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giovedì 28 luglio 2016

Recensione: Gundam - Reconguista in G - From the Past to the Future

GUNDAM: RECONGUISTA IN G - FROM THE PAST TO THE FUTURE
Titolo originale: Gundam - G no Reconguista - From the Past to the Future
Regia: Shigehito Kawada
Soggetto: Hajime Yatate
Character Design: Kenichi Yoshida
Mechanical Design: Akira Yasuda, Ippei Gyobu, Kimitoshi Yamane, Hajime Katoki
Musiche: Yuugo Kanno
Studio: Sunrise, wonderium Inc.
Formato: cortometraggio (durata 9 min. circa)
Anno di uscita: 2015



Non c'è davvero molto da dire su From the Past to the Future, operazione commerciale alquanto discutibile sia per le modalità con cui si rende disponibile alla visione e sia per le conseguenze narrative della sua esistenza. Si tratta innanzitutto di un breve cortometraggio proiettato al museo/negozio Gundam Front Tokyo, il cui Blu-ray è acquistabile solamente in tandem col costoso Gunpla High Grade dell'RX-0 Unicorn Gundam 03 Phenex Type RC  (Destroy Mode) Limited Silver Coating1. Quest'ultima che unità sarebbe? Da dove viene? Come suggerisce il nome, è una ennesima variante dell'RX-0 Unicorn Gundam proveniente dal mondo dei romanzi Mobile Suit Gundam Unicorn (2006), solo che non appare nella trama principale trasposta nella fortunatissima serie OVA: fa la sua apparizione in un racconto breve di Harutoshi Fukui che è poi adattato da Sunrise in One of Seventy Two (2013), altro corto animato che è però esclusiva totale del Gundam Front Tokyo, nel senso che, come il vecchio Gundam Neo Experience 0087: Green Divers del 2001, può essere visto solamente lì, non essendo mai stato riversato su supporto fisico (la sua recensione, quindi, come quella di Green Divers, molto probabilmente non apparirà mai su questi lidi). Il pubblico internazionale dunque non sa e non potrà mai sapere nulla di questo potente robottone e della side-story ufficiale di Gundam Unicorn che lo riguarda.

In From the Past to the Future, in compenso, avremo modo di vederlo nella sua seconda apparizione animata in assoluto, in un demenziale, ridicolo crossover con l'ultimo Gundam di Yoshiyuki Tomino, Gundam - Reconguista in G (2014). Di cosa parla la trama? È presto detto: ambientato all'incirca dopo l'episodio 16 (le rivelazioni familiari della famiglia Rayhunton sono date per note), narra di un ennesimo scontro spaziale, a Towasanga, di Bellri Zenam e Aida Surugan contro il capitano Mask e i suoi uomini. I due, a bordo del YG-11 Gundam G-Self e dell'MSAM-033 Gundam G-Arcane, non avranno problemi a  sbarazzarsi degli avversari, ma li attenderà una dura lotta con Mask, che grazie alla flotta Dorette e alle solite Cianografie della Rosa di Elmeth ha trovato modo di "resuscitare" ed entrare in possesso del potentissimo Mobile Suit Unicorn Gundam 03. Tutto, quindi, si risolve in una battaglia dall'esito scontato.

Note positive? Sembrerà strano, ma Mask è più emotivo e trasparente nelle sue intenzioni (di riabilitare l'onore della classe inferiore dei Kuntala) qui, in appena  9 minuti di girato, che in tutti e 26 gli episodi di Reconguista. Combatte con rabbia Bellri e Aida, rinfacciando loro la fortuna di non essere nati con l'unico scopo di fare da cibo agli altri terrestri. Negative? La sola idea, balorda, di Mask alla guida di un Mobile Suit vecchio, nella finzione immaginaria della storia, di oltre 5000 anni rispetto al G-Self e pure già a sua volta superato, nell' "antichissima" Era Spaziale, da modelli più evoluti visti in Mobile Suit Gundam F91 (1991) e Mobile Suit Victory Gundam (1993). Per quale assurda ragione Mask si sente in dovere di far costruire un robot così vetusto, una vera e propria anticaglia nell'Era Regild, di molto inferiore all'unità che pilota nel corso della serie (il CAMS-05 Mack Knife)? E poi subentra la domanda peggiore: con che faccia tosta si vuole prendere in giro lo spettatore mostrandogli che effettivamente tale rudere è competitivo (addirittura superiore, per certi versi) col G-Self e il G-Arcane? Basta questa grossolana sciocchezza a decretare la risibile inutilità di From the Past to the Future, che per la patetica esigenza commerciale di pubblicizzare il rispettivo Gunpla cade in uno svarione narrativo che snatura la timeline, ed è francamente un po' un peccato visto il timido approfondimento concesso a Mask e l'ottima realizzazione tecnica, affidata per i personaggi (sempre e solo inquadrati dentro l'abitacolo) alla classica Sunrise e per gli eccelsi combattimenti in Computer Grafica di altissimo livello (vedere i dettagli, le ombreggiature e specialmente i riflessi in tempo reale) a wonderium Inc.

Voto: 5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie OVA)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; TV)
Mobile Suit Gundam Thunderbolt (2015-2016; serie ONA)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; TV)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)


FONTI
1 Pagina web, http://en.gundam.info/topics/white/46053

lunedì 25 luglio 2016

Recensione: Mobile Suit Gundam Thunderbolt - December Sky

MOBILE SUIT GUNDAM THUNDERBOLT: DECEMEBER SKY
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam Thunderbolt - December Sky
Regia: Kou Matsuo
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Yasuo Ohtagaki)
Sceneggiatura: Kou Matsuo
Character Design: Hirotoshi Takaya
Mechanical Design: Hajime Katoki, Morifumi Naka, Seiichi Nakatani
Musiche: Naruyoshi Kikuchi
Studio: Sunrise
Formato: lungometraggio cinematografico (durata 69 min. circa)
Anno di uscita: 2016
Disponibilità: edizione italiana in DVD & Blu-ray a cura di Dynit



Era Spaziale, dicembre 0079. La Guerra Di Un Anno si combatte ovunque, anche nell'oscuro settore spaziale Thunderbolt dall'alto valore strategico, invaso dai detriti fluttuanti di Side 4 e attraversato da perturbazioni atmosferiche. In esso si affrontano due straordinari piloti di Mobile Suit: il federale Io Fleming e il cecchino zeoniano Daryl Lorenz, entrambi letali e pericolosissimi. La loro rivalità e l'eccezionale bravura li porteranno a guidare modelli sperimentali del Gundam e dello Zaku tra i più formidabili si siano mai visti...

Più passa il tempo, e più studi d'animazione e produttori si ingegnano nell'inventare nuovi modi di spremere il portafoglio dei fan, rilasciando un numero crescente e (apparentemente) inesauribile di prodotti collaterali di serie di successo che tentano di rivendere la stessa minestra a prezzo pieno. Sunrise non è la prima e non sarà certo l'ultima a perpetrare certe queste discutibilissime operazioni commerciali, ma è indubbio che è da una vita che ha legato grandemente il suo nome non solo a produzioni animate prestigiose ma anche a infinite mungiture imbarazzanti, segnalandosi come uno dei più prestigiosi "volponi" della Storia in questo campo. Anche volendo evitare di parlare (e non si sa per quale ragione bisognerebbe andarci teneri) dei suoi filmoni cinematografici riassuntivi e delle sue Special Edition che sintetizzavano serie TV od OVA con un po' di animazione inedita, addirittura risalenti agli anni '80, prodotte ossessivamente fino ad oggi e che alla fine hanno riguardato quasi ogni serie di Gundam, non si può non guardare oggi con una punta di imbarazzo nuove frontiere di merchandising "selvaggio" come i due Mobile Suit Gundam SEED e SEED Destiny HD Remaster, ritrasmissioni in alta definizione (e video croppato) delle due serie televisive del 2002 e del 2004, con fotogrammi qua e là ridisegnati e qualche minimale aggiunta di animazione (ma visto che sono praticamente la stessa identica cosa dell'originale, trovo inutile anche solo pensare di commentarli o definirli una cosa a parte); oppure si può parlare del caso in questione, di questo Mobile Suit Gundam Thunderbolt - December Sky, che fa il paio con Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096, trasmesso in contemporanea in televisione: le opere originali non sono riassunte, ma banalmente "spalmate" tali e quali su un diverso formato animato, rispettivamente per creare un film da mandare in alcuni cinema e una serie televisiva. Extra quasi inesistenti, guadagni (buonissimi, circa 25.000 copie di DVD/BD1) e nuova popolarità sicuri. Avvilente.

Ritengo inutile rianalizzare anche in questa occasione il "fenomeno" di Gundam Thunderbolt (2012), manga orribile dalle grandi vendite in Giappone, il cui primo arco narrativo è trasposto a regola d'arte (per quello che può servire) nella omonima miniserie web del 2015: i motivi del perché l'esistenza di una tale storia sia a mio parere inaccettabile nel mondo di Yoshiyuki Tomino sono ben noti e posso solo invitare a rileggere la relativa recensione. In questa, commento solo questo "film", e il risultato, per ovvie ragioni, non può che essere identico visto che parliamo della stessa identica produzione, solo trasmessa nei cinema. Le differenze vertono solamente sui contenuti aggiuntivi che fanno di December Sky, a leggere la presentazione ufficiale2, una Director's Cut (che termine altisonante!) con animazione inedita. Che presa in giro!


Non ignoro il fatto che Gundam Thunderbolt nasceva fin dalle intenzioni come un lungometraggio da mandare ai cinema in caso di successo degli ONA, ma il confine tra sensate ambizioni "artistiche" (per quanto possano adattarsi a questa storia insulsa) e "truffa" è ampiamente superato in questo caso, sconfinando con irruenza nella seconda area. Le citate sequenze inedite - che dovrebbero giustificare l'operazione trasformando 4 episodi da un quarto d'ora l'uno in un vero film - si riducono al rango di appena 4 minuti totali. Il combattimento "finale" (tra virgolette perché nel fumetto originale ce ne saranno ovviamente ancora) tra Io e Daryl, visto nella puntata 4, si allunga  di 60 secondi scarsi, e nei 120 conclusivi abbiamo un epilogo che mostra, in modo veloce e affrettato (condensando in così poco tempo quasi metà del volume 4 del manga!), senza dialoghi e mentre scorrono i titoli di coda, qual è il destino dei sopravvissuti federali e la battaglia finale della Guerra Di Un Anno, in modo da collegare la storia al finale di Mobile Suit Gundam (1979) e creare i presupposti per il salto temporale che avverrà dopo nella trama del fumetto. Dopo i titoli di coda troviamo infine una sequenza di circa mezzo minuto che fa da preludio agli sviluppi narrativi successivi che vedremo nell'annunciata seconda stagione animata di Gundam Thunderbolt (gli usi futuri che faranno i zeoniani della tecnologia Psycommu sviluppata nel settore Thunderbolt). È questo il significato di "lungometraggio" per Sunrise? La riproposizione di tale e quale di un'oretta scarsa di personaggi emo, drammoni e fighetterie musicali à la Cowboy Bebop (1998) con quasi zero aggiunte inedite e un finale volutamente incompleto a favore di futuro proseguimento di trasposizione che potrebbe anche concludersi in modo tronco? Ogni altro commento (ad esempio la domanda sul perché la nostrana Dynit abbia preso i diritti proprio di questa robetta indegna) è superfluo.

Voto: 5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie OVA)
Mobile Suit Gundam (1979; serie TV)

SEQUEL
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)
Gundam Evolve../ 11 RB-79 Ball (2005; OVA)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; TV)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
∀ Gundam II: Moonlight Butterfly (2002; film)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; TV)
Gundam: Reconguista in G - From the Past to the Future (2016; corto)


FONTI
1 Dati di vendita degli incassi DVD/BD pubblicati sulla pagina web http://www.animeclick.it/news/57955-blu-ray-e-dvd-anime-la-classifica-in-giappone-al-2182016
2 Sito web, "Crunchyroll", pagina http://www.crunchyroll.com/anime-news/2016/04/21-1/gundam-thunderbolt-directors-cut-edition-to-get-theatrical-screenings-on-june-25

lunedì 9 maggio 2016

Recensione: Mobile Suit Gundam Thunderbolt

MOBILE SUIT GUNDAM THUNDERBOLT
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam Thunderbolt
Regia: Kou Matsuo
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Yasuo Ohtagaki)
Sceneggiatura: Kou Matsuo
Character Design: Hirotoshi Takaya
Mechanical Design: Hajime Katoki, Morifumi Naka, Seiichi Nakatani
Musiche: Naruyoshi Kikuchi
Studio: Sunrise
Formato: serie ONA di 4 episodi (durata ep. 18 min. circa)
Anni di trasmissione: 2015 - 2016


Era Spaziale, dicembre 0079. La Guerra Di Un Anno si combatte ovunque, anche nell'oscuro settore spaziale Thunderbolt dall'alto valore strategico, invaso dai detriti fluttuanti di Side 4 e attraversato da perturbazioni atmosferiche. In esso si affrontano due straordinari piloti di Mobile Suit: il federale Io Fleming e il cecchino zeoniano Daryl Lorenz, entrambi letali e pericolosissimi. La loro rivalità e l'eccezionale bravura li porteranno a guidare modelli sperimentali del Gundam e dello Zaku tra i più formidabili si siano mai visti...

La solita storia ambientata durante la Guerra Di Un Anno tra la Federazione Terrestre e il Principato di Zeon; una zona di guerra evocativa, attraversata da lampi e tuoni; uso di ennesimi prototipi di Mobile Suit potentissimi e mai visti prima in nessuna produzione animata (e che, si sa, verranno per questo occultati a fine storia e dimenticati per sempre), e due piloti-assi, immancabilmente di fazioni opposte, che danno vita a una intensa battaglia personale destinata a durare anni, anche dopo la guerra. Come condimento, combattimenti spettacolarissimi, interminabili e teoricamente virili che terminano sempre con un nulla di fatto e drammoni esasperati come se piovesse, mai così tirati per i capelli, riguardanti quasi ogni elemento del cast, come se non fosse concepibile raccontare Gundam senza quell'immancabile nugolo di storie d'amore dall'esito spietato, dolorosissimi passati e tragedie familiari, scomodando in questo contesto anche abuso di droghe, soldati-carne da macello e piloti-cavie da laboratorio (e chissà cos'altro, visto che la storia naviga ancora in alto mare). Il tutto, infine, accompagnato dai testi e dai disegni realistici e maniacali da parte di Yasuo "Moonlight Mile" Ohtagaki, sia in - carnosissimi - personaggi che (soprattutto, vedendo i Gunpla usciti) nei robot. L'autore, credendosi Shinichiro Watanabe, tenta anche il curioso esperimento di rendere "musicale" il suo fumetto, raccontando di questi due super-piloti che si affrontano ascoltando nel proprio abitacolo jazz o musica pop, i cui testi più "commoventi" o pacifisti risuonano nel gelido cosmo mentre si consumano le carneficine più truci. Sembra incredibile ma la barzelletta, questo The Duellist (1977, Ridley Scott) sci-fi, questa "pornografia della guerra" che vuole urlare con rabbia "quanto sono adulta!", all'anagrafe Mobile Suit Gundam Thunderbolt (2012), a dispetto della sua bruttezza vende in patria oltre 500.000 copie1 (e solo finora, a quota 7 volumi e ancora in corso) con tirature da 1.4 milioni2, diventando in poco tempo uno dei più venduti manga gundamici degli ultimi anni.

I lettori e i collezionisti sono contenti, però bisogna constatare sempre più che probabilmente nessuna di queste persone rientra più nel target originale delle opere di Yoshiyuki Tomino: non che non si sapesse già da secoli, ma Gundam Thunderbolt (come Mobile Suit Gundam 0083 - Stardust Memory o Mobile Suit Gundam Unicorn prima di lui) dimostra in modo ormai chiaro come il sole che lo spirito del capostipite del 1979 non sia mai stato recepito da molti degli autori che hanno contribuito alle storie successive della saga e da moltissimi degli stessi cosiddetti "fan", affascinati proprio da quegli elementi superficiali che il papà del Mobile Suit bianco odiava: la spettacolarità, il mecha design, il lato "epico" o "eroico" della guerra e i temi adulti messì lì per fare figo e non per parlare di altro (che Tomino intendeva per crescita, rapporti interpersonali e conflitti generazionali). Non c'è proprio da stupirsi se si scoprirà poi che lo stesso Ohtagaki è un appassionato costruttore di Gunpla3, un grande estimatore di Gundam 00834, e sia intimamente convinto che il suo manga abbia successo proprio perché richiama le atmosfere della primissima serie5: questa autoillusione e il suo background da spettatore e appassionato sono una combinazione pressoché letale che fa ben capire perché Gundam Thunderbolt sia uscito fuori così, tutta apparenza e basta, maturo giusto in superficie, con protagonisti over-18 ma così carichi di fantasmi interiori e dai comportamenti così infantili da diventare macchiette e retorica pacifista spicciola, insomma un totale vuoto narrativo asservito alla ricerca dello spettacolo, dell'estetica cinematografica hollywoodiana (come ammette anche l'autore6) e delle mazzate, di robot iperdettagliati e di ciò che, in definitiva, Bandai intende meglio e Tomino odia, ossia il voler ispirare il pubblico a comprare modellini vedendo eroi sanguigni che stanno tutto il tempo a darsele di santa ragione a bordo di automi ipercorazzati, ignoranti e potenti. Immondizia insomma, ma che, rinfrancata dalle eccezionali vendite sue e degli OVA Gundam Unicorn e Mobile Suit Gundam: The Origin (2015), non può che trasformarsi in un nuovo anime tra il 2015 e il 2016, il terzo Gundam animato dal soggetto non originale (dopo i due appena citati), sotto raccomandazione di un (parole del produttore Naohiro Ogata) "animatore specializzato in mecha design che ha amato il fumetto e voleva assolutamente adattarlo"7. L'idea è di farne un film da proiettare al cinema, ma, sia per permetterne una maggior diffusione (la mira, abbastanza assurda, è di rivolgerlo principalmente alle nuove generazioni per farle appassionare a Gundam), sia per i rischi che l'opera si riveli poi un flop nella vendita in Blu-ray (non era un buon periodo per le vendite in quel formato, sempre a sentire Ogata), si sceglie infine come test di suddividerlo in 4 episodi da trasmettere in internet per saggiare la risposta del pubblico8.


In animazione, è trasposta bene la prima parte della storia, ovvero i primi 3 tankobon nella loro quasi totale interezza che racchiudono l'arco narrativo ambientato durante la Guerra Di Un Anno, tagliando qualche approfondimento qua e là ma rendendo chiari e compatti "trama" e "personaggi". Il regista Kou Matsuo, dopo il mediocre Valvrave the Liberator (2013), si diverte con una certa creatività registica a rendere ancora più avvincenti i duelli tra Io e Daryl, sopperendo alla confusionaria regia delle tavole del manga, e l'impresa è decisamente adempiuta a fondo rendendo, pur nella sua povertà narrativa, sufficientemente coinvolgente Gundam Thunderbolt a chi apprezza la semplice superficialità action. Si respirano poi per davvero echi di Cowboy Bebop (1998) negli scontri condotti sotto accompagnamento di composizioni jazz, nonostante questi rievochino la ruffianeria del fumetto riuscendo addirittura a superarla - è troppo, troppo una scopiazzatura indegna dell'anime cult di Shinichiro Watanabe. Tecnicamente parliamo del classico prodotto Bandai/Sunrise di elevata fattura, eccezionale in mecha design, ombreggiature, disegni e animazioni, grazie a un alto budget degno delle grandi ricorrenze, e le battaglie in questo modo splendono acquisendo tutta quella tridimensionalità loro negata nel manga (asfissianti in quelle tonnellate di pagine statiche che occupavano mezzi volumi, nell'anime sbrigate in pochi minuti). Permangono, però, tutti gli altri problemi: tragedie in lungo e in largo, pianti isterici, amici che muoiono come mosche, attori così nevrotici ed esagerati da risultare caricature umane, artifici ulteriormente irrealistici per aumentare il dramma (cadetti incapaci addirittura di guidare un Mobile Suit mandati da superiori senza scrupoli a farsi crivellare di colpi senza riuscire neppure a rispondere a uno solo, in barba a quanto possa costare un robot da battaglia) o forzature ridicole (colpi letali di laser deviati all'ultimo secondo, per incredibile congiunzione astrale, da un fulmine che cadeva proprio in quel punto lì in quell'istante lì), così tante disgrazie tutte in un colpo che fanno involontariamente sorridere... Gundam Thunderbolt alla fine è questo, impossibile modificarlo più di tanto senza snaturarlo, e quindi, nonostante la miniserie la si guardi fino in fondo senza annoiarsi particolarmente grazie alla vivacità di regia e combattimenti, non offre nulla di nuovo rispetto alle solite cose offerte da chi Gundam non l'ha mai capito o non può raccontarlo in modo diverso per colpa di direttive Bandai, ma anzi le ripresenta peggiorandole pure col suo gusto del dramma a ogni costo. Blockbuster risibile e insignificante (e pure inutile, visto che per sapere come prosegue la storia bisogna leggere il manga, in Italia distribuito da Star Comics).

Voto: 5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie OVA)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; TV)
Mobile Suit Gundam The Movie I (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie II: Soldati del dolore (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie III: Incontro nello spazio (1982; film)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO 2: The Gravity Front (2008-2009; serie OVA)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO: The Hidden One-Year War (2004; corti)
Gundam Evolve../ 01 RX-78-2 Gundam (2001; OVA)

SEQUEL
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)
Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory (1991-1992; serie OVA)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; TV)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
∀ Gundam II: Moonlight Butterfly (2002; film)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; TV)
Gundam: Reconguista in G - From the Past to the Future (2016; corto)


FONTI
1 Basta vedere le cifre ufficiali di vendita dei vari volumi. Le vendite dei numeri 2, 3, 5, 6 e 7 (che da soli raggiungono quota 371.6159) sono riportate su Anime News Network alle pagine https://www.animenewsnetwork.com/news/2013-06-12/japanese-comic-ranking-june-2-8, https://www.animenewsnetwork.com/news/2014-03-07/japanese-comic-ranking-february-24-march-1, https://www.animenewsnetwork.com/news/2015-03-11/japanese-comic-ranking-march-2-8/.85867, https://www.animenewsnetwork.com/news/2015-11-11/japanese-comic-ranking-november-2-8/.95270, https://www.animenewsnetwork.com/news/2016-01-06/japanese-comic-ranking-december-28-january-3/.97278
2 Sito web, Anime News Network, pagina http://www.animenewsnetwork.com/news/2015-11-19/gundam-thunderbolt-anime-staff-cast-distribution-episode-count-designs-revealed/.95550
3 Intervista a Yasuo Ohtagaki (parte 1) pubblicata nella pagina web http://otakumode.com/news/52fc71c07a9cc14b2a00046e/Interview-with-Mobile-Suit-Gundam-Thunderbolt-Author-Yasuo-Ohtagaki-1-3
4 Come sopra
5 Intervista a Yasuo Ohtagaki (parte 2) pubblicata nella pagina web http://otakumode.com/news/52fc733378040b7607000674/Interview-with-Mobile-Suit-Gundam-Thunderbolt-Author-Yasuo-Ohtagaki-2-3
6 Come sopra
7 Intervista a Naohiro Ogata e Masayuki Ozaki (direttore esecutivo di Bandai Namco Pictures) pubblicata nel sito Manga-News (in francese), alla pagina web http://www.manga-news.com/index.php/actus/2017/09/14/Entrevue-avec-Naohiro-Ogata-Masayuki-Ozaki-Gundam#.V-Folj82dLk.twitter. Ringrazio Debris di GundamUniverse
8 Come sopra

martedì 15 settembre 2015

Recensione: Gundam Evolve../ 07 XXXG-00W0 Wing Gundam Zero

GUNDAM EVOLVE../ 07 XXXG-00W0 WING GUNDAM ZERO
Titolo originale: Gundam Evolve../ 07 XXXG-00W0 Wing Gundam Zero
Regia: Shukou Murase
Soggetto & sceneggiatura: Shukou Murase
Character Design: Shukou Murase
Mechanical Design: Hajime Katoki
Musiche: Yoshihiro Ike
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 8 min. circa)
Anno di uscita: 2004


Il settimo episodio di Gundam Evolve è trasmesso nei negozi di modellismo1, come il precedente, nel dicembre 2004, e, pubblicizzando il Master Grade dell'XXXG-00W0 Wing Gundam Zero (la versione Endless Waltz, quella rifatta negli OVA da Hajime Katoki), si basa stavolta sull'Universo Alternativo dell'After Colony, "culla" dell'orribile Mobile Suit Gundam Wing (1995). È alquanto ironico che questo corto, significativo quanto uno sputo, scritto e diretto dal chara designer originale dell'anime Shokou Murase, è comunque quanto di meglio abbia mai prodotto la sua ridicola timeline.

Ambientata chissà quando durante la serie televisiva (il dottor J è ancora vivo), la mini avventura vede il solito guerriero di ghiaccio Heero Yui penetrare all'interno di una Colony-Laser orbitante attorno alla Terra, e farla saltare in aria dopo aver innescato degli esplosivi al suo interno. Tutto questo dopo aver rischiato la vita infiltrandosi là dentro e aver combattuto, a bordo del suo Wing Gundam Zero, contro dei Mobile Dolls Virgo di OZ. Che motivo avesse di farlo, non lo sapremo mai, si può solo provare a intuirlo.

Sarebbe facile liquidare la puntata per la sua inutilità narrativa e soprattutto per la sua cel shading ancora una volta invecchiata così male da essere quasi inguardabile oggigiorno (in special modo nella scena di battaglia), ma tutto sommato non voglio essere troppo punitivo, poiché a livello di atmosfera XXXG-00W0 Wing Gundam Zero è discreto, retto su fondali opprimenti dati da tinte nere come la pece che donano un suggestivo mood noir e tenebroso. Interessante anche la scelta di provare a rendere in CG i volti dei personaggi, nonostante si vedano per pochissimo.  Nulla per cui strapparsi i capelli, per carità, ma meglio di niente.

Voto: 5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam Wing (1995-1996; TV)
Mobile Suit Gundam Wing: Operation Meteor (1996; serie OVA)

SEQUEL
Mobile Suit Gundam Wing: Endless Waltz (1997; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Wing: Endless Waltz - Special Edition (1998; film)


FONTI
1 Pagina web,  Universal Century Italia, http://www.universalcentury.it/opere/anime/evolve/evolve_episodi

mercoledì 1 luglio 2015

Recensione: Mobile Suit Gundam Wing Endless Waltz - Special Edition

MOBILE SUIT GUNDAM WING: ENDLESS WALTZ - SPECIAL EDITION
Titolo originale: Shin Kidō Senki Gundam W Endless Waltz - Special Edition
Regia: Yasunao Aoki
Soggetto: Hajime Yatate
Sceneggiatura: Katsuyuki Sumizawa
Character Design: Shukou Murase
Mechanical Design: Kunio Okawara, Hajime Katoki, Junya Ishigaki
Musiche: Kô Ôtani
Studio: Sunrise
Formato: lungometraggio cinematografico (durata 94 min. circa)
Anno di uscita: 1998
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Dynit



After Colony, anno 196. Sono passati dodici mesi dalla guerra tra White Fang, la Fazione Treize e le colonie, e la pace sembra essersi realizzata, data dal nuovo status politico mondiale ricercato da Relena Peacecraft e concretizzatosi nella nascita della Nazione Unita della Sfera Terrestre, che basa la sua legittimità su un governo unico e mondiale totalmente demilitarizzato. Coerentemente coi propositi di pacifismo totale propugnati dalla ragazza, i cinque piloti di Gundam spediscono le loro unità verso il Sole per distruggerle. Purtroppo una nuova minaccia si profila all'orizzonte: Treize Khushrenada aveva una giovanissima figlia illegittima, Mariemaia, educata ai suoi stessi valori aristocratici, e quest'ultima appare sulle scene a capo di un grande esercito composto dai fedelissimi del padre, pronta a conquistare la Terra ormai priva di armi e difese. La piccola mira a instaurare un nuovo ordine sul pianeta e per questo è alleata con Dekim Barton, l'originale orchestratore dell'Operazione Meteor. Heero Yui e gli altri ragazzi, gli unici in grado di lottare, non possono fare altro che riprendersi le proprie unità.

L'1 agosto 1998 una bella sorpresa aspetta i fan giapponesi di Gundam nei cinema: la doppia proiezione di Mobile Suit Gundam The 08th MS Team - Miller's Report e di Mobile Suit Gundam Endless Waltz - Special Edition, due pellicole basate sui due rispettivi universi narrativi del Mobile Suit bianco portati avanti nell'home video. Ripetendo quanto già detto nel commento a Miller's Report, ignoro quale sia stato il risultato al box office, ma spero decisamente fosse pessimo visto il quasi totale disinteresse con cui Sunrise ha impostato due film fatti davvero col minimo sforzo per lucrare facilmente sugli appassionati: esattamente come Miller's Report, anche questo film riassuntivo si limita ad aggiungere pochissimo a Mobile Suit Gundam Wing: Endless Waltz (1997). Già solo definirlo "film riassuntivo" è sbagliato, perché suddetta Special Edition nell'ora e mezza della sua durata incolla letteralmente i tre episodi originali in un unico segmento, non sintetizzandoli ma riproponendoli tali e quali pur con qualche piccolo cambiamento. La cosa, certo, significa il rispetto dei tempi narrativi originali e della "caratterizzazione" dei personaggi (tra virgolette perché, come si sa, è meglio stendere un velo pietoso sul cast di questo Universo Alternativo), ma anche il lavoro davvero minimale fatto dallo studio, che giusto per mandare qualcosa al cinema incolla tre episodi eliminando le sigle e le preview.

Inutile dilungarsi ripetendo tutte le cose già dette su Endless Waltz (per un'adeguata disamina di trama e realizzazione dell'opera invito a leggere il rispettivo commento), si può solo dire che effettivamente il suo grande appeal "cinematografico" risalta meglio in un lungometraggio proiettato in sala che come uscita home video, e visivamente, infatti, continua a fare la sua figura, ammaliando per la fisicità delle animazioni, il minuzioso iper-dettaglio in disegni e ombreggiature e le spettacolarissime battaglie fra Mobile Suit. La storia rimane però identica, sempre la stessa, squallida e del tutto inutile ai fini della saga iniziata nel 1995 da Mobile Suit Gundam Wing (come se questa fosse stata invece utile... vabbè ci siamo capiti), quindi la valutazione finale non può che essere la medesima.


I "fan" di Gundam Wing, tuttavia, troveranno in questo film la versione "definitiva" di Endless Waltz, e non è quindi da biasimare la nostrana Dynit per aver voluto prendersi i diritti di questa edizione filmica piuttosto che quelli dei 3 OVA del 1997. Anche se i tre episodi sono presentati nella loro interezza, alcune sequenze sono state rimontate nell'ottica di una narrazione meno dispersiva e più lineare. La precedente insert song White Reflection è sostituita dalla ben più bella (ed efficace) Last Reflection (sempre dei TWO-MIX), molto più evocativa e adatta a sottolineare i momenti epici dell'intreccio (l'attivazione dell'XXXG-00W0 Wing Gundam Zero), e anche la già ottima colonna sonora di Kô Ôtani è stata ulteriormente aggiornata con brani ancora più cupi e adatti all'atmosfera. Ancora, sono state inserite qua e là scene inedite per un totale di circa 8 minuti, allungando sensibilmente la battaglia finale (cortissima nel terzo OVA) e aggiungendo sequenze di raccordo tra gli avvenimenti originali, che li legano in modo più coerente regalando screentime di una certa importanza a personaggi originariamente assenti (o quasi) come Sally Po e Dorothy Catolonia. Infine, sono modificate le scene conclusive dell'epilogo, quelle che mostrano che ne è dei singoli elementi dei cinque Gundam Boys. Non si tratta, chiaramente, di aggiunte che fanno gridare al miracolo, ma è pur sempre qualcosa che rende la Special Edition migliore dell'originale. Da lodare, l'idea di chiudere la saga di Gundam Wing con un finale che sembra per davvero definitivo e senza possibilità di ritorno, e che verrà fino ad oggi mantenuto quantomeno in animazione, precludendoci ulteriori seguiti atroci (mentre su carta, sfortunatamente, la saga continuerà nel 2011, con i romanzi di Frozen Teardrop scritti dallo stesso Sumizawa, che si è evidentemente rimangiato la parola).

Nota: il film è distribuito in Italia da Dynit in DVD, sia in edizione singola che in una "ghiotta" (per gli appassionati) Limited Edition contenente schizzi preparatori, illustrazioni, interviste ai membri dello staff e approfondimenti vari sul mondo di questo Universo Alternativo.

Voto: 4,5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam Wing (1995-1996; TV)
Mobile Suit Gundam Wing: Operation Meteor (1996; serie OVA)
Gundam Evolve../ 07 XXXG-00W0 Wing Gundam Zero (2004; OVA)
Mobile Suit Gundam Wing: Endless Waltz (1997; serie OVA)

lunedì 26 maggio 2014

Recensione: Mobile Suit Gundam Unicorn

MOBILE SUIT GUNDAM UNICORN
Titolo originale: Kidō Senshi Gundam UC
Regia: Kazuhiro Furuhashi
Soggetto: Harutoshi Fukui (basato sui suoi romanzi originali)
Sceneggiatura: Harutoshi Fukui, Yasuyuki Muto
Character Design: Yoshikazu Yasuhiko (originale), Kumiko Takahashi
Mechanical Design: Hajime Katoki, Junya Ishigaki, Yoshinori Sayama, Nobuhiko Genma
Musiche: Hiroyuki Sawano
Studio: Sunrise
Formato: serie OVA di 7 episodi (durata ep. 56 min. circa)
Anni di uscita: 2010 - 2014
Disponibilità: edizione italiana in DVD & Blu-ray a cura di Dynit


Nell'anno 0096 dell'Era Spaziale, tempo dopo la fine della Seconda Guerra di Neo Zeon, ancora non c'è stabilità politica: il sogno di indipendenza zeoniano è ora incarnato dalle Maniche, un piccolo gruppo terroristico che vanta tra le sue fila non solo Newtype artificiali, ma anche, sembra, uno Char Aznable miracolosamente sopravvissuto e che ora si fa chiamare Full Frontal. Lo studente spazionoide Banagher Links della colonia Industrial 7 fronteggerà sia le Maniche che la stessa Federazione il giorno in cui si ritroverà depositario dell'RX-0 Unicorn Gundam custodito dalla fondazione Vist: questa miracolosa, potentissima unità robotica è la chiave per rivelare il contenuto dello Scrigno di Laplace, misteriosissimo e nascosto tesoro che reca informazioni importantissime in grado di rovesciare l'attuale sistema politico. Banagher troverà un inaspettato alleato in una zeoniana che cerca la pace fra le due parti, che usa come pseudonimo il nome di Audrey Burne...

Inarrestabile campione d'incassi, con DVD/BD venduti letteralmente come noccioline polverizzando ogni record possibile (oltre 1.003.000 di copie totali vendute sul solo suolo giapponese1, e parliamo di cifre parziali basate sulla mancanza di dati grossi e che ogni volume, al netto del tipo di supporto o edizione ha venduto qualcosa come 90.000 dischi, quando nel mercato giapponese ne bastano 3.000 per soddisfare i produttori2) e aumento del fatturato annuo di Gunpla del 18% in quel periodo (almeno a sentire3 il presidente di Bandai Namco, Kazunori Ueno), la serie OVA Mobile Suit Gundam Unicorn (2010), nei suoi cinque lunghi anni di pubblicazione, è stata ed è ancora oggi un ininterrotto campione di primati, tanto da aver notevolmente influenzato le successive strategie di marketing di Bandai. L'opera non solo ha riportato in auge e a una popolarità estrema la classicissima Era Spaziale delle origini, abbastanza trascurata in animazione nell'ultimo decennio da Sunrise per fare spazio al ragguardevole numero di Universi Alternativi; non solo ha rappresentato per studio e sponsor il salvacondotto commerciale attraverso cui respirare negli oscuri, fallimentari anni di trasmissione di Mobile Suit Gundam AGE (2011); ma ha soprattutto reso loro ben chiara l'importanza rivestita dai fumetti e dai romanzi gundamici creati da esterni anche senza il loro coinvolgimento: se sono campioni di vendite in libreria o fumetteria, perché non dovrebbero esserlo anche nell'home video? Gundam Unicorn è la trasposizione dell'omonima saga letteraria dello scrittore/sceneggiatore cinematografico Harutoshi Fukui, serializzata fra il 2006 e il 2009 sulla rivista Gundam Ace e anch'essa immenso campione d'incassi4, grazie sia alle illustrazioni del secondo papà di Gundam, Yoshikazu Yasuhiko, sia all'ambientazione della storia, collocata in alcuni anni poco conosciuti e coltivati dell'immaginaria linea temporale (a fungere da ideale conclusione davvero definitiva tra la Federazione Terrestre e Zeon, dopo Il contrattacco di Char e prima di Mobile Suit Gundam F91 ), e sia, più probabilmente, per lo spettacolare trailer animato promozionale creato dalla stessa Sunrise per l'occasione (visionabile nel settimo DVD/BD italiano Dynit), che sembrava intendere i romanzi come una storia canonica priva al momento di un corrispettivo animato - supportata, del resto, pure dall'uscita di Gunpla ufficiali. Vero mostro acchiappasoldi, apprezzato anche dalla critica (immediatamente premiato nella categoria OVA nel Tokyo International Anime Fair del 20115) e che porterà Bandai negli anni successivi a trasporre altre due hit cartacee in animazione (Mobile Suit Gundam - The Origin e Mobile Suit Gundam Thunderbolt, entrambe nel 2015), Gundam Unicorn rimane tuttavia un titolo comunque assai controverso, a tratti avvincente e a tratti odioso, anch'esso, come molti Gundam prima e dopo di lui, davvero distante dagli intenti del vero e unico creatore della saga, Yoshiyuki Tomino.

Riprendendo, infatti, la formula del celebre, antipatico Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory (1991), Gundam Unicorn è il classico titolo che basa la sua attrattiva più sull'apparenza che sulla sostanza, distante anni luce dalla concezione tominiana di rendere il robot un mezzo e non il fine. La serie, rivolta agli adulti cresciuti con Gundam6 e non al classico target adolescenziale,  è un inno sfrenato, mai così eccessivo da essere quasi fastidioso, al fanservice tecnologico a uso e consumo di maniaci di Gunpla e mecha design: un ruffiano giocattolone milionario, tecnicamente/visivamente da perfezione assoluta, che compiace il suo pubblico vivendo di riflessi del passato, imbastendo una storia anche interessante, ma che, per larghi tratti della sua durata, per come è scritta, è semplice pretesto per enfatizzare robottoni fighissimi, battaglie più spettacolari che mai e un oceano di citazioni dell'Era Spaziale rivolte ai fan, che dovrebbero (teoricamente) entusiasmarsi nel ritrovare, pur in vesti futili e messe lì giusto per stupire, vecchie glorie date per "disperse". A condire il tutto, l'uso nella trama di robottoni derivanti da romanzi o prodotti mai visti in animazione, ulteriori richiami visivi ad attori e luoghi del passato, sequenze animate storiche rivisitate in modo più sbrilluccicoso e hollywoodiano, un chara design che copia discretamente bene i disegni del buon Yas... Un appeal, insomma, più da film cinematografico che da "normale" OVA (e infatti ogni singolo episodio verrà prima mandato in alcuni limitati cinema giapponesi prima di uscire nei negozi). Vero che Gundam è sempre stato sinonimo di "storia impostata per vendere modellini", ma Unicorn esagera davvero in questo senso: sarà sicuramente e a ragione criticato per l'alto tasso di servilismo e stupefacenza visiva che oltrepassa la bontà narrativa, ed è un peccato visto che la sua trama avrebbe anche qualcosina da dire. Purtroppo, l'enorme substrato di citazioni, i lunghissimi combattimenti filmati con i più impressionanti mezzi digitali, le più sbalorditive animazioni, la fisicità più impressionante di queste ultime e il mecha design dagli inumani dettagli in luce ed elementi meccanici, il tutto composto per la maggior parte da disegni a mano come ai tempi d'oro (è per la qualità tecnica così assurdamente elevata che della serie uscirà più o meno un episodio all'anno, rispetto al programma iniziale di uno ogni mese7), fanno la loro parte nel rendere tutto snervatamente, eccessivamente commerciale. Contribuisce alla stizza anche il pomposo e compiaciuto registro linguistico, aulico e filosofico, che si esprime in tonnellate di chiacchiere e forbitissime discussioni sul significato di guerra, economia e politica, da parte di un Gundam Pilot mai così maturo e intellettuale per la sua giovane età (anche troppo), che suonano giustamente troppo artificiose, messe lì per dare un tono inutilmente pretenzioso. Spiace quindi notare un apparato commerciale così fuori misura, poiché indispettisce anche quegli appassionati che non vorrebbero che la sua storia, comunque bellina, fosse ricordata solo per leccate di sedere in altissima risoluzione.


Sulle prime, narrativamente, Gundam Unicorn potrebbe anche sembrare puro brodo allungato: posizionandosi cronologicamente dopo Il contrattacco di Char, che nel 1988 nasceva per mettere la parola Fine all'eterna guerra tra federali e spazionoidi, fa finta che il conflitto non sia ancora finito, protraendolo ancora una volta e togliendo importanza al film di Tomino. Decide questo nell'ottica di scrivere una storiellina semplicistica che ripete sempre le solite cose, inquadrando il cammino del generico Amuro Ray/Newtype di turno attraverso rituali immancabili come le turbe derivanti dai primi soldati uccisi, nemici Cyber Newtype, Colony Laser, amore/amicizia che sboccia con un soldato dell'altra fazione, compagni che muoiono per lui, etc. Difficile dire cose nuove nella linea temporale ortodossa per definizione, e lo scrittore dei romanzi, anche co-sceneggiatore della serie, si limita a riproporre elementi del passato con sufficienza e mestiere, trovando almeno delle buone new entries sufficientemente interessanti (Full Frontal, Marida Cruz, Audrey Burne, il capitano Zinnerman) e avendo la fortuna che il progetto sia tenuto in grande considerazione da Sunrise e Bandai, che stanziano quel budget stratosferico che si esprime, oltre che nelle battaglie mozzafiato, anche in animazioni/fondali curatissimi e una colonna sonora orchestrale solenne e super epicheggiante (da far tremare i vetri), elementi che garantiscono grande pathos nonostante gli stereotipi. È risaputo (e lo conferma lo stesso Fukui8) che si è dovuto tagliare tanto, tantissimo materiale dalle ben 11 light novel originarie per farci stare tutto in 7 episodi da un'ora scarsa di durata l'uno (in origine ancora meno, solo 6, salvo in seguito annunciarne un altro in pieno corso di serializzazione per lucrare di più sul successo fenomenale della serie9), modificando pesantemente lo scrip (fedele giusto nei primi 2 OVA10) al punto di proporre un finale alternativo11 rispetto a quello che apparirà poi nei libri (la versione animata di Gundam Unicorn entra in produzione quando è appena uscito nelle librerie il quinto romanzo, tanto che Fukui deve pure rivelare in anteprima al co-sceneggiatore Yasuyuki Muto come chiuderà la storia12). È comunque avvilente notare che la riscrittura preferisca tagliare momenti o spiegazioni fondamentali per la perfetta comprensione dedella trama (l'origine di Full Frontal, il senso dell'RX-0 Unicorn Gundam 02 Banshee) per prediligere la solita, "rassicurante" solfa gundamica (a che senso il solito eroe ragazzino se tanto il target sono gli adulti? Non era più coerente dargli qualche anno in più invece di farlo parlare come un trentenne?) che ormai conoscono anche i sassi.

Quello che narrativamente davvero di buono offre la creatura di Fukui sono, qua e là, qualche dialogo filosofico abbastanza sensato e l'attesa di scoprire qual è il segreto dello Scrigno di Laplace, conteso dagli eserciti, e tale mistero trova una soluzione all'altezza delle aspettative, con un ottimo colpo di scena che fornisce rivelazioni importanti sulla nascita dell'Era Spaziale e che, per la sua portata, ha il pregio di potersi poeticamente definire il miglior atto conclusivo dell'eterna diatriba fra Federazione Terrestre e Zeon. Il difetto di tale twist è, ironicamente, di essere così eclatante che l'ovvia omissione delle sue conseguenze nei titoli seguenti che compongono la saga, realizzati antecedentemente ma cronologicamente ambientati dopo, suona come un'incoerenza abbastanza grossolana - verrebbe quasi voglia di eliminare Gundam F91, Mobile Suit Crossbone Gundam e Mobile Suit Victory Gundam dalla continuity ufficiale.

Gundam Unicorn, insomma, è difficile da giudicare in modo obiettivo: offre il peggio di quello che propongono le macchine acchiappasoldi, ma anche una storia che, rispetto a quella di un Gundam 0083, ha un senso concreto e una certa importanza, utile nel mandare fuori continuity la pur gradevole ma dannosa trilogia cinematografica Mobile Suit Z Gundam A New Translation (2004-2006) e "notevole" quando si rivela nella sua interezza, nonostante i troppi cliché da sopportare per arrivare all'apice. Fortunatamente, con una simile confezione stellare, è difficile comunque annoiarsi nella visione, che prosegue sempre con ritmo e meraviglia visiva nonostante la percezione dell' "usato sicuro". Una discreta sorpresa, quindi, che poteva essere più breve per quello che ha da dire, ha dei difetti oggettivi (cast esagerato per il così poco spazio concesso e di cui molti elementi sono utilizzati male o privi di una solida caratterizzazione, storia narrata in modo onesto ma denotando una certa fretta e due episodi, il 4 e il 5, che davvero non servono quasi a nulla e che potevano essere usati per altro, tipo rispondere ai due misteri sopracitati di Full Frontal e dell'Unicorn nero), ma trova diversi ottimi momenti, non importa se particolarmente aiutata dal budget e dalla ruffianeria.


In Italia Gundam Unicorn è distribuito da Dynit, in 7 DVD/BD ciascuno contenente un interessante fascicoletto che analizza gli episodi, i personaggi, il background fantascientifico e offre tantissime interviste ricche di retroscena ai membri chiave dello staff Sunrise. In aggiunta a questo, si può lodare anche un doppiaggio italiano a mio modo di vedere convincente e ben recitato, seppur pecchi di errori di pronuncia à go go di personaggi e robot.

Voto: 7,5 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie OVA)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; TV)
Mobile Suit Gundam The Movie I (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie II: Soldati del dolore (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie III: Incontro nello spazio (1982; film)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO 2: The Gravity Front (2008-2009; serie OVA)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO: The Hidden One-Year War (2004; corti)
Gundam Evolve../ 01 RX-78-2 Gundam (2001; OVA)
Mobile Suit Gundam Thunderbolt (2015-2016; serie ONA)
Mobile Suit Gundam Thunderbolt: December Sky (2016; film)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO: Apocalypse 0079 (2006; serie OVA)
Mobile Suit Gundam 0080: War in the Pocket (1989; serie OVA)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team - Miller's Report (1998; film)
Gundam Evolve../ 11 RB-79 Ball (2005; OVA)
Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory (1991-1992; serie OVA)
Mobile Suit Gundam 0083: L'ultima scintilla di Zeon (1992; film)
Gundam Evolve../ 04 RX-78 GP03 Dendrobium (2002; OVA)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; TV)
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; OVA)
Gundam Evolve../ 13 RMS-108 Marasai (2005; OVA)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Gundam Evolve../ 09 MSZ-006 Z Gundam (2006; OVA)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; TV)
Gundam Evolve../ 02 RX-178 Gundam Mk-II (2001; OVA)
Gundam Evolve../ 10 MSZ-10 ZZ Gundam (2005; OVA)
Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char (1988; film)

SEQUEL
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
Mobile Suit Victory Gundam (1993-1994; TV)
∀ Gundam Called Turn "A" Gundam (1999-2000; TV)
∀ Gundam I: Earth Light (2002; film)
∀ Gundam II: Moonlight Butterfly (2002; film)
Gundam: Reconguista in G (2014-2015; TV)
Gundam: Reconguista in G - From the Past to the Future (2016; corto)


FONTI
1 Vedere i dati di vendita degli incassi DVD/BD pubblicati sulle seguenti pagine web: http://www.animeclick.it/news/32481-classifica-bd-anime-venduti-in-giappone-11062012-17062012, http://www.animeclick.it/news/34321-classifica-bd-anime-complessiva-del-2012, http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3856-vendite-home-video-giappone/?p=256694, http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3856-vendite-home-video-giappone/?p=279224,
http://www.animeclick.it/news/39242-classifica-bd-anime-venduti-in-giappone-02062014-08062014 e http://www.animeclick.it/news/39291-classifica-bd-anime-venduti-in-giappone-09062014-15062014

2 Consulenza di Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit)
3 Notizia del quotidiano giapponese Nikkei Marketing Journal, tradotta e riassunta nel portale Myanimelist alla pagina http://myanimelist.net/forum/?topicid=426833
4 Vedere punto 2
5 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 519
6 Booklet allegato al quinto DVD/BD di "Mobile Suit Gundam Unicorn" ("Essay - Note inedite a cura di Harutoshi Fukui, Quinta Parte", Dynit, 2012)
7 Booklet allegato al primo DVD/BD di "Mobile Suit Gundam Unicorn" ("Essay - Note inedite a cura di Harutoshi Fukui, Prima Parte", Dynit, 2012)
8 Booklet allegato al primo DVD/BD di "Mobile Suit Gundam Unicorn" ("Staff Interview #01 Harutoshi Fukui" e "Staff Interview #02 Kazuhiro Furuhashi", Dynit, 2012)
9 Vedere punto 6
10 Booklet allegato al secondo DVD/BD di "Mobile Suit Gundam Unicorn" ("Staff Interview #04 Yasuyuki Muto", Dynit, 2012)
11 Come sopra
12 Vedere punto 7

giovedì 17 aprile 2014

Recensione: Gundam Build Fighters

GUNDAM BUILD FIGHTERS
Titolo originale: Gundam Build Fighters
Regia: Kenji Nagasaki
Soggetto: Hajime Yatate
Sceneggiatura: Yousuke Kuroda
Character Design: Kenichi Ohnuki, Suzuhito Yasuda
Mechanical Design: Atsushi Shigeta, Hajime Katoki, Junichi Akutsu, Junya Ishigaki, Kanatake Ebikawa, Kazumi Fujita, Kenji Teraoka, Kunio Okawara, Mamoru Nagano, Mika Akitaka, Shoji Kawamori, Syd Mead, Yutaka Izubuchi
Musiche: Yuuki Hayashi
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 25 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 2013 - 2014


Fa uno strano effetto constatare la popolarità di cui sembra godere Gundam Build Fighters presso gli amanti di vecchia data del Mobile Suit bianco, in primis perché è l'erede spirituale del grandioso Mobile Fighter G Gundam (1994) di Yasuhiro Imagawa, nel suo anno di uscita proprio da essi (o almeno, da una rilevante parte di loro) seppellito sotto vagonate di fango perché ritenuto "eretico" rispetto alle atmosfere classiche della saga. Invece il successo di questa ottima serie del 2013, che ha sbalordito la stessa Bandai che l'ha prodotta con poca convinzione1, stupendosi di come gli ascolti dell'1,64%2, inferiori addirittura a quelli risibili del precedente Mobile Suit Gundam AGE (2011), non abbiano comunque intaccato ottime vendite di Gunpla3, si limita ad attestare una banalità, come cioè conti tantissimo il periodo di uscita di un'opera e la sua contestualizzazione: se G Gundam era il primo Universo Alternativo del franchise a proporre atmosfere stravolte, facendo incazzare come non mai il fandom, poi quest'ultimo, dopo decenni di altri AU di qualità altalenante, è evidentemente disposto a rivedere le sue posizioni e ad accettare quello che di buono offre il convento, anche se nuovamente "dissacratore" come non mai. Ecco così come una nuova serie televisiva che propone un torneo di lotta mondiale fra Gundam e altri Mobile Suit, parodistica, piena di citazioni e con personaggi clonati da G Gundam (soprattutto di Allenby Beadsley), si riscopra ora cool, un titolo trendy degno di hype, rumor, discussioni e forti impulsi commerciali. C'est la vie.

Inutile dirlo, la serie gundamica del 2013 nasce dal buon successo di Model Suit Gunpla Builders: Beginning G, miniserie di special TV nata nel 2010 per commemorare il trentesimo anniversario del mondo dei modellini di Gundam venduti da Bandai, che rappresentano (come abbiamo visto dai numeri pubblicati nella sua recensione) uno degli hobby più redditizi e famosi dell'intero Giappone. Ottima intuizione di quell'opera - altrimenti trascurabile spot per collezionisti - era quella di teorizzare un simulatore di realtà virtuale che permettesse agli acquirenti di Gunpla di poterli pilotare, facendoli scontrare fra di loro in tornei a eliminazione. Già quando ha creato Beginning G, il suo staff voleva farne una serie televisiva4: l'ambizione passa ora a quello assoldato per Build Fighers (sopravvive lo sceneggiatore principale, Yousuke Kuroda), che in quest'ottica si spinge ben oltre. Nessuna simulazione immaginaria, ora (ispirati dal manga Angelic Layer delle CLAMP? Chissà!) i Gunpla possono essere pilotati per davvero (e sparare!) con una sorta di joypad dai loro proprietari, grazie all'aiuto "magico" fornito dalle misteriose particelle Plavsky, che creano campi di battaglia virtuali (basati sulle più famose ambientazioni della saga, come ad esempio A Bao A Qu) dentro le mini-arene di gioco in cui si affrontano i modellini. La serie racconta quindi il cammino di due eroi, i debuttanti Sei Iori e il misterioso Reiji, venuto da chissà dove, che gareggiando insieme in queste sfide (il primo assembla i robot, il secondo li pilota) diventano sempre più forti, arrivando a partecipare al torneo mondiale che designerà il migliore Build Fighter al mondo.


La serie, ambientata in un ipotetico presente così tecnologicamente avanzato, è di fatto un remake di G Gundam: ripropone l'odissea dei due protagonisti che, mano a mano che prosegue la loro qualificazione al torneo, si allenano e stringono amicizia con altri rappresentanti nazionali (ancora una volta plasmati sui più noti stereotipi popolari - a noi italiani è andata meglio rispetto alla serie di Imagawa, da mafiosi sleali passiamo ad affascinanti e vincenti Casanova) che affronteranno poi nelle fasi finali, il tutto tutto con l'immancabile contorno di una nemesi destinata fin dalla prima apparizione a fungere da "boss finale", sconfitte e rivincite, cameratismo virile fra amici/rivali, intermezzi amorosi e intrighi e misteri dietro all'identità di Reiji e dell'organizzazione del torneo (specialmente nei riguardi delle particelle Plavsky). Ricetta uguale uguale, con l'aggiunta di qualche suggestione ecchi, che, come funzionava egregiamente a metà anni '90, anche replicata continua a rappresentare un divertissement gradevolissimo, una parodia davvero ben fatta e divertente del mondo di Gundam.

Non ci si può ovviamente aspettare nulla di elaborato o profondo: l'intreccio è esilissimo, la storia è prevedibile in ogni aspetto, e il funzionamento di fondo delle arene virtuali si presta a svariate ingenuità inspiegabili. Il modo giusto per godersi Build Fighters è semplicemente di abbandonare qualsiasi pretesa, apprezzando 25 puntate rette su atmosfere leggere ed allegre, personaggi simpatici e carismatici, divertenti siparietti comici, disegni coloratissimi e accattivanti, belle ragazze e un oceano di robottoni provenienti dalle più disparate incarnazioni della saga (comprese quelle extra-animate) che si danno battaglia in epici combattimenti (i migliori animati in modo magistrale da Masami Obari!) dalla resa superlativa e spettacolarissima, che odora di high budget in ogni fotogramma e dettaglio. Si sprecano poi gli ammiccamenti e le citazioni, visive, concettuali e anche dialogiche, a un po' tutte le opere animate gundamiche, rappresentando un'adeguata dose di fanservice che gli appassionati gradiranno moltissimo (adoreranno in special modo lo storico personaggio di Ramba Ral, proveniente dalla serie storica del 1979, che fa da mentore a Sei e Reiji, o il noto episodio 23 zeppo di cosplayer vestiti come famosissimi personaggi della saga). Due potentissime e irresistibili sigle J-Rock e una coinvolgente, epica colonna sonora (che spettacolo il flamenco usato negli scontri con l'MS-06R-AB Zaku Amazing!) fanno il resto.

Build Fighters è, come Beginning G, in una gigantesca vetrina per pubblicizzare modellini, neanche più "mascherata" da una trama: sfrutta la storia per proporre lunghi zoom sulle confezioni ufficiali di Gunpla vendute realmente nei negozi, incentiva l'arte di customizzare i Gunpla con colori e upgrade a libero sfogo della fantasia, mostra quant'è laborioso costruire da sé i propri Gundam collegando le giunture, dipingendo le parti, incollando i pezzi... È nella sua scelta di rendere protagonisti dei giocattoli realmente esistenti che trova, filosoficamente, il suo tallone d'Achille: va bene proporsi in una serie disimpegnatissima in cui anche gli yakuza risolvono le loro contese affrontandosi coi Gunpla, ma quando si inizia ad accostare ai modellini valori forti come l'amicizia, la lealtà, il coraggio, etc., cercando anche di veicolare storie di formazione, si finisce col rimanere un po' disgustati da come la serie cerchi di sembrare più matura di quello che è, come se solo l'acquisto di modellini Made in Bandai possa cambiare in meglio la vita di una persona (pare di sentirlo urlare, Yoshiyuki Tomino). Anche i momenti conclusivi della storia, contraddistinti dai combattimenti più epici e coreografati (in cui esplosioni e potenti tracce sonore mandano in brodo di giuggiole lo spettatore), perdono molta della drammaticità: come si può prendere sul serio gente che piange, si dispera o è terrorizzata da semplici giocattoli? Da questo punto di vista, G Gundam risultava decisamente più credibile nel suo pathos drammatico, visto che almeno nel suo mondo immaginario i combattimenti avvengono realmente e i piloti rischiano la vita.


Pur prendendosi un po' troppo sul serio e non potendo vantare la regia d'autore e l'esagerazione di G Gundam, Build Fighters si configura comunque, in definitiva, come una sua efficacissima riproposizione moderna, fatta con molti più soldi e meno seriosa, dal ritmo davvero trascinante e con le idee ben chiare sul come intrattenere il suo pubblico. Non cambierà la vita a neessuno, ma piuttosto che una lunga serie gundamica banale ma "ortodossa" come il precedente, orripilante Gundam AGE, davvero, a volte è preferibile percorrere strade dalle basse pretese (ma fatte bene!) come questa. Una bella sorpresa.

Voto: 8 su 10

SEQUEL
Gundam Build Fighters Try (2014-2015; TV)
Gundam Build Fighters Try: Island Wars (2016; Special TV)


FONTI
1 Intervista in giapponese al produttore Masakazu Ogawa, pubblicata nel sito web https://akiba-souken.com/article/19903/, gentilmente tradottami da Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit). Un suo sunto è pubblicato anche nel sito francese Gundam France (http://actu.gundam-france.com/2014/04/19/gundam-build-fighters-une-suite-ne-serait-pas-exclue/). Nell'intervista si fa riferimento a uno share dell'1.5% circa, evidentemente approssimato per difetto rispetto all'1.64% (riportato nel forum Pluschan nel post http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3610-mobile-suit-gundam-the-origin-the-animation/?p=373888, nonostante manchi l'indicazione della fonte la lista degli altri TV rating è coerente con i dati ufficiali)
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