuo.com/archives/11579
4 Video e fotografie della veglia funebre li troviamo come extra nel DVD/Blu-ray di "Ken il guerriero - La leggenda di Raoul" (Yamato Video, 2009)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

A 2 anni di distanza Yamato ci ha degnato dell' edizione Deluxe, in Blu-Ray, uscito il 12 luglio se non erro..

Jacopo Mistè ha detto...

Altro commento che m'ero perso -.-
Hai confermato che l'edizione blu ray è la Director's Cut? *_*

twinkle86 ha detto...

Così pare
http://www.comicsblog.it/post/11158/la-leggenda-di-raoul-in-blu-ray-e-finalmente-la-versione-che-i-fan-volevano

Jacopo Mistè ha detto...

Che culo, la Director's Cut proprio nell'edizione più costosa...
Detto questo grazie dell'info, ho aggiornato la rece ;)

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