lunedì 1 ottobre 2012

Recensione: Mobile Suit Gundam AGE

MOBILE SUIT GUNDAM AGE
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam AGE
Regia: Susumu Yamaguchi
Soggetto & sceneggiatura: Akihiro Hino
Character Design: Takuzo Nagano (originale), Michinori Chiba
Mechanical Design: Junya Ishigaki, Kanetake Ebikawa, Kenji Teraoka
Musiche: Kei Yoshikawa
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 49 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anno di trasmissione: 2011 - 2012


Advanced Generation, anno 101. Delle misteriose entità robotiche sconosciute, di grande potenza bellica, attaccano la Terra e devastano la colonia spaziale Angel, in degli atti sanguinosi che decretano l'inizio di una guerra secolare tra loro e la Federazione Terrestre. Quattordici anni dopo, il piccolo genio Flit Asuno, figlio di una coppia di scienziati morti su Angel, porta a termine le loro ricerche ultimando l'AGE System, dispositivo rivoluzionario che permette di guidare il potentissimo AGE-1 Gundam AGE-1 Normal da lui stesso costruito, l'ultima speranza dell'umanità, in grado di auto-evolversi e potenziarsi accumulando esperienza in combattimento. Con il Gundam, di cui è anche pilota, Flit si unisce ai federali entrando in guerra con gli Unknown, di cui scopre successivamente le motivazioni del loro volersi impossessare della Terra. Ha così inizio una saga generazionale che vedrà combattere contro di loro Flit, suo figlio Asemu e infine il nipote Kio.

Non c'è niente che funzioni in Mobile Suit Gundam AGE (2011), niente. Con tutta la mia buona volontà, e pur con tutto il rispetto per i suoi creatori che credevano parecchio in esso, mi è impossibile trovare un solo motivo per consigliare quella che, conclusasi nel 2012, sarà acclamata a furor di popolo, in Giappone e anche all'estero, come la peggiore serie televisiva gundamica mai prodotta da Sunrise, un obbrobrio che narrativamente eguaglia e supera in atrocità i fasti disgraziati di Mobile Suit Gundam Wing (1995) e, al contrario di questo, si rivela anche un devastante flop commerciale, di share (2.56% medio1), di vendita di modellini (mediocre2) e di DVD (briciole3), primati negativi che addirittura superano quelli già magri del dimenticato After War Gundam X (1996): il più eclatante disastro, insomma, per ora mai registrato dal brand. Questo è il risultato dell'aver affidato interamente, per la prima volta, trama e pianificazione della serie non ai membri dello studio Sunrise ma a esterni, nello specifico la software house Level 5, rappresentata dal suo amministratore delegato, Akihiro Hino, qui nelle vesti di creatore della storia e sceneggiatore principale. Level 5 è un nome che gli amanti del mondo dei J-RPG conoscono per alcuni dei più pregevoli prodotti del genere, videogiochi contraddistinti da una profonda giocabilità e solenni cornici grafiche, ma nel bene e nel male molto spesso accomunati da storie abbastanza essenziali (Dragon Quest - L'odissea del re maledetto, 2004, Jeanne D'Arc, 2006, Ni no Kuni - La minaccia della Strega Cinerea, 2010) o mal scritte (Rogue Galaxy, 2005), e sempre contraddistinti da personaggi mediocri o insignificanti. In Gundam AGE convergono impietosamente, secondo la Legge di Murphy e tutte le peggiori previsioni, le deficienze narrative B e C, annichilendo ogni spunto interessante che poteva dare il pur valido e interessante soggetto di fondo (i punti di vista di più generazioni di protagonisti sulla guerra, secondo la varie fasi della loro vita4), orgogliosamente sbandierato da Hino come unico nella Storia degli anime5. Peccato che, come si apprenderà dallo stesso sconsolato scrittore in un'intervista del 20126, a flop ormai avvenuto, lui non avesse alcuna dimestichezza col mondo del Mobile Suit bianco - non ci aveva mai lavorato e ha concepito la storia come una concatenazione di eventi stile videogioco (che avvenivano di punto in bianco senza necessarie spiegazioni) - e che lo staff sotto di lui ha cercato disperatamente e inutilmente di mettere pezze qua e là per dare sensatezza alla sua bislacca sceneggiatura. Che disastro.

È la fiera delle occasioni mancate, Gundam AGE, che si spera un giorno possa trovare un remake o una rielaborazione più consoni, un po' come il soggetto di Gundam Wing ripreso e migliorato in Mobile Suit Gundam 00 (2007). Parte da grandi premesse, con un nemico misterioso a cui nessuno sa dare, in quasi cento anni di guerra, un'identità e uno scopo, e l'accennata idea della saga familiare, ma è tutto vano poiché il progetto nasce in verità e in primis come nuovo, disperato tentativo di Bandai di fidelizzare nuove generazioni di spettatori a Gundam, e il suo target principale è, ancora una volta e come già tentato in passato, sempre fallendo (parlo ovviamente di Mobile Suit Gundam ZZ del 1986 e di Mobile Suit Victory Gundam del 1993), il pubblico dei giovanissimi, i bambini delle elementari7. Sono premesse già difficilissime di per loro, figuriamoci poi se il regista decide di fare pure un'opera che risulti godibile per gli adulti8, proponendo un indigeribile minestrone di idee nuove e vecchie come il cucco (tonnellate di cliché visti in milioni di titoli della saga, quindi piloti mascherati, amicizie e storie d'amore tra persone dall'altra parte della barricata che finiscono male, odissee della White Base di turno sotto il fuoco nemico, milioni di battaglie spaziali, patetici orfanelli simil-"piccoli fiammiferai" che soffrono e muoiono, giovani pacifiste rompicoglioni... yawn) mescolate malissimo, con un risultato che non piacerà minimamente ai primi - è documentato che spesso e volentieri quel 2.56% di share sarà riferito ai soli maggiorenni9 - e imbarazzerà per infantilismo e stupidaggini i secondi.

Hino è del tutto incapace di gestire personaggi, dialoghi e situazioni in una storia più intricata dello standard medio dei suoi videogiochi e ambiziosamente corale (oltre agli Asuno si tenta la strada di proporre storie di formazione anche dei numerosi comprimari): gli scappano spesso di mano col risultato che si creano così tante forzature, così tanti svarioni, che poi è costretto a ricorrere in quantità industriali a surreali plot device per mandare avanti una progressione di eventi sfilacciata e piena di contraddizioni. Terribili i personaggi: i tre eroi della vicenda sono bambolotti dal mononeurone che si lasciano andare alle iterazioni e alle azioni più ridicole dell'intera saga: quasi tutti idealisti, privi di sfumature, che predicano le loro idee assolute fino alla morte, senza tentare neanche lontanamente di adattarle alla realtà, tra imbecilli pacifisti che vanno in guerra senza che nessuno glielo chieda e pretendono di non uccidere nessuno, imbecilli guerrafondai che vogliono sterminare completamente il nemico sulla base di un singolo torto subito in passato, e imbecilli tout court che pensano di ridurre le vittime della guerra allungandola (?) e impedendo che finisca, per scongiurare una battaglia finale che porterebbe a un discreto body count. Neanche a parlarne di quelli femminili (le fidanzate e non solo), soprammobili di carne la cui unica funzione è figliare o morire dolorosamente per aumentare il dramma (e senza ripercussione alcuna sulla storia).


Non c'è nulla che si possa prendere eventualmente sul serio, in questo mondo immaginario in cui non esiste il rispetto per la gerarchia militare; in cui l'eroe in moto investe per sbaglio un altro personaggio in una strada desolata IN PIENO DESERTO; in cui un uomo che ha appena salvato la figlia rapita dai cattivi rimane ad affrontarli virilmente invece di fuggire con lei, rischiando senza motivo di renderla orfana; in cui un comandante ordina al figlio di combattere in prima linea, pur sapendo che questi è in uno stato mentale confusionario, e poi gli rinfaccia di averlo fatto; in cui lo stesso ufficiale esce quando vuole a combattere fregandosene del fatto che la sua eventuale morte significherebbe il caos per il suo vascello; in cui una donna di 28 anni consiglia a una bambinetta di 14 di rischiare la vita in guerra per il suo amato; in cui un'arma fondamentale per la fine del conflitto viene tenuta per qualche decennio a riposare dentro una fattoria per il capriccio di un protagonista, e così via. In ogni episodio, più di un momento, per ingenuità colossali o dialoghi involontariamente comici, finisce col diventare spassoso, generando la contraddittoria filosofia dell'andare avanti con la visione giusto per divertirsi a vedere quante altre stupidate si inventeranno. Che dire poi del ridicolissimo, impossibile assunto sul quale si edifica l'intera storia? Parlo di chi siano gli Unknown: scopriremo che è una civiltà venuta su dal nulla, senza alcuna risorsa e in un luogo inabitabile. Come ha fatto a trovare quella potenza ipertecnologica? Boh. Altra "malattia" di Gundam AGE è il suo buonismo, che risalta molto vista l'età giovanissima dei protagonisti. Delirante credere che un moccioso di 14 anni abbia costruito un intero Gundam da solo; difficile pensare che a quell'età possa innamorarsi di una ragazzina di un anno più grande; demenziale pensare che, alla morte di in certo personaggio a lui legato, il piccolo e immaturo Flit massacri col Gundam, per rabbia, tutti i nemici davanti a lui, ma poi trovi il sangue freddo per risparmiare proprio il killer, perché è più giovane di lui. Bisogna ammettere, certo, che Sunrise cerca di correggere il tiro mano a mano che seguiranno critiche e stroncature (dopo che un questionario di Bandai rivolto ai piccoli, redatto durante il primo arco narrativo della serie, rivelerà l'ovvio, ossia che a loro non potrebbe interessare di meno di ambientazioni sci-fi e colonie spaziali10, nel secondo si eviterà di parlare di viaggi spaziali, focalizzando invece l'attenzione sulle vicissitudini del nuovo Asuno nella sua vita all'accademia militare), ma niente da fare, Hino è proprio negato, le scemenze continueranno a sprecarsi inesorabilmente, toccando sempre nuove vette di ilarità. Oltre ogni limite di cattivo gusto il finale (tanto per cambiare, una scopiazzatura, o quasi, di quello di Mobile Suit Gundam SEED, 2002), di una retorica sulla comprensione così banalizzata e inverosimile - contando i precedenti comportamenti di diversi personaggi che poi diventano magicamente "eroi" - da essere infamante. Immancabile il bel bagno di sangue finale, tanto per far figo, che addirittura presenta tra i più alti body count della saga: facile però uccidere mille personaggi di cui non interessa niente a nessuno. Viene quasi da ridere a pensare che la serie è stata accorciata rispetto alla durata prevista di un anno e mezzo10 (circa 78 episodi) e che, nonostante questo, le sue 49 puntate siano comunque un'enormità per una tale bruttezza.

Anche tecnicamente non c'è molto da gioire. Il chara design di Takuzo Nagano è estremamente colorato ma di una pacchianeria disarmante, infarcito di sproporzioni assassine (teste gigantesche su corpi tozzi) e incredibili espressioni facciali beote che vorrebbero sembrare buffe. Va bene che il pubblico di riferimento è quello dei giovanissimi, ma un minimo più di cura non sarebbe dispiaciuto. Il mecha design è peggiore di diverse grandezze: se fino a questo momento l'apice del trash animato robotico per bambini sembravano i draghi o le formiche mecha di Victory Gundam, opera anch'essa rivolta a loro ma di tutt'altro livello qualitativo, in Gundam AGE i nemici si compongono di oranghi e lucertole robotiche, mostri vari, orripilanti trivelle giallo-verdi, maghette con la bacchetta magica a forma di anemone e ogni altro abominio possa venire in mente, sempre dalle colorazioni oscene il mecha designer Junya Ishigaki dirà che sapeva benissimo che quella roba avrebbe disgustato gli appassionati di model kit12). Cromatismi e forme ignobili che non risparmiano neppure le consuete tonnellate di Gundam, che tra simil-wrestler e cloni del ZGMF-X10A Freedom Gundam di Gundam SEED color giallo-blu-verde acqua (!) si configurano come indimenticabile parata di oscenità. Si salvano giusto le animazioni, mediamente più che buone, come da standard Sunrise per il suo marchio più famoso.


Lo svolgersi affrettato e sintetico di molti avvenimenti (come i temibili Magician 8, gruppo di super piloti che sembrano chissà chi e invece sono liquidati in pochi episodi), pur con una tale durata di serie, è solo l'ennesima dimostrazione dell'assoluta incapacità di sceneggiare di Hino. Gundam AGE, pur con valide idee, pur con una colonna sonora sufficientemente epica, pur con una puntata finale tutto sommato guardabile, si risolve senza ombra di dubbio, nonostante la sua recente data di produzione, come la peggiore incarnazione di sempre della saga iniziata nel 1979 da Yoshiyuki Tomino. Damnatio memoriae.

Voto: 3 su 10

ALTERNATE RETELLING
Mobile Suit Gundam AGE: Memory of Eden (2013; serie OVA)


FONTI
1 Pubblicato in un post nel forum Pluschan (http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3610-mobile-suit-gundam-the-origin-the-animation/page-15). La fonte è sconosciuta ma il dato è estremamente attendibile, visto che tutti gli altri share pubblicati insieme a lui (delle altre serie gundamiche) sono tutti veri, ufficiali e ben conosciuti e letti altrove. Soprattutto, non va in contraddizione con una vecchia notizia del quotidiano giapponese Nikkei Marketing Journal, tradotta e riassunta nel portale Myanimelist (alla pagina http://myanimelist.net/forum/?topicid=426833), che parla di un 2% e qualcosa
2 Consulenza di Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit)
3 Come sopra
4 Intervista ad Akihiro Hino (insieme ad altri membri dello staff Sunrise), visualizzabile (è un video sottotitolato) alla pagina web http://populationgo.tumblr.com/post/10126257763/gundam-info-special-interview-with-gundam-age
5 Come sopra
6 Sul numero di novembre del mensile Model Graphic. Tradotta e riassunta nel portale 4chan (http://4chandata.org/m/Model-Graphic-2012-November-issueCover-story-Interview-with-Bandai-hobby-department-regarding-Gundam-Age-Hino-is-a-new-type-of-per-a76287)
7 Vedere, nella videointervista del punto 4, gli interventi del produttore esecutivo Yasuo Miyakawa
8 Come sopra
9 Vedere punto 1
10 Come sopra

11 Secondo la Wikipedia inglese, è scritto sul numero di Newtype del novembre 2012
12 L'intervista è apparsa nello stesso numero di Model Graphic del punto 6. Rimando allo stesso link

8 commenti:

Gundamaniaco ha detto...

"che si spera un giorno possa trovare un remake o una rielaborazione più consoni"

Ma anche no. ;)

Ovvero, trovo che sarebbe decisamente più costruttivo che si dedicassero a qualcosa di più "serio" e "nuovo" per quanto riguarda le serie tv di Gundam.

Spero che il divario di successo che c'è tra Age e Unicorn faccia ragionare in positivo Sunrise.
Ossia: basta con i Gundam che vogliono arruffianarsi i bimbiminkia!
Ormai si spera abbiano capito che troppo spesso gli AU si rivelano automaticamente dei flop e che Gundam (e i robotici in genere) NON E' dedicato al target dei ragazzini di oggi.

Anonimo ha detto...

> Spero che il divario di successo che c'è tra Age e Unicorn faccia
> ragionare in positivo Sunrise.
> Ossia: basta con i Gundam che vogliono arruffianarsi i bimbiminkia!

non che i Gundam per gunota (à la Unicorn) siamo meglio, intendiamoci!

se solo ci si fosse fermati alla prima serie e ai primi tre film...

tutto il resto è da sconsigliare, Origin compreso. La tessa cosa si dovrebbe fare per Macross.

merita (molto) solo turn a gundam, dato che lì tomino ha avuto carta bianca.


anonimo-senza-nick

Gundamaniaco ha detto...

Indubbiamente Unicorn non è esente da difetti, me ne rendo conto.
Ma mi pare anche che scartando tutta la produzione di gundam oltre alla prima serie e i 3 film, tu sia un po' troppo radicale nel tuo giudizio. Quasi più di me! :D
In fondo se ti piace l'animazione giapponese è normale che possa piacerti anche la "commercialità" delle serie giapponesi. Non possiamo condannarla in assoluto.
Certo, quando non si esagera con gli aspetti commerciali, quando comunque ci sono delle idee solide di base (non voglio dire "quando dietro c'è Tomino"...ma quasi).

Jacopo Mistè ha detto...

Se Gundam lo si intende unicamente come "le opere di Tomino", scelta che personalmente non condivido neanche un po', allora l'assunto dell'utente senza nick è il più feroce ma anche più coerente, visto che solo 0079 e Turn A sono opere che lui ha voluto fare (Z, ZZ, Victory etc non gli sono mai piaciuti perché imposti da Sunrise).
In questo modo allora anche 0080, Ottavo Plotone, Unicorn etc son da buttare via.

Se teniamo per buoni anche quelli, allora bisogna tenere anche conto degli AU fatti bene. Perché CE NE SONO ECCOME, anche quelli che più prendono le distanze dall'Universal Century sono estremamente godibili (G, SEED). Lo stesso Turn A, fantastico, è un AU.

D'altro canto, non manca neanche merda targata UC non manca (MS IGLOO 2, brrr).

Sunrise ha voluto smettere con le serie televisive UC semplicemente perché le idee erano quasi tutte sparite, basta vedere Victory che è un concentrato assoluto di cliché e stereotipi. Idea che condivido molto, visto che il successivo G, pur non c'entrando una mazza a livello di atmosfere e temi, è molto piacevole. Poi il resto è storia: abbiamo avuto AU brutti (X, Wing) e altri molto belli (Turn A, SEED). Quest'ultimo AGE ha fatto schifo a tutti, speriamo che la prossima opera sia mille volte meglio ;) Che sia o non sia UC.

Gundamaniaco ha detto...

L'universo di Gundam l'ha inventato Tomino. E su questo non ci piove.
Io parto sempre da questo presupposto fondamentale, che non significa che guardo solo le opere da lui dirette (mica a caso ho citato Unicorn nel precedente commento), ma comunque preferisco indubbiamente quelle appartenenti all'universo da lui ideato, l'Universal Century. Perchè mi piace questa saga, da sempre.
Credo che un simile concetto possa esprimerlo anche un fan dell'universo di Star Wars o quello di Star Trek.

Inoltre per me il Tomino degli anni '70/'80 era al suo apice della creatività, quindi chissenefrega se oggi disconosce alcune sue opere (che poi è uno che ritratta continuamente la sua opinione, il pubblico non saprà mai cosa pensa veramente Tomino. Forse giusto la Sunrise lo sa! D'altronde piglia anche lui i diritti di sfruttamento del marchio "Gundam". :D ). Restano sempre ottime serie! Sono comunque opere che hanno segnato la filmografia di questo autore.

Ci credo che anche le serie AU di Gundam possano contenere elementi interessanti, ma è l'operazione commerciale che sta alla base di queste (quella di usare il marchio "Gundam" per creare serie che con l'UC non c'entrano nulla) che cozza in pieno con la mia passione storica per Gundam, per cui non mi interessano.

Secondo me l'unica soluzione futura di Sunrise per produrre una nuova serie tv su Gundam che riscuota almeno un discreto successo, è quella di realizzare Crossbone Gundam.
Accontenterebbe vecchi e nuovi fans. E poi il manga è di Tomino!^^

Jacopo Mistè ha detto...

Tutto chiaro quello che dici.
Ma a questo punto una domanda mi sorge spontanea: che ne dici di Turn A?
È un AU, è di Tomino, è un capolavoro ;)

Su Crossbone, non so cosa darei per vederlo in animazione. O lui o anche Sentinel. E invece ci beccheremo Origin di cui non me ne frega assolutamente niente :( (a scanso di equivoci, il manga l'ho letto tutto e lo dico: disegni superbi, ma è la stessa minestra riscaldata, solo con tanti spiegoni inutili in più).

Anonimo ha detto...

"Secondo me l'unica soluzione futura di Sunrise per produrre una nuova serie tv su Gundam che riscuota almeno un discreto successo, è quella di realizzare Crossbone Gundam."

no no, l'unica cosa interessante sarebbe anime i romanzi della prima serie con direzione da tomino. un format à la unicorn (ova di quella durata) sarebbe perfetto.

quello è gundam di tomino al 200%.

dubito che avverrà mai, i gunota preferiscono origin (che è di yas e non di tomino) e, inoltre, non so se tomino riproporrebbe oggi la sceneggiatura dei romanzi tale e quale a come pensata ai tempi.

cmq quello che bisogna ricordare è che gundam (prima serie) è nato come anime a se (serie tv, 3 film e romanzi) e non come universo.

anonimo-senza-nick

Gundamaniaco ha detto...

Bah! Sono assolutamente contrario ad una nuova, ennesima riproposta della storia della prima serie.
E su questo concordo con Jacopo: anche io non sono per niente entusiasta di una trasposizione animata di Origin. Perchè non è necessaria. Sarebbe null'altro che un remake, e la versione definitiva della prima serie esiste gia coi 3 film. Tutti i seguiti della prima serie poi si basano sul Gundam storico!
Riproporre la stessa storia con qualche variazione, a che pro?
Che noia!

@Jacopo: Turn A purtroppo ancora mi manca! Ma senza dubbio mi interessa molto e lo vedrò prossimamente.
E AU relativamente, nel senso che (da quel che leggo in giro) sembra più una sorta di punto di arrivo tominiano di Gundam. E' un AU più per motivi narrativi e filosofici, che per motivi commerciali.
Questo è un aspetto sicuramente di mio interesse! ;)

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